- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo primo: L'Attacco -

Link avanzò lentamente, l'arco teso, pronto a scoccare una freccia. Si accucciò dietro un cespuglio e prese la mira. Più avanti c'era un giovane cervo che si godeva i tiepidi raggi del sole.
Lasciò partire la freccia che saettò e colpì il cervo sul collo.
L'erba si macchiò di rosso.
Rapidissimo, Link ne scoccò una seconda, e anche se l'animale si era alzato e tra i gemiti aveva cominciato a correre venne colpito nuovamente, questa volta sul fianco.
Barcollò, tentò ancora qualche passo e poi cadde a terra. Gli ultimi respiri non gli permisero di manifestare il dolore.
Link si alzò e si avvicinò alla carcassa dell'animale. Si chinò su di lui, ma poi si rialzò di scatto, allarmato da un fruscio dietro agli alberi. Tese nuovamente l'arco, i sensi all'erta.
Dall'ombra apparve un ragazzino di circa dodici anni, vestito di abiti sporchi di fango, sulla schiena arco e faretra più piccoli di quelli di Link. Aveva un viso simpatico, gli occhi azzurri e i corti capelli castano scuro.
"Link!" gridò, in preda a immensa gioia. "Link! Guarda! Ho preso un uccello! Ho preso un uccello! L'ho colpito quand'era in volo!"
Link abbassò l'arco con un leggero sorriso. "Bravo Mirzan" si congratulò. Per lui colpire un uccello non era una grande impresa, ma comunque si finse alquanto stupito col fratellino e si congratulò più volte.
"Aspetta che finisco con il cervo, poi torniamo insieme a casa".
Link si chinò ancora sul'animale, ma di nuovo si rialzò: stavolta aveva sentito un grido squarciare l'aria.
Mirzan si rifugiò dietro di lui. "Co-Cos'era quello? Chi era?"
"Vieni!" gridò Link, e si lanciò tra gli alberi in direzione della voce. Aveva un brutto presentimento. Mirzan, per quanto gli permettevano le sue corte gambe, lo seguì.
Dopo aver superato la poco fitta boscaglia sbucarono su un sentiero. Quello che portava verso casa loro.
Link accelerò, ma dovette fermarsi per aspettare Mirzan. Poi riprese la corsa.
Un altro grido squarciò l'aria. Era la voce di una donna. Link corse così veloce che gli parve di non toccare nemmeno per terra. Superò la collinetta... e lì si fermò.
"Link, cosa...?" chiese Mirzan quando lo raggiunse, ma poi si fermò anche lui, gli occhi spalancati.
Link riprese la corsa oltre la collinetta. Un breve tratto in discesa, poi di nuovo pianura. Davanti a lui si stagliava un tremendo spettacolo.
La casetta di legno dove vivevano lui, Mirzan e i loro genitori era in fiamme. Il sole sopra di loro era nascosto dal fumo. L'erba tutt'attorno alla casetta era rossa. Rosso sangue. E c'erano corpi.
Corpi di creature dall'aspetto orripilante. Quasi completamente nere, avevano quattro zampe tozze, la testa era un tutt'uno con il corpo e avevano un occhio solo.
Link le scavalcò e giunse finalmente davanti a quel che restava di casa sua. Sentiva grida, ma stavolta erano urla di battaglia. Svoltò dietro casa e vide suo padre combattere contemporaneamente quattro di quei mostri con uno spadone.
"Padre!" gridò Link, che estrasse la sua spada e si lanciò contro uno dei mostri, squarciandolo in due. Venne accecato dal sangue che sgorgò come una fontana, ma si ripulì gli occhi con la manica della tunica e colpì un secondo mostro, trinciandogli una zampa. L'essere lanciò un grido agghiacciante ma tentò con uno degli arti rimasti di colpire Link, che schivò buttandosi di lato.
"Link!" gridò suo padre. "Scappa!" urlò mentre, con un poderoso fendente, colpiva un altro mostro. "Non ti abbandono!" rispose Link, che trinciò di netto la seconda zampa all'essere che stavolta cadde senza riuscire a rialzarsi. Link lo trafisse.
"Scappa ho detto!" ripeté il padre continuando la lotta. Da ovest apparivano sempre più mostri, per ognuno che ne sconfiggevano ne arrivava un altro. "Dov'è Mirzan?" chiese poi, d'un tratto con voce preoccupata.
"Sono qui!" rispose Mirzan, poco lontano. Tentava di tenere a bada due mostri a suon di frecce, che però mancavano spesso il bersaglio.
"Mirzan!" Link corse in aiuto del fratellino, colpendo entrambi i mostri con due fendenti.
"Andatevene!" gridò l'uomo, circondato da altri cinque mostri. "ORA!!"
I due fratelli corsero via. Una decina di creature li seguirono. Link sarebbe riuscito a seminarli, ma Mirzan non riusciva a correre abbastanza veloce. Link così estrasse l'arco e tentò di far guadagnare terreno al fratello colpendo i mostri. Ne caddero tre, ma gli altri si lanciarono contro di lui e lo buttarono a terra.
Link tentò con la freccia che aveva in mano di trafiggere i mostri che gli erano addosso. Ne colpì uno in un occhio, ma li altri con gli artigli gli squarciarono la tunica e poi il petto. Link urlò di dolore e tentò ancora di colpire le orride creature, senza riuscire però a buttarle giù e a rialzarsi.
Un artiglio lo colpì sulla fronte appena sopra l'occhio destro. Gridò nuovamente, e sentì le forze lentamente venirgli meno...
Poi tutto diventò buio.