- IL DIARIO DI CHERRY GARROSS -

Racconto di Pepogarross

- Una famiglia stranamente normale -

"She's My Man... a I uont poppolin scibadà".

Mio padre quando si fa la doccia canticchia sempre degli strani ritornelli e secondo me si inventa pure le parole. Dove è che prenderà tanta energia, mi domando io. In questo periodo pieno di esami dovrei dedicarmi di più allo studio ed invece il lavoretto part-time, così lo chiamo io, mi prende sempre tanto tempo. Una ragazza come me dovrebbe pensare a trovarsi il moroso ed invece sono troppo impegnata nelle ronde notturne tra le vie di Hyrule per assicurarmi che i deboli non vengano aggrediti e che qualcosa di strano non accada. Fortunatamente non succedono cose troppo straordinarie e fra una ronda e l'altra trovo pure il tempo di studiare.

E il sonno? Vi chiederete voi... Beh, il crimine non dorme mai purtroppo ed io stare sempre sul pezzo... Qualche ora riesco pure a dormirla però è molto raro ch'io possa fare 8 ore di fila senza interruzioni. Non capisco ancora il perché abbia deciso di diventare un supereroina e crearmi così una doppia identità. Preferirei di gran lunga il lavoro di mia madre visto che lei accetta solo le missioni più remunerative e scarta le altre. Quando era più giovane ha sicuramente fatto molta gavetta e ha rischiato moltissimo e grazie a tutti gli assidui videogiocatori si è guadagnata il rispetto di tutti e ormai può solo godersi la vita in tutti i sensi...

"Per favore Samus, puoi evitare di metterti il piagiamone? Tutti quei baby doll che ti regalai che fine hanno fatto?"

"Scusami amore, però... Io non te lo dicevo perché mi pareva sgarbato. Però non mi piacciono i baby doll e perciò non me li sono mai messi... Li ho dati tutti a Cherry... Ora che si è fatta grande.."

"Sì li hai dati a Cherry, ora che si è fatta grande... Cosa, li hai dati alla bambina? Ma ora chissa cosa le salterà in mente di fare. Già me la vedo dentro i letti dei potenti di Hyrule... A... Non mi ci far pensare. Ho nella mente immagini orribili perché è mia figlia... Se non lo fosse, beh... Se non lo fosse sarebbero immagini..."

"... Immagini, dillo pure vecchio maiale che non sei altro... Fare pensieri sulla bambina. Pervertito!!"

"Ehi... Ma tu hai detto... Ma... Beh".

"Ehi, Pepo! Niente Mah e niente beh. Devi essere responsabile di ciò che dici..."

"Ma io non ho detto niente Samus... Non ho parlato..."

"Zitto!"
"Mah se mi lasci..."

"Zitto! Ma non demordi mai eh?"

"Ueeeeeee... Mi tratti sempre male... Sei cattiva... E io non ti faccio vedere quello che ti ho comprato".

"Mi hai fatto un regalo... Bello il mio amore... Smack... Uhmmhmmhm... Bast... Uhmhm... Pfiuh... Mamma mia, nemmeno un bacetto ti si può dare... Sei peggio di una sanguisuga. Allora il mio regalo? Vedere, Vedere, vedere..."

"E poi dici che sono io il bambino... Il regalo... Cof cof... Sarebbe questo..."

"Oh ma è bellissimo. È un baby doll. Grazie Amore".

"Oh ma ti piace?"

"No... Però se non ti posso uccidere posso almeno amarti... E il mio amore ti soffocherà..."

Beh, ora è meglio non pensare troppo ai miei. Hanno bisogno pure loro di un po' di privacy. So benissimo che tra tutti voi si nascondono lettori super allupati che non vedono l'ora di scoprire le frasette che Samus Aran pronuncia nell'intimità oppure scoprire che taglia di reggiseno porta mia madre o meglio ancora se lo porta. Cari miei lettori allupati, non vi dirò mai niente di tutto ciò e né smentirò le vostre convinzioni... Su maschioni, un po' di fantasia.

"Viva el amor, sera sempre nuestra esperança".

Ci risiamo, pure oggi, si fa di nuovo la doccia e canta sempre cose strane. Dice che in questo periodo ha un grande bisogno d'amore e che senza la famiglia non può proprio stare. Da un certo punto di vista sono pure contenta visto che ci ha snobbate per un po' di tempo e né io né mia madre capivamo... Cavolo... L'ho detto... Anzi l'ho scritto... Ho scritto mia madre... Sono proprio felice, caro diario, tu sei testimone. Mi è venuto naturale o no? Carta muta perché non favelli... Eppure questo diario me lo sono fatto arrivare direttamente da Hogwarts o come si scrive... Ad ogni modo se taci vuol dire che acconsenti. Ritornando al discorso precedente io e mia madre non capivamo assolutamente cosa si fosse messo in testa papà. Mamma ha dovuto rifiutare qualche missione ben pagata per stare a riordinare la casa e fare la spesa di mattina visto che io andavo a scuola.

Ora che è tornato Papà le cose sono tornate alla normalità: Io sto a casa per preparare questa dannata maturità, mia madre lavora molto mentre mio padre non fa nulla come al solito ma almeno rimane in casa e ci dà meno preoccupazioni.

"Cherry, vieni qua che devo appendere un quadro. Da solo ho paura che mi cada la scala".

"Ma non puoi attaccarlo ad altezza d'uomo... Ah già scusa..."

"Ehi, ora non facciamo tanto gli spiritosi... Non sono alto come te e Samus però non sono nemmeno come mio padre... Il problema è che ci sono altri quadri e mi dispiace toglierli..."

"Perché non li vuoi togliere?"

"Dico, ma tu li hai mai visti questi quadri?"

"Certo che li ho visti Papino, ma non capisco perché tu ci sia talmente affezionato. Sono disegnati veramente male ed io non capisco nemmeno cosa siano questi soggetti..."

"Sono persone cara mia. Questo è cubismo, non sono inutili scarabocchi... Questa è arte. E poi ti dico io cosa è rappresenta questa scena. Qua ci sono io molto piccolo, forse non avevo nemmeno un anno, in braccio al fiero Viktor".

"Viktor? Non mi hai mai parlato di Viktor..."

"Viktor è stato il Goron della Leggenda che si è fatto carico di un fardello assai pesante... E un pochino puzzolente... Sì perché anche se ero un neonato defecavo come un adulto. Mi hanno sempre raccontato che mangiavo molto di più rispetto agli altri bambini..."

"... Vedendoti lo si può immaginare..."

"Ad ogni modo Viktor si è preso la briga di trasportarmi dalla sua isola fino al Villaggio Kakariko".

"E tu hai sempre vissuto qua?"

"Sì certo, ma la mia Kakariko era un po' diversa a questa qua... Io ho vissuto in più Kakariko durante tutta la mia esistenza. Questa dove viviamo noi adesso mi appare un po' bizzarra e più comune ad una ambientazione Western".

"Western... In che senso... Noi per esempio rispetto al castello di Hyrule stiamo ad Est..."

"Sì questa è una parola particolare che viene utilizzata per certe ambientazioni comuni alla parte occidentale degli Stati Uniti d'America".

"Sì capisco... Ma quale è la Kakariko che più hai preferito?"

"Questa è molto carina... Però io ho vissuto tutta la mia infanzia in una Kakariko di una epoca precedente a questa. Era un villaggetto tranquillo e le case erano molto carine... Stava anche quella alle pendici del Monte Morte ma non pareva di stare in mezzo ad un Canyon... C'era una torre alta da dove ci si poteva lanciare e fare Bungee Jumping. C'era la mia amata casa con le gallinelle a cui lanciavo sempre i sassi con la fionda".

"Questa cosa la fai anche oggi... Hai sempre molestato gli animali... Sei un bastardo..."

"Modera i toni... Non parlare così a tuo padre... Mi hai fatto dimenticare quello che volevo dire... Ah, certo... C'era pure il Mulino, come non citare il mulino... Che bei ricordi e quanta bella musica che suonavamo dentro il mulino..."

"Suonavate dentro un mulino?? Ma non è illegale?"

"Certo che era illegale... Però a quel tempo ognuno faceva ciò che voleva perché il mondo era in preda al panico... Mostri, Spiriti e Soldati posseduti da demoni davano la caccia ad un ragazzo che brandiva una spada rubata dal tempio principale di Hyrule... Poi non so cosa accadde perché cambiai epoca visto che mi ero fatto grande e avevo appreso la tecnica di viaggiare nel tempo... Ora purtroppo so che non potrò praticare più a mio piacimento questa cosa perché metterebbe a repentaglio l'esistenza delle persone. Me lo ha detto una ragazza vestita in modo buffo qualche giorno fa. Si chiamava Ciliegina Vagabonda".

"No papà, si chiama Ciliegina Peperina... Lo sanno tutti in paese. È una grande supereroina ricercata dalla stampa... I giornali pagherebbero oro quanto cola per avere un intervista esclusiva con Ciliegina Peperina".

"Davvero? E ora quanto pagherebbero? Sono un po' a corto di danari".

"Vengo proprio a sapere ora che sei a corto di danari... E so pure il perché... Tutti quei baby doll che mi hai regalato ti saranno cosati una cifra".

"Eh beh. Io non è che compro una cosa da Intimissimi® tanto per fare. Io compro cose firmate e non di marca".

"E che differenza passa tra una... Facciamo un esempio. Cosa passa tra una mutanda di marca e una firmata. Pepo, su dimmi... Sono proprio curiosa..."

"Anche io lo sono, papà su rispondi a mamma".

"L'hai chiamata mamma??"

"Mi ha chiamato mamma? Oh Cherry, amore. Speravo che un giorno tu me lo avresti detto. Ti voglio un gran bene e lo sai. Ora che ti ho trovato non ti abbandonerò mai. Ora però... Pepo, tu non ti distrarre. Devi ancora rispondere..."

"Ok, are you asking me what are the differences between..."

"Non parlare in Hylian Pepo, lo sai che noi non lo parliamo e non lo capiamo neppure. E secondo me tu non lo parli nemmeno bene..."

"Va bene. Ci sono. Le mutande di marca non sono altro che mutande fatte sa una nota casa di intimo... Tipo la Nottingham oppure Intimissimi o che ne so io... Io nemmeno le porto. Si sta tanto bene con questi bei pantaloni con lo spazio davanti in stile Rinascimento..."

"Papà, non mi interessa se porti o meno le mutande. L'unica cosa che ti raccomando è di farti molte volte il bidet".

"Come sei cara Cherrina mia... Ad ogni modo le mutande firmate sono fatte da una nota casa che è specializzata in abiti lussuosi oppure dei cenci che costano migliaia di rupie..."

"Beh, non so se hai ragione ma per lo meno sei riuscito a dare credibilità alla tua distinzione... A proposito delle migliaia di rupie. So che sei a corto di soldi. Ti andrebbe di svolgere un lavoretto per me?"

"Dipende da cosa... L'ultima volta che ho svolto un lavoretto per te è stata una tragedia. I nostri bei vestiti si sono scoloriti".

"Non devi andare alla lavanderia a rupie. Questa volta si tratta di una missione che devi svolgere per me. Non è niente di impegnativo e difficile... Pure un mentecatto potrebbe svolgerla... Lo so che tu a volte sei peggio di un mentecatto... Però come tuo padre senti il profumo dei soldi e perciò faresti di tutti per guadagnare profumatamente e per questo mi affido a te".

"E allora sai che ti dico... Oh twisting, shakin' shaking baby... Shake the tailfeather!! Accetto la missione e do the swing e do the girl... Accetto accetto la missione, oddio mi sento come pizzicato dalla taranta. Ho una voglia di sciogliermi, di ballare e di fare tante cose..."

"Davvero Pepo?"

"Si però parlatene in un'altra stanza. Avrò pure 18 anni però sono anche vostra figlia".

"Hai ragione tesoro. Beh allora, ricordati che devi svolgere questa missione per me caro Pepo".

"E quando è che dovrò iniziarla?"

"Fra una mezz'oretta..."

"Mezz'oretta?"

"Una mezzora è più che sufficiente, preliminari compresi... Non fare quella faccia, hai voluto sì o no essere uguale agli umani? Sappi che esistono persone che durano pure meno e altri che durano di più. Ma non è importante. Il tempo sta già passando".

Nella prossima puntata cosa accadrà...

Stay Tingletuned!!