- Danza di morte -

Racconto di Nephenee

Il lupo avanzava innaturalmente lento. Solo gli occhi si agitavano nelle orbite, come impazziti, lo sguardo vigile, pronto a cogliere qualsiasi movimento.
Si fermò e volse il muso a destra, a sinistra. Nessuno. Agitò la coda e si erse sulle zampe posteriori, divenute gambe; con quelle anteriori, ora braccia e mani, afferrò l'elsa di una spada materializzatasi, insieme al fodero, sulla sua schiena, e la brandì davanti a sé.
Un fendente, un altro, un altro ancora. Combatté i propri fantasmi, contro mostri di nebbia, memorie dimenticate, i suoi peggiori incubi. Sembrava quasi danzare: i piedi si muovevano seguendo uno schema preciso, lineare, punteggiato da qualche breve arresto o scatto. La lama fendeva l'aria disegnando scene di guerra, di morte. Dolore, disperazione.
Scatenò tutta la sua furia in quel duello contro il nulla. Un fendente, un affondo. La luna a volte s'affacciava oltre le nuvole, assisteva impassibile allo scontro e tornava a nascondersi, annoiata. E lui, tenace, risoluto, continuava a combattere, ignorando il cielo, la terra, concentrato solo sulla nebbia.
Riprese le tecniche di base e le modificò poco a poco, creando nuovi schemi e nuove combinazioni offensive e difensive. Le provò. Gli piacquero. Le adottò per sé, le memorizzò e le aggiunse alle precedenti. Fendette l'aria con rapidità felina e precisione letale, si mosse di lato, in avanti, attaccò e parò.
Un ululato, lontano, come un canto.
La nebbia s'era diradata, il cielo era tornato limpido, le stelle e la luna si mostrarono nuovamente a lui che aveva ancora assunto sembianze animali. I suoi abiti erano svaniti, così come le sue armi, i suoi arti erano tornati zampe ed il suo viso era ora un lungo muso. La pelle era nascosta da un folto pelo splendente. S'avviò, stanco, in direzione di un suo simile. Ormai conosceva bene quel lupo dal manto grigio e gli occhi azzurri, con ancora una catena tintinnante che gli imprigionava una zampa.
"Ti insegnerò le antiche tecniche leggendarie" gli disse, e anche se era animale aveva mantenuto una voce umana. "Prendi la Spada e vienimi a cercare..."