- Sogni -

Racconto di Maurix 89

Onde. Un suono continuo, incessante: Il suono dell'oceano, la sua musica. Una musica che racconta storie, storie di avventure, di vite, di sogni: accompagna la nostra esistenza facendoci sognare altri mondi, altre terre che potrebbero esserci oltre la sua grandezza, e che - complice il vento - ascoltiamo, sperando di potere essere lì e di poterne fare parte. Ma nel nostro io, sappiamo che non sarà possibile. Tutto è sogno, illusione: nulla vi è al di là di questa profonda distesa blu. Ma continuamo a sperare, perchè questa è l'unica cosa a cui possiamo aggrapparci. E, con una grande tristezza nel cuore, continuamo ad ascoltare le onde, a farci cullare dalla loro dolce melodia, con poche certezze ma grandi speranze. Il vento pare consolarci, consolare il nostro dolore e la nostra sofferenza, accarezzandoci con una brezza leggera il viso, e gabbiani, liberi e leggeri si perdono lontano... Era questo che stava pensando Marin, lì, sulla spiaggia di Kholint Island: quel giorno era particolarmente triste, e seduta in riva al mare, osservava i gabbiani, che danzando, si perdevano all'orizzonte. Tarin sosteneva che non c'era nulla aldilà del mare: Marin si rifiutava di credergli, e anche se in cuor suo sapeva che probabilmente poteva avere ragione, lei sperava, e in quella mattina, osservava il paesaggio: un pallido sole illuminava la giornata, e c'era una brezza che scuoteva le palme, producendo un leggero fruscio. Avrebbe voluto essere un gabbiano: voleva essere finalmente libera, libera di volare fino all'orizzonte per vedere cosa si trovasse oltre. In quello strano quadro, tutti questi elementi - le onde, il vento, il fruscio e il verso dei gabbiani - creavano una strana melodia, che pareva volesse dirle qualcosa. Stanca di stare lì seduta, si alzò per fare una passeggiata in riva la mare, triste e malinconica e con mille pensieri in mente. Dopo un breve tragitto (ma che le era sembrata un'eternità) in cui stava perdendo quasi ogni speranza, vide in lontananza una figura, un corpo disteso al suolo. Non sembrava qualcuno dell'isola, e guardandolo più da vicino, si accorse che non lo aveva mai visto. Nonostante fosse preoccupata per quel poveretto, Marin ritrovò le speranze: Chi era costui? Da dove veniva? Cosa gli era successo? Ansiosa di ricevere delle risposte, tentò di svegliarlo. Iniziò così una delle più grandi avventure di tutti i tempi...