- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo dodici -

Zelda corse dai due ragazzi.
- Link... sta.... -
- No. - rispose Noiva, tenendosi a distanza. - Non mi ha guarito. -
La principessa sembrò delusa.
- Non... non puoi...? -
L'Eroe annuì, ma nel suo sguardo c'era qualcosa molto simile all'esitazione.
Si voltò a guardare Noiva, il quale osservava con disagio i soldati che, a loro volta, gli lanciavano occhiate spaventate.
Gli sembrava così debole...
E per un attimo, gli balenò in mente l'idea che non ce l'avrebbe fatta.
Ma scacciò quel pensiero, cercando di assumere un'aria più felice.
- Link mi ha detto - disse improvvisamente Noiva. - che mi aiuterà a trovare una cura. -
Zelda impallidì.
- Cosa? -
Afferrò per un braccio Link.
- Sei tu la sua cura! Allora... non sai come risanarlo! -
Link sospirò, diventando rosso.
- Gli ha parlato. - continuò Noiva, il volto nascosto con furbizia sotto i capelli.
- Chi? Moroalt? - si informò Zelda, continuando a stringere il braccio di Link.
I due ragazzi si osservarono, in silenzio.
- No. - rispose infine Noiva. - Ciò che... che ho qui... -
Spostò lentamente il mantello scuro che portava sulle spalle: attraverso la maglietta, si vedeva chiaramente la macchia scura e maligna.
I soldati si allontanarono con sussurri di paura e disprezzo.
Zelda lasciò finalmente il braccio dell'Eroe e si avvicinò con la curiosità negli occhi.
- È...? - Noiva annuì, ricoprendo la macchia con il mantello.
La tensione svanì un poco, nel cortile.
La principessa si rivolse a Link.
- Non voglio sapere perché non puoi guarirlo tu, Link. Forse l'ho capito. Non voglio conferme. Voglio solo che Moroalt non giunga al suo obiettivo. Trovate questa cura e uccidete il Ladro. -
Si inchinò leggermente.
- Hyrule ed io ti siamo debitrici. -
Le Guardie, i Goron e Rafael chinarono il capo, in segno di rispetto.
Ma tutte quelle lodi erano rivolte a Link, il quale si guardava intorno con disagio, senza sapere cosa fare.
Noiva rimase nell'ombra, come un fantasma.

Partirono.
Noiva in sella ad Epona, Link a piedi, guidando il cavallo con le redini.
- Zelda ha detto che dobbiamo parlare con le persone più sagge di Hyrule. Tu ne conosci qualcuna? - chiese Noiva.
L'Eroe Supremo scosse la testa, pensieroso.
- Il nonno... mi parlava delle gesta dell'Eroe del Tempo. -
Link si voltò a guardarlo, un po' sorpreso.
Parlava di suo nonno, finalmente...
- Diceva che l'Eroe, dopo aver sconfitto Ganondorf, andò alla ricerca di una fatina sua amica. E finì in una terra vicina a Hyrule. -
Poi? chiedevano gli occhi di Link.
- Il nonno mi ha detto che l'Eroe incontrò quattro Giganti. Se esiste questa terra e se esistono queste creature... forse possiamo chiedere a loro. -
Link sorrise e annuì, convinto.
- Cerchiamo questa via! - esclamò Noiva, elettrizzandosi. - Così potremo chiedere, intanto, anche ad altre persone! -
Il viaggio proseguì con le parole speranzose e le battutine di Noiva e le risate di Link.

Che strana coppia... ridacchiò in sé il Ladro.
Osservava i due ragazzi sul ramo di un albero, come suo solito.
Credevano davvero di trovare una cura al Male?
Non ci poteva riuscire l'Eroe Supremo... figuriamoci un vecchietto vissuto cento anni e passa o un Gigante!
Moroalt si lasciò cadere senza far rumore e seguì con lo sguardo i due mocciosi che si dirigevano verso un boschetto.

- Ehi, salve! -
Si voltarono.
Una ragazzina era appena uscita da un cespuglio.
Aveva in mano un cestino vuoto.
Sembrava molto stanca, i capelli scuri le ricadevano sul viso rosso e le mani erano sporche.
- Scusate, per caso avete visto dei funghi? -
Noiva e Link si guardarono, muti.
- Ehm... io sto cercando un tipo particolare. Mi serve per la zuppa di stasera. -
Ancora silenzio.
- Ehi, dico, non avete la lingua? Almeno dite qualcosa! -
Noiva si schiarì la voce.
- Ecco... veramente noi... -
La ragazzina si avvicinò, sorridendo.
- Finalmente! Ecco, sto cercando dei funghetti gialli molto piccoli, sapete sono buonissimi e nella zuppa verrebbero proprio bene! Mi aiutate a cercarli? -
Prima che i due potessero proferire parola, la giovane aveva già preso le redini di Epona e la guidava vicino agli alberi, chinandosi alla ricerca dei funghi.
- Scendi,tu, sfaticato! - gridò a Noiva, ancora seduto in sella. - Dammi una mano! -
- Non... non è una buona idea. -
La ragazzina lo strattonò e lo fece cadere.
- Non cercare scuse! Aiutami! -
Noiva si accorse che Link si era già messo alla ricerca dei funghi; sospirò e cominciò anche lui a cercare.
Stava per prendere il terzo da infilare nel cestino della ragazza, quando quest'ultima chiese:
- Ehi, che hai lì? -
Il mantello si era spostato e si intravedeva la macchia scura e semiviva.
Noiva si affrettò a coprire, ma la ragazza aveva visto tutto.
Si alzò lentamente e fissò Noiva con sguardo calmo e freddo.
- Chi sei? -
Link corse dal giovane e gli toccò una spalla, l'espressione dura.
Solo allora la giovane sembrò accorgersi della sua presenza e impallidì.
- Chiedo scusa, Eroe. Non l'avevo... riconosciuta. -
Sorrise e schioccò le dita.
La fanciulla spettinata di prima lasciò il posto ad una Fata Suprema.
- Mi spiace per il travestimento. Ma io proteggo questo bosco. E devo misurare la bontà di ogni individuo che vi entra con una piccola prova. -
Indicò il cestino che portava ancora in mano.
- La solidarietà. Voi non avete esitato ad aiutarmi. Potete attraversare il mio bosco. -
Si spostò e lasciò passare i due ragazzi.
Noiva, però, si voltò di scatto e le chiese:
- Tu hai capito cos'ho, vero? -
- Sì. -
- Non conosci una cura? -
- No. Io non posso fare nulla per te. La Luce è la cura a tutto, ma in questo caso.. -
- ... mi ucciderebbe. - completò Noiva, stringendo le labbra. - Grazie lo stesso. -

Moroalt aspettò che i due fossero spariti tra la boscaglia.
Poi, si avvicinò alla Fata, che nel frattempo era tornata una ragazzina alla ricerca di funghi.
- Salve, signore! -
Gli porse il cestino.
- Mi aiuta a... -
- No. - la interruppe il Ladro. - Non prenderti gioco di me, Fata. -
La ragazzina aprì la bocca per dire qualcosa, poi la richiuse, forse capendo che era inutile negare.
- Mi ha sentito parlare con... -
- Sì. - la interruppe di nuovo il Ladro. - Mi piace tenermi informato su tutto. -
Indicò una direzione.
- Da quella parte, secondo la leggenda, non c'è l'entrata per il luogo dove è nato l'Eroe del Tempo? -
- Loro non lo sanno. -
Moroalt sorrise.
- Bene. -
Tornò a guardare la Fata, ancora sotto le sembianze di ragazzina.
- Dovresti vedere come è cresciuta Zelda, Rial. -
La Fata trattenne un grido.
- Moroalt? -
- Non posso fare un passo che ritrovo pezzi del mio passato. - disse il Ladro, la voce cupa ma allegra allo stesso tempo.
- Cosa ti è successo? -
- Ho fatto quello che volevo. Ma ora dimmi se esiste veramente quell'entrata. Questa è la tua casa, la conosci perfettamente. -
Rial voleva chiedere altro, si vedeva benissimo, ma non osò.
Sentiva che Moroalt era diverso, non più il giovanotto gentile e disponibile con tutti.
Emanava la stessa energia malvagia del ragazzo con la macchia sul cuore.
- Esiste, sì. Sono rimaste solo case vuote. -
- I bambini immortali della leggenda sono morti? Come è possibile? -
Moroalt era dubbioso.
- Quando l'Eroe del Tempo, loro grandissimo amico, non tornò più nella foresta loro si lasciarono morire, a causa del dolore. -
Rial si chinò a raccogliere un fungo scappato al suo sguardo.
- Dovresti capirlo. Anche il Saggio della Foresta non era rimasto più con loro. Si sentivano soli. -
Moroalt ridacchiò.
- Sembra tu li conosca bene. -
Rial assunse un'espressione indignata.
- Il bosco ricorda ogni singola cosa! - esclamò. - Ricorda quei giorni felici, quando Hyrule era libera dal Male e l'Eroe del Tempo riempiva i cuori di felicità! Sono venuta a conoscenza di tutto. -
Il Ladro emise uno strano suono, simile ad un ringhio.
- Libera dal Male... che cosa dici? Il Male non lascia mai in pace. Mai. Poteva essere una delle ere più felici per Hyrule, ma di certo era piena di Male come adesso! -
I suoi occhi gialli si soffermarono su un albero, pensierosi.
- Non mi aspetto che tu capisca. -

Noiva si guardò attorno, preoccupato.
Quella zona del bosco era ombrosa, cupa, silenziosa.
Sembrava quasi un cimitero.
- Link, andiamo via di qui. Non mi piace molto. -
L'Eroe non sembrò averlo sentito.
Teneva le redini di Epona con forza, il suo sguardo non si spostava mai dall'orizzonte e il viso pareva di marmo.
- Link? -
Il ragazzo non gli diede retta.
In realtà, lo aveva sentito, ma c'era qualcos'altro che lo preoccupava, al momento. Udiva una sorta di richiamo.
Come delle risate lontane, che lo guidavano chissà dove...
Guardò la Triforza. Brillava come non mai.
Quando alzò lo sguardo, trattenne il respiro.
C'era un tronco vecchio e malandato fissato contro una parete di roccia.
Era cavo. E sentiva degli spifferi freddi.
- Cos'è? - chiese Noiva. - Forse... la strada per giungere in quella terra vicina di cui ti parlavo...? -
No, Link sapeva che si trattava di altro.
Si avvicinarono, spostando delle tendine di edera che quasi nascondevano il passaggio.
- Andiamo? -
L'Eroe annuì.
Si sentiva allegro.
Come se stesse tornando a casa.

Attraversarono un ponticello sospeso sopra una radura.
- Lì! - esclamò Noiva. - Delle luci! Le vedi? -
In effetti, oltre un altro tronco cavo, si intravedeva qualcosa, simile a delle fiammelle.
Superarono anche quel passaggio e si ritrovarono in un villaggio.
Era formato da piccole casette ricavate dai tronchi degli alberi.
C'era il letto di un fiume, in lontananza, ormai privo di acqua.
Il tempo sembrava fermo, in quel luogo. Non un suono, né qualche altra cosa che potesse segnalare vita.
Link portò il cavallo vicino al fiume secco e aiutò il debole Noiva a scendere.
- Che tristezza... non c'è nessuno. - mormorò quest'ultimo.
Solo allora notò lo sguardo di Link.
Sembrava felice come non mai.
Gli parve addirittura di scorgere delle lacrime di gioia.
- Link? Stai bene? -
L'Eroe si asciugò gli occhi e annuì, cercando di sorridere.
- Ma stavi... -
Noiva non finì la frase che sentì un grande dolore alla spalla.
Girò la testa e cacciò un urlo.
Lo avevano ferito con una freccia.
Link lo prese al volo, mentre si accasciava al suolo.
L'Eroe estrasse la freccia con delicatezza e sgranò gli occhi, davanti al sangue nerastro che gli macchiava le mani.
Era quello il Male che contaminava Noiva?
La Triforza quasi lo accecò, tanto si illuminò quando entrò in contatto con la ferita del ragazzo.
Ma presto lo squarcio si richiuse e a Noiva tornò un po' di colore sul viso.
- Chi è stato? - mormorò, ancora scosso.
Link si guardò attorno, furente.
E li vide.
Strano, visto che era umano. Ma forse, la Triforza gli aveva dato il potere di vedere... quelle anime.
Erano dei bambini.
Li osservavano da una collina, con in mano dei piccoli archi giocattolo, ma che, a quanto pareva, facevano molto male.
I loro volti erano tristi, ma alcuni possedevano anche un'espressione decisa e quasi cattivella.
All'improvviso, però, l'anima di una ragazzina si avvicinò a quella che sembrava essere del capo del gruppetto.
Ci furono mormorii di sorpresa e, infine, il grido di felicità.
- Link! Link! Sei tornato! -
Le anime discesero la collina e corsero da loro, le braccia spettrali alzate.
- Link! -
- Maledetto, dove ti eri cacciato?? -
- Oh Link, finalmente sei tornato! -
Anche Noiva poteva vederli.
- Li conosci?? - esclamò, incredulo.
Le anime si bloccarono, ammutolendo.
- Non è Link! -
- Però gli somiglia così tanto! -
Il capo del gruppo sfiorò il volto dell'Eroe.
- Non... sei Link... -
Le anime dei bambini chinarono il capo, deluse e tristi.
- Un momento! - esclamò Noiva, cercando di non muovere troppo il braccio ancora un po' dolorante.
- Lui è Link! -
I bambini spostarono automaticamente lo sguardo sull'Eroe.
- Gli somiglia tanto. - pronunciò una bambina che, in vita, doveva avere i capelli biondi. - Ma non è l'Eroe del Tempo. -
- L'Eroe del Tempo? Credete ancora che verrà? Sono passati cento anni! -
Sul volto dei bambini apparve un'espressione confusa, mista a tristezza.
- Cento anni? - mormorò un ragazzino con un ciuffo di capelli sugli occhi.
- Sì. - confermò Noiva. - Lui è l'Eroe della Luce. Ora Eroe Supremo. Quel Link è morto. -
Una bambina con i capelli rossi scoppiò in lacrime.
Il capo del gruppo arricciò le labbra e lottò contro il dolore.
- Chi siete voi? - domandò Noiva, sempre più curioso, chiedendosi se non avesse esagerato un poco.
- I Kokiri... - rispose un bambino tra le lacrime. - I bambini immortali. -
Link, a quel nome, si sentì strano.
Una parte del suo cuore piangeva.
Lo sentiva gridare.
Ho dimenticato...
Il pensiero gli era venuto così, all'improvviso, quasi senza senso.
Li ho dimenticati...
Divenne un'ossessione, in quella manciata di secondi.
Si sentì male e, senza sapere come, anche lui cominciò a piangere.
Noiva gli toccò il braccio, con delicatezza.
- Ehi, cosa succede? Ti sei commosso? -
L'Eroe sorrise debolmente, strofinandosi gli occhi.
Il bambino che guidava i Kokiri disse, tra le lacrime:
- Io sono Mido. Litigavamo sempre... però... gli volevo bene... quando tornò da quella terra misteriosa, venne qui... e ci disse che sarebbe tornato sempre e sempre, per farci visita... -
Tirò sul con il naso e continuò: - Passarono gli anni... e diventò Generale Massimo della Guardia di Hyrule. Un adulto. Non aveva più il tempo... per noi... e così... non tornò più. -
Link strinse i pugni e pianse più forte.
La bambina bionda continuò:
- Però... mi ricordo... che quando ci siamo lasciati morire e la notizia aveva attraversato tutta Hyrule... lui è venuto qui... e ha pianto sui nostri corpi. -
Noiva deglutì, diviso tra il disgusto e la tristezza.
- Eravate già anime? -
Mido annuì.
- Anche Saria e l'Albero Deku se ne erano andati. Saria era un Saggio... e l'Albero Deku, che aveva preso il posto del Vecchio Albero Deku, si era addormentato improvvisamente... senza motivo... -
I bambini emisero altri lamenti e sparirono, con un suono simile al sibilare del vento.
Ogni tanto, nell'aria si udivano i loro pianti.
Noiva si alzò, le gambe tremanti.
- Non avrei mai immaginato... di venire qui. -
Osservò Link, ancora combattuto dalle lacrime.
- Lo sai che posto è questo? Qui è cresciuto l'Eroe del Tempo! Qui! -
Noiva si osservò intorno, negli occhi una scintilla di ammirazione.
Ma Link non lo ascoltava.
Non sapeva perché, ma si sentiva un mostro.
Li ho dimenticati...
- Una storia davvero toccante! -
Moroalt apparve dal nulla, battendo le mani.
- Giuro, ho quasi pianto! L'Eroe del Tempo che dimentica i suoi amici e questi, per il dolore, si lasciano morire... Non è mica scritto sui libri di Storia! -
Notò il pianto di Link.
- Oh, vedo che qualcuno si è commosso sul serio! Cos'è, ti è stato distrutto un mito? Oppure è stato proprio il racconto a farti piangere? -
Link respirò a fondo e si alzò, tremando.
- Cosa sei venuto a fare qui? - sibilò Noiva, gli occhi colmi di odio.
- Volevo vedere come procedeva la cura. -
Il Ladro ridacchiò.
- Non bene, vedo. -
Il mantello di Noiva si era spostato ancora e la macchia si mostrava di nuovo alla luce. Ma sembrava più grande e pericolosa...
Noiva gemette e rimise a posto il mantello.
- Giuro che ti ucciderò, Ladruncolo! -
- Davvero? Fallo, allora. -
- Non macchierò di sangue un luogo dove delle anime vagano senza pace. -
- Molto nobile, da parte tua. -
Il Ladro si guardò attorno, gli occhi vigili.
- Anime senza pace... sapete che più hanno sofferto e maggiori sono le possibilità che diventino Dannati potenti? Mi farebbero comodo... -
Un movimento improvviso, velocissimo, un gemito di dolore.
Moroalt si ritrovò scagliato contro una roccia, una mano stretta attorno al collo e la Spada Suprema premuta contro il suo stomaco.
Link lo guardava con sguardo furente, colmo di una rabbia fredda, calma, ma pericolosissima. Sembrava avere due fuochi bianchi, negli occhi...
Moroalt cercò di sorridere. Il volto coperto dal cappuccio era parzialmente illuminato dalla luce emanata dalla Triforza e dalla Spada.
Si vedevano ciuffi di capelli neri e, per un attimo, si vide anche un bagliore bluastro, nella parte destra del viso.
Il Ladro gemette ancora e Link lo lasciò andare.
- Va bene... tranquillo... non li tocco... -
Si tirò su, pulendosi gli abiti.
- Ma perché sono così importanti per te? Non li conosci neppure! -
Link si limitò a fissarlo.
I lamenti nell'aria si fecero più forti.
Link... Link... Link...

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