- Mare Straniero -

Racconto di Loki

I gabbiani si libravano nell'aere azzurro, sopra l'enorme mondo d'acqua. Le onde, leggere e delicate, si infrangevano sul robusto scafo della nave, quasi a voler accarezzarla dolcemente, cullata dal battito vitale d'un vento gentile e pieno di speranza.

Un enorme stormo di gabbiani volava libero da ogni pensiero, affiancato alla nave dei pirati, all'altezza dell'albero maestro. Le loro ali erano temprate dal flusso della corrente, fortificate dall'azzurro del mare e del cielo, bianche come la schiuma di quelle acque ignote, eppure così gentili e calme.

"Abbiamo il vento a favore!" urlò Zuko, arroccato sull'albero maestro "issate le vele!". In un batter d'ali le vele furono presto spiegate. L'enorme veliero dei pirati scivolò con leggiadria sul grande mare, infrangendo la pacifica superficie dell'oceano.

I gabbiani si distanziarono dalla nave, e presero a volare alti nella quiete immutabile del cielo. Link, sulla prua della nave, osservava l'enorme distesa d'acqua che si prostrava davanti ai suoi giovani occhi.
"Non ti stanchi mai di guardarlo, vero?" chiese Tetra, arrivando di soppiatto dal ponte della nave. Link le diede una rapida occhiata, dopodichè tornò ad osservare la quiete dell'oceano.
"Nostalgia di casa?" chiese lei "non dovresti averne, è troppo tardi per tornare indietro, ormai. Non sei più il moccioso che eri un tempo, quando vivevi con la tua nonnina... ora sei un grande eroe. Probabilmente tra qualche secolo le tue imprese verranno tramandate alle nuove genti, così come furono tramandati i gesti dell'Eroe del Tempo. Chissà se l'Eroe del Tempo ti somigliava... forse, aveva l'espressione più intelligente."
Link aggrottò la fronte, e la fissò di nuovo.
"Beh? Cos'hai da guardare?" Tetra si ritrasse un poco "Cosa dici? No, ti sbagli. Anche se sono diventata Zelda... sono sempre Tetra, dentro di me."
Link assunse un'espressione dubbiosa.
"No!" urlò la ragazzina "È una cosa totalmente diversa. Io sono sia Tetra che Zelda, capisci?" Link scrollò le spalle, con espressione ironica, volendo prendere in giro l'amica.
Tetra si arrabbiò, e la sua voce fu udita da un capo all'altro della nave. "Parlare con te è come parlare ad un ChuChu col cervello di gelatina! Resta pure da solo ad osservare l'oceano, se ci tieni... ragazzo della nonna!"
Il capitano corse via, infuriata, tentando di trovare un rifugio nella sua stanza privata.

Link si voltò. Si mise ad osservare di nuovo il mare.
Sulla sua guancia destra, l'impronta di un violento schiaffo.

"Chissà..." pensò Link "forse, davvero... l'Eroe del Tempo era molto più... serio... di me?"

Gli stormi di uccelli continuarono a volare, i colori del cielo erano sempre più intensi.
Una folata improvvisa strappò il cappello verde di Link dalla sua testa, e volò lontano, danzando nell'aria.
Si librò alto nel cielo, fece qualche piroetta, e continuò a librarsi nell'azzurro per molto tempo...
Quasi come fosse un gabbiano che si nutre del cielo, volando sulle stesse ali di un sogno trasportato dai venti del mondo.