- IL DIARIO DI CHERRY GARROSS -

Racconto di Pepogarross

- IL NATALE DEI GORON -

"I goron non festeggiano il natale..."

Questa frase mi è rimasta impressa nella mente da molti anni, quasi non ricordo chi me la disse. Guardo fuori dalla finestra e vedo solo gocce di pioggia che si infrangono contro i tetti delle case, le cucco si sono rintanate nel pollaio per dormire. Che bestie cretine. Appena vedono scurirsi il cielo vanno subito a dormire, come se il grigio del cielo le avvolgesse in un torpore... Yawn, che sonno... Anche a me fa lo stesso effetto: sono stato troppo tempo a contatto con le cucco e sto diventando come loro... Una bestia cretina.

Il vecchio Joe ha già smontato il suo gazebo e tutti i ragazzetti non bevono più succo d'arancia di Clarissa, la moglie di Joe. Chissà dove saranno andati i bambini? Che siano ritornati a giocare nel cimitero? Molto probabile. Spero solo che non riescano mai ad entrare nel tempio delle Ombre... È un posto pericolosissimo per dei bambini. Ma il muro è troppo alto da scavalcare e poi si fermerebbero davanti al portone... E chi se la sente di accendere tutte quelle torce in un colpo solo? E se fossero tanti quanti le torce? Oh, ma sarebbe una cosa gravissima... Scomparirebbero tutti... Devo andare a costruire un muro più alto. Ma ora sta piovendo. Non ne ho proprio voglia. E se piove i bambini sono a casa a studiare.

Fra pochi giorni è Natale e tutti i bambini saranno felici. Anche io lo sarò. Forse sono troppo grande però io amo il Natale con tutte le sue luci ed i suoi colori. Il mercatino nel borgo di Hyrule è una cosa splendida durante il Natale. Ci sono i più grandi artisti di strada che si esibiscono alla sera: cantano, ballano, fanno volteggiare palle di fuoco... Che bello il Natale.
E poi c'è l'attesa: il concerto davanti al Santuario. Viene costruito un palco grandissimo lungo tutti i lati del giardino. Anche la famiglia Reale assiste allo spettacolo. Loro si siedono sui posti d'onore al di sopra della folla e dominano dall'alto lo spettacolo. La festa viene autofinanziata tramite la lotteria, la quale serve a reperire fondi. Il premio in palio sarà trascorrere il Natale assieme alla Famiglia Reale. Il vincitore potrà portare con sé i suoi cari. Io non sono mai riuscito a vincere.
Io il castello lo conosco quanto le mie tasche e sono proprio contento che altre persone abbiano avuto occasione di essere ospiti dei Nohansen.

Ma i goron festeggiano il Natale? Secondo me quella mia reminescenza è solo un pensiero fuorviante. I goron festeggiano il Natale. Magari lo festeggiano a modo loro. Lo festeggiano in un giorno differente, perché no? Non tutti utilizzano lo stesso calendario. Ma i goron sono devoti alle Dee e perciò devono assolutamente utilizzare lo stesso calendario. Perciò i goron credono nel Natale. Ma i piccoli mangiapietra crederanno nell'old man che porta loro i doni quando tutti dormono? Tutti i bambini credono nell'old man... Poi crescendo capiscono che l'old man è solo un simbolo. Chi ci vuol bene ci regala doni e chi non ce ne vuole ci regala l'instabilità, la guerra e i mostri...

Appena vedi un octorok capisci che qualcosa non funziona. I bambini hanno paura degli octorok. Ma tutti noi abbiamo paura degli oktorok. Il Governo ci ha fatto dono di un'arma per difenderci. Tutti i capofamiglia possiedono un'arma per difendersi.
Sono tempi molto duri. Ci muoviamo tra la serenità e l'instabilità. Ora fortunatamente tutto è tranquillo.
Tutti gli anziani dicono che la guerra ha sempre risparmiato il periodo natalizio. Si vede che chi ha in mano le sorti di Hyrule è molto devoto alle Dee oppure vuol farsi vedere buono.

Accipicchia, intravedo l'arcobaleno. Gli uccelli ricominciano a volare. Non piove più. Voglio andare sul Monte Morte. Voglio parlare con i goron a proposito del Natale. Chissà dove avrò messo i miei scarponcini e il mio bastone per le scalate. Magari meglio prendere un arco, non si sa mai: Qualche tektite è sempre in agguato. Cavoli, la mia faretra è vuota... Questa non ci voleva. E ora come faccio? Posso sempre prendere una torcia... I tektite odiano il fuoco. Opterò per la torcia.
Mi devo assicurare che la mia borsa sia piena di tutto il necessario. Qualche bomba non fa mai male. Ci sono sempre dei muri da far saltare per aria... Acqua, pozioni, latte e qualche panino. Ehi, dimenticavo il mio lasciapassare. Le guardie non mi faranno mai scalare il Monte Morte se non ho un'autorizzazione.

Eccomi davanti alla cancellata.
Guardia: "Buongiorno, come va Ambasciatore? Le posso chiedere un favore? Ho un collega che colleziona maschere particolari. Non sa mica se in paese il negozio di maschere vende già campioni della prossima collezione?"
"Non credo. Ci sono passato ieri. Ci sono ancora le solite maschere raffiguranti animali esotici oppure qualche caricatura dei vecchi Re."
"Capisco. Allora dico al mio collega di aspettare."
"Perfetto. Allora ci vediamo presto. Mi raccomando si ricordi di chiudere bene il cancello. Non vorrei che qualche bimbo vada ad esplorare la Caverna Dodongo... È pericolosa."
"Ricevuto. Buona giornata, ambasciatore."
"A lei."

Oggi però non sono al lavoro. Oggi mi dedico alla ricerca dello spirito natalizio. Quanto è dura la salita. Strano mi aspettavo di vedere un tektite di fronte a me con il suo sguardo minaccioso. Beh, meglio così visto che sono arrivato. L'entrata è sempre la solita. Mamma mia che caldo che c'è dentro questa caverna. Mi sa che dovrò togliermi il mantello di lana e acrilico. Tutti mi guardano con simpatia. È come se mi conoscessero da una vita. I piccoli mi abbracciano e mi baciano. Ahia, che male... Mi sento tutte le ossa scricchiolare, non fatemi troppo male.

"Ditemi, voi lo sapete che fra poco è Natale?"
"No, Natale è adesso... L'attesa è finita. Tu sei arrivato. Dove sono i nostri doni?"
"I vostri doni?"
E ora cosa dico loro, io non capisco cosa vogliano dire... Forse assomiglio a qualcuno molto famoso. Non mi resta che dire una bugia a fin di bene.

"Beh, io arriverò ufficialmente fra 22 giorni e perciò non posso ancora darvi i vostri doni."
"Va bene, allora cosa ci fai oggi?"
Mamma mia quel piccoletto impertinente, gli tirerei un ceffone se non fosse alto quasi quanto me e grosso il doppio.
"Sono qua perché devo parlare con il vostro capo. Voglio vedere se siete stati buoni."
"Okay, il nostro capo è al piano terra. Ma noi siamo stati buonissimi."
"Voglio essere sicuro. Potreste pure raccontarmi delle bugie."

Scesi al piano terra mentre dei giovani si stavano allenando nel rotolamento. Per poco non mi si infrangevano contro. Eccomi davanti all'appartamento del Capo. Lui mi accoglie con grande cordialità. Ma perché fanno tutti così? Non mi resta altro che chiedere.

"Perché fate tutti così, mi conoscete?"
"Non scherzare $£$£%%W, tutti noi ti conosciamo. Tu sei l'uomo del Natale."
"L'uomo del Natale, ma voi goron non credete nel Natale..."
"Certo che ci crediamo, noi crediamo nelle Dee e nel loro discendente. Ogni anno noi goron raccontiamo ai nostri figlioli la storia di Viktor il gran rotolatore e della sua missione."
"Viktor? Chi è questo gran rotolatore."
"È colui che ti ha portato fino a qua. Colui che ha avuto l'onore e l'onere di prendersi cura del pargolo semidivino lungo il viaggio che porta alla terra dei mortali."
"Pargolo semidivino?"
"A quel tempo i goron vivevano su di un'isola e questo piccoletto piombò vicino al villaggio di Viktor. Il piccoletto piangeva per la fame, poverino. Era di costituzione robusta. Molto paffuto. Nella culla fu trovato un biglietto scritto da mani divine. [Portate il piccolo al villaggio Kakariko. Fate attenzione a tutti gli Scemidotteri senza cuore che potrebbero rapire il piccolo Pepo. Confido in voi. Din]... Capisci, la Dea Din scrisse a noi goron. Noi goron dovevamo prenderci cura del piccoletto e condurlo a Kakariko."
"E poi come è andata finire?"
"Viktor portò a termine la sua missione e il piccolo Pepo arrivò al villaggio Kakariko sano e salvo. Viktor è diventato l'eroe di tutti i goron. E Pepo è per noi goron l'uomo del Natale. Festeggiamo la nascita di Hyrule e aspettiamo i doni dall'unico tramite tra i mortali e la divinità: Pepo."
"Pepo, io sono Pepo."
"Pepo, Pepo... Pepo..."

Cherry: "Pepo, Papà... Svegliati..."

Come al solito mio padre si è addormentato davanti al televisore. Si fa sempre riconoscere. Ci sono pure gli ospiti. E lui cosa fa? Si è messo là spaparanzato sul divano.

Samus: "Lascialo stare, apparecchiamo noi. Vai che quando sente il profumino di arrosto si sveglia di colpo."
Cherry: "Eh già, quando c'è da mangiare non si tira mai indietro."
Samus: "Ma cosa sono questi urli?"
Cherry: "Probabilmente starà sognando"

Pepo: "Sono l'uomo del Natale? E perché non me l'avete mai detto? Ehi, ma dov'è il capo? Ma sono a casa mia. Ma che è stato? Eppure sembrava molto reale quel sogno."

Cherry: "Eccolo che arriva, ben svegliato! Non ti possiamo lasciare un attimo alla Televisione che ti addormenti subito."
Pepo: "Non ci sono più quei bei programmi di una volta. Ora tutto è pieno di reality show dalla mattina alla sera."
Samus: "Ma stati zitto Pepo, anche una volta c'erano i reality e tu ci hai pure partecipato."
Pepo: "Se è per quello anche tu ci hai partecipato."
Samus: "Certo, mica ti potevo lasciare fra le braccia della giovane maga nera. Non la potevo fermare..."
Pepo: "Siamo un po' gelosetti eh..."
Samus: "Certo che sono gelosa... Vorrei pure vedere... Dai siediti a tavola che è pronto."
Cherry: "Ma cosa urlavi prima?"
Pepo: "Io urlavo, stavo sognando. Tutti mi dicevano che ero l'uomo del Natale. Ho scoperto pure come sono arrivato tra i mortali. Probabilmente quello che ho sognato ha sicuramente un fondo di verità."
Cherry: "Non iniziare di nuovo a raccontare la tua storia... So tutte le tue versioni a memoria. Tu invece di raccontarmi le favole mi hai raccontato le tue storie."
Pepo: "Però ti sei sempre addormentata e hai fatto la brava."
Cherry: "È vero. Però ora ho 18 anni e non posso più ascoltare le tue storie."

E così anche questa serata è passata tra una piccola discussione e l'altra. Sono 2 giorni che questa donna è a casa nostra e non sono ancora riuscita a farle il famoso discorso...