- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo sette -

Stava per arrivare quasi in cima, quando udì delle voci che chiamavano il suo nome.
Si voltò, sorpreso.
Delle Guardie di Hyrule.
Thomas?
- Ragazzo! - gridò infatti una delle Guardie. - La principessa... vuole vederti. -
Noiva si avvicinò, sempre più basito.
Cosa voleva? Perché interrompeva le sue ricerche?
- Ti aspetta dagli Zora. Sbrigati, è importante. -
E così, stanco, curioso, arrabbiato e ferito, Noiva tornò al villaggio delle creature d'acqua. Zelda si trovava vicino le cascate.
- Noiva! - esclamò vedendolo. - Lo hai trovato? -
Il ragazzo annuì lentamente.
- Lo immaginavo, in effetti. - mormorò la principessa, osservandogli il collo, dove si notavano due lividi nerastri.
- Ascoltami bene, ora. Io... ho sbagliato a mandarti così, senza alcun vero potere, incontro a Moroalt. È un miracolo che tu non sia morto. -
Noiva chinò il capo, ripensando allo scontro avuto.
Era vero. Era sopravvissuto per miracolo.
- Tu hai bisogno di una forza in più. Una vera forza. I Goron mi hanno raccontato tutto. Ho capito solo ora che Moroalt è più di ciò che sembra. Immagino che non sappia usare bene la Triforza del Coraggio, altrimenti a quest'ora non saresti certo qui. Nonostante questo, rimane comunque un avversario temibile. Non è... umano. -
Noiva si fece più attento e gli tornò in mente il sangue striato di nero.
Zelda alzò una mano e ci fu una luce.
Il giovane la riconobbe.
Era la stessa che compariva quando Moroalt usava la Triforza del Coraggio.
- Io ti dono la Saggezza che mi è stata conferita dalle Dee. Che possa aiutarti a sconfiggere il Male e a salvare questo mondo. -
La luce sulla mano di Zelda scomparve, per ritrovarsi su quella di Noiva.
La Triforza della Saggezza brillava ardente.
- Spero basti. - Zelda si sedette, esausta. - Ora ti prego... salva Link. Tutti ne abbiamo bisogno. -
Ma alla fine, chi avrà bisogno di me? si chiese il ragazzo.

Il Ghiacciaio gli sembrò meno pericoloso e freddo. Forse era dovuto al nuovo potere che gli scorreva nelle vene.
E incredibilmente, come guidato da una forza misteriosa - o forse una voce che gli gridava dentro? - riuscì a raggiungere la villa.
Sembrava così antica e malmessa, come se il tempo l'avesse distrutta con troppa forza e fretta.
Non c'era nessuno nei dintorni. Salì le scale e giunse al portone.
Era leggermente aperto: spinse dolcemente e mise la testa dentro per controllare.
Nessun nemico.
Si addentrò nell'oscurità dell'edificio, la spada in mano, e fece cadere un'armatura lì vicino per richiamare Moroalt, se veramente si trovava lì.

- Padrone... -
- Cosa c'è? Non vedi che sono occupato? -
- Padrone... il ragazzo... è arrivato sin qui. Deve averci sentito, prima. -
- Davvero? Molto bene. Avevo già in mente di sistemarlo... -
Moroalt si osservò il polso, stretto grazie ad una fascia, ormai completamente insanguinata.
- Per fortuna che non posso morire dissanguato. - mormorò l'uomo.
Si alzò, si sistemò il mantello e, con un sorriso, rimirò la Triforza del Coraggio.
Il sorriso si allargò ancora di più quando lo sguardo si posò sul frutto delle sue lunghe ricerche.
Se prima Noiva non aveva speranze, ora ciò che poteva fare era solo pregare.

- Salve! - gridò una voce dalla scalinata principale.
Noiva alzò lo sguardo.
Eccolo.
- Sei tornato... Mi faciliti le cose. Ora, resta ben fermo così ti posso colpire senza alcuna difficoltà. -
Noiva, involontariamente, strinse i pugni e la Triforza della Saggezza si illuminò.
Gli occhi di Moroalt, visibili anche da lì, assunsero un'aria sorpresissima.
- Te l'ha data Zelda, vero? - chiese dopo un lungo silenzio.
Scoppiò a ridere e il ragazzo si sentì gelare.
- Grazie! Quanti favori mi hai fatto oggi, ragazzo! -
L'uomo alzò la mano.
Ma questa volta, si illuminarono due parti.
Il marchio sulla mano di Moroalt era quasi completo.
- Ne manca uno... Sì, quello che hai tu... Ti chiedi come abbia avuto la Triforza della Forza in così poco tempo, vero? Beh, devi sapere che quando Ganondorf, il Re delle Ladre, è morto, ucciso dal caro Eroe della Luce che Zelda vuole risvegliare, ha lasciato il suo Potere, qui, a Hyrule, senza portarselo all'inferno. Io l'ho cercato così tanto.... sapevo dove si trovavano gli altri due Frammenti. E alla fine... -
Mostrò ancora la mano.
- Sei spacciato, moccioso. -
Saltò oltre la ringhiera delle scale, schioccò le dita e apparve di nuovo la sua lama nera.
Non... non posso combattere... anche con un Frammento... mi ucciderà!
Il fendente arrivò.
Riuscì a pararlo, ma Moroalt era divenuto così potente che era quasi impossibile contrattaccare, schivare, difendersi...
Poi, in mezzo alle scintille delle spade, al rumore e alla neve che cadeva dal tetto rotto, intravide una grata che impediva l'accesso ad una porta.
Ma doveva essere rotta, perché era ferma a metà.
Cercò di avvicinarvisi, mentre Moroalt lo colpiva senza sosta, e con un fendente piuttosto potente spinse l'uomo verso la grata.
Vi prego, Dee... fate che funzioni...
Moroalt si voltò, pronto a colpirlo, ma Noiva fu più veloce.
Si chinò per schivare l'attacco e si allungò per toccare la leva che chiudeva la grata.
Ti prego!
Moroalt si accorse del pericolo e fece per correre via.
Non ce la fece.
La grata piombò su di lui, ma anzichè colpirlo in pieno, si conficcò nella gamba, facendolo cadere e urlare di dolore.
- Maledetto! Vai all'inferno, razza di... - non finì la frase e urlò.
Noiva si avvicinò.
Il Ladro non poteva muoversi. Se solo lo avesse fatto, si sarebbe staccato il piede.
Il ragazzo si chinò.
Moroalt cercò di colpirlo con una mano, ma finì con l'aumentare la sua sofferenza.
Noiva afferrò proprio quella mano.
I due Frammenti... eccoli lì.
Si concentrò...
Doveva solo prenderli.
Facile, no?
Cominciava a sentire qualcosa entrargli nel cuore...
Ma sentiva anche un peso sul petto. Cos'era?
Aprì gli occhi.
Moroalt gli stringeva la maglietta, gli occhi gialli colmi di odio.
- Fermo, piccolo demonio. - sibilò l'uomo. - Non osare! -
Noiva, però, gli conficcò le unghie nella carne e riprese il "lavoro".
- Fermo! Fermo! - La pressione sul petto aumentò, ma non ci fece caso.
Una luce...
E poi, il potere fu così grande, così impetuoso... così bello.
Si sentì forte come non mai...
Insieme a quella sensazione meravigliosa, però, c'era qualcosa di amaro.
Stava succedendo qualcos'altro... ma cosa?
Sentiva un viscidume attraversarlo... ma non poteva trattarsi della Sacra.
Che cos'era allora?
Riaprì gli occhi, confuso ma felice.
Moroalt gli teneva ancora una mano sul petto, ma non lo guardava più.
Respirava male e il capo incappucciato era chino sul pavimento sporco e freddo.
Muori, cane!
Preferiva sapere che era morto dissanguato, piuttosto che ucciderlo con la spada.
Sarebbe stata una vendetta completa.
Si alzò.
La Triforza, completa e pura, simile ad un piccolo sole, brillava sulla sua mano.
Il Vero Potere.
Non ci aveva mai pensato, per lui aveva contato solo uccidere Moroalt, ma ora che la possedeva quella Forza gli sembrava meravigliosa, stupenda.
Perché doveva separarsene?
Sarebbe diventato lui il nuovo Eroe.
Avrebbe protetto lui Hyrule.
Non serve Link! Non serve!
Si allontanò da Moroalt, diretto verso l'uscita.
Addio, maledetto. Spero tu muoia molto lentamente.

Cosa doveva fare?
Da una parte, voleva risvegliare l'Eroe della Luce.
Da un'altra...
Così strano... Mi sento così strano...
Non si accorse, mentre usciva alla luce del sole, che una ferita lasciò cadere del sangue a terra.
Del sangue nerastro, malato... cattivo.

CONTINUA NEL CAPITOLO OTTO