Dopo anni di pensieri liberi e poi sperduti nella mia mente decido di riunire tutto ciò che mi è accaduto in una vita normalissima, fin troppo ordinaria. Io l'ho sempre vista pazza ma è una vita come tante altre: senza un vero e proprio senso. Non dobbiamo ricercare il senso della vita nelle cose, sono mute e non possono risponderci. Dobbiamo cercare il senso della vita dentro di noi. Il senso lo diamo noi. Io però ,ancora, non l'ho trovato e tutte quelle volte che mi sono definito sconfitto è stato perché non credevo in quello che stavo facendo. Forse non credo solo perché non sono convinto nel momento in cui agisco. Questa potrebbe essere una conclusione.

Siamo sempre pronti a tirar fuori delle conclusioni che alle volte ci dimentichiamo sempre come è iniziato veramente tutto. Qualcuno vi racconterà la storia di un semidio pieno di gioia di vivere e belle ragazze al suo fianco, qualcuno ve lo dipingerà invece come un guerriero dalla folta chioma nera a cavallo di un dragone color verde smeraldo. Il Garross non è né un semidio pieno di donne al suo fianco e nemmeno un guerriero a bordo di un drago: Egli è un normale individuo che cerca di condurre una vita straordinaria e alle volte ci riesce e altre volte no.

 
- LE VERE ORIGINI DEL GARROSS -

Racconto di Pepogarross

Non passa giorno che io non pensi a tutta la mia vita, agli attimi trascorsi, alle vicende tristi e a quelle più gioiose. Resto svariate ore dentro al mio letto senza riuscire a dormire poiché sono troppo concentrato sulla mia storia. Ormai sta spuntando il sole ed io mi trovo alla mia scrivania con una piuma di Rito in mano e la boccetta dell'inchiostro ancora piena. Devo scrivere un libro. Lasciare una traccia della mia esistenza, cercare di lasciare una vera e propria testimonianza e che non si confonda con tutta quella produzione fatta dai peggiori biografi mai esistiti. Alcuni mi hanno dato del farabutto e altri del benefattore. So bene che non sono né l'uno e né l'altro. Sono uno come tanti ma mi reputo il migliore tra i tanti. Predico sempre molto bene ma alle volte razzolo malissimo. Scusate il tono serioso alle volte mi abbandona e scado nel raccontare le ovvietà. I miei Biografi erano ovvi, molto scontati negli ultimi tempi tanto che il mio mito non è stato più studiato in nessuna scuola elementare del quartiere. Anni fa il Garross piaceva ed incuriosiva le folle di grandi e piccini, stupiva la sua ironia e soprattutto la trama degli episodi era ingarbugliatissima ed i lettori si contavano sulle dita di una mano. Pian pianino la saga del Garross è diventata sempre più povera e ha dovuto far spazio ad annunci commerciali oppure ho dovuto omologarsi alla cattiva televisione. Le storie sulla mia persona partirono in principio come una parodia delle vicende Hyrulee e alla fine diventarono un vero e proprio genere anche se non ho capito mai dove lo si potesse collocare. Il marchio di fabbrica era in primis la lunghezza delle vicende: kilometri di pagine word copiate ed incollate. Secondo qualche studio in una storia lunga 3 o 4 pagine di word si contavano 4 momenti di inedito humour. Col tempo la quantità era la solita però lo humour si affievoliva e lasciava spazio alla pazzia alle frasi sconclusionate, agli inciuci, alle voglie represse e a tanti altri annunci pubblicitari e critiche velate al sistema. Nelle mie storie non c'era più novità, non erano più vive.
Cosa è che manca? Me lo sto chiedendo ed ancora non riesco a rispondermi. Alcuni la chiamano ispirazione anche se io non sono d'accordo. Sono sempre stato ispirato anche se poi non sono riuscito a produrre ciò che avevo in testa. Spero che non mi succeda nei prossimi 5 minuti.
Ah che bella immagine. Riesco a scorgere il sole, un nuovo giorno ha inizio e spero che questo giorno benedica questo mio progetto: Le mie vere origini.

Il messaggio mi è bene chiaro, però non sono ancora riuscito a capire quale sarà il mezzo vero e proprio. Ho pensato a lungo e ho capito che non mi rimaneva altro che scrivere. Vicino al Lago Hylia le zanzare sono perfidissime e mi stanno pinzando sempre sulla solita mano, manco avessi il sangue solo in quel punto. Ho perso di nuovo la concentrazione e non riesco più a ricordare cosa faceva mio padre prima dell'evento straordinario. Mio padre, personaggio molto controverso e poco amato da molte persone a tal punto che si dovette costruire una casa tutta sua dove poté abitare senza che nessuno potesse rovinargli le giornate offendendolo o peggio ancora picchiandolo. Si fa sempre una gran fatica ad accettare chi è diverso da noi e pure oggi, quando tutti i giornali parlano di un'evoluzione dei costumi, si fa fatica ad accettare matrimoni tra persone delle stesso sesso oppure si marcia contro le comunità di immigrati provenienti da Labrynna. Mio padre era un diverso. Era sempre stato troppo preso dal suo umile lavoro tanto da disinteressarsi delle donne e dal cercare una compagna per la vita. A quel punto tutti le malelingue del paese iniziarono a far circolare la storia che mio padre era omosessuale e che aveva una relazione con un cavaliere avventuriero a caccia di tesori tanto che per amore egli gli disegnava mappe per facilitarlo lungo i suoi viaggi. Una storia che non si regge in piedi per 2 motivi: 1- la frase che ho scritto è troppo complicata e nessuno può aver capito ciò che abbia voluto realmente dire. 2-Mio padre non si è mai innamorato in vita sua e forse questo è stato il suo più grande errore.

Mio padre è stato punito dalla divinità Din per non essersi mai innamorato e perché è sempre stato troppo avaro. Le divinità hanno sempre dei modi bizzarri per punire i comuni mortali. La punizione alle volte è un mettere alla prova il peccatore e altre volte si tratta di far soffrire il peccatore. Una sola volta il peccatore è stato fatto soffrire prima e messo alla prova successivamente... Diciamo dopo nove mesi o poco più, giusto il tempo di essere allattato un pochino e portato da mio padre in groppa ad un fiero esemplare di Goron chiamato Viktor. Vi domanderete chi è Viktor. Egli non è altro che uno dei 7 storici patriarchi Goron, è il progenitore della stirpe di Darmani.

Tingle, così si chiama mio padre, fu sedotto da una fata che emanava una luce color rubino. Passarono una notte a guardar le stelle e proprio quando il trasporto amoroso stava facendo barcollare il mio futuro genitore la fata si trasformò in una giovane ragazza caratterizzata da un'espressione austera. La ragazza dopo averlo sedotto è riuscita a costringere Tingle a fare l'amore con lei. Papà non mi ha mai raccontato i particolari però ho intuito che la cosa non gli sia mai piaciuta. Molti amici miei non hanno mai creduto alla storia della Din violentatrice ed hanno sempre immaginato l'idillio amoroso tra il giovane cartografo e l'affascinante dea.
I biografi si sono sbizzarriti su questa storia e l'hanno fatta diventare uno dei più bei racconti romantici degli ultimi anni. Io però so di essere stato concepito nel dolore. Mio padre aveva sbagliato, era un peccatore e mia madre era solo una giustiziera.

È arrivato il giorno e devo portare mia nipote a scuola. Oggi ha una verifica di Storia ed è molto tesa però io so che lei è una bambina molto brava e diligente. Ora mi avvicino lentamente verso la sua cameretta e cercherò di svegliarla molto lentamente.

"Buongiorno Zuccherino."

"Buongiorno Nonno. Ero già sveglia. Sai, non ho dormito molto bene. Avevo tutti quegli avvenimenti della nostra storia nella mia mente e avevo paura di dimenticarli."

"Ma dai che te li ricordi tutti. Per esempio? Chi è stato il capo di governo socialista che ha esteso il diritto di voto ai Goron del Monte Morte?"

"Uhm, Pepo Garross."

"Brava. Quale semidivinità adorano i Goron che popolano Termina?"

"Baby Garross."

"Come mi chiamo io?"

"Purlo."

"Vedi, sai tutto..."

"Ma la maestra di storia non chiede cose su di te. Perché mi hai fatto quella domanda?"

"Così per scherzare. Dai andiamo a fare colazione."

"Va bene nonno."

Vi chiederete perché mi faccio chiamare in maniera differente, forse un giorno ve lo spiegherò.
Un giorno riuscirò a sciogliere tutti i nodi che la vita ha creato, spero di riuscire a far quadrare i conti. Durante la nostra vita siamo sempre pronti a bramare il potere assoluto, quello che ci renderà liberi di fare ciò che vogliamo e quando lo abbiamo non ce ne rendiamo conto. Sono in grado di fare tutto ciò che voglio: in un solo istante potrei far diventare il deserto Gerudo un luogo fertilissimo e pieno di colline punteggiate da mandorli in fiore. E a che scopo? Solo per gioire della mia onnipotenza? E poi cosa avrei risolto? Il problema è che l'onnipotenza ti dà un mucchio di responsabilità in più e non sai mai come gestirti. Io ho sempre passato la mia vita prendendo la frase "Vivi e lascia vivere" come l'esempio da seguire. Lasciatemi condurre la mia vita in pace e non chiedetemi troppo, sono solo un normalissimo individuo. Quando ero più giovane ho pensato pure di cambiare il mondo ed il risultato è stato fallimentare: ero riuscito a cambiarlo, in peggio però. Sono i tipici errori che si fanno in gioventù e non dovrei stare a biasimarmi troppo però alle volte una bestia affamata di nome rimorso viene sempre a bussare alla porta della mia coscienza e lei, ingenuamente, apre sempre.