- Gli anziani delle acque -

Racconto di Lafaiette

- Estate -

L'allenamento procede bene.
Falin è paziente e accetta gli errori.
Marti se la cava bene con la spada, ma preferisce l'arco.
Io,invece, il contrario. Mi trovo bene con la spada, l'arco mi sembra solo inutile.
Ci alleniamo all'Isola di Cenere: Falin mi ha detto che in realtà il suo nome è l'Isola del Drago, ma da quando il Sovrano Supremo di cui mi parlava la nonna è scomparso, non è più chiamata così.
Ci alleniamo nella sala principale del Covo dei Falchi Viaggiatori.
Ci sono molti ragazzi, ma io e Marti rimaniamo sempre in disparte.
Siamo diventati amici e ci diamo una mano quando nasce qualche problema.
Oggi, mentre Falin ci ha concesso una pausa, si avvicina un ragazzo molto più grande di noi.
È pallido e magro e non sembra molto felice di stare qui; lo avevo notato già in precedenza, a causa dei continui litigi che ha con un altro compagno di allenamento.
Si siede vicino a Marti e sorride.
- Piacere. - dice. - Io sono Greg. -
Marti gli fa un cenno con il capo, io gli stringo la mano.
- Sapete che gira una strana voce su questo luogo? - continua Greg, allungando le gambe e stiracchiandosi.
- Quale voce? - domanda Marti, piuttosto sorpreso visto che è sempre vissuto qui, da quello che so.
- Il Drago che viveva qui... prima di sparire, si dice che abbia rivelato la presenza del Male e solo l'Eroe Supremo poteva debellarlo. Pare poi che questo Eroe si sia sacrificato e che sia rimasto solo suo fratello, cioè il Male purificato. -
Sorrido.
- Che storia buffa. -
Greg sembra indignato e mi guarda con aria di sfida.
- Buffa? Secondo me, è tutto vero! Chissà che fine ha fatto il fratello. Vorrei proprio conoscerlo. -
Marti scuote la testa.
- È passato un bel po' di tempo da quando il Drago se ne è andato. Così mi ha detto mio padre. Sarà ormai vecchio, quel tizio. -
- Se è veramente esistito. - insisto io.
Non credo a queste leggende, sono state create solo per entusiasmare i bambini.
Greg si infuria. Perchè è così importante per lui?
- Ti dico che è vero! E scommetto che c'è ancora qualcuno in giro per il mondo che può testimoniarlo! -
D'un tratto, mi ritornano in mente le parole della nonna.
Anche lei conosceva quella storia!
Nonna Dazel è sempre stata piuttosto seria: ho visto come credeva in questa faccenda e non credo che una come lei si illuda su una favola.
- Forse hai ragione. - dico a Greg. - Forse è vero. -
Lui alza il mento, soddisfatto.
- Lo sapevo! - esulta. - Come vorrei saperne di più... - aggiunge dopo un sospiro.
- Di cosa parlate? -
È Falin. È apparso senza alcun rumore e ci spaventa. Vedendo le nostre facce, scoppia a ridere e si siede davanti a noi.
- Mi pare di aver capito che stavate parlando del Drago. È una bella storia, sì. -
Falin si sistema gli abiti e sorride.
- Lei lo ha visto? - chiede Greg, curioso.
- Sì. Ero un bambino, ma lo ricordo come fosse ieri. -
Sospira e il sorriso scompare; al suo posto, compare un'espressione triste, nostalgica.
- Il Drago... era scomparso. Molti soffrirono per questo, ma quando tornò rivelò molte cose. Ed una persona partì, per non tornare mai più. Così è. -
Falin abbassa lo sguardo; sento Marti inquietarsi.
- Era l'Eroe, vero? È morto? - insiste Greg, forse senza notare lo sconforto del Falco.
- Sì. Morto. Ma suo fratello... - Falin si interrompe e diventa rosso.
- Suo fratello?... - Greg vuole saperne di più.
- È... vivo. Ancora. - mormora pianissimo Falin, che ora è pallido e tremante.
Greg salta su come una molla, entusiasta.
- Lei lo conosce?? Può presentarcelo?? -
Falin scuote la testa.
- Perchè ti interessa così tanto? E poi, non lo conosco, mi spiace. -
Il Falco si alza e ci fa cenno di seguirlo.
- Dai, riprendiamo gli allenamenti. -

Ho notato la strana apprensione di Falin.
Perchè tutti sono così misteriosi?
Anche la nonna, quando mi ha parlato del Drago, era inquieta, arrabbiata.
Non ho ancora capito con chi, ma anche Falin sembra triste, odia questo argomento quasi quanto nonna Dazel.
Perchè la storia di questo Eroe porta così tanto scompiglio tra coloro che conosco?
Forse sanno più di quanto danno a vedere...
E così, la curiosità colpisce anche me.
Verso sera, mentre tutti cenano, mi dirigo verso la stanza di Marti. So che Falin si trova quasi sempre lì.
E infatti, lo trovo seduto sul letto, mentre cerca di spiegare al "figlio" un buffo disegno su un libro.
Quando mi vede entrare, si alza, sorride e accarezza la testa a Marti.
- Vi lascio soli. - dice, ma io scuoto la testa. Lui, sorpreso, torna a sedersi.
- Posso farle qualche domanda riguardo a quella storia? -
Il Falco stringe le coperte del letto con forza, ma mi sorride gentilmente.
- Perchè siete così curiosi? -
Marti gli si avvicina, entusiasta.
- Sì, padre, diteci qualcosa in più! -
Mi siedo su una solida cassapanca e attendo.
Falin ci guarda, con un'espressione tra il seccato e il meravigliato, e dopo un bel respiro, comincia:
- Non so molto, davvero. Ero un bambino quando ritornò l'Eroe. Ci conoscevamo da molto, eravamo grandi amici.
Disse che doveva cercare se stesso, una cosa del genere, ma qui avevamo altri problemi in testa.
Il Drago era scomparso. Per di più, mio padre stava malissimo. -
Si interrompe per prendere fiato, poi:
- Infine, il Drago ritornò e annunciò la venuta del Male. Solo il Prescelto, con il suo cuore, il Sole e la Luna poteva salvare tutto e tutti... Così disse. E lasciò cadere un medaglione ai piedi del mio amico, l'Eroe del Vento. -
- L'Eroe del Vento... Ne ho sentito parlare. - dico io.
- Partì per debellare il Male. E per farlo, doveva morire. Così era scritto. Il Male era suo fratello, ma con il sacrificio dell'Eroe, tornò ciò che era stato tanto tempo prima: un ragazzo. L'ho perso di vista. Non ricordo neppure il suo nome. -
So che mente. Non si dimentica una cosa del genere. Il nome del Male non può essere scordato!
- Balle! - esclamo. - Lei sa benissimo il suo nome. Perchè non vuole dircelo? È solo una storia! -
Falin mi guarda con occhi di fuoco: non sembra più lui.
- Ragazzino, ci sono cose che è meglio non sapere. - sussurra. - Io per primo sono rimasto sconvolto. Tu sei solo un bambino, non puoi sopportare una cosa di una tale portata. Cerca di dimenticare tutta questa faccenda. -
Mi alzo ed esco dalla camera, furibondo.
So che il nome del Male mi riguarda da vicino, ma non capisco bene perché.
Vado sulla terrazza, per cercare un po' di aria fresca, e trovo Greg.
- Ciao. - mi dice. Nota la mia rabbia e mi chiede cosa ho.
- Nulla. Lascia stare. -
- Hai litigato con il tuo amichetto? - mi domanda sorridendo con aria saccente.
- No. Con Falin. Ma non ti riguarda. -
Greg si stringe nelle spalle se ne va.
Forse ho esagerato, ma non mi importa.
Voglio conoscere quel nome. A qualsiasi costo.
È importante.
E so che può sciogliere molti dubbi che covano in me da quando ho visto il dipinto del nonno.

Fine