- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo terzo: Le Pietre di Reijin -

"Quindi partirai... Viaggerai e ucciderai per vendetta... È ciò che vuoi?"
Link sobbalzò e si voltò di scatto, la spada in mano.
Davanti a sé, un uomo avvolto in un mantello nero, il cappuccio celante il viso.
"Così sei tu il ragazzo della famiglia attaccata..." disse. La voce era grave ma gentile.
Link rimase in silenzio. Avrebbe voluto stare solo con i suoi genitori, ora...
"Vuoi che me ne vada?" domandò l'uomo. Link sussultò e le parole gli vennero spontanee:
"Sapete leggere nel pensiero?"
Si rese conto subito di essere stato scortese, ma l'uomo non parve farci caso. Anzi, sorrise.
"No. Ma leggo nei tuoi occhi. C'è disapprovazione".
Link rimase di nuovo in silenzio.
"Conosci la leggenda delle Pietre di Reijin?" chiese l'uomo.
Link scosse la testa. Aveva ancora la spada in mano ed era rimasto in posizione.
"Se la leggenda fosse vera, potresti tornare a vivere con i tuoi genitori".
Per un attimo Link si fece attento, ma poi la speranza che lo aveva travolto svanì. "Non è possibile" disse. "Non c'è modo di farli tornare indietro. Non si può..."
"Link..." disse l'uomo. Link sussultò ancora sentendo che conosceva il suo nome, ma pensò che la voce dell'attacco dei mostri si fosse sparsa in fretta ed era probabile che anche il suo nome fosse sulla bocca di tutti.
L'uomo si abbassò il cappuccio. Link poté vedere il suo viso. Aveva i capelli bianchi, il naso aquilino, la barba corta, profondi occhi verde scuro.
"La leggenda racconta che esistono cinque pietre magiche che possono, una volta riunite, riavvolgere il tempo attorno alla persona che le possiede. Si dice che solo le persone coraggiose dal cuore puro potranno riunirle. Potresti far tornare indietro i tuoi genitori, impedire che tutto questo accada. Potresti..."
"Non credo nelle leggende" interruppe freddo Link. Non voleva nemmeno provarci, a riaccendere il lumino di speranza per paura di soffrire per la sicura delusione.
"Ma tu hai fatto un giuramento. Viaggiando puoi..."
"Ma Voi chi siete? Cosa volete da me?"
L'uomo, con voce ancora più gentile, rispose:
"Io custodisco i sogni e i sentimenti. Sono qui per aiutarti. Hai un grande futuro davanti a te. Ho il compito di guidarti tra le sfide che dovrai affrontare nel tuo viaggio".
"Voi... dite cose assurde".
"Non ignorare le mie parole. Io so tutto ciò che provi in questo momento. Rabbia, tristezza e sete di vendetta. E so che sei in grado di cambiare il corso del tempo, di cambiare ciò che è successo. Devi partire per salvare i tuoi genitori, ma al contempo anche il destino di queste lande è nelle tue mani. Porta tuo fratello con te. Proteggilo".
Link stava per protestare, ma la terra sotto di lui cominciò a ballargli sotto i piedi. Anche il cielo sembrò muoversi attorno a lui, e l'uomo lentamente scomparve.
Link si mise a sedere. "Era un sogno?" pensò, ritrovatosi a casa della guaritrice. "No, non era un sogno!"
Si alzò, si vestì e corse fuori afferrando le proprie armi, ignorando la voce della guaritrice: "Ehi, non fai colazione? Se rimasto a digiuno ieri!"
Corse, i pensieri confusi, ma al contempo sapeva tutto perfettamente. Quando arrivò l'uomo era ancora lì, in piedi davanti alle tombe.
"Mi credi?" chiese lui sorridendo. Stavolta aveva una voce diversa... Più reale di come se la ricordava Link. "Forse è stato veramente un sogno" pensò, e annuì all'uomo.
"Allora vai... Parti alla ricerca delle pietre!"
"Ma... Come le troverò?" chiese Link.
"La prima si trova poco lontana da qui, nel bosco. Troverai il tempio. Ogni pietra simboleggia un elemento. Verrai aiutato, saprai trovarle".
Link pensò in fretta... "Terra... Vento... Fuoco... Mare... E foreste".
"Vai, Link! Il tuo viaggio sarà irto di pericoli, ma il coraggio ti permetterà di superarli. Ma fai in fretta! Il Male ha allungato la sua mano oscura su queste terre. Non sei il solo che cercherà le Pietre. Vai!"
L'uomo venne avvolto da un'aura di luce argentea, poi lentamente svanì.
Link si voltò per tornare al villaggio, ma si fermò, stupito. Davanti a sé vide Mirzan.
"Tu cosa ci fai qui?!" chiese.
"Ti ho seguito." Mirzan si avvicinò alle tombe e s'inginocchiò. "Ti ho visto correre fuori e ti ho seguito. Ho sentito quello che ti ha detto l'uomo".
Poi, con voce tremante:
"Allora... Te ne vai..."
"Mirzan, verrai con me". Link raccontò ciò che si erano detti lui e l'uomo nel sogno.
Alla fine del racconto, Mirzan era felicissimo.
"Potremo far tornare i nostri genitori! È fantastico! Cosa aspettiamo?"
Tornarono al villaggio. Prepararono scorte di cibo, le frecce, gli abiti. A notte fonda, ben attenti a non svegliare la guaritrice, fuggirono fuori casa e dal villaggio.
Link sentì il vento accarezzargli la faccia e giocare con i suoi capelli biondi. Si mise il cappuccio.
"Padre... Madre..." pensò Link, guardando la luna alta nel cielo. "... Vi riporterò indietro. Ve lo giuro".
Una forte speranza divampava in lui, capace di nascondere la tristezza. Si diresse verso gli alberi e si inoltrò nella foresta, seguito a ruota dal fratellino.
"... Ve lo giuro!"