- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo diciotto -

Rafael osservò, con una mano premuta sulla bocca, le incredibili mosse degli Sheikah.
Sembravano leggeri come piume, non facevano alcun rumore.
Quando posavano piede a terra, dopo una qualche acrobazia in aria, non si alzava neppure un granello di terra.
Le Fate, con le loro ali colorate, volteggiavano con grazia sopra le truppe nemiche.
Alcune lanciavano pietre, altre magie.
Le più coraggiose attaccavano con frecce.
- I Goron! Arrivano! - gridò una vedetta Hylian, arrampicata su un albero.
Il popolo della roccia, rotolando lungo le colline, si vedeva anche da laggiù.
Erano in molti e avrebbero dato un utile appoggio.
Rafael tirò un sospiro di sollievo.
La guerra non gli faceva più così paura.
Tornò nella piazza della Città, dove Charley controllava la situazione.
Curava le persone che erano state ferite durante i primi assalti alle mura e dava qualcosa da mangiare.
Non appena vide Rafael, gli chiese notizie sulla battaglia.
- Va tutto bene. Stanno arrivando i Goron. Devi vedere gli Sheikah! Sembrano angeli! -
Charley sorrise per un attimo e tornò dai suoi feriti.
Rafael si strofinò i capelli e li spettinò ancora di più.
- È stato Link, vero? Li ha portati lui, qui, vero? Quel ragazzo è un genio! -
Charley non rispose.
Sembrava spaventato.
Che non credesse nella forza degli Sheikah?
O che fossero proprio loro a renderlo così inquieto?
Rafael scosse la testa, pensando che certa gente a volte era un po' ingrata.

Fu allora che la terra tremò.
La Città gridò di terrore e le truppe impegnate nel combattimento si fermarono un attimo, colte di sorpresa.
Rafael tornò sulle mura e cercò con lo sguardo Link.
Incredibilmente, non lo aveva visto in battaglia.
Forse era diventato invisibile. Con la Triforza, tutto era possibile.
Ma si rese conto che non poteva essere così: Link non sarebbe stato così meschino da attaccare un nemico alle spalle.
Dove era finito allora?
Non aveva pensato a quei trenta guerrieri presi in ostaggio?
C'era tempo per salvare Zelda. Possibile che avesse così tanta fretta?
Vide una Fata volare a pochi metri dalla sua testa.
- Ehi! Aspetta! -
La giovane si voltò e chiese:
- Cosa c'è, non vedi che sono occupata? -
- Dov'è l'Eroe? -
Il viso della Fata si distese in un sorriso.
- È sceso in battaglia, salvando quei trenta guerrieri. Poi l'ho portato al Castello. -
- Cosa? Quando è sceso là sotto? -
Rial si strinse nelle spalle e tornò a combattere.
Rafael tornò da Charley.
- Link è al Castello! A lottare contro quel mostro! -
L'amico si alzò, esterrefatto.
- Perché non ci ha detto nulla? Gli avremmo dato una mano! -
Rafael scosse la testa, preoccupato.
- Tu pensa ai feriti. Andrò io con Moy. Se lo trovo... -
- Link è l'Eroe Supremo! Sarete solo un peso, per lui! -
- Porteremo in salvo la principessa! Lui deve combattere, non può pensare anche a proteggere una persona! La faremo uscire, così non avrà problemi. -
Charley scosse la testa, poco convinto.
Rafael lo ignorò e corse a cercare Moy.

Link arretrò, senza avere il coraggio di colpire Noiva, che si avvicinava sempre più velocemente.
Il Male rise.
- Non vuoi procurargli dolore, Link? Perché? -
L'Eroe scartò di lato, mentre Noiva abbassava la spada con forza.
Sembravano non aver capito che la Luce era più forte dell'Oscurità.
Lui l'aveva compreso solo poco tempo prima.
Gli era apparsa la verità in mente ad un tratto, senza preavviso.
Loro invece non capivano.
Non si arrendevano.
Noiva lo attaccò, ma riuscì a parare il colpo.
Non aveva pensato, però, al Male, che sfruttò l'occasione e lo colpì con una mano.
L'Eroe fu scaraventato dall'altra parte della Sala.
Rimase a terra per più di un minuto, gli occhi chiusi: gli sembrava di avere milioni di pesi sulla testa.
Si alzò, raccolse la spada e si strofinò gli occhi. Vedeva macchie ovunque.
Finalmente, la vista si ristabilì e vide qualcun altro mettersi in piedi.
Moroalt.
Il Ladro si voltò, gli sorrise e gli corse incontro.
Noiva e il Male li osservavano da lontano, calmi.
- Link. Tutto bene? -
L'Eroe annuì, ma una sua smorfia confermò i dubbi del Ladro.
- Fammi vedere il braccio sinistro. - gli disse.
Link provò a muoverlo, ma gridò di dolore. Era rotto.
- Per fortuna che non è quello con cui tieni la Spada. - borbottò il Ladro.
Guardò di sottecchi Noiva e l'Oscurità.
- Ascolta: tu devi colpire il Male. Con la tua Spada ce la farai. Io distraggo Noiva. -
Va bene.
Tornarono dagli avversari, che attendevano tranquilli.
Noiva cercò di allontanare l'Eroe dal suo padrone, ma Moroalt lo costringeva a pararsi, a schivare ed a contrattaccare.
Il Male, con i suoi artigli, tentava di ferire Link, ma non voleva avvicinarsi troppo alla Luce della Spada.
Ogni volta che la lama lo sfiorava, si allontanava bruscamente dalla sua portata.
Ad un certo punto, il Ladro colpì Noiva alle gambe e il ragazzo cadde a terra.
L'Oscurità, attaccata alla sua schiena, perse un attimo l'equilibrio.
Era il momento che Link aspettava.
Abbassò con forza la Spada Suprema e tagliò di netto il braccio del mostro.
Un grido disumano si levò.
Noiva, incapace di tirarsi su, e il Male, senza un braccio, formavano un macabro quadretto sul prezioso pavimento.
- Credi di essere tanto bravo, vero, Eroe? - sibilò il mostro. - Sei solo... un moccioso! -
Intanto, Moroalt, dietro una colonna, aveva trovato una fiaccola.
Non poteva ferire il Male con le armi a sua disposizione, visto che derivavano proprio da lui, ma poteva utilizzare ciò che trovava lì intorno...
L'Oscurità gli dava le spalle e Noiva gemeva a terra, le gambe ferite gravemente.
Poteva agire tranquillamente.
Afferrò la fiaccola e si avvicinò silenziosamente al mostro, che stava parlando a Link.
- Non avete speranze, voi... - si interruppe.
I suoi occhi rossi erano sgranati.
Si voltò lentamente e vide Moroalt, con un sorriso trionfante sul volto, che lo bruciava.
- Come ti ho dato la vita, posso darti la morte, Moroalt. - disse l'Oscurità.
Il braccio che gli era rimasto saettò verso la spada di Noiva.
Solo Link poteva vederlo.
Lanciò un grido per avvertire il Ladro, ma l'uomo non fu abbastanza veloce.
La spada lo trapassò da parte a parte.
Link si sentì gelare.
Il Ladro emise un rantolo e gli cadde la fiaccola.
- E sai una cosa, amico mio? - mormorò il Male, avvicinando il suo mostruoso viso a quello dell'uomo.
Sorrise, mostrando i denti.
- Ho ucciso io la Regina! Possedeva un Frammento di Triforza, ricordi? Quello che ha ora Zelda... io ero imprigionato anche lì. Ma era malata e aveva perso la fede. E quando qualcuno perde la fede, è normale che l'Ombra possa uscire liberamente. -
Gli occhi di Moroalt si riempirono di lacrime.
- Mi sono impossessato della mente e del corpo della Regina, ma era troppo debole ed è morta. Hanno dato la colpa a te... Che ironia! -
Lasciò la presa sulla spada e scoppiò a ridere.
Moroalt cadde a terra.
Link, incapace di altro, corse da lui.
Il Male lo lasciò passare.
Sul viso del Ladro, c'era una lacrima.
- Vedi, Eroe? Non doveva finire così, dico bene? -
L'Oscurità si stese al suolo, simile ad un tappeto nero.
Si vedevano solo gli occhi rossi.
Link tremava. Di rabbia.
Aveva ragione, non doveva finire così.
Ma avrebbe cambiato quella fine.
Tolse la lama dal corpo di Moroalt e la gettò lontano, incapace di guardarla ancora un minuto di più.
Si alzò e tirò fuori la Spada Suprema.
- Non puoi distruggermi. - gli ricordò la creatura.
Lo so.
- Allora cosa credi di fare? -
Hai detto che Luce e Ombra sono due gemelle che lottano da sempre.
Ma allora quale è lo scopo della Luce, se non può sconfiggere l'Ombra?
E quello della sua gemella?
Devono lottare per sempre?

- Dove vuoi arrivare, moccioso? -
Hai detto che possono imprigionarsi.
Ora ho capito cosa devo fare.
Devi essere rinchiuso per l'eternità in una prigione di Luce, tuo grande tormento!

La risata del Male suonò, alle orecchie di Link, come una melodia stonata.
- Ci sarà sempre qualcuno che mi libererà dal suo cuore, sciocco! L'eternità non esiste, per me! -
Io ho la Triforza completa. Io posso far conoscere a tutti il Vero Bene, il fulcro della Legge delle Dee!
- Stai dicendo che tutte le ere passate, colme di lotte contro di me, dovevano portare a questo giorno? Tu sei il Prescelto che deve rinchiudermi per l'eternità?? -
Link arrossì, ma annuì con decisione.
Ho tutta la Luce che mi serve.
Non è abbastanza potente per sconfiggerti e lo stesso vale per te.
Ma può rinchiuderti, se presente nella sua forma completa, cioè la Triforza.
E la Sacra può anche illuminare le menti con la Legge delle Dee.
Nessuno ti libererà più!
Ecco le chiavi della tua prigione!

Il Male, questa volta, tacque.
Sembrava esterrefatto.
Aveva finalmente capito?
Dopo una lunga pausa, disse:
- Se è davvero così... anche la Luce può essere rinchiusa per l'eternità. -
Link annuì.
- Allora... è la battaglia per cui hanno lottato tutti gli Eroi precedenti. -
Sì.
- Ora capisco quelle parole... l'Eroe Supremo, che può trasformare il mondo in un paradiso... non è una leggenda. È una profezia! -
Il Male si alzò dal pavimento.
I suoi occhi trasmettevano solo odio.
- Addio, Eroe Supremo. -
Link guardò per un attimo la Triforza.
Pregò tutti gli Eroi e le principesse del passato e cercò di calmarsi.
Il cuore andava a mille.
Tutti avevano lottato per quel momento.
Non poteva fallire.
Addio.

CONTINUA NEL CAPITOLO DICIANNOVE