- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo sesto: Tre lupi e un nemico -

Mirzan restituì la pietra a Link, che non se la sentì di rimetterla in tasca e la tenne nella mano destra.
Recuperarono le loro cose e ripresero a camminare. Mossi pochi passi, Mirzan si fermò, confuso.
"Ehm, Link, dove dobbiamo andare?"
Link pensò. Rimanevano acqua, terra, fuoco, aria. Dove avrebbero trovato le prossime pietre? Sentì Mirzan stringergli forte la tunica. "Ehi, cosa succede?" chiese dolcemente. Il fratellino tremava al suo fianco.
"L-L-Lupi... ancora lupi!"
Link si voltò e vide una decina di lupi avvicinarsi lentamente verso di loro, le zanne scoperte. Erano molto più grossi di lupi normali: Link aveva sentito al villaggio racconti di lupi di grandi dimensioni, ma non si era aspettato che esistessero davvero. Sorrise.
"Via dai nostri territori, sporchi umani" ringhiò un lupo, probabilmente il capo branco. Aveva attorno al collo una specie di collare intrecciato dal colore verdastro, certamente fatto da abili mani umane.
"Non siamo nemici" rispose Link sicuro di sé. Mirzan guardò il fratello, sconcertato. "Siamo appena stati al tempio della foresta. Ho ricevuto la pietra, stavamo allontanandoci."
Anche i lupi parvero stupiti dalle parole di Link.
"Elin... dov'è?" chiese il lupo.
Link realizzò in fretta: Elin doveva essere la custode della pietra. Non seppe come rispondere. "Il... il tempio è crollato... temo che..."
"La pietra!" esclamò un lupo, accennando alla mano destra di Link. "La pietra! Lui ha davvero la pietra!"
Tutti i lupi piegarono insieme le zampe. Si erano inchinati, a modo loro. Link rimase lì impalato, senza sapere cosa dire.
"Ehm, su, alzatevi" disse poi, e i lupi obbedirono. Stupito dal loro improvviso cambio di parte, spostò il peso da un piede all'altro, nervoso.
"Il mio nome è Ghaimanid, e comando i lupi della foresta." La voce del capo branco ruppe il silenzio.
"Nessuno è al di sopra di me, oltre ad Elin. Lei ti ha scelto come suo erede, e tu sarai la nostra guida finché vivrai. Oh tu, erede di Elin, guidaci!"
I lupi ulularono, felici.
"Noi... io e mio fratello stiamo viaggiando per trovare le pietre di Reijin." Link non era certo di come agire, o cosa dire, ma sapeva che mentire sarebbe stata una pessima idea. "Ma non conosciamo la locazione degli altri templi. Potete aiutarci?"
"Vi condurremo noi" rispose Ghaimanid. "Prego, piccolo uomo, sali sulla mia schiena. E il tuo amico, scelga un lupo da cavalcare."
Link fece per salire in groppa al lupo, ma si fermò quando vide che Mirzan non si muoveva. "Mirzan, dai, vieni!" chiamò Link.
"Ma..." cominciò Mirzan, senza terminare la frase.
Link scese e si avvicinò a Mirzan. "Non preoccuparti, non ti faranno niente" lo rassicurò, posandogli una mano sulla spalla.
"Ma Link! Come... come hai fatto?"
"A far cosa?"
"Quando... quando hai imparato la lingua dei lupi? Ruggivi, ringhiavi, era pazzesco!"
"Ruggivo?!" esclamò Link sorpreso. A lui era parso di parlare normalmente!
"Ma... non te ne sei accorto?"
"Ho... 'imparato' al tempio." Link non trovò parole più adatte. "Comunque, hanno detto che ci accompagneranno al prossimo tempio. Sono amici. Hanno detto anche che puoi cavalcare uno di loro, così arriveremo prima."
Mirzan esitò un attimo, ma poi si fece coraggio e con l'aiuto di Link salì in groppa ad uno dei lupi.
Link poi saltò sul dorso di Ghaimanid.
"Al Tempio del Fuoco!" ululò il lupo.
L'intero branco si mosse. Avanzarono velocemente tra gli alberi. Link si ritrovò senza appigli e, piuttosto che aggrapparsi al pelo del lupo o al suo bizzarro collare, preferì fare affidamento solo alle ginocchia per non cadere. Si voltò e con sua grande sorpresa vide che Mirzan non aveva i suoi stessi problemi, anzi, si stava anche divertendo.
"Conosci la locazione di tutti i templi?" chiese a Ghaimanid, lottando per non cadere.
"Certo. Noi lupi sappiamo dove sono. Hai intenzione di trovare tutte le pietre?"
"Sì."
Ghaimanid sospirò, a modo suo. "Questo significa che ci lascerai."
Link rimase in silenzio.
"Il branco non può abbandonare la foresta, ora che non è più protetta da Elin. Le tenebre sono sempre in agguato, sempre pronte ad attaccare. La Sacra Luce ormai è quasi spenta del tutto. Dobbiamo rimanere a difesa della nostra casa."
Link non fece domande sulla "Sacra Luce". Non era importante. "Quindi, non potrete accompagnarci?"
"Non tutti. Vi farò guidare da alcuni dei miei più fidati lupi."
"Davvero?!" esclamò Link.
"È mio dovere."
"Grazie!"
Giunsero alla fine della foresta.
"Alcor! Talitha! Syrio!" chiamò Ghaimanid dopo che Link fu sceso. Tre lupi si avvicinarono, uno dei quali era il lupo cavalcato da Mirzan, che scese e corse al fianco del fratello. "Voglio che accompagniate i due piccoli uomini nel loro viaggio. Portateli ai templi. Difendeteli, a costo della vostra stessa vita."
I lupi annuirono.
Link e Mirzan salutarono Ghaimanid e il branco che tornava nel bosco, poi si presentarono ai lupi.
"Il mio nome è Link. Lui è mio fratello Mirzan."
"Io sono Alcor" disse il lupo dal pelo nero, il più robusto dei tre. Era il lupo che Mirzan aveva appena cavalcato.
"Io mi chiamo Talitha." Un lupo dal pelo castano e in parte bianco si fece avanti. Delle dimensioni di un lupo normale, Talitha non era certamente una lupetta forte quanto Alcor. Ma probabilmente, pensò Link, doveva avere una qualche qualità nascosta se Ghaimanid la riteneva "uno dei suoi più fidati lupi."
"... E lui è Syrio" concluse Alcor, accennando col muso al lupo nero sul dorso e bianco sul ventre che stava in disparte, osservando gli alberi dietro ai quali era sparito il branco.
Link tradusse a Mirzan i nomi dei lupi. Lui annuì, un po' disorientato.
Così, il piccolo gruppo si diresse verso il Tempio del Fuoco.
"Ciò che sappiamo sul tempio" disse Talitha mentre avanzavano "è che si trova alle pendici della montagna di Kar, davanti a noi. Come del resto ogni Tempio, non tutti possono vederlo. Ma scommetto che tu potrai entrare" aggiunse, con un sorriso (per quanto possa sembrare strano, i lupi sorridono!).
Anche Link sorrise.
Giunsero finalmente alle pendici della montagna di Kar, uno dei più grandi monti nel Regno. La vegetazione era scarsissima e il terreno roccioso. Non vi erano sentieri tracciati dall'uomo.
"Dovrebbe essere da queste parti... guardatevi bene attorno" disse Alcor. Il piccolo gruppo cominciò a cercare.

Dopo quasi un'ora ancora niente.
"Link..." disse Alcor, avvicinandosi. "Sei sicuro di non aver visto niente d'insolito? Magari puoi vederlo solo tu..."
"Sono sicuro" rispose Link con una punta d'amarezza.
"Magari non sei degno" disse Syrio, raggiungendoli. Era la prima volta che Link lo sentiva parlare. La sua dura voce di lupo lasciava intendere un carattere piuttosto introverso e spavaldo. "Magari il tempio non si mostra a te perché non sei degno di vederlo né di tentare d'impossessarti della pietra."
"Syrio!" ammonì Talitha, subito dietro ad Alcor. "Non dire queste cose! Lui è il nostro padrone! È stato degno della Pietra delle Foreste! Non puoi..."
"Lascia perdere, Talitha" interruppe Link. Talitha si zittì. "Potrebbe anche aver ragione. Non perché sono entrato in possesso di una pietra posso conquistarne un'altra. È una cosa da considerare."
Ci furono alcuni secondi di silenzio.
"Dai, continuiamo. Manca ancora molto alla notte." propose Link. Il gruppo si disperse ancora.

"Dannazione!" Link imprecò tirando un calcio ad una pietra, dopo altre due ore di vana ricerca. "Dov'è? Dov'è? Dove può essere..."
Si bloccò. Un rumore improvviso lo raggiunse, un suono che gli fece pensare ad una piccola frana. Mirzan e i tre lupi accorsero subito.
Davanti a loro, seminascosto dalle pietre, in un punto dove avevano cercato più e più volte, si era materializzato il tempio, come apparso dal nulla. Era simile a quello delle foreste, solo che i muri erano rosso sangue e il portone decorato con rubini.
Il portone. Aperto.
Attorno ai muri del tempio alcune piccole rocce rotolavano ancora. Il terreno sabbioso si era sollevato e ora si stava lentamente posando.
E in quel momento, Link lo vide.
L'uomo era vestito completamente di nero. Dietro di sé il vento muoveva il lungo mantello. Il cappuccio gli celava il viso. Ai fianchi pendevano due grossi foderi di spada.
Il gruppo rimase nascosto ad osservare.
La campana sulla cima del tempio batté tre volte. Dopo il terzo colpo il terreno cominciò a tremare e lentamente, inesorabilmente, il tempio crollò su se stesso.
Link chiuse gli occhi e trattenne appena alcuni colpi di tosse provocati dalla sabbia nuovamente sollevata.
Quando li riaprì l'uomo era sparito.
"Dov'è anda..." cominciò, voltandosi, ma le parole gli morirono in bocca quando sentì due grosse mani bloccargli le sue dietro la schiena. Lottò per liberarsi, ma la presa era ferrea.
"Chi sei?" chiese Link, cercando di prendere tempo.
Mirzan preparò l'arco, puntando la freccia alla schiena dell'uomo.
"Il mio nome non ha importanza per te." La sua voce era così fredda e grave che Link sentì un brivido corrergli lungo la schiena. "Voglio la Pietra delle Foreste. Ora."
"Io... non so di cosa parli" mentì Link, senza smettere di tentare di liberarsi.
"Tu menti." Link sentì il respiro dell'uomo sul collo.
Mirzan lasciò che la freccia saettasse verso la schiena dell'assalitore del fratello.
L'uomo, quasi fosse stato in grado di vederla dietro di sé, gettò Link di lato per balzare dalla parte opposta. Estrasse una delle due spade; la lama era rossa e dalla forma frastagliata, a dare l'idea di un'ala di pipistrello, l'elsa grossa e nera.
Link si rialzò in fretta ed estrasse la spada. Caricò l'uomo, che ora gli dava le spalle, ma lui lo evitò di lato e girando su se stesso colpì la schiena di Link con il piatto della lama. Evidentemente si era trattenuto dall'ucciderlo.
Link cadde in avanti. Si rialzò, la schiena dolorante, e si mise in posizione.
"Dammi la pietra, e ti risparmierò la vita."
"Mai."
Alcor e Syrio balzarono contro l'uomo, che li evitò e colpì Alcor su un fianco con un poderoso calcio. Il lupo cadde pochi metri più in là.
Talitha attendeva il momento giusto per attaccare; rimase a distanza di sicurezza, le zanne scoperte.
Link saltò, la spada alta, tentando un fendente. L'uomo lo parò, facendo forza con una mano sul piatto della lama e da quella posizione sferrò un poderoso calcio allo stomaco di Link, che stramazzò a terra.
Syrio tentò ancora di attaccarlo alle spalle, ma ancora una volta l'uomo lo evitò.
"Ma quello ha gli occhi sulla nuca?!" esclamò il lupo.
"Dammi la pietra!" ruggì l'uomo. Si lanciò contro Link, ancora a terra, e sollevò la spada.
Link chiuse gli occhi.
Sentì l'urlo dell'uomo, e la lama della spada che sferzava l'aria. Poi sentì anche Mirzan gridare, l'ululato di Talitha, un tonfo, e la paura lo travolse.

Pochi secondi dopo, non trovando il coraggio di riaprire gli occhi, con cautela provò a muovere le dita della mano sinistra. Poi piegò il gomito, mosse la spalla. Bene, il braccio sinistro era ancora intero. Controllò il braccio destro, le gambe, il torace, la schiena. Sì, era vivo, ancora tutto intero. Aprì gli occhi e balzò in piedi.
"Sporco traditore!" ruggiva l'aggressore di Link. Era a terra, disarmato. Su di lui torreggiava un uomo che Link riconobbe: era colui che gli aveva parlato delle pietre di Reijin. "Ci hai abbandonati! Adesso che..."
"Non sono mai stato dalla loro parte" rispose l'altro freddamente. Nella mano sinistra reggeva una grossa spada nera, la lama puntata al collo dell'uomo.
"Marvath! Ce la pagherai. Ti ucciderò io stesso. Lo giuro sulla mia testa!"
Link cercò di vedere il viso del suo assalitore, ma il cappuccio ancora glielo impediva.
"Taci, Gorwan." L'uomo, che a quanto pareva si chiamava Marvath, aveva risposto freddamente. Eppure, Link riconobbe nella sua voce una punta di amarezza, e anche qualcos'altro. Forse... compassione?
"Non osare darmi ordini! Vedrai, Lui ti catturerà e ti torturerà come meriti! Io sono sempre stato al suo fianco, e..."
"Taci. Non sai cosa dici. So di te più di quanto non sappia tu stesso."
Un improvviso vento si alzò. Le nuvole coprirono il sole, la terra si alzò e costrinse Link a chiudere gli occhi, proteggendosi il viso con le braccia. Quando li riaprì, i due uomini erano spariti.
"Link!" chiamò allegro Mirzan, arrivando da dietro e abbracciando il fratello.
"Stai bene, piccolo uomo?" chiese Talitha accorrendo, seguita da Syrio. Alcor era ancora a terra.
"Sì... tutto a posto." Link si precipitò a soccorrere Alcor, che però non sembrava ferito gravemente. Il lupo si rialzò, tremante, e mormorando che non si era fatto niente.
Link scorse solo qualche lieve ferita nascosta dal pelo del lupo. Non riusciva a capire se Alcor avesse subito qualcosa di grave; tremava, zoppicava, ma ripeteva che non aveva nulla.
Link si rivolse a Mirzan: "Lui era... l'uomo del sogno. Quello che mi ha salvato."
"Lui?! Allora esiste davvero" rispose il fratello sorridendo.
"Avevi ancora dubbi?" Link sorrise a sua volta.
"Dobbiamo sbrigarci" disse Syrio. "Quell'uomo è a caccia delle pietre di Reijin. I suoi poteri sono così forti che è riuscito a impossessarsi della Pietra del Fuoco nonostante non ne sia degno. Se non ci sbrighiamo troverà le prossime tre, e non riusciremo più a fermarlo..."
"E tu credi che potremo farlo?" Talitha si leccava una zampa. "Eravamo in cinque contro di lui, e non siamo riusciti a far nulla. Dubito che anche il potere delle pietre, finché non sono unite, possano servire contro... Gorwan, giusto?"
"Tuttavia non abbiamo scelta." Alcor tentò d'intervenire con la voce più normale che poteva, soffocando i gemiti ad ogni lieve movimento. "Per ora, non possiamo fare altro che cercare le altre Pietre. Non credete?"
"E dopo? Anche se trovassimo le altre tre, cosa faremo? Il loro potere è limitato, prese una ad una."
"Io concordo con Alcor" intervenne Link. "Cioè, Talitha ha ragione, ma per ora non possiamo far altro che cercare le altre pietre."
"Ma..." Talitha cercava le parole più adatte.
"Hai altre idee?"
Talitha rifletté. "No, ma non mi trovo comunque d'accordo."
"Che cosa...?" Mirzan richiamò l'attenzione di Link che, ricordandosi che il fratello non comprendeva la lingua dei lupi, tradusse velocemente ciò che si erano detti.
Alla fine decisero di continuare la ricerca delle Pietre. Talitha assentì in silenzio.
"Il prossimo tempio, dov'è?" domandò Link.
Talitha accennò col muso alla montagna di Kar.
"La Pietra della Terra... Là, in cima."