- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo quinto: La prova -

Link attese, la spada in mano, i sensi all'erta. Il silenzio premeva contro di lui e lo faceva sentire a disagio.
Quando stava per chiedersi se mai sarebbe accaduto qualcosa, un rombo cominciò ad echeggiare tra le pareti. Link tentò di capire cosa stesse succedendo, ma prima di riuscire a formulare un qualsiasi pensiero il pavimento tremò e lui cadde a terra. Tentò di rialzarsi ma non riuscì, così rimase a quattro zampe attendendo che tutto attorno a lui si fermasse.
I muri sembravano muoversi, come se si stessero deformando. Luce improvvisa accecò Link, che chiuse gli occhi. Attorno a lui il soffitto lentamente si sciolse per lasciare entrare la luce del sole, i muri prendevano sembianze di alberi e il pavimento diveniva soffice erba. Quando riaprì gli occhi gli parve di essere finito in mezzo al bosco, ma appeso ad un albero c'era lo stesso specchio di prima.
Si rialzò, tremante, la mano sinistra sull'elsa della spada, e attese.
Ad un tratto lo specchio, che rifletteva l'immagine degli alberi dietro Link, divenne nero. Link si allontanò di qualche passo.
Poi delle creature uscirono dall'oscurità dello specchio, mostri come quelli che avevano attaccato i genitori di Link, che al solo vederli sentì montare dentro di lui la rabbia. Si lanciò all'attacco.
Fu una lotta terribile. Link combatteva con furia, ma ogni volta che una creatura cadeva altre la sostituivano. Benché ormai ne avesse uccisi quasi una ventina, attorno a lui c'erano quasi il doppio dei mostri iniziali.
Link non perse la speranza e continuò a menare fendenti, la mente in parte concentrata sul combattimento e in parte indirizzata verso i propri genitori. Ma pian piano si accorse che era inutile. I mostri arrivavano in numero sempre maggiore, e ormai lo avevano completamente circondato.
Uno attaccò la schiena di Link, che cadde faccia a terra. Si dimenò e in qualche modo riuscì a disarcionarlo, ma li altri gli furono subito addosso e gli impedirono di alzarsi. Uno di loro lo morse forte al braccio destro. Link lanciò un urlo.

Fuori dal tempio, Mirzan sentì il grido di Link. "Fratello!" strillò, e si lanciò contro il portone che però non cedette. In preda al terrore, tentò più volte di far irruzione, ma non riuscì. "Fratello!" chiamò ancora, ma l'unica risposta fu un altro grido di dolore.

Link chiuse gli occhi e una lacrima attraversò la guancia sinistra, per poi terminare la sua corsa sull'erba. Sarebbe finita così? Sarebbe caduto alla prima prova? Avrebbe rivisto così in fretta i suoi genitori? Questo forse era l'unico lato positivo della cosa... Ma suo fratello?
Link sentì che alcuni mostri gli avevano squarciato la tunica e ora gli graffiavano la schiena. Entro poco avrebbe cominciato a sanguinare... Poi lentamente lo avrebbero divorato vivo... Era questa la sua fine?
"NO!" urlò Link, che con forza immensa riuscì a liberare il braccio sinistro e menò alcuni fendenti alla cieca dietro di lui. Colpì quasi tutti i mostri che lo tenevano a terra, e si rialzò in fretta. Altri fendenti davanti a lui, poi piroettò su se stesso, la spada tesa, e riuscì a liberarsi dei mostri che lo circondavano. Poi, lentamente, si fece strada davanti a sé.
Altri mostri tentarono di fermarlo ma Link, animato da una nuova forza, riuscì a giungere fino allo specchio.
Sollevò la spada e trafisse il vetro. Le schegge lo investirono, ma non se ne curò.
I mostri ancora vivi lanciarono grida tremende svanirono nel nulla.
Link sollevò la spada al cielo. "Sì!" gridò, raggiante. Ma la sua felicità svanì quando si accorse che altre creature si avvicinavano a lui, stavolta dal bosco.
Lupi. Cinque lupi avanzavano ringhiando.
Link si preparò alla battaglia. Non avrebbe perso adesso.
Sollevò la spada e si lanciò all'attacco.
"Fermo, piccolo uomo".
Link si bloccò, la spada a mezz'aria. "Chi ha parlato?" chiese, abbassando l'arma.
"Ah, allora tu ascolti!" esclamò la voce divertita.
"Che significa?" chiese, perplesso. Sentiva che la voce proveniva da davanti a lui. "Tu?!" esclamò, rivolto al lupo.
"Sì, io". Il lupo muoveva appena la bocca, ma Link capiva benissimo le parole. "Sei il primo piccolo uomo con cui parlo. Di solito gli uomini non ci ascoltano".
"Ma... i lupi non parlano!"
"Cosa sto facendo adesso? È tutto da vedere. Forse noi parliamo, ma non siamo ascoltati".
Il lupo cominciò a girare lentamente attorno a Link.
"Non capisco cos'hai di diverso tu da tutti gli altri uomini che ho incontrato. Si direbbe che sei un cacciatore come tutti... Ma i cacciatori uccidono i lupi, non intavolano conversazioni con loro".
"Io... è la prima volta che parlo con un lupo..."
"Allora è la prima volta che ci ascolti".
Link faticava a capire dove il lupo voleva arrivare.
"Allora, cosa vuoi fare adesso, piccolo uomo?"
"Cosa dovrei fare? Devo uccidervi, è la prova".
"La nostra padrona non ti ha detto che devi ucciderci".
Link dovette ammettere che il lupo aveva ragione. "E allora cosa..." cominciò Link, ma il lupo lo interruppe.
"Forse non hai ancora capito in cosa consisteva la prova. Rifletti".
Link rimase in silenzio, senza capire dove volesse arrivare il lupo.
"Hai combattuto contro le tue paure, piccolo uomo. Lo specchio rifletteva le emozioni che albergavano nel tuo cuore: rabbia e sete di vendetta. Per questo lo specchio ha riflesso i tuoi nemici. Forse sei riuscito a parlare con me perché hai saputo sconfiggere le emozioni negative dentro di te".
Link rifletté. "Se è così... cosa dovrei fare adesso?"
"Sei capace a fidarti di un lupo, ora?"
Link finalmente capì. Se prima aveva combattuto contro la sua stessa rabbia, ora doveva saper rompere quella barriera di paura e disprezzo verso i lupi!
Parecchi anni prima, affianco al padre aveva imparato a cacciare quegli animali. Aveva imparato ad avvicinarsi cauto, senza far rumore, a tendere l'arco e colpirli prima che loro possano reagire. Ma ora, sarebbe stato diverso.
Depose la spada.
Il lupo con cui aveva parlato si lanciò contro di lui e lo buttò a terra. Il peso dell'animale sul suo petto era insostenibile e Link sentì mancargli il respiro.
"Fai attenzione" disse il lupo, scendendo e permettendo a Link di riprendere fiato. "Sono contento che tu mi abbia dato fiducia e abbia capito. Ma la fiducia, se affidata alle persone sbagliate, può essere fatale. Non prestarla mai a chi non la merita".
Link si mise seduto, respirando a fatica. "Va bene".
Il lupo sparì tra gli alberi, seguito dagli altri quattro.
Link sentì la terra tremare sotto di lui. Chiuse gli occhi e quando li riaprì il tempio era tornato com'era prima. Si rialzò.
Una luce verdina lo circondò e sentì la voce della ragazzina:
"Fai buon uso di ciò che hai imparato. Prendi: te la sei meritata".
Link sentì tra le mani prendere forma qualcosa, e quando le aprì vide una grossa pietra verde dalla forma più o meno a mezzaluna.
Poi la luce che lo circondava si fece più intensa, fino a nascondere il tempio alla vista di Link; quando svanì, Link si ritrovò fuori. Mirzan gli corse incontro e gli saltò addosso, abbracciandolo.
"Link!" gridò, raggiante di gioia.
Link lo abbracciò a sua volta.
"Sei... Sei tutto sporco di terra e sangue! Vieni, cerchiamo un posto dove..."
"Non è niente" mentì Link.
Mirzan stava per dire qualcosa, ma un rumore alle loro spalle li fece voltare.
Il terreno sotto di loro cominciò a tremare.
"Co-Cosa succede?" balbettò Mirzan. Lo scoprirono subito dopo: la campana sulla cima al tempio suonò tre volte, tre colpi fortissimi, poi il tempio cominciò a cedere.
"Via di qui!" gridò Link afferrando la mano del fratellino e trascinandolo tra gli alberi.
Dietro di loro sentirono il tempio crollare.
Corsero e corsero, finché furono abbastanza lontani, e allora si riposarono.
"Spero non accada la stessa cosa con gli altri templi" borbottò Link.
"Link! Posso... Posso vederla?"
Link diede la pietra a Mirzan, che la ammirò rigirandosela tra le dita. "Wow" disse, stupito. "Come brilla!"
La Pietra delle Foreste rifletteva la luce del sole creando riflessi verdastri sugli alberi e sui loro visi. Sembrava quasi emanasse luce propria.
Link sorrise. "E ora... Cerchiamo il prossimo tempio!"