- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo tredici -

Moroalt si massaggiò il collo.
- Se questi mocciosi sono così importanti per te, - disse - allora perché non te ne vai di qui? Non vedi come li hai ridotti? -
Link si voltò a guardare le anime dei bambini, ora raccolte dietro un angolo, piangendo sommessamente.
- Gli ricordi il loro amato Eroe ed amico. - continuò Moroalt, un ghigno malevolo sulle labbra coperte dal cappuccio. - Però non lo sei. -
Il ragazzo chinò il capo.
Si sentiva in colpa.
Perché?
Non era colpa sua se erano morti.
Era stata colpa dell'Eroe del Tempo, che li aveva abbandonati, dimenticati.
E solo quando erano morti, si era ricordato di quanto fossero importanti.
Allora perché si sentiva in colpa lui?
Il suo sguardo, offuscato dalle lacrime, gli cadde sulla Triforza completa.
Il Frammento del Coraggio brillava più degli altri due.
Alzò il viso, fissando Moroalt con odio.
Quell'uomo non aveva pietà.
Utilizzava anime senza pace per i suoi scopi malvagi, voleva uccidere Noiva per avere la sua Triforza del Male e, a quanto pareva, aveva ucciso il Re e la Regina.
Zelda aveva ragione. Doveva trovare una cura per Noiva.
Ma, intanto, perché non eliminare quel mostro che li avrebbe seguiti ovunque, sino a quando non avesse colto l'occasione giusta per far fuori il ragazzo del Male...?
Moroalt sembrò capire che Link era animato da intenzioni... furiose.
Fece apparire la sua lama, ma ci ripensò e la ripose.
- Non ne vale la pena, ora. - disse.
Noiva si avvicinò a passi lenti.
- Vai via, Ladro. Lasciaci in pace. Non mi avrai! -
- Non voglio mica te. Voglio ciò che porti. -
- Vai al diavolo! -
Moroalt rise.
- Proprio tu me lo dici... Tu che sai benissimo che possediamo tutti e due il diavolo, in noi... -
Strinse gli occhi.
- Non troverai una cura, ragazzo. Non c'è! -
- Crepa! -
Noiva si scagliò contro il Ladro, negli occhi una stilla di follia.
Alzò un pugno per colpirlo, ma Moroalt si scansò, veloce come un fulmine.
Facendo ciò, però, sbattè contro Link, che non aveva fatto in tempo a spostarsi.
Il Ladro ne approfittò per avere una piccola soddisfazione: con il gomito, colpì in pieno volto l'Eroe.
Quest'ultimo cadde a terra, perdendo sangue dal naso.
- Agh! -
Le anime dei Kokiri si erano avvinghiate a Moroalt, furiose.
- Lascialo! -
- Non lo toccare! -
- Non ci provare più, stupido adulto! -
Il Ladro si dimenava come un ossesso.
Le anime gli stringevano le gambe e le braccia: un abbraccio assai sinistro.
Alla fine, Moroalt si liberò e saltò via, lontano dai ragazzini.
- Sciocchi mocciosi! - gridò, furibondo, facendo riapparire la spada.
- Non è lui, capite? Non è quel Link! -
Mido gli puntò contro l'arco, pronto a scoccare una freccia.
- Ma avrebbe voluto questo! Lo avrebbe protetto! Lui era buono con tutti! E noi faremo lo stesso! Lo proteggeremo! -
- Sciocchi! - ripetè il Ladro. - Vi aggrappate ai desideri di un morto! Anzi, di un assassino! È stato lui ad uccidervi... perché vi ha dimenticati! -
I bambini trattennero a stento le lacrime; ma Mido si riprese con forza.
- Sarà anche così... ma tu di certo non puoi definirti un santo! Si vede subito che hai sempre ucciso, senza pietà! -
- Sì! - gridò improvvisamente Noiva. - È un mostro! Ha dato in pasto al fuoco il mio villaggio! Ha ucciso tutte le persone che amavo! Trasforma le anime in Dannati, mostri servili e malvagi! -
Il ragazzo prese fiato.
- Tu non sei umano! Sei un mostro! Un demonio! Non saresti mai dovuto venire al mondo! -
Moroalt lo fissò senza proferire parola.
I suoi occhi non mostravano alcun sentimento.
Si voltò a guardare Mido.
- Perché lo fate? Vi ha uccisi. Dovreste dimenticare i suoi desideri. Dovreste dimenticare lui, come ha fatto con voi! -
- Perché lo abbiamo promesso. -
Gli occhi di Moroalt, questa volta, divennero vivi di curiosità.
- Promesso? -
- Abbiamo giurato che saremmo diventati bravi come lui. Avremmo fatto tutto ciò che avrebbe fatto lui. E lui, ora, avrebbe protetto quel ragazzo! -
Mido indicò con un cenno del capo Link.
- Una promessa... - ripetè Moroalt. Sembrava terribilmente triste.
Poi, improvvisamente, il suo tono cambiò.
- Idioti. -
Si mise in posizione di combattimento.
- Le promesse portano disgrazie. Se non si riesce a mantenerle, si passa per bugiardi, traditori... le promesse... non andrebbero fatte... -
- Che cosa dici? - mormorò Noiva.
Ma Moroalt non gli diede retta.
Si scagliò contro Mido e lo colpì con la lama nera.
Link urlò, disperato, e corse dal bambino.
Giaceva a terra, con una grande ferita sul fianco ricoperta da una sostanza nerastra che si estendeva a vista d'occhio.
No! No!
L'anima non si muoveva, gli occhi chiusi e le mani strette attorno all'arco.
Moroalt pulì la lama, nonostante fosse ancora immacolata.
- Bene. Uno è già mio. -
Noiva si avvicinò a Link, seguito dagli altri Kokiri.
- Non puoi fare nulla...? - chiese la ragazzina dai capelli rossi.
Link scosse la testa.
Lo riconosceva.
Quello era Male.
Non poteva rimuoverlo.
Ti prego, no!
La Triforza emanò una fortissima luce, quando sfiorò la sostanza.
- È inutile, Eroe. - disse Moroalt, continuando a pulire con noncuranza la sua lama. - Ora lui è mio. È un Dannato. -
No!
Con delicatezza, Link cercò di togliere il Male dalla ferita.
Noiva, intanto, si rivolse al Ladro.
- Tu sei come me... hai stretto un patto con l'Oscurità! -
- Certo. - confermò Moroalt, annuendo. - Lo hai capito solo ora? -
Noiva stava per dire qualcosa, ma si interruppe.
Riportò l'attenzione su Mido e Link.
Quest'ultimo sembrava disperato, le lacrime che gli bagnavano il viso e la tunica argentata.
Il Male non voleva togliersi dalla ferita; ormai aveva quasi raggiunto il viso della povera anima.
L'Eroe non si chiedeva come faceva a toccare Mido, l'importante era salvarlo.
Non avrebbe sopportato... una sua ulteriore scomparsa.
Si sentiva così vicino a quei bambini...
Non poteva abbandonarli anche lui...
- Link... -
La bambina dai capelli rossi si chinò e accarezzò la testa di Mido, con delicatezza.
- Non ci riesci, vero, Link? -
L'Eroe battè un pugno a terra, piangendo, impotente.
- Manca poco, ormai. - disse il Ladro.
No!
Link si alzò, tirò fuori la Spada Suprema e affrontò Moroalt.
- Link! Cosa fai?? -
Noiva lo afferrò per la tunica.
L'Eroe tremava, circondato da una luce bianca.
La Triforza brillava come non mai, ma spiccava soprattutto il Frammento del Coraggio.
- Link... -
L'Eroe gridò e si gettò contro Moroalt, la spada alzata.
Il Ladro saltò, ma fu ugualmente preso.
L'Eroe Supremo sembrava invincibile, guidato dalla Luce Sacra della Triforza.
Moroalt cadde a terra, il sangue che sgorgava copiosamente.
Link si preparò a menare un altro fendente, forse fatale, ma Noiva lo bloccò, prendendolo alle spalle.
- Non qui! - gridò. - Non qui! E poi, lo devo uccidere io! -
Link cercò di liberarsi.
- Fermo! -
Era la prima volta che Noiva gli stava così vicino, da quando aveva rinunciato alla Luce.
L'Eroe Supremo cominciò a calmarsi e l'aura bianca che lo circondava scomparve lentamente.
Il Ladro si tirò su con un gemito.
- Credete di essere così furbi... Voi non sapete cosa state affrontando... non vi libererete di me... -
Barcollò sino al tronco cavo che conduceva fuori.
- Ci rivedremo... e la prossima volta, avrò quella Triforza del Male! -
Schioccò le dita.
- Tu! Qui! -
Qualcosa si mosse, alle spalle di Link e Noiva.
Le anime gridarono e un'ombra nera corse da Moroalt, gli occhi rossi e cattivi.
Un Dannato.
NO!
L'Eroe si voltò.
Al posto di Mido, c'era una grande pozza nera.
Link cadde in ginocchio.
L'Eroe del Tempo stava soffrendo come lui, in quel momento, nel Regno Sacro?
Non aveva protetto uno dei suoi amici.
Lo aveva deluso, ne era certo.
Lo stava guardando con odio, da lassù?
Ci ho provato... io...
Noiva gli toccò una spalla.
- Link...! -
Moroalt fece sparire il Dannato-Mido e sogghignò.
- Povero, povero Eroe Supremo... Ti interessano questi mocciosi solo perché sono legati all'Eroe del Tempo? Credi di doverli proteggeresolo perché erano amici di quel Link? -
- Taci! - urlò Noiva. - Non puoi capire! -
- Perché, tu sì? - gridò di rimando il Ladro. - Tu, stolto ragazzino?? -
- Moroalt... - mormorò il giovane. - Tu sei... la persona più crudele che abbia mai conosciuto. -
- Grazie per il complimento. -
- E hai addirittura ucciso il Re e la Regina! Non hai alcuna pietà! Non sei diverso dai tuoi stupidi Dannati! -
Moroalt si irrigidì.
- Non lo dire. -
- Che cosa non devo dire? Che sei una bestia? Oppure che hai ucciso il Re e la Regina, senza pensare a Zelda, rimasta sola come un cane? -
- Stai zitto! Zitto! -
Moroalt battè una mano sul legno, lasciando alcune tracce di sangue.
- Non... non osare! - quasi gemette. - Non dirlo mai più! -
Noiva rise in sé, osservando il cambiamento radicale del Ladro, che ora sembrava così debole, triste, disperato...
Continuò a stuzzicarlo, curioso degli sviluppi; intanto, stringeva con dolcezza la spalla di Link, che tremava e piangeva, in preda ad una crisi.
- Sono proprio curioso... come li hai uccisi? Gli hai tagliato la gola? Oppure li hai avvelenati? O semplicemente, li hai dati in pasto alle Ombre? -
- No! No! Zitto, maledetto! Zitto! -
Moroalt si prese la testa tra le mani, per non ascoltare.
- Scommetto che hanno urlato, pregandoti di non ucciderli! Ma tu li hai ignorati e gli hai strappato la vita senza pietà! Sei un assassino! -
- No! -
Noiva ricordò le parole scritte nella lettera trovata sotto al letto del Ladro...
Decise di utilizzare anche quell'asso nella manica, per far soffrire il Ladro sino al massimo.
- Hai tradito la Famiglia Reale! Infatti, appartenevi alla sua corte, no? Traditore! -
- No! Io... -
- Sei anche un ladro! Rubi le anime per creare Dannati! Scommetto che anche quelle del Re e della Regina sono diventate mostri, vero? Vero, Moroalt? -
- No! -
- Hai ucciso la Regina e il... -
- NO! -
Il Ladro, con un ultimo grido disperato, cadde in ginocchio.
Piangeva.
Noiva, incredulo, tacque.
- Non l'ho uccisa! Non l'ho uccisa io! Non è colpa mia! -
Sta mentendo... Recita... pensò Noiva, anche se nutriva qualche dubbio in proposito.
- Io... voglio... solo... Credimi, Daphnes! -v Ma con chi parla?
- Volevo solo... imparare di più.... Daphnes! -
Il Ladro continuò a piangere: a quanto pareva era caduto in uno stato di pazzia assoluta.
Tremava e continuava a ripetere le stesse cose.
Improvvisamente...
Link, che fino ad allora puntava lo sguardo vuoto e disperato al suolo, ascoltando le parole di Moroalt, si era risvegliato dalla sua crisi.
Lo fissò con espressione vacua, poi si alzò tremando e gli si avvicinò con circospezione.
Il Ladro non dimostrò di averlo sentito e continuò la sua litania macabra.
- Non sono stato io... Daphnes... Ascoltami... -
Noiva portò una mano alla testa, confuso.
Gli sembrava di stare in un manicomio.
I Kokiri piangevano il loro amico, Link sembrava così distante e Moroalt era divenuto pazzo solo per qualche parola di troppo...
Scosse la testa e disse, incredulo:
- Ma che vi succede?? -
Link si inginocchiò davanti a Moroalt e infilò una mano sotto al cappuccio.
La Triforza brillò di nuovo come prima.
Ma questa volta, si illuminò più delle altre la Triforza della Saggezza.
Il Ladro tremò per un attimo, poi mormorò:
- Link... -
È tornato in sé. Lo riconosce. pensò Noiva.
Incredibilmente, si sentiva un po' in colpa.
Anche Moroalt provava sentimenti, allora...
- Link... guarda. -
Moroalt prese la mano che il ragazzo gli teneva sul viso e la portò alla fronte.
- Guarda... - ripetè con più decisione.
Link chiuse gli occhi e attese.
Nella mente, vide numerose immagini.
Alcune belle, altre brutte.
Capì che quell'uomo dagli occhi profondi e blu, era il Re scomparso in circostanze misteriose, pochi giorni dopo la morte della Regina.
E quella persona, dai capelli neri e con il sorriso sulle labbra...
L'immagine cambiò.
Questa volta, l'uomo dai capelli neri era seduto
al centro della sala del trono del Castello.
C'erano i Saggi, le espressioni dure e crudeli.
Il Re, però, sembrava ancora più malvagio e non si curava minimamente della disperazione dell'uomo seduto.
La scena mutò ancora.
Una figura incappucciata che parlava con il Re.
Il sovrano sembrava terrorizzato.
Diceva qualcosa...
Ascoltami!
Oh, ti ho ascoltato fin troppo, Maestà...
Moroalt! Non sai cosa stai facendo!
Invece lo so. Farai bene a seguirmi, sire.

Tutto cambiò di nuovo.
Una torre alta, circondata da mura con archi, bianchissima.
La risata di Moroalt echeggiò in quella che sembrava la Pianura, disperdendosi tra le stelle che illuminavano l'erba.
Ma, accompagnato da queste visioni, Link sentì qualcos'altro.
La verità che si faceva strada, lentamente, nel suo cuore e nella sua mente.
Aprì gli occhi.
Tolse la mano dalla fronte del Ladro e sospirò, stanco, triste, confuso.
Moroalt lo fissava, gli occhi bagnati e dispersi nell'infelicità.
- Link... -
Capiva perché Moroalt aveva fatto tutto quello.
Si era legato al Male per ripicca verso il Re, ma era rimasto intrappolato, invischiato senza apparente via d'uscita.
Aveva cercato di distruggere il Regno che lo aveva cacciato, ma Link sapeva che provava disgusto per le sue azioni.
Una vendetta finita male... si è messo nei guai da solo. È come Noiva!
Istintivamente, posò lo sguardo sul petto del Ladro.
Non c'era forse una macchia nera, sotto la maglietta di lino...?
È il dolore che lo spinge a fare ciò... E il Male che è in lui, utilizza la sua infelicità per comandarlo...
Sentì una mano sulla spalla: Noiva.
- Cosa succede? -
Link scosse la testa.
Toccava a Moroalt raccontare quelle cose.
- Lui è vivo... - mormorò improvvisamente il Ladro. - Sta bene. Credo. -
- Chi? - chiese Noiva.
- Il... Re.... sta bene. L'ho rinchiuso. Ma poi... non è più apparsa... non sapevo più cosa fare... deve essere ancora lì. -
- Che cosa è ancora lì? -
Il Ladro questa volta non rispose.
Si alzò, il sangue che usciva a fiotti dalla ferita e le mani sporche.
- Link... non c'è una cura. Quel che è fatto è fatto. Rinuncia. -
Noiva scosse la testa.
- Non dargli retta! - gridò, con una falsa decisione. - La cura c'è, Link! La troveremo e finalmente... -
Si interruppe.
Nemmeno lui ci credeva molto.
- Ci rivedremo. - mormorò il Ladro. Il suo tono, però, era triste, quasi dolce.
O forse riconoscente...?
Link si alzò e lo fermò prima che potesse passare attraverso il tronco cavo.
- Cosa c'è? -
Negli occhi dell'Eroe, c'era un'unica parola.
Vieni.
Moroalt non parve aver capito.
Esasperato, Link gli indicò con il capo Epona, legata vicino al fiume secco.
Vieni! ripeterono i suoi occhi blu.
Il Ladro aprì la bocca per parlare, ma la richiuse subito, senza parole.
- Sei pazzo?? - urlò Noiva, che aveva capito subito le intenzioni di Link.
- Non lo voglio! È un mostro! Dobbiamo ucciderlo! Ha distrutto il mio villaggio! -
Link fece un gesto seccato con la mano, per zittirlo.
- Mido! Qui! - gridò il Ladro, liberandosi dalla stretta dell'Eroe.
Il Dannato apparve subito.
Sembrava diverso da tutti gli altri.
Possedeva ancora qualcosa di umano...
Moroalt schioccò le dita e mormorò qualcosa; il Dannato gridò e cominciò a perdere... pezzi di "pelle".
Il Male che lo ricopriva lo lasciò e Mido cadde a terra con un rantolo.
Era di nuovo anima.
- Se il processo non è troppo avanzato, si possono liberare... -
sussurrò Moroalt, premendosi una mano sulla ferita, cercando di fermare il flusso di sangue.
Link prese in braccio l'anima, felice come non mai.
Il bambino gli sorrise debolmente.
L'Eroe lo portò dai suoi amici e lo affidò alle loro cure.
Moroalt...
Il Ladro chinò il capo e cominciò ad avviarsi.
- Mi spiace, Link. - disse. - Non possiamo cercare una cura tutti e tre insieme. State attenti, perché la prossima volta... -
Non finì la frase, combattuto com'era da ciò che aveva nel cuore.
- Dicono che nel Deserto ci sia un eremita... - aggiunse, a bassa voce.
Dopo queste parole, oltrepassò il tronco e scomparve.
Noiva sospirò, sistemandosi un ciuffo di capelli ribelle.
- Tu sei impazzito. - disse a Link. - Lo volevi portare con noi?? Cosa ti è preso?? -
Link scosse la testa.
- Non ti capisco. È il nostro nemico! -
No. Non lo è. Il vero nemico è il Male.
Noiva sbuffò. Cominciava a perdere la pazienza.
- Quando saprò controllare questo Potere... - disse. -... lo ucciderò. Pagherà per ciò che ha fatto. -
Si allontanò, i capelli neri scompigliati dal vento.
Link chinò il capo.
Che cosa avrebbe fatto l'Eroe del Tempo?
Si sarebbe comportato come lui, in quel momento?
Oppure avrebbe ucciso il Ladro?
E il Re... era ancora vivo, secondo quanto aveva detto Moroalt.
Rinchiuso da qualche parte.
Sospirò.
Un eremita nel Deserto...
Perché non provare?

CONTINUA NEL CAPITOLO QUATTORDICI