- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo quindici -

Il sole si alzò nel cielo, la mattina successiva, come tutti i giorni.
Ma questa volta portava con sé delle novità.
Il suo sorgere, infatti, indicava l'inizio di una ricerca, per il gruppo accampato vicino ad una foresta.
Link si alzò lentamente, la testa pesante e la Triforza simile ad una piccola torcia.
Noiva e la Fata dormivano; il Ladro era scomparso.
L'Eroe lo cercò con lo sguardo, ma vedeva solo la Pianura illuminata dai raggi solari e qualche albero lontano.
Non poteva avvicinarsi a Noiva per svegliarlo e non poteva neppure con Rial, visto che riposava proprio accanto all'amico.
Si sedette e attese il ritorno di Moroalt.
Fece la sua comparsa qualche minuto dopo, il cappuccio che gli copriva nuovamente il volto e qualche frutto in mano.
- Che razza di ricerca hai fatto, ieri sera? - borbottò, rivolto a Link. - C'è tantissima frutta, in quella foresta. E tu ieri sei tornato a mani vuote. -
Scosse la testa e si tolse il mantello.
Era la prima volta che Link lo vedeva senza.
Non solo il viso, ma anche la spalla era ricoperta da quel misterioso tatuaggio.
Il Ladro adagiò la frutta sul mantello steso a terra e svegliò la Fata e Noiva.
- Forza, pigroni! Dobbiamo trovare qualcuno in grado di debellare il Male! E la torre! -
Aveva dato particolare importanza all'ultima parola.
Rial si stropicciò gli occhi e sbuffò, irritata.
- Esistono altri modi per svegliare la gente! - esclamò.
Noiva adocchiò la frutta e, senza dire niente, prese due belle arance.
- Ragazzino, qui il ladro sono io! - esclamò Moroalt. Gli tolse un'arancia.
- Ehi! -
- Si divide, moccioso. Non fare il furbo. -
Noiva gli lanciò un'occhiata non proprio buona e tolse la buccia.
Rial indicò un punto in lontananza.
- Da quella parte, so per certo che vive una maga. Forse sa qualcosa. -
Moroalt pulì con cura l'arancia.
- Tanto vale provare. Vediamo se ci dice qualcosa di interessante. -
Noiva assaggiò uno spicchio.
- Tu hai studiato il Male per molto tempo. Non sai proprio come fare? -
- Se lo sapessi, a quest'ora ci avrei pensato io, no? - replicò Moroalt, seccato.
Lanciò a Link una mela.
- Eroe, forse dovresti avvertire Zelda. -
Link gli chiese come e perché con lo sguardo.
- Non sa che stai viaggiando con me. Per rispetto nei suoi confronti, farai meglio ad avvertirla di ciò. - Rise. - E poi, non sei l'Eroe Supremo? Scopri i Poteri della Sacra, diamine! -
Link arrossì, ma non ebbe il coraggio di provare.
La Triforza completa gli spettava veramente? Se la meritava sul serio oppure la possedeva per una sfortunata (o fortunata?) coincidenza?
La Fata e Noiva finirono la colazione e finalmente si misero in marcia.
Ognuno aveva in mente domande, speranze, paure e impressioni.
Pertanto, il viaggio fu molto silenzioso.
Rial temeva l'ira delle sorelle.
Era vietato avere contatti troppo stretti con gli umani. Moroalt e Noiva non erano neppure più umani...
Le avrebbero impedito di uscire per i prossimi quattrocento anni...
Link era di nuovo interessato alla Triforza.
Il potere che avevano lasciato le Dee... nelle sue mani!
Ma lui non sapeva come usarlo, cosa farci...
A quanto pareva, infatti, non poteva debellare il Male Supremo che ardeva in Noiva.
E proprio il ragazzo dai capelli neri, che camminava in testa al gruppo, aveva le idee più chiare di tutti.
Era sicuro che, prima o poi, sarebbe tornato come prima.
Il nonno, però, non sarebbe tornato e quando ci pensava, arrivava una rabbia enorme, capace di divorarlo in un attimo, se non la teneva a bada.
Ogni tanto, si voltava a guardare il Ladro.
Sembrava buono, finalmente.
Ma allora perché aveva distrutto il suo villaggio e ucciso tutti?
Cercava qualcosa (forse per far riapparire la torre?) oppure l'aveva fatto per semplice divertimento?
Moroalt, chiuso nei suoi pensieri protetti dal cappuccio, sembrava in un mondo tutto suo.
Le braccia incrociate sul petto, ogni tanto infilava una mano sotto il suo manto e parlottava sottovoce.
Aveva in mente qualcosa?
Giunsero su una collina dove spiccava un piccolo cipresso.
Vicina a questo, quasi nascosta da un tetto di foglie secche, c'era una casupola.
- Vive qui. - disse Rial. - Nascosta nell'ombra. -
Moroalt sembrò finalmente interessarsi a qualcosa e bussò senza mezzi termini.
Attesero per qualche secondo, poi una voce disse:
- Avanti. -
Il Ladro aprì la porta e si guardò attorno.
L'ambiente non era dei migliori.
C'erano cartacce sparse ovunque, strani tappeti che pendevano dal soffitto sbilenco e moltissimi libri accatastati sopra un tavolo mezzo rotto.
Tra quella confusione, c'era una donna di cinquant'anni, con i capelli castani e gli occhi ancora giovani.
Non appena vide Moroalt, rise.
- Benvenuta, creatura del Male. Cosa posso fare per te? -
Ma le parole persero vigore, quando vide Noiva.
Si alzò di scatto dalla piccola sedia su cui era seduta e lo raggiunse.
Non osava sfiorarlo.
- Lui ha qualcosa... di speciale. Non solo appartiene al Male, ma... -
- Se capisce ciò che mi affligge, allora me ne liberi. - replicò il ragazzo, seccato.
La donna rise di nuovo.
- Non posso fare certe cose. Conosco il Male, ma non posso liberarti da lui. Nessuno può. -
La speranza di Noiva, più sottile di un filo, si spezzò.
- Aspetti! Cosa significa? Rimarrò così per sempre? - gridò, disperato.
La maga scosse la testa.
- Sei giovane. Il Male che hai è potentissimo. Ti divorerà. Non vivrai a lungo. -
Il giovane emise un gemito e uscì dalla casupola, calciando l'erba, frustrato e spaventato.
Solo allora la donna si accorse di Link.
Gli dedicò un breve inchino e tornò da Moroalt.
- Tu invece... sei robusto. Lo possiedi da molto. -
- Posso controllarlo. Ho imparato. - spiegò il Ladro.
La maga disse qualcosa, ma nessuno riuscì a sentire.
Tornò alla sua sedia.
- Andate via. Non posso aiutarlo. -
Annuirono ed uscirono.
Prima, però, il Ladro le chiese un'ultima cosa.
- Ha mai visto una torre bianca circondata da mura con archi? -
La donna scosse la testa. Sembrava aver perso interesse.

Noiva osservava con malinconia un rigagnolo che scorreva tra l'erba alta.
Sentì dei passi, ma non si voltò.
Quando la tunica argentata di Link apparve qualche metro più in là, il peso sul cuore si fece più forte.
Anche nella capanna, nonostante l'Eroe avesse tenuto le distanze, si era sentito così.
Per un attimo, gli parve di vedere il mondo in una tonalità più scura.
- Dove andremo ora? - chiese dopo qualche minuto di silenzio. - Ci sono altri saggi, a Hyrule? -
Il suo tono era molto ironico, ma Link si limitò a sorridere gentilmente e si strinse nelle spalle.
Se ci sono, ci andremo, sembravano dire i suoi occhi.
Noiva, sempre più disperato, sentì tornare la rabbia precedente e si alzò di scatto, stringendo i pugni.
- Sei così tranquillo. Ci credo, tu non verrai mica distrutto da chissà quale orrore! Credi che tutto vada bene, ma qui non va bene niente! Hai capito? Niente! -
Si avvicinò di qualche passo, continuando a parlare, senza accorgersi che anche l'Eroe si era alzato, arretrando per non diminuire la distanza.
- Credi di essere chissà chi, solo perché la Triforza del Bene ti arde sulla mano. Beh, in realtà non sei nessuno! Te l'ho data io, quella! Te l'ho infusa nel cuore con la mia Luce! -
Gridò con una ferocia terribile e gli si gettò addosso.
- Noiva! No! -
Moroalt li raggiunse, seguito da Rial, ma era troppo tardi.
Il ragazzo aveva già toccato Link.
Gridò di dolore e si accasciò a terra e la macchia sul cuore divenne sempre più grande.
- Ahhhh.... la Luce... -
La voce di Noiva era di nuovo cambiata.
Il Male sembrava sofferente quasi quanto il povero Noiva, ma riusciva comunque a mantenere un tono sarcastico ed estremamente irritante.
Il ragazzo, intanto, agonizzava, emettendo rantoli e stringendo l'erba fino a far diventare le dita bianche.
- Manca poco, ormai... - continuò il Male, parlando attraverso Noiva. - È quasi mio. Non c'è cura. Non potete fare nulla. -
Il viso di Noiva si tramutò in una maschera a dir poco terrificante.
Rideva insanamente e faceva strane, inquietanti smorfie.
- Neppure l'Eroe, seppur Supremo, può fare qualcosa. Ci sarà la guerra di cui parlava l'eremita. -
La risata si fece più potente.
- E morirete, sciocchi servi delle Dee! -
Link osservava la scena con stupore e pietà.
Vedere Noiva succube di quel mostro lo faceva vomitare.
Moroalt non si era avvicinato molto, in parte temendo la Luce di Link.
Ma soprattutto, era il Male che aveva davanti che lo frenava.
Era come se non volesse essere notato.
Il Male, però, sapeva che c'era.
Noiva voltò la testa, lo sguardo colmo di divertimento malvagio, avido.
- Moroalt... Devo ammettere che sei un osso duro... la tua ripicca verso il Re ti ha condotto all'oblio, ma continui a resistere. -
Il Ladro sembrò tremare, per un attimo. Si riprese quasi subito, gli occhi gialli più spavaldi di prima.
- Lascialo, è solo un ragazzo. Non ti farà vincere un bel niente. -
- Tu credi? - disse il Male. - Io no. Questo ragazzo mi porterà dove voglio io. Quando, spinto anche dalla mia influenza, lo hai contaminato con il tuo sangue, mi hai fatto un grande favore... -
Rial si avvicinò.
- Moroalt... cosa gli hai fatto? -
Sembrava senza fiato, tanto era sorpresa e delusa.
Il Male rise ancora, quasi rotolando nell'erba.
- Non lo sanno! Non hai rivelato ciò che è successo alla villa! Sei un codardo! Come sempre! -
Link e Rial ora avevano occhi solo per il Ladro, che si sentiva immerso in un mare scuro, senza via d'uscita.
- Digli che, con il tuo sangue colmo di me, gli hai toccato il cuore, mentre ti toglieva i Frammenti. -
Continuò senza pietà il Male, divertendosi un mondo. - Anche se sono intessuti di Luce Pura, abbiamo resistito come matti. Il Male e Moroalt. Sembra il titolo di un libro. -
Ancora una orribile, pazza risata.
- E quando il moccioso ha rinunciato alla sua Luce originaria, sono uscito allo scoperto. La Triforza del Male, nascosta da secoli dai Saggi, era finalmente libera! -
Il Male rise di nuovo.
- E tutto grazie a te, Moroalt. Anche se avesse rinunciato alla Luce, senza però essere contagiato, Noiva non mi avrebbe mai liberato dalla prigione. Ma tu mi hai dato il giusto aiuto. -
Il Ladro sembrava distrutto. Mormorò qualcosa, forse un taci o semplicemente smettila.
L'Oscurità divenne improvvisamente seria.
- Sei capace di distruggere molte cose e persone, a causa delle tue stupide vendette. Povero Regno di Hyrule... -
Un'ultima risata e un rantolo.
Noiva era tornato normale.

Rial adagiò delicatamente la testa del ragazzo su una roccia.
Lo fissò a lungo, poi scosse la testa.
Moroalt sedeva qualche metro più lontano, la testa tra le gambe e le braccia che la cingevano.
Link osservava triste il cielo.
La Fata raccolse un po' d'acqua dal piccolo ruscello con una borraccia e la portò alle labbra di Noiva.
Il ragazzo, invece di bere, aprì gli occhi, lentamente.
- Link... chiama Link... -
- No, no. - disse Rial, con calma. - Link è ormai intessuto di Luce. Non puoi avvicinarti a lui. -
Noiva insistette.
- Ascoltami! - esclamò la Fata. - Hai visto cosa succede se lo sfiori appena? Vuoi che accada di nuovo? -
Noiva si tirò su a sedere con difficoltà, ma ci riuscì, con l'aiuto di Rial.
- Ciò che ha detto il Male... è vero? Moroalt... -
La Fata sospirò.
Si alzò e gli mostrò il Ladro, ancora nella medesima posizione disperata.
- Chiamalo... che venga qui... - mormorò il ragazzo, stendendosi di nuovo, senza forze.
La Fata volò dal Ladro e gli toccò una spalla.
- Ti vuole Noiva. -
Il tono era freddo, distaccato.
Il Ladro se ne accorse e alzò la testa.
Gli occhi gialli sembravano umidi.
- Rial... -
- Vai. Ti aspetta. -
Senza aggiungere altro, la Fata volò da Link, per conoscere le sue condizioni dopo quello spettacolo.
Quando Moroalt raggiunse Noiva, il ragazzo aveva chiuso gli occhi, come se volesse riposare.
Li aprì subito, non appena si sentì sfiorare un braccio.
Il Ladro lo osservava con così tanta tristezza, che Noiva si sentì invadere dalla pietà.
Non era arrabbiato.
Se doveva morire, allora doveva farlo con serenità, senza lasciarsi andare a brutti sentimenti.
- Togli il cappuccio. -
Annuendo, il Ladro lo fece scivolare dietro il collo.
Il tatuaggio brillò alla luce del sole, come se fosse fatto di vetro.
- Che cos'è? - chiese curioso Noiva.
- Il Male. Oltre alla macchia sul cuore, ho anche questo. - rispose il Ladro, cercando di non guardarlo in volto, ora che il cappuccio era stato rimosso.
Stava per dire altro, ma non lo fece.
Cosa potevi dirgli?
Non c'era niente di cui parlare. Ciò che aveva fatto era uno dei suoi tanti disastri.
Per di più, guidato dall'Oscurità, aveva anche distrutto un intero villaggio.
Un tempo, avrebbe chiesto perdono mille volte.
Ora si vergognava. Aveva fatto troppo.
Noiva gli toccò il braccio e lo strinse con forza.
- Come fai a controllarlo? - chiese, quasi con speranza.
Voleva imparare?
- Devi scacciare le ombre. Solo allora puoi sottometterle. -
Il Ladro scosse la testa.
- È inutile. Il Male ti controlla lo stesso. Lascia stare, Noiva. Così ti legherai ancora di più all'Oscurità. -
Noiva continuò a tenere il braccio.
- L'hai fatto solo... per tuo fratello? -
Moroalt lo guardò dritto negli occhi.
- Cosa? -
- Il patto con il Male. Lo hai stretto solo per... vendicarti? -
Moroalt annuì.
- È stupido, lo so. -
- Anche io l'ho fatto per lo stesso motivo. Volevo vendicarmi. E riportare indietro il nonno. -
Il Ladro si voltò a guardare Link e Rial che parlavano.
In realtà, fissava qualcosa di più lontano, che nasceva dai suoi ricordi.
- Mi dispiace. - disse infine. - Il Male aveva preso il controllo, quel giorno, e mi portò in quel villaggio. Voleva solo divertirsi, credo. Mi fece uccidere tutti. Spinto dalla sua forza, ho gridato... delle cose. - Si voltò di nuovo per guardare Noiva. - Vero? -
Il ragazzo annuì.
Il Ladro si alzò.
- Hai altro da dirmi? -
- Non appena starò meglio, ti prometto che cercheremo il Re. -
Moroalt annuì e lo ringraziò con un sorriso.

Scese la notte.
Rial si era addormentata vicino a Noiva, pronta ad aiutarlo se avesse avuto bisogno.
Link riposava tranquillo vicino al piccolo corso d'acqua e, pochi metri più in là, c'era Moroalt.
Tutto sembrava tranquillo.
Ma improvvisamente, qualcosa si mosse e si mosse, diretto verso la foresta.
Barcollava, ma i suoi passi era decisi e ogni tanto muoveva le labbra, come se stesse parlando con qualcuno.

- Link! Svegliati, ti prego! -
L'Eroe aprì gli occhi gonfi di sonno e si alzò, strofinandosi la testa che risuonava come un tamburo.
Rial volava davanti a lui, le lacrime che scendevano lungo il viso.
- Noiva è sparito! - quasi gridò, gesticolando con i pugni chiusi. - Mi sono svegliata per un momento e non era più accanto a me. Dobbiamo trovarlo! Nelle sue condizioni... -
Si bloccò e scoppiò in pianto, volando via e ripetendo che era tutta colpa sua.
Link si alzò e corse da Moroalt, che stava parlando con alcuni Dannati.
Non appena i mostri lo videro, sibilarono irritati.
- Trovate quel ragazzo e portatelo qui. Sbrigatevi! -
- Sì, padrone. - risposero i Dannati e sparirono in una nube nera.
Link, però, voleva trovarlo senza l'aiuto di quelle creature.
Lo fece capire a Moroalt.
- Rial ed io lo cercheremo. Tu non puoi e sai il perché. Resta buono qui. -
Si allontanò, chiamando la Fata.
L'Eroe calciò una pietra, sentendosi inutile e stupido.
A cosa gli serviva la Triforza, se non poteva combattere il Male?
Improvvisamente, la Sacra stessa si illuminò.
La sua luce, però, sembrava indicare una direzione precisa.
La foresta.

Come sempre, di notte incuteva timore.
Ma la Triforza brillava e donava luce a quelle fronde e Link si sentiva tranquillo.
Tranquillo per quanto riguardava l'ambiente.
Per il resto, viveva in uno stato di terrore assoluto.
Ogni più piccolo rumore, lo faceva voltare, alla ricerca del volto familiare.
Ogni volta, si trattava di qualche animale notturno.
Fino a quando, udì un urlo che non poteva associarsi ad una civetta.
Un urlo.
Noiva! Resisti!
Si tagliò le braccia e le gambe, per correre in mezzo ai cespugli, ma la Triforza guarì tutto.
Il suo unico pensiero era per l'amico, che stava lì da qualche parte, probabilmente cercando di lottare contro il Male.
Manca poco, ormai... È quasi mio.
Così aveva detto l'Oscurità.
E così l'ora era giunta, Noiva sarebbe diventato schiavo del Male per l'eternità?
Dov'erano le Dee, con la loro giustizia, la loro Legge, in tutto questo?
Un altro grido.
Saettando tra gli alberi, Link raggiunse una zona stranamente arida.
E al centro, c'era Noiva.
Piegato su se stesso, i capelli che toccavano terra.
L'Eroe temette di aumentare le sue sofferenze, avvicinandosi, così decise di chiamare in aiuto la Fata e il Ladro.
Ma come? Non sapeva se sarebbe potuto tornare lì.
Respirò a fondo e si concentrò.
La mente di Moroalt... La mente di Moroalt...
La foresta! Lui è qui! Davanti a me! Sbrigatevi!
Sentì un sentimento di sorpresa, che però non gli apparteneva.
Aveva davvero parlato al Ladro!
Con la mente...
Tornò a guardare Noiva.
Respirava? Da lì non riusciva a vedere bene.
Cercando di non far rumore, si avvicinò di qualche passo.
Noiva sussultò e alzò il volto.
Link trattenne il fiato, impallidendo.
Gli occhi di Noiva erano rossi come il fuoco.
La bocca si era aperta in un sorriso malevolo.
Poi, dalla sua schiena cominciò a crescere qualcosa.
Dapprima, Link pensò fossero ali.
In realtà, era una creatura.
Mostruosa.
Sembrava composta di una sostanza nera, gelatinosa.
In mezzo a quella sorta di melma, si aprirono due occhi. Rossi.
Infine, apparve anche una bocca, con denti aguzzi simili a rasoi.
- Eroe... - disse la creatura attaccata sulla schiena di Noiva. - Che onore! Possiamo finalmente parlare faccia a faccia. -
Noiva rimase in silenzio, gli occhi puntati su Link, senza emozioni.
- Il momento di cui vi parlavo questa mattina... è giunto. Da oggi, il mio vero piano ha inizio. -
Dal corpo del mostro, cominciarono a fuoriuscire due braccia con lunghe dita acuminate.
- Ma non preoccuparti... anche se il mio prediletto è Noiva, Moroalt e tutte le altre persone che controllo continueranno ad esserlo... -
Rise.
- A presto, Eroe. Si scatenerà la guerra più grande di tutte. E morirete, esseri del Bene... -
Lentamente, come cancellati dal vento leggero, Noiva e il Male sparirono.
Link, quasi senza respirare, entrò nella radura arida.
Sentì un fruscio e apparvero Moroalt e Rial.
- Link! Ho ricevuto... quel messaggio... dov'è? -
L'Eroe non rispose.
Gli girava la testa.
Quasi non si rendeva conto.
Moroalt e la Fata capirono.
- Lo ha... preso, vero? Il processo è completo, ora, vero? - mormorò Rial.
Piangendo, abbracciò il Ladro, che la strinse forte.
- Dobbiamo ritrovarlo. - mormorò.
Link scosse la testa, fiacco.
È inutile.
Moroalt scattò, anche se continuava a stringere Rial.
- Come sarebbe a dire? Sei impazzito? -
Link indicò la Triforza.
Non brillava più.
Si era spenta.

CONTINUA NEL CAPITOLO SEDICI