- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo quarto: Il bosco e il Tempio delle Foreste -

Link e Mirzan entrarono nella fitta foresta a ovest. Camminarono per qualche ora, poi si fermarono in una radura a riposare. Dormicchiarono tra l'irrequietezza e i pensieri che li tormentavano, e al risveglio non erano molto più riposati che prima. Mangiarono qualcosa e continuarono verso il cuore della foresta. I fitti alberi non permettevano ai raggi del sole di illuminare la via davanti ai fratelli e i due procedevano lentamente, attenti.
All'improvviso, dietro di loro sentirono un ululato. Mirzan corse dietro Link.
"L-L-Lupi? C-Ci sono i l-lupi?"
"Per quanto ne sapevo, no!" rispose Link preparando l'arco.
Tentò di guardarsi attorno, ma il buio della foresta non gli permise di vedere tanto lontano.
"Vieni!" disse Link cominciando a correre. Mirzan lo seguì. Inciamparono spesso, e nel giro di pochi minuti si ritrovarono pieni di graffi. Dietro di loro, gli ululati sempre più vicini.
Ad un tratto sbucarono in un'enorme radura.
I due fratelli dovettero attendere qualche secondo per riabituare gli occhi alla luce intensa del sole.
Davanti a loro vi era un enorme tempio. I muri esterni erano verdi e neri. Il grande portone, chiuso, era decorato con smeraldi. In cima al tempio vi era una specie di grande campana dorata.
Link e Mirzan mossero qualche passo avanti, poi un altro ululato li fece correre in fretta davanti al portone. Link provò a spingere e a tirare, ma non si aprì.
"Dannazione, apriti!" ordinò Link tra qualche imprecazione. Tirò una spallata, col solo risultato di farsi male.
"L-L-Link!" chiamò Mirzan. Link si voltò e vide dei grossi lupi davanti e attorno a loro. Dietro, il tempio. Non avevano vie di fuga.
I lupi si avvicinarono ringhiando, le zanne scoperte. Link preparò l'arco, e anche Mirzan prese il suo, ma entrambi sapevano che sarebbe stato inutile.
"Spiriti... Se ci siete... Aiutateci" pregò Link per disperazione, prendendo la mira.
Una dolce melodia riempì l'aria. Link inizialmente si chiese se stesse sognando, ma no, era tutto vero. Sembravano le note di una lira. Provenivano dal bosco.
I lupi si voltarono e corsero nel luogo da cui provenivano le note.
Link distinse una figura avvicinarsi lentamente... Quando uscì dall'ombra degli alberi poté vederla bene.
Era una ragazza più o meno della sua età. I capelli neri lunghi, vestita di abiti un po' logori, aveva un'espressione malinconica mentre con gli occhi chiusi suonava una lira dorata.
I lupi saltellavano attorno a lei.
"Chi sei?" chiese Link senza abbassare l'arco.
La ragazza pizzicò ancora poche corde, e le note si dispersero nella radura. Aprì gli occhi. Il suo sguardo incrociò quello di Link, uno sguardo quasi triste, malinconico.
"Io sono io" fu la fredda risposta. "Chi siete voi, piuttosto, e cosa ci fate qui?"
Link rifletté un attimo, poi decise di dire la verità.
"Io mi chiamo Link, lui è mio fratello Mirzan". Mirzan si era nascosto dietro a Link. "Stiamo cercando una delle pietre di Reijin... Non so se..."
"Voi?!" esclamò la ragazza con una risata. "In tanti l'hanno cercata, tra guerrieri valorosi e malvagi, e mai nessuno ha saputo trovarla! Credi davvero che due ragazzini come voi possano entrarne in possesso??"
Link rimase un po' offeso ma tentò di mantenere un tono calmo e gentile, cercando le parole adatte. "Io... Cerco le pietre di Reijin perché spero di riportare in vita i miei genitori, caduti per opera di mostri che ci hanno attaccato. Mirzan mi accompagna".
"Oh, qualcuno che si batte per un buon motivo" disse la ragazza, con l'ombra di un sorriso. "Finora è giunta qui gente che cercava potere o cose simili... Tu sei diverso. Mi piace la gente come te. Ma non credere che sia così semplice entrare in possesso della Pietra delle Foreste".
La ragazza lo oltrepassò. Appoggiò due dita, indice e medio, sul portone, che si aprì senza bisogno di essere spinto.
"Se entrate qui" disse la ragazza voltandosi "uscirete con la pietra o non uscirete mai. Se non riuscirete a recuperarla morirete divorati dai lupi. Volete davvero entrare?"
I due fratelli si guardarono. Mirzan tremava. Link lo strinse a sé. "Rimani qui. Vado io. Se non dovessi tornare, corri al villaggio e restaci. Chiaro?"
Mirzan annuì.
"Ma tu devi tornare!" disse Mirzan.
Link lo lasciò andare, poi si diresse verso il portone. Si voltò verso suo fratello e rimase qualche secondo così, immobile, e si sentì più triste che mai. "Te lo prometto".
Poi entrò.
Seguì la ragazza in una grande stanza quasi completamente spoglia. Il pavimento e i muri erano completamente bianchi. Ad una parete era appeso un grande specchio dal bordo dorato.
Link si accorse che anche i lupi li stavano seguendo. Un po' irrequieto continuò a camminare dietro alla ragazza, che poi si fermò al centro della stanza.
"Come avrai capito" disse lei "sono la guardiana di questo luogo sacro. Qui dovrai affrontare la tua sfida. Dovrai dimostrare di avere coraggio, forza e saggezza per meritare la Pietra delle Foreste. Dovrai sconfiggere i fantasmi del tuo cuore. Se riuscirai, la Pietra sarà tua".
Link si sentì a disagio, sperduto, ma il pensiero dei propri genitori e del giuramento a loro fatto gli diede forza.
"Questo è quanto. Affronta ora la tua prova. Vinci... O muori nel tentativo".
La ragazza scomparve in un bagliore di luce verdina.
Link estrasse la spada. Avrebbe lottato con tutte le sue forze. Avrebbe lottato per i suoi genitori. Se necessario, fino alla morte!