- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo ottavo: Rivelazioni -

Link non sapeva quanto tempo fosse trascorso. La tunica, dove era stata lacerata, sembrava non fosse mai stata rotta, e sul suo petto non portava alcuna ferita. Forse era stata solo la sua immaginazione a fargli credere di essere stato colpito.
Quando Talitha lo raggiunse la notte era ormai calata da tempo.
"Eccoti qui! Ti ho cercato ovunque! Ho temuto che ti fosse successo qualcosa!"
Link quasi non la sentì. Volse lo sguardo verso la luna.
"Gli altri non sono con te?"
Link fece segno di no con la testa.
"Link?" Talitha lo guardò, curiosa. "Hai... hai pianto? Sento lacrime. Sento tristezza, nell'aria."
Link non rispose. Talitha capì che Link non voleva pensarci, qualsiasi cosa fosse, e che non l'avrebbe raccontata così facilmente. Si accucciò al suo fianco e gli leccò la mano.
Link ormai aveva capito cosa distingueva Talitha dagli altri lupi. Oltre ad essere estremamente furba ed intelligente, riusciva a toccare con delicatezza gli animi della gente. Quasi dimenticando che era un lupo, allungò la mano e la grattò dietro alle orecchie. Talitha sembrò gradire quel gesto e lo lasciò fare.
Poi Link parlò.
"C'è qualcosa che devo sapere sulle Pietre?"
Talitha inclinò la testa.
"Dipende che cosa sai già."
"So solo che una volta riunite permettono al loro possessore di riavvolgere il tempo per rimediare ai propri errori o a quelli altrui."
Talitha socchiuse le palpebre.
"Sai come sono nate le Pietre?"
Link scosse la testa.
"O il loro nome? Sai da dove viene?"
"No."
Talitha sospirò, a modo suo.
"Credevo che sapessi di più, piccolo uomo. Beh, cominciamo dall'inizio." Inspirò a fondo. "Tutto è cominciato all'era della Sacra Luce, secoli e secoli addietro. Quando..."
"Un momento" la interruppe Link. "Cos'è la Sacra Luce?"
Talitha sembrò sconcertata dalla sua domanda.
"Accidenti! Capisco che non hai cognome, ma queste cose le dovrebbero sapere anche le persone comuni!"
"Mai sentito."
"Strano. Forse la leggenda si è conservata solo nella foresta. Dunque... la Sacra Luce è definita con molti nomi. Sacra Reliquia, Triangolo dorato, Triforza, e altri che si sono persi nel tempo. Si tratta di... beh, ammetto che descriverla è difficile." Ruggì dolcemente; doveva essere una risatina, come ridono i lupi. Tracciò nella terra tre triangoli, che nell'insieme ne formavano uno solo con un buco nel centro. "Immagina l'oro nella sua forma più lucente, abbagliante quanto il sole. Immagina che risplenda di luce propria. Questa è la Sacra Luce. La vedi, ma riesci anche a percepirla con gli altri sensi, l'udito, l'olfatto; e ne rimani incantato. Vuoi toccarla, lei è lì davanti a te, ma le tue dita non riescono mai nemmeno a sfiorarla."
Link si lasciò trasportare dalle parole di Talitha; riusciva così a distrarre la mente, a scacciare i pensieri ancora volti a quella voce nella grotta, a quelle tristi rivelazioni che voleva ignorare.
"Naturalmente, sai delle Dee, vero?"
"Beh, certo."
"Ottimo. E saprai anche della loro opera."
"Sì. Din ha modellato la terra, Nayru ha creato il cielo, Farore ha dato vita agli animali e a tutte le creature."
"Esattamente. Poi se ne andarono, e lasciarono nel punto esatto da cui partirono la Sacra Luce. Essa rappresenta le loro virtù. La forza," Indicò il triangolo in alto. "la saggezza" Indicò quello a sinistra. "e il coraggio" concluse, alludendo all'ultimo triangolo.
"La Sacra Luce è dunque... un loro sostituto?"
"Quasi. Ma a te basta sapere questo, non scenderò troppo nei dettagli."
Con un artiglio disegnò nella terra anche cielo e foreste, lasciando il triangolo al centro. "La Sacra Luce fu anche causa di innumerevoli guerre. Questo perché vi furono creature di ogni specie che, mosse dall'avidità e dalla brama di potere, scatenarono conflitti di ogni sorta nel tentativo di raggiungerla. Solo un uomo riuscì nell'impresa." Talitha, con la voce colma d'odio, pronunciò una parola:
"Ganondorf."
"Non suona molto simpatico."
"Se lo dici tu." Ridacchiò ancora. "Una volta riuscì ad impossessarsi di una parte della Sacra Luce, ossia la parte della Forza. Non ti starò a spiegare tutta la sua storia, ti basti sapere che fu sconfitto dai possessori delle altre due parti e confinato in un altro mondo. Tuttavia si liberò e minacciò più volte di far calare le tenebre sul nostro mondo. Sfiorò ancora la Sacra Luce, ma non riuscì a raggiungerla. Fu sempre fermato da un eroe, possessore della Sacra Luce del Coraggio, e da una giovane principessa, custode della Sacra Luce della Saggezza. Questa è la storia che noi lupi conosciamo. C'è chi afferma che Ganondorf sia vivo tutt'oggi e che non abbia abbandonato la sua brama di potere. Spero vivamente che si sbaglino."
Seguirono alcuni secondi di silenzio.
"Ok, ti seguo. L'unica cosa che non capisco è cosa c'entri tutto ciò con le Pietre."
"Ci stavo per arrivare. Come ti ho già detto, ci furono più uomini che tentarono ciò che solo Ganondorf è riuscito a fare. Uno di loro era uno scienziato. Studiò la Sacra Luce in tutte le sue forme, il suo comportamento e i suoi poteri e, sotto ordine di Ganondorf stesso, riuscì a creare una... essenza, chiamiamola così, opposta alla Sacra Luce. La Sacra Luce era la luce delle Dee, il simbolo e la manifestazione fisica delle loro virtù; la essenza che riuscì a creare l'uomo era l'opposto, il buio più cupo, il male più profondo. Aveva caratteristiche simili -bada bene, simili, non uguali- a quelle della Sacra Luce. Avrebbe donato al suo possessore il potere di comandare le cinque parti in cui è diviso il mondo: il vento, il mare, la terra, le foreste e il fuoco."
Link cominciava a capire, e un brivido gli percorse la schiena.
"La voce della esistenza di questa forza non tardò a diffondersi per città e città. Ormai era famosa quanto la Sacra Luce, e accadde esattamente ciò che era successo per lei: vi furono guerre e battaglie nel tentativo di impossessarsi di un tale potere. Ma anche in questo caso venne un eroe che riuscì a porre fine a tutto ciò: combatté la forza e vinse, spezzandola nelle cinque parti di cui era composta e disseminandole per il mondo. Le stesse Dee scelsero cinque custodi che le avrebbero protette da coloro che non fossero stati in grado di controllarne il potere. La voce della loro esistenza si perse nei secoli e, come mi hai dato modo di scoprire tu stesso, anche quella della Sacra Luce è divenuta solo una leggenda nota a pochi. Oh, dimenticavo... ora capirai anche il perché del nome delle Pietre. Il loro creatore era chiamato Reijin."
Finito il racconto, Talitha si stiracchiò. Link però non era soddisfatto.
"Ci sono un sacco di cose che non capisco. Le Dee non potevano distruggere questa forza? Anzi, prima ancora, non potevano loro stesse porre fine alle guerre che hanno devastato queste lande? Perché permettono, no, hanno permesso a Ganondorf di vivere? E non capisco nemmeno cosa c'entri la forza delle Pietre e i loro elementi con la loro capacità di riavvolgere il tempo! Poi mi spieghi perché..."
"Calmati, Link" ridacchiò la lupetta. "Andiamo per ordine. Le Dee non intervengono poiché sono gli uomini stessi che provocano tutto ciò. Ti assicuro che le Dee hanno fermato molte più tragedie che stavano per colpire le nostre lande di quante tu possa immaginare; ma gli umani -e non solo loro- sono cocciuti e ripetono gli stessi errori. Se davvero alle Dee non importasse nulla di noi, non avrebbero mandato l'Eroe a salvarci." Sembrava avesse molto a cuore la faccenda. "Se le Dee non hanno distrutto la essenza nera -che inoltre, tra parentesi, è un insulto volto proprio a loro: creare qualcosa di malvagio che imiti la Sacra Luce è un orribile oltraggio alle Dee!- forse perché volevano proprio che un giorno qualcuno ne riunisse le sue parti. Magari quel qualcuno sei tu."
Link scosse la testa. Talitha continuò.
"Vale la stessa cosa per l'esistenza di Ganondorf. Sono certa che le Dee, se avessero voluto, avrebbero potuto evitare semplicemente la sua nascita. E per quanto riguarda la tua ultima domanda, sappi che il loro potere non si limita ai viaggi nel tempo. Sono in grado di creare o di distruggere. Possono cambiare le regole della natura o le leggi dello spazio. Possono far nascere... o uccidere."
Link abbassò lo sguardo.
"Il tuo è un nobile motivo per riunire le Pietre, ossia le cinque parti di cui è composta questa forza. Ma le conseguenze delle tue azioni non possiamo prevederle. Forse stai portando il Regno verso una nuova era... se sia di pace e prosperità, non lo sapremo mai, non finché riuniremo le Pietre. E ora, piccolo uomo..." Il suo tono di voce, se possibile, divenne ancora più serio e profondo. "ora che sai la verità, intendi ancora riunire le Pietre?"
Link rifletté a lungo. Ora ciò che aveva detto la voce nella grotta aveva un senso. Forse stava facendo qualcosa oltre le sue capacità, oltre alla sua comprensione...
"Elin mi ha permesso di prendere la Pietra delle Foreste... mi ha creduto degno di farlo... se dovessi portare il Regno sull'orlo della catastrofe, Elin lo avrebbe saputo e non mi avrebbe dato la Pietra."
"Nessuno ci assicura che Elin sapesse cosa sarebbe successo dopo. Lei ha guardato nel tuo animo e ha visto che non hai malvagie intenzioni... forse a lei le è bastato questo."
"Tuttavia..." Link cercò di controllare la voce, che ora tremava. "Penso che sia sbagliato tirarci indietro. Gorwan si è impossessato di una delle Pietre... non so che fine abbia fatto, forse è sfuggito a Marvath e ora è alla ricerca delle altre... forse dovremmo impedire che se ne impossessi. Dalle sue parole mi è sembrato di capire che non è il solo sulle loro tracce... è possibile che lavori per qualcuno."
Talitha rimase in silenzio.
"Forse, semplicemente, è troppo tardi per tirarci indietro."
"È una tua scelta, piccolo uomo" disse Talitha con voce solenne. "Ghaimanid mi ha chiesto di accompagnarti, e io gli obbedirò. Ho fatto ciò che dovevo, ti ho raccontato ciò che hai il diritto e il dovere di sapere. Ora tocca a te."
Rimasero in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri.
"Talitha..."
"Dimmi."
"Non sono degno della Pietra della Terra."
Talitha parve al contempo curiosa e preoccupata. "L'hai trovata? Hai incontrato il guardiano? È questo quello che è successo?"
"Credo fosse il guardiano, sì. Non l'ho visto, era troppo buio, ma sono certo che non è un umano. Aveva una voce che non ho mai sentito. Mi ha detto che il mio non è un buon motivo per riunire le Pietre e che la sua non me l'avrebbe data. Ha affermato che il mio non era che un capriccio. Poi mi ha gettato fuori dalla grotta, e dopo alcune ore sei arrivata tu."
Talitha non commentò.
"Chissà... forse hai ragione. Elin non sapeva e ha sbagliato... dovremmo davvero lasciar perdere tutto..."
Una voce li raggiunse, remota e distante. Non riuscirono a distinguerne le parole poiché si ripetevano più volte, sovrapponendosi tra loro. Era un'eco.
Link si alzò e di affacciò all'entrata della grotta. La voce si avvicinava e diveniva sempre più chiara.
"...pietra... la pietra... Terra... Fratello!!"
Mirzan sbucò alla luce della luna e si gettò con tutto il suo peso su Link che, colto alla sprovvista, non riuscì a sostenerlo ed i due caddero a terra.
"La Pietra!! La Pietra!!" strillava Mirzan. Link credette che il fratellino fosse terrorizzato, ma pian piano si accorse che le sue urla erano di gioia.
"La Pietra... cosa?" chiese, ma in cuor suo aveva già capito.
"L'ho presa! Ho preso la Pietra della Terra! Ce l'ho! Non è fantastico?"
Si alzò, permettendo a Link di imitarlo, e gli mostrò una pietra marrone dalla forma irregolare: nella parte destra era liscia e il bordo era leggermente curvo, a sinistra era frastagliata senza alcuna apparente regolarità.
"Sì, è fantastico" mormorò Link.
Dalla grotta uscirono Alcor e Syrio.
"Ben fatto, piccolo uomo!" esultava Alcor, che tra una parola e l'altra si lasciò scappare un "ouch" per la zampa ferita. Syrio non parlava, ma sorrideva lievemente.
Link si accorse che dalla penombra dell'inizio della grotta li osservavano due brillanti occhi giallastri. Intimò di fare attenzione e portò la mano all'elsa della spada.
"No, aspetta" lo fermò Mirzan. "Lei non è un nemico..."
La creatura si mostrò alla luce della luna.
"Una... pantera?!" esclamò Link.
"Direi proprio di sì" rispose l'animale leccandosi una zampa con noncuranza. Aveva un manto color della notte e, come i lupi, le sue dimensioni erano più grandi del normale. Aveva un aspetto maestoso che incuteva timore. I suoi occhi gialli saettavano da una parte all'altra, osservando i lupi e i due fratelli.
"Il mio padrone, il guardiano della Pietra della Terra, mi ha mandato a parlarti, ragazzo."
Link si fece attento. Si era accorto che la voce della pantera era quella che gli aveva parlato nella grotta. "Sappi che se fosse stato per me, nemmeno tuo fratello avrebbe meritato la Pietra della Terra. Ma il mio padrone ha detto che in lui vedeva la forza necessaria per poterla controllare, così gliel'ha data. Mi ha detto che devi sapere alcune cose, umano.
"Il mio padrone vuole dirti che devi proseguire. Ci sono forze oltre la tua comprensione che lottano una guerra eterna da migliaia di anni, e queste forze ora stanno combattendo per riunire le Pietre. Tu non sei che una pedina nel loro gioco, una pedina che potrebbe rivelarsi utile o pericolosa. Non scoraggiarti, piccolo umano: se ti fermerai ora, tutto sarà stato vano.
"Tuttavia, devi sapere che andrai incontro ad un'ardua prova, e che solo il tuo coraggio non basterà per superarla. Non sarai solo, non all'inizio; ma, se sopravvivrai, dovrai affrontare un ultima prova, da solo. Avrai una terribile rivelazione, che ti ferirà profondamente e che sarà difficile da combattere. Né io né il mio padrone sappiamo dirti se riuscirai a vincere e se raggiungerai il tuo scopo. Sappiamo solo che le tue azioni e quelle dei tuoi nemici avranno grandi conseguenze sul futuro del Regno. Giovane uomo, agisci con saggezza, per il tuo bene e quello del mondo."
Non aggiunse altro; con movimenti lenti e maestosi, si voltò e sparì all'interno della grotta.
Link e Talitha si guardarono.
"Beh, allora andiamo" disse Talitha rompendo il silenzio. Le parole della pantera risuonavano ancora nelle loro menti, sembravano quasi essere rimaste sospese nell'aria. "Mancano ancora la Pietra del Vento e del Mare. Dobbiamo sbrigarci."