- Le pietre di Reijin -

Racconto di Nephenee

- Capitolo settimo: Nella grotta -

"Qui."
Talitha si fermò. Link gettò uno sguardo nella grande cavità nella roccia. Sembrava un lungo tunnel che serpeggiava fino al cuore della montagna.
"Qui?" ripeté Link, sospettoso. Non gli piaceva.
"Fidati. Noi lupi sappiamo."
Link diede le spalle alla grande grotta. Da lì, poteva dominare con lo sguardo quasi tutto il piccolo regno dov'era nato e cresciuto. Un regno che, nei secoli, era stato devastato più e più volte dalle forze del male, ma era sempre stato salvato da grandi eroi che impugnavano armi magiche.
Ecco laggiù un piccolo gruppo di case, sul limitare della foresta. Il suo villaggio.
Si voltò ed entrò nella caverna, rallentando a fatica lo scorrere dei pensieri.
"Attenzione." Talitha lo superò e precedette il gruppo.
Link sentì Mirzan aggrapparsi alla sua tunica. Un pensiero gli balenò in mente, ma per il momento lo accantonò.
"Io vi copro le spalle." Alcor rimase ultimo. Zoppicava ancora.
Avanzarono per alcuni minuti, mentre tutto diventava sempre più buio fino ad impedire a Link di vedere più lontano del proprio naso.
"Talitha... dove sei?"
Talitha si fermò. "Oh, dimenticavo, voi siete umani."
"Già... non vediamo niente." La voce di Mirzan raggiunse Link da poco distante. Link sobbalzò. "Ma allora capisci! Capisci quel che dicono i lupi!"
Mirzan, guidato dalla voce del fratello, lo raggiunse e lo afferrò nuovamente per la tunica. "Sì, qualcosina... mi hai contagiato con la tua follia!" Mirzan sorrise, ma Link poté vederlo.
"Zitti!" Syrio doveva essere andato più avanti. Il suo ringhio non prometteva nulla di buono. "Non siamo soli, qui!"
Talitha annusò l'aria. "Sentite anche voi?"
"Sì." Alcor assentì. "Attenzione... noi lupi sappiamo che la Pietra della Terra è protetta da un essere potente" spiegò a Mirzan e Link. "Sicuramente si aggira per questi tunnel, che lui conosce bene. Rimaniamo uniti."
Un ruggito li raggiunse, echeggiando tra le pietre. Link si accorse che non era il ruggito di un lupo.
Syrio ululò in risposta.
"Indietro!" ordinò Talitha, spingendo i due fratelli. Link inciampò e rovinò all'indietro. "In piedi, sbrigati!"
Link si rialzò e, con più attenzione, arretrò nuovamente.
Ancora un ruggito, e un altro. Link non sentì più Mirzan al suo fianco, né Talitha sembrava essere ancora davanti a lui. Chiamò i tre lupi, suo fratello, ma non vi fu altra risposta se non l'eco della sua stessa voce.
"Oh, sei tu."
Link sobbalzò, si voltò ed estrasse la spada. Non vedeva nulla, ma si sentiva più sicuro con l'arma in mano.
"Non mi aspettavo che sarebbe stato un ragazzino a giungere fin qui."
Quella voce non era certamente umana. Né apparteneva a un lupo.
"Sei già entrato in possesso di una pietra... dimmi, perché stai rischiando la vita per riunirle?"
Link si chiese se mentire. "Io... non ho cattive intenzioni." si limitò a rispondere.
"Questo lo dicono praticamente tutti. Ma riunire le Pietre di Reijin non è mai una buona cosa."
Il cuore di Link ebbe un tuffo. "Perché?"
"Noto che non sai tutto su di loro. Siediti."
Link rimase in piedi, cercando di trovare il punto esatto da cui proveniva la voce. Mosse un passo indietro.
"Fai bene a non fidarti. Bene, resta in piedi."
Scese il silenzio. Link attese, ma la voce non continuò.
"C'è qualcosa che devi dirmi?" chiese infine.
"Beh, è giusto che tu sappia cosa stai per fare." Un sospiro. "Tuttavia, non sei degno di avere la Pietra della Terra... perché dovrei perdere parte del mio tempo per spiegarti qualcosa che, del resto, non ti servirà sapere?"
"Io cerco le Pietre per far tornare in vita i miei genitori!" Link non sapeva più cosa fare. La Pietra del Fuoco era stata presa da Gorwan. Non poteva entrare in possesso della Pietra della Terra. Come avrebbe fatto? "Sono stati attaccati e uccisi da dei mostri! La mia casa è stata distrutta! Cosa posso fare? Dimmelo!"
"Calmo, giovane uomo. Le tue intenzioni sono nobili, ma non sono un buon motivo per riunire le Pietre. Non sai quale caos provocheresti, per un tuo unico capriccio."
"Capriccio?!" Link trattenne le lacrime di rabbia. "Sono i miei genitori! Ho la possibilità di farli tornare in vita! Perché non..."
"Sono più importanti i tuoi genitori del Regno intero?" La voce non mostrava alcun sentimento. "Forse non te ne rendi conto. Ci sono migliaia di persone nel Regno che hanno perso i genitori. Ma nessuno di loro..."
"Taci! Zitto! Basta!!" Link balzò in avanti, la spada tesa, ma non colpì nessuno. Provò molti fendenti in ogni direzione. "Dove sei? Vieni qua!"
"I tuoi genitori sarebbero fieri di te?"
Link individuò la direzione e caricò ancora. Sbatté contro una grossa roccia. Sentì una fitta di dolore al braccio destro, ma non se ne curò.
"I tuoi genitori volevano che diventassi un assassino?"
Link si fermò, respirando affannosamente.
"Sarebbero felici di vederti impugnare la spada, pronto ad uccidere chiunque pur di riportarli in vita?"
"Io non sono un assassino" replicò.
"Allora riponi quell'arma, e vattene da qui!"
Una luce improvvisa accecò Link, che lasciò cadere la spada e si riparò gli occhi con le braccia. Una forte spinta al petto lo fece cadere. Sentì degli artigli lacerargli la tunica, rammendata più volte, e graffiargli il petto, e sentì anche un verso simile al soffiare dei gatti. Si ritrovò improvvisamente fuori dalla grotta, a terra, senza sapere come.
Si mise a sedere. Circondò le gambe con le braccia. Il suo sguardo si perse per un momento all'orizzonte, dove il sole stava tramontando; poi, nascose il viso tra le ginocchia e pianse.