- IL SOGNO INFINITO - IL FU PEPO GARROSS -

Racconto di Pepogarross

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E tutti e 2 pronunciamo assieme Un Sogno Infinito.

"Flic o Floc?"
"Ma se glielo dico che senso ha fare questo gioco?"
"Davvero, non l'ho mai capito nemmeno io. Eppure ne è passato di tempo da quando ho abbandonato il mio corpo e poi ho abbandonato la mia anima."
"Deve aver provato dolore ad abbandonare tutto."
"L'anima non è tutto caro Garross. Pensi ai Robot, loro non hanno anima però vivono come se fossero animati. Fanno quello che devono fare. Timbrano il loro cartellino verso la società e la gente li ama. Li reputa affidabili e non è una cosa così sconcertante. È il robot con i sentimenti, quello che ha un'anima simile, molto simile a quella umana che sconcerta l'uomo. Un'anima artificiale simile a quella umana è di sua natura molto più pura e fa invidia. Molti non solo invidiano questi robot ma iniziano pure ad odiarli."
"Robot? Ma di cosa sta parlando? Cosa sono i Robot? Creazione artificiale di un'anima? Ma non si trattava solo di creare un corpo? Ora mi vuol far credere che siete pure in grado di creare un'anima ex-novo? Sareste simili ad un dio?"
"Qualcosa del genere. Però Lei ha bisogno di un corpo e noi glielo faremo avere. Ecco, siamo arrivati. Questa è la sala segreta, un luogo dove solo pochi eletti possono accedervi. Lei però non è uno di quelli... GWAHAAHAHAH... Si prepari a morire per una seconda volta. John, Kramer, Wilder, Hector."
"Sì signore!!"
"Placcatemi questa anima. Ho bisogno di fare un lavoretto."

Un minuto fa stavo parlando con un tizio che avrebbe potuto salvarmi e adesso mi ritrovo subito in pericolo. Loro mi incatenano ad un tavolo ed io, stranamente, non sento alcun dolore. Allora sono veramente un'anima? Non sento dolore fisico. È come quando nei sogni sembra che ti stiano sparando e tu non senti il dolore della pallottola e anche se stai morendo non senti un vero e proprio dolore. Alle volte senti i dolori fisici ma quelli si riferiscono ad un qualcosa che sta succedendo fuori dalla dimensione onirica. Mi stavano torturando, trapanando e poi... Ahia, questo dolore l'ho sentito... Qualcosa mi sta succhiando ed io mi sento debolissimo. Mi pare di scomparire. Questo dolore è facilmente associabile alla pallonata nei testicoli. Sembra che per un momento non respiri più e ti senti veramente sgonfio. Sgonfissimo.

Vedo. Apro gli occhi ma non mi vedo. È come se fossi una vera e propria telecamera in soggettiva che non riesce ad inquadrare se stessa. Dove sono io realmente? Non ascolto i miei respiri, non sento il battere del mio cuore. Non ho sentimenti. Vedo e basta. Non riesco a vedere se ho una bocca e non riesco a vedere se ho mani per toccare i miei occhi. Posso parlare?

"Posso parlare?"
"Certo che puoi parlare. E credo tu possa pure sentire?"
"Noi siamo pseudo entità. Siamo immateriali e non riusciamo nemmeno a capire se esistiamo o meno. Però udiamo la nostra voce e vediamo ciò che ci succede attorno."
"Mi sento diverso da prima. Prima ero sempre vivo e adesso sono proprio libero."
"Certo che sei libero. Non sei fatto di materia. Non hai dentro di te nemmeno un protone, neutrone e elettrone. Sei più immateriale del vento, infatti non fai vento."
"Ma io sento la mia voce? Produco onde sonore."
"Onde sonore che sentirai solamente tu e i tuoi simili. Non esistiamo in realtà. Tu ci hai sentito perché sei un eletto. Sei un prescelto. Noi non esistiamo però ci siamo e possiamo fare grandi cose non appena riusciamo a creare un'anima e un corpo da abitare. Non riusciremmo certo a vivere sempre in queste condizioni. Anche io ho voglia di piaceri terreni. Mica sei solo tu il pervertito?"
"Eh già. Piaceri terreni che adesso sono solo parole. Quando ero anima sentivo sempre emozioni legate al ricordo di notti d'amore o grandi scorpacciate di toblerone. Scusami, ma se ora non sentiamo nulla perché torniamo nelle anime e poi nei corpi?"
"Abbiamo i ricordi e soprattutto abbiamo curiosità. Le pseudo entità si ricordano e sono curiose di capire come si sentivano in determinate situazioni così per un po' si prendono una vacanza e staccano con la loro strana esistenza. Vorresti provare ?"
"Spiegati meglio."
"Ti do, anzi ti diamo visto che ormai siamo tutti fratelli. Avrai la possibilità di scoprire cosa vuol dire rinascere dopo che sei stato trasformato in psedudo entità. Un anno da oggi e tu dovrai ritornare qua con la tua anima e il tuo corpo."
"Ok. Ci sto. Ma con quale anima e quale corpo?"
"Il tuo corpo e la tua anima. Noi abbiamo conservato tutto. Basta indossarlo. Come si fa con i vestiti. Non ti preoccupare. Non hai mani ma saranno loro ad indossare te."

L'anima mi pare sia come la maglietta della salute e gli slippini che Anju mi metteva da piccolo mentre dovevo andare al tempio per pregare. Ora sento qualcosa dentro di me... Ma non è ancora tutto devo mettermi il corpo addosso. Il mio corpo. Siede là come un burattino di carne. Forse troppa carne. Certo che sono proprio grasso. A vedermi da fuori si scoprono tante cose. Beh. In questo anno farò un po' dieta. Entro nel corpo e... Mamma mia... Che fame... Meno male che devo fare la dieta. Ora inizio pure a sentire degli stimoli noti.

"Dov'è il bagno?"
"Valla a fare fuori, nessuno ti vedrà."
"Ok. Grazie di tutto. Ci rivediamo l'anno prossimo. Ah, che scortese non ci siamo nemmeno presentati. Io sono PepoGarross."
"Ed io sono..."

Avrei tanto voluto che quella voce mi dicesse il suo vero nome. È una vita che aspetto di vederlo ma lui ha fatto di tutto per nascondersi e adesso si mi ha coinvolto in questa faccenda strana. Una storia fatta di immaterialità, superficialità e inconsistenza... Mamma mia, dimentico pure l'incontinenza.. Me la sto facendo addosso.

"Salute... Signor?"
"Ahem... Tede, Tede Todo."
Immaginavo che fosse proprio lui. Ha voluto mentirmi ma ha scelto il nome falso più riconoscibile.

Ora pensiamo a cosa ne sarà del mio futuro. Ho solo un anno a disposizione e mi sento molto confuso. Mi sento come quei ragazzi che aprono il programma pier to pier per scaricare la musica e non si ricordano più quello che vogliono scaricare. Sto avendo un delirio di onnipotenza. Mi fermo un attimo e mi metto le dita nel naso. Era una vita che non lo facevo. Quando ero un'anima non avevo problemi con il muco rinsecchito visto che non avevo muco. Avevo sempre il naso bello libero e respiravo a pieni polmoni. Probabilmente non li avevo i polmoni ma mi pareva di averli sempre avuti. E così mi ritornano alla mente le parole dello strano signore che mi ha accolto nella sua dimora.

"Ti è mai sembrato di poter respirare a pieni polmoni anche se nella tua mente credevi di non averli più? Ti è mai sembrato di sentirti sfiorare dal vento e dalla pioggia come se tu avessi ancora la tua bella pelle? Eppure si dice che le anime non avendo un corpo non dovrebbero nemmeno avere una pelle. Le anime sono fatte di una materia molto particolare. Una materia celeste ma sono pure sempre fatte di materia."

Le anime sono sempre fatte di materia. Io invece ero diventato immateriale. Ero più immateriale dell'aria e del vento. Però non mi ero sentito molto libero. Ero strano, questo non lo nego, però non mi sentivo libero. Mi sentivo proprio in gabbia. Forse la libertà dell'immaterialità non sta nell'immaterialità stessa. La libertà la otteniamo quando ci riappropriamo dei nostri corpi, quando concretizziamo la nostra essenza. Ma solo dopo aver subito le peggiori angherie, dopo essere stati privati della nostra materia possiamo capire questa cosa. Sono libero, non sento le responsabilità, mi sento come un bambino. Ho voglia di giocare. Chissà che fine avranno fatto la mia Cherry e mia moglie? Mi penseranno sempre oppure mi hanno già dimenticato. Sono intenzionato a dirigermi verso la mia vecchia casa e vedere se loro sono sempre là. Vorrei contare le... No, ma cosa sto dicendo? Perché debbo tormentare la mia vecchia moglie e turbare mia figlia. Io esisto sempre per loro anche dopo la mia morte. Voglio solo capire come vivono e se vivono ancora. Pensa pepo, pensaci bene. Potrei modificare un po' il mio aspetto e travestirmi. Si, grande scelta!! Mi travestirò. Io amo travestirmi. E cosa potrei essere ? Un poeta? Uno scrittore, un filosofo? Magari un carpentiere. No meglio evitare di fare lavori manuali. Toh, trovato. Mi inventerò pittore. Devo solo trovare una bottega dove formarmi in breve tempo oppure un luogo dove io possa viaggiare con il mio maestro attraverso il mondo ed eseguire con lui grandi committenze. Sto già sognando ad occhi aperti. Dove posso trovare un luogo del genere. Ad un certo punto mi fermo e leggo un'insegna molto bizzarra.

Franz Cubus – Dipingo le tue speranze per 5 rupie

Un tipo che dipinge speranze per 5 rupie o è un matto oppure la rupia si deve essere apprezzata parecchio durante la mia assenza nel mondo terreno. Chissà se in questa giacca pulciosa riesco a trovare qualche rupia. Toh... Eccola là. Rupia color zaffiro, coniata dalla zecca hyrulea nell'ottobre del 5007, anno in cui sono morto. Chissà quanti anni sono passati. Entro nel negozio e non posso non notare 2 scrivanie: una piena di fogli e tele macchiate mentre un'altra scrivania è ricoperta di libri tutti accatastati. La mia camera però è sempre stata più incasinata di questo luogo. Suono il campanello. Perché non arriva nessuno. Non c'è nemmeno un biglietto con su scritto "Sono Fuori. Ritorno fra poco". Già, io non ho mai capito questa storia del "ritorno fra poco" oppure "Ritorno subito". Mica so quando sei partito? E il subito che intendi tu è quello che intendo io? Quei biglietti sono privi di senso quando la persona che li ha scritti non fa presente almeno l'ora precisa in cui ha abbandonato il luogo di lavoro. Il vecchio Frederic ha aspettato 2 giorni e 2 notti il carpentiere visto che lui aveva lasciato un biglietto con su scritto "Sarò di nuovo qua a momenti". Purtroppo il carpentiere è morto ed il vecchio Frederic è rimasto là per ore ed ore ad aspettarlo. La mattina del terzo giorno il Frederic viene svegliato dai figli del carpentiere. Erano venuti a prendere gli effetti personali del padre scomparso. Brutta storia.

Cubus ancora non si fa vivo e io allora inizio a sbraitare.

"C'è nessuno? Ho fior fior di speranze e fior fior di rupie. Capito? Pago benissimo!!"

Non è vero. Non è mai stato vero. Io sono una vecchia pellaccia e sono un uomo molto tirchio. Non pagherei mai così tanto. Però questo ambiente mi incuriosisce e sarei disposto a sprecare tutti i miei soldi per vedermi comparire il misterioso pittore. Assorto nei miei pensieri vengo destato dallo sbattere di una porta. Mi volto e davanti a me sta un tizio. Una persona all'apparenza sin troppo normale per essere...

"Salute, sono Franz. Franz Cubus. Con chi ho il piacere di parlare?"
"Sono Reddie Roddie."

Reddie Roddie? Ma non potevo trovare un nome peggiore. La mia nuova vita è iniziata. Il nome ormai è cambiato. Non sono più pepo garross ma reddie roddie. Mi sento ancora più libero. Ora devo solo abituarmi al nome.

"Reddie!! Ma è sordo per caso? Sono minuti che La sto chiamando... Non mi faccia perdere tempo che ho molte cose da fare."
"Mi scusi signor Cubus. Alle volte rimango assorto nei miei pensieri e non presto attenzione a ciò che mi viene detto."

Con lui mi sento diverso. Mi sento a mio agio. Gli ho già confidato uno dei miei peggior difetti. Nemmeno ai miei 2 amori riuscivo ad esprimere la mia totale sincerità. Pur essendo un mio difetto non lo ammettevo e lo negavo pure a me stesso.

"Sempre assorto nei Suoi pensieri Reddie? Possiamo darci del tu?"
"Certo Franz. Non aspettavo altro. Ti devo confidare sin da subito che con te mi sento molto più libero. Riesco a dirti cose molto segrete e liberarmi di molti pesi. Per esempio Reddie Roddie non è il mio nome però voglio ricominciare una nuova vita."
"Una nuova vita? Narra, narra. Sono proprio curioso di sentire la tua storia. Non mi capita spesso di parlare con persone forestiere. Sento che tu sei diverso e che avrai cose interessantissime da raccontare."
"È una storia lunga. Avremo bisogno di molti giorni."
"Puoi dormire e mangiare da me. Ho un lettino estraibile che diventa una comoda brandina e non mi sarai d'impiccio. Mi farai una grande compagnia."
"Ok."

Un mese è ormai volato. Me ne mancano 11 ed io non vorrei mai abbandonare la dimora di Franz. Gli ho raccontato la mia storia più di una volta sotto tutte le prospettive e lui non è ancora sazio delle mie storie. Io mi impegno sempre a raccontare tutto nel minimo particolare e lui si sente molto stimolato. La sera si rinchiude nel suo studio e sforna tele su tele. Dice che ha pronto tutto il materiale per allestirne una mostra.

"La chiamerò. Reddie Roddie, un personaggio speciale."

Non gli avevo raccontato proprio tutto. Qualcosa era rimasta segreta. Come il mio nome ad esempio però ormai non ce la facevo più a mentire. Non capisco come abbia fatto in questi 30 giorni a non chiedermi mai il mio vero nome. Gli avevo detto che il mio era un nome falso però lui non voleva sapere quello vero.

"Beh, io penso che il personaggio a cui ti sei ispirato non è Reddie Roddie ma quello che sta dietro Reddie. Con un titolo del genere nessuno potrà apprezzare mai le tue tele. Sono fantastiche e meriterebbero di essere viste."

"Ma che fantastiche e fantastiche..."

Scoppia in un pianto di cui non riesco a capire molto. Dopo qualche secondo prende forza e dice...

"Vi ho preso tutti in giro. Ho preso in giro me stesso. Io non riesco a creare niente dal nulla. Sono un abile copiatore e tutte le mie tele sono copie con qualche cambiamento, è vero. Sono comunque copie. Non sono un pittore. So solo copiare lavori fatti da altri."

"Cavolo. Tu sei bravissimo. Io non so nemmeno cosa tu dica di aver copiato. Le tue tele parlano della mia storia. Sono originali e molto più belle rispetto a quello che è realmente accaduto. Mia figlia, mia moglie sono bellissime e tu non le hai mai conosciute. Sono proprio come le ero immaginate."

"Non le ho conosciute? Sono famosissime. Tutto quello che mi hai raccontato è storia nota a tutti."

Mi sento gelare. Il suo sguardo e la sua voce sono cambiate in un attimo. Ha il tipico sguardo di uno che sa, di uno che ti vuol far capire che ha sempre saputo tutto. Si è voluto bere tutto, me lo ha voluto far credere. Sono io quello che è stato preso in giro. Succede sempre così.

"Rimane il fatto che io non abbia originalità. Rimane il fatto che io abbia copiato immagini realmente esistenti per rappresentare le mirabolanti avventure del Garross. I primi giorni credevo tu mi stessi prendendo in giro. Però il tuo modo di narrare era molto reale, magari un tantino incasinato ed è lì che ho capito che tu eri veramente il salvatore di Kakariko. Tu sei il Garross. Il semidio. Allora le tue storie mi hanno aperto il cuore ed io ho cominciato a disegnare le tue storie. Ma non mi sento ancora all'altezza del tuo genio. In campo narrativo tu sei un creativo ma io in campo pittorico non mi sento così creativo."

"Genio? Creativo? Beh, sono solito gonfiare le mie storie per renderle sempre più appetibili ma non mi ritengo di certo un genio. Io sono il Garross e niente più. Garross nel bene e nel male. Sarebbe meglio dire che io ero il Garross. Io sono Reddie Roddie e ho una pazza voglia di dipingere. Voglio rimanere a bottega da te e voglio girare il mondo per questi 11 mesi che mi rimangono."

"Tenerti a bottega? E cosa potrei mai insegnare ad uno come te? Sicuramente posso insegnarti le basi ma non riuscirò mai a farti eccellere. E poi questa cosa di girare il mondo è bene che tu te la tolga dalla testa. Nessuno mi cerca."

"Proponiti allora. Dici che sei in grado di copiare grandi dipinti? Tu non sai quanto siano richieste le copie di celeberrimi dipinti. Magari sei in grado di copiare tanto bene un dipinto che puoi pure definirti l'autore di esso. Ho già in mente un piano. Ora te lo spiego."

"Tu sei sempre così pieno di risorse. È per questo che ti apprezzo ed è per questo che ascolterò ciò che avrai da dire."

"Stavo pensando che tu potresti vendere ai ricconi del mondo una bella riproduzione del Ganondorf a cavallo recante la faccia di chi ben ti pagherà."

"Ma io non ho mai riprodotto quella tela e non so se sarò in grado di fare una cosa del genere."

"Ma si dai... Lo so che sei in grado di fare una cosa del genere. Ma non hai voglia di abbandonare questo sudicio luogo? Viaggiare per il mondo?"

"Non viaggerà, non andrà da nessuna parte. Ho promesso a nostra madre di prendermi cura di lui e non gli permetterò di andare in giro per il mondo con uno svitato dalla doppia personalità."

Una ragazza con gli occhi glaciali mi fissa in maniera molto aggressiva. Da un momento all'altro potrebbe pure mettermi le mani addosso. Mi sento impotente di fronte a lei e non riesco nemmeno a balbettare qualcosa. Sto farfugliando frasi incomprensibili.

"Non riesce nemmeno a dire quello che pensa. E lei vorrebbe partire con mio fratello? Io lo so cosa vuole fare un tipo come lei. Un deviato della peggior specie. Chissà quali giochi farà con mio fratello? Non ci voglio nemmeno pensare."

"Lei mi sta dando del deviato? Stia zitta o la riduco in cenere."

"Cosa vuole fare lei? Se ne vada fuori. Fuori da casa mia!!"

"Franz, ma questa non è casa tua?"

"Beh, è pure casa mia. Ma chi comanda è mia sorella..."

"Non sei stanco di vivere assieme a lei? Ad essere comandato da lei? Andiamo, partiamo e sono certo che ritroverai la tua vena creativa."

"Non ti permetterò di partire Franz!!"

"E cosa vorrai farmi. Mettermi le manette? Legarmi alla sedia. Io non ce la faccio più. La tua non è protezione. Il tuo è solo egoismo. Mi vuoi in casa così hai qualcuno con cui prendertela dopo che tutti quei poveri uomini ti lasciano. Sei aggressiva, prepotente, possessiva e profondamente egoista. Io ti abbandono."

La ragazza se ne sta incredula sulla sedia e non oppone più alcuna resistenza. Franz si è liberato di un peso. Almeno penso che sia così. Non mi aveva mai parlato di sua sorella. Quando usciamo Franz scoppia a piangere come un bambino. "Cosa farò adesso? Non ho più una casa. Io le voglio bene però lei è cattiva." Io lo rassicuravo dicendogli che lui adesso aveva me. "Non è vero. Tu fra 11 mesi te ne andrai ed io cosa farò?" Abbiamo 11 mesi di tempo per guadagnarci un nome ed io farò in modo che Franz ritrovi la sua vena creativa. Glielo devo. Lui mi ha offerto la sua casa, la sua amicizia ed io lo voglio aiutare.

Continua...