- I due eroi -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo diciannove -

Moy alzò lo sguardo.
Stava lucidando delle spade.
- Cosa succede? - chiese a Rafael, che aveva appena aperto la porta di botto.
L'uomo gli spiegò velocemente la situazione ed uscirono dalla piccola casa, che Moy aveva trasformato in bottega per fornire le spade alle Guardie che partecipavano alla guerra.
L'amico gli spiegò la situazione e corsero fuori, armati.
- Dobbiamo portare via la principessa. - mormorò Moy, osservando il Castello circondato da fulmini. - Entriamo. -
Guardò Rafael.
- La battaglia? -
- Gli Sheikah sono magnifici. Scommetto che al nostro ritorno sarà tutto finito. -

Il Re correva veloce tra i corridoi del Castello.
Ricordava ogni angolo di quel luogo.
La sua memoria aveva messo da parte quei ricordi e ora li aveva ripescati, permettendogli di orientarsi.
Dove poteva essere Zelda?
Forse era stata rinchiusa nella sua stanza? Oppure nelle segrete?
Allarmato dalle scosse misteriose che ogni tanto smuovevano l'edificio, il sovrano cominciò a correre più velocemente. Ogni tanto, chiamava la figlia.
Stava per superare un corridoio, quando si fermò e vi tornò davanti.
Lo ricordava benissimo.
Conduceva alla Sala del Trono.
Poteva cercare anche lì.
Si avviò.

Quando giunse alla Torre, capì che qualcosa non andava.
Sentiva delle grida, alcune disumane, altre che dovevano appartenere ad una persona giovane.
Si affacciò dalla terrazza esterna: sentiva la battaglia attorno alle mura e gli incitamenti del popolo.
Ma alle sue spalle, chi stava combattendo?
Tornò a guardare l'arco.
Tutto buio.
Solo ogni tanto vedeva dei guizzi rossi.
Prese coraggio ed entrò.
L'interno era luminoso, grazie ad alcune torce e il Re poté vedere il mostro che emetteva quelle urla spaventose.
Si appoggiò al muro, in parte per non svenire e da un'altra per non essere visto.
Ma il Male lo aveva sentito entrare e con una mossa agile, riuscì a togliersi dalla portata di Link.
- Salve, sire. - disse.
Sembrava stanchissimo. Ansimava e aveva numerose ferite su tutto il corpo nero.
Come Link avesse fatto, restava un mistero.
Aveva trasformato un essere abnorme in un umile animale.
Anche il giovane era ferito, ma sembrava calmissimo, come se sapesse che la fine possibile era una sola.
Il Male tossì e sputò sangue. Poi continuò, rivolto al Re:
- Ho già detto a questo moccioso che Zelda non è qui. -
Il sovrano deglutì un paio di volte ed uscì dall'ombra.
- Dove si trova, allora? -
Il Male scosse la testa.
- Se la cerchi da solo, vecchio! -
Il Re indurì l'espressione e si avvicinò alla creatura.
- Parla! -
Stava per aggiungere altro, quando vide il corpo di Moroalt accanto ad una colonna.
Ammutolì.
- Ah, sì... mi ero dimenticato di quel poveraccio. - ridacchiò l'Oscurità. - A lei non importa, vero, sire? -
Il Re scosse lentamente la testa e distolse lo sguardo.
I suoi occhi, ora, guardavano il pavimento.
Quando rialzò lo sguardo, la sua attenzione era per Link.
- Eroe, io... -
Link lo ignorò completamente e si gettò contro il mostro, gridando.
Il Male si difese con il braccio, ma fu accecato dalla Triforza; l'Eroe ne approfittò per colpirlo più volte.
Il Re fece alcuni passi indietro, per allontanarsi da quella lotta tra titani.
Vide Noiva, svenuto, e gli si avvicinò.
Non si accorse che il Male partiva proprio dalla sua schiena.
- Ragazzo... svegliati, andiamo via di qui. -
Noiva aprì lentamente gli occhi e lo guardò.
Daphnes trattenne un grido, vedendo i suoi occhi rossi e il sorriso diabolico.
- Dee... - mormorò, alzandosi velocemente.
Noiva emise un gemito e cominciò a tremare, gli occhi colmi di spavento e tristezza.
- Maledetto Eroe! - gridò il Male, con tutto il suo furore. - Mi stai facendo perdere il controllo sul ragazzino! -
Noiva, nonostante le gambe ferite, si alzò in piedi e chiamò:
- Link... -
L'Eroe si fermò di colpo.
Aveva davvero pronunciato il suo nome?
- Link... -
Noiva si voltò lentamente verso l'amico.
Gli occhi non sembravano più così scarlatti.
- C'è solo... un modo... -
Link annuì, per fargli capire che sapeva tutto.
Ma Noiva scosse con decisione la testa, le gambe che tremavano per lo sforzo.
- Il Male... è legato a me... Anche io devo fare qualcosa per rinchiuderlo. -
L'Oscurità gridò, cercando di rimpossessarsi del ragazzo.
- Link... io devo rinunciare a lui. Devi ridarmi la Luce e solo allora il processo per rinchiuderlo potrà dirsi completo. Dammi la Luce, Link! -
Il Male ruggì e tornò da lui, la mano attorno al collo.
- Non osare! Torna da me, servo! -
Noiva riuscì ad aggiungere altro:
- Io... ti... rifiuto! Voglio la Luce! -
Il Male scosse la testa, senza credere a quello che stava succedendo.
Link, dietro di lui, lo trapassò con la Spada Suprema.
Il Male gridò e il Castello cominciò a tremare.

Moy si protesse gli occhi dalla polvere che cadeva dal soffitto e allo stesso tempo cercò di non cadere a terra.
- Un'altra scossa... che accidenti succede? - gridò.
- Dobbiamo trovare la principessa ed il Re! - gli rispose Rafael, sempre più preoccupato.
Vide delle scale e le riconobbe.
- Forse sono lì! -
- Lì dove? - fece Moy, che non conosceva affatto il Castello.
- La Sala del Trono! -
Ci fu un'altra scossa.

- Tu sei legato... a me... morirai... con me... -
Stava sbiadendo. Scomparendo come sabbia trascinata via dal vento.
Noiva annuì, sorridendo.
- Non mi importa. Quando morirò, non ti sarò più legato. È questo che voglio. -
Il Male lanciò un ultimo grido e scomparve lentamente.
Link, dietro di lui, disperato per ciò che aveva causato, vide Noiva alzarsi e continuare a sorridere.
- Link. - disse. I capelli e gli abiti cominciarono a tornare normali.
- Il Male... c'è ancora. È moribondo... sta ancora con me... devi colpirmi... -
Link scosse la testa, gli occhi umidi.
- Ascoltami! Se mi lasci in vita... tornerà, prima o poi! Dammi la Luce e lo sconfiggerai! -
Si avvicinò il Re, allarmato.
- Ragazzo... così morirai anche tu! Nel momento in cui Link ti darà la Luce, tu avrai ancora il Male nel cuore e sarà finita per te! -
- Morendo, sarò libero. - replicò con calma Noiva.
- Sì... ma... -
- Link. - Il ragazzo si rivolse all'amico.
- La profezia deve avverarsi. Tutto ciò che hanno fatto gli Eroi nel passato... doveva portare a questo. Non deluderli. Link... -
Noiva si avvicinò, aprendo le braccia.
- Forza, Eroe! - esclamò.
Link scosse la testa, ma vedendo gli occhi di Noiva, così decisi, così sereni... capì che doveva farlo.
Affondò. Dritto al cuore.
La Spada Suprema divenne più luminosa e Noiva chinò il capo.
Apparve un cerchio dorato sotto Link e, pochi secondi dopo, sotto Noiva.
Nell'aria, comparve una polvere, bianca, simile a neve, ma più bella, incantevole.
Il Re trattenne il fiato, a quella vista.
Link estrasse lentamente la Spada e Noiva cadde in avanti, i cerchi ormai spariti dal pavimento.
L'Eroe lo afferrò al volo e lo sentì parlare, mentre poggiava la testa sulla sua spalla.
- Link... grazie. Non c'è più... sei davvero... l'Eroe Supremo. -
Dalla guancia dell'Eroe, scese una lacrima.
- Ora rivedrò... il nonno... - continuò, con voce flebile, Noiva. La ferita sul cuore emanava una luce dorata.
- Link...! -
Il corpo tremò un attimo e non si mosse più. E l'Eroe capì che era finita.

- Maestà!! -
Daphnes si voltò.
Rafael e Moy erano arrivati.
- Sire... dopo tutti questi anni... - mormorò Rafael.
- Amici miei! È bello rivedervi... ma da una parte è triste ritrovarci in una situazione del genere. -
Indicò il corpo di Noiva, che Link stringeva ancora.
L'Eroe aveva chinato la testa, ma ogni tanto si vedeva un luccichio che si posava a terra, senza rumore.
- È quel ragazzo... - mormorò Rafael.
- Sì. Si è sacrificato per debellare per sempre il Male. - spiegò il Re.
- Maestà! -
Moy indicò il corpo di Moroalt.
Si stava muovendo.
Link alzò la testa.
Nel suo cuore, si fece strada la felicità.
Non solo l'uomo era vivo... ma era tornato come un tempo, il principe che tutti ammiravano, colui che giocava a palla con la nipote, nel cortile.
Moroalt, il Principe.
Si appoggiò alla colonna, lo sguardo vacuo che girava per la Sala.
I suoi occhi erano castani, dolci, con una punta di sorpresa infantile.
Il viso aveva di nuovo un colore umano e, sebbene fossero passati anni, era ancora giovane.
Vide il fratello che lo osservava incredulo.
- Daphnes. - disse Moroalt, con tono neutro.
Voltò la testa e sorrise a Link, ma per poco.
I suoi occhi assunsero un'espressione ancora più sorpresa, vedendo Noiva, immobile.
- Cosa è successo? -
- Non eri morto? - disse senza troppe cerimonie il Re.
- Non lo so... qualcosa mi ha richiamato. Era... bello. - rispose il Principe.
Continuava a guardare Noiva, con tristezza.
- Deve essere successo grazie alla Luce che ha sprigionato Link, prima. - rifletté a voce alta il Re.
- Link. - disse Moroalt, ignorando le parole del fratello. - Mi dispiace. -
L'Eroe scosse la testa, cercando di sorridere.
- È stata colpa mia... colpa della mia vendetta... -
- Vendetta sciocca, inoltre. - intervenne il Re, il tono glaciale e cattivo. - Fu fatta solo giustizia, Moroalt! -
Lo schiaffo lo prese in pieno.
Non era stato il Principe.
Né Moy o Rafael.
Link schiaffeggiò il Re, guidato dalla vera giustizia e dalla rabbia che gli provocava quel sovrano consumato dall'odio.
Aveva lasciato cadere Noiva, nella foga, ma tornò a prenderlo subito e lo prese in braccio, il viso del ragazzo che poggiava sul suo petto.
Il sovrano si portò una mano sulla guancia rossa.
- Perché? - disse in un sospiro.
È stato il Male ad uccidere la Regina, distruggendo la sua prigione nel Frammento che ella possedeva e attaccandola mentre era malata.
Il sovrano barcollò, come se stesse per svenire.
I suoi occhi possedevano solo una cosa: disperazione.
Si voltò verso il fratello, ma Moroalt si stava avviando verso l'uscita.
- Dobbiamo trovare Zelda. - disse.

Stavano sulla terrazza esterna, quando udirono delle grida di trionfo.
Si affacciarono.
Con la sconfitta del Male, l'esercito nemico era scomparso, spazzato via.
Il popolo e le Guardie Reali gioivano, le legioni Sheikah rimasero impassibili.
- Andiamo in città. - disse improvvisamente il Re.
- E la principessa? - fece Moy.
- È lì. Lo so. È lì. -

Quando il sovrano fu visto in Città, scoppiò il caos.
Tutti pensavano fosse un miracolo dell'Eroe.
Il ritorno di Moroalt, invece, causò disappunto e fischi ovunque.
Il popolo credeva ancora che avesse causato la morte della Regina.
- Padre! -
Il grido di gioia immensa fu accompagnato da un abbraccio, che si trasformò in un fiume di lacrime.
Zelda, che non era mai stata rapita dal Male, era rimasta in città, occupandosi delle mogli preoccupate e dei loro bambini piccoli.
Sentendo che il Re era tornato, aveva creduto di morire.
Suo padre... era lì? Com'era possibile?
E invece era vero e lo stava anche abbracciando, per la prima volta dopo anni.
Si asciugò gli occhi e vide lo zio, tornato come un tempo, bello e dagli occhi dolci.
Stava in un angolo, osservando chissà cosa.
Il cuore della principessa aumentò i battiti, diviso tra rabbia e nostalgia.
E poi... c'era Link che portava Noiva tra le braccia.
Le dispiaceva per quel ragazzo.
Si sentiva in colpa.
Si sciolse dall'abbraccio.
- Padre... -
- Aveva ragione. - la interruppe con dolcezza Daphnes.
- Chi? -
- Moroalt. -
Zelda divenne fredda.
- Cosa ha detto? -
- Dice che somigli a tua madre. Ha ragione. -
Per un attimo, la principessa arrossì lusingata, ma la rabbia la conquistò ben presto.
- Come si permette di parlare... della mamma? Lui! -
Moroalt sembrò sentirla e la guardò, ferito.
Zelda non ci fece caso e continuò:
- È un assassino! Merita di... -
Il Re la interruppe, severo.
- Basta così, Zelda. Dimentica ciò che ho detto su tuo zio. -
- Cosa? -
- Non ha ucciso lui la mamma. È stato il Male. -
La principessa aprì la bocca, ma non uscì suono.
Il Re si rivolse alla folla che stava a debita distanza, per rispetto, ed urlò:
- Sappiate tutti! Il Principe Moroalt è innocente! La Regina morì a causa del Male, il vero Male, non per colpa... di mio fratello. -
Daphnes si voltò verso il Principe.
Aveva ripreso a guardare un punto indefinito.
C'era, però, qualcosa di diverso: era arrossito come non mai.
E nei suoi occhi brillava la gioia, mista ad una lacrima.

- Guardate! Gli Sheikah! -
Le legione, guidate dai sei Generali, entrarono in Città, silenziose come ombre.
Il primo dei Generali, con voce grave, ma piena di umiltà, disse semplicemente:
- L'Eroe. -
Link si fece avanti, continuando a portare in braccio il cadavere di Noiva.
I soldati Sheikah, compresi i Generali, si inchinarono.
- Eroe. - ripeté il guerriero. - Vi aspettano. Vedrai una collina avvolta nella luce. -
Link annuì, anche se non aveva idea di chi li stesse aspettando.
I Generali si alzarono, imitati dai loro soldati.
- Dobbiamo andare, Eroe. Grazie per averci dato questa altra possibilità. È stato bello combattere di nuovo per il Regno che amiamo. -
Gridarono qualcosa alle truppe ed uscirono dalla Città, sbiadendo sempre più, come le ombre quando arriva il sole.
Link si voltò.
Era arrivata anche Rial e stava abbracciando Moroalt.
L'Eroe sorrise debolmente e strinse più forte Noiva.
Non pesava. Non gli era mai pesato.
La collina avvolta nella luce...
Chi li stava aspettando?

CONTINUA NEL CAPITOLO VENTI