- IL SOGNO INFINITO - IL FU PEPO GARROSS -

Racconto di Pepogarross

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Sono passati 2 mesi da quando Franz ed io ci siamo diretti verso le terre del nord. La strada è innevata e a malapena si riesce a stare in piedi. Io mi appoggio un attimo al mio giovane amico per non scivolare e subito dopo cadiamo a terra. Non è poi fredda come pensavo questa neve. Forse sono talmente coperto che non riesco a sentire il freddo. È soffice e confortevole. Rimaniamo a terra. Siamo distrutti. Abbiamo portato dei sacchi pieni di roba per chilometri e chilometri. Dovremmo dormire in una pensione a Lockolit ma non abbiamo la minima di idea di dove sia. Pensiamo di andare verso Lockolit ma non capiamo ancora se la strada è giusta.

"Dov'è la mappa?"
"Quella che hai disegnato tu? È nella tua borsa. Ma dubito che riuscirai a prenderla visto che è stipata tra i pezzi del cavalletto che ti ho messo."
"Ecco perché questo zaino è così pesante. Hai messo i pezzi del tuo cavalletto nei miei bagagli. Se non fossi così appesantito ti metterei le mani addosso."
"Fallo allora, non aspetto altro..."
"Non lo farò mai carissimo. Per il semplice motivo che non aspetti altro. Te l'ho già detto. Non sei il mio tipo."
"Non stavo alludendo a questo. Beh sì, ci ho sperato lo scorso mese ma poi tu mi hai detto quelle cose e mi sono messo il cuore in pace."
"Bravo. Il nostro primo problema è raggiungere Lockolit. Ti dico pure il motivo. Lockolit è un luogo molto ricco e pieno di gente facoltosa. Potrai farti una bella pubblicità durante il ballo di beneficenza organizzato da Madame Jeanne Chalderoux, mia vecchia conoscenza. Ho già preso contatti con lei e mi sono raccomandato di farmi chiamare Reddie Roddie. Sono Reddie Roddie per tutti ormai."
"Certo Reddie, non te la prendere con me. Io ti ho sempre chiamato Reddie."
"Certo Franz, non stavo pensando a te. Sono io che debbo convincermi di essere Reddie. Insomma, mi sono pure messo una parrucca rosso fuoco per ricordarmi di essere Red come Reddie. Mi è costata pure cara quella parrucca."
"L'happy mask seller è uno dei più cari ed è normale che ti abbia tirato quel prezzo. Però non ti ho visto titubare così tanto. Hai preso la parrucca e gli hai fatto pure tenere il resto. Non mi pare che tu sia quel tipo tirchio di cui tutti mi hanno parlato."
"Quando hai un termine, caro mio. Quando sai che fra 9 mesi la tua vita cambierà ti senti più generoso verso quelli che ti stanno vicino. Mi sento libero e so che i soldi che ho guadagnato mi serviranno solo per poco tempo. Sono libero di spendere e spandere."
"Se ti fa sentire così bene perché non paghi una guida per andare a Lockolit?"
"Sapevo che prima o poi avresti preso l'iniziativa. Faremo proprio così. Chiederemo aiuto a qualcuno e lo pagheremo lautamente. Il problema è che qua non c'è nessuno. Eppure mi sembra di sentire odore di ruote di carrozza. Nascondiamoci. Sta arrivando una carrozza."
"Sei sicuro? Io ti seguo eh? Mi metto qua."

Dopo un minuto arriva una carrozza trainata da 2 splendidi cavalli. Mi paro davanti a loro e li faccio imbizzarrire. Schivo tutti i colpi di zoccolo che vorrebbero darmi e cerco di farli stare fermi e buoni. Nelle mie tasche tengo sempre un po' di carote e caramelle. Porgo ai 2 animali una caramella alla menta ciascuno e loro si tranquillizzano. La tecnica della caramella alla menta me la insegnò un signore di nome Ingo. "Porgi una caramella ai tuoi cavalli, possibilmente di menta, e loro ti ascolteranno. Non fare come me. Io ho sbagliato tutto. I miei cavalli li ho solamente frustati e loro non mi ascoltavano più. Avrei dovuto dar loro qualche caramella e si sarebbe addolciti." Povero Ingo. Lo incontrai in un centro di igiene mentale quando mi feci ricoverare di mia spontanea volontà dopo aver picchiato violentemente una vecchia signora. Ho sempre saputo di essere schizzatamente violento ma alle volte le mie bestemmie riuscivano a placare la mia sete distruttiva. Bestemmiare è male, lo so. Però non potevo di certo spaccare la faccia a tutti quelli che incontravo o che mi stavano vicino.

La carrozza è ferma ormai e il guidatore mi guarda impietrito.

"Mai vista una capigliatura così sciantosa? Eppure voi conoscete il potere della Dea Din? E ditemi, buon uomo, non sembrano i capelli della mia Dea?"

L'uomo continua a guardarmi impietrito. Probabilmente non sta osservando i miei capelli. Cosa ho di tanto strano? Mi giro e... WARGH!!! Dietro di me c'è un Moblin con gli occhi cerulei che mi guarda assatanato. Mugugna qualcosa e sta per sferrarmi un colpo ma io...

"Non farai mica del male al tuo dio?"

La bestia grugnisce e se ne scappa via gemendo e soffrendo. Ho usato solo un vecchio trucchetto. Lo imparai molto tempo fa alla Scuola dei Saggi. Tramite la forza del pensiero riesco a piegare la volontà di una mente debole.

"Ci avete salvati? Grazie. Grazie infinite. Il mio nome è Isabel May e mi sto dirigendo a Lockolit. Vi posso offrire un passaggio in cambio?"

Quanto è bella. Alta, mora e con la carnagione bruna. I suoi occhi sono color verde acqua ed ha un viso sorridente. I suoi denti sono bianchissimi. Sto per svenire. Non pensavo che esistessero angeli bruni. Ho passato una vita alla ricerca di donne come Isabel...

"Mettetelo a gambe alzate, dovrebbe riprendersi..."

"Isabel. Dov'è Isabel? La devo ringraziare per ciò che ha fatto per me ed il mio amico."

"Sono qua Reddie, non si preoccupi. Il viaggio sta procedendo bene e non abbiamo trovato intoppi. Arriveremo a Lockolit fra mezzora. Giusto il tempo per farsi un bagno."

"Un bagno? Dentro questa carrozza ha pure un luogo dove ci si possa lavare? Che forza! Allora mi preparo subito. Il mio amico che fine ha fatto?"

"Lui si sta asciugando e sta indossando vestiti puliti. Cosa avete messo nelle vostre borse, se mi è concesso chiederlo. Non abbiamo trovato la minima traccia di vestiti. Solo cavalletti, tele, colori, pennelli e altri oggetti strani. Siete pittori?"

"Franz, il mio amico, è pittore. Sa riprodurre tele famosissime alla perfezione. Il suo è un talento e vorrebbe continuare a lavorare sotto un facoltoso committente. Il suo cavallo di battaglia è la riproduzione personalizzata del Ganondorf a cavallo. Tela famosissima. Eseguita dal fratello gemello di Jacques Louis David, Jean."

La ragazza sobbalza dalla sedia e appare stupita. Talmente stupita da esclamare: "Oh perbacco, quella tela è famosissima ed è praticamente impossibile da acquisire. Io ho tentato in tutte le maniere di averla nella galleria del mio castello. Già mio padre ha tentato questa azzardata acquisizione ma non c'è riuscito. Io mi sono ripromessa, un giorno, di possedere quel dipinto. Ho una sala interamente dedicata alle copie di quel dipinto." Cavolo. Questa è l'occasione che stavamo aspettando. Franz potrebbe mettersi al lavoro sin da adesso e potrebbe guadagnare un po' di soldi. Credo che questa signora non si faccia mai mancare niente. È il momento giusto. Le chiedo se fosse disposta ad offrire a Franz la possibilità di stupirla.

"Franz La stupirebbe. Stia certa di questo. Non ho mai visto le copie che possiede del dipinto in questione ma sono sicuro che Franz sarebbe in grado di stupirLa."

"Se Lei dice una cosa del genere o è un folle oppure il Suo amico è davvero molto dotato. Mi dica allora. In cosa mi stupirebbe ?"

E ora che m'invento? Sono sempre stato capace di inventarmi le più grandi panzane. Erano talmente grandi che io stesso ci credevo. Dai su... "Beh, in cosa La stupirebbe. Certamente non lavora in una maniera ordinaria come gli altri pittori. Lui dipinge a testa in giù ed esegue tutto con la minima precisione. È meglio di un pipistrello. Se i pipistrelli dipingessero, invece di dormire, avrebbero molte cose da imparare. Franz è un mito in questo frangente. Aveva un botteguccia vicino al Lago Fosdinovo nella regione boscosa di Janwood. Fu là che ci conoscemmo. Lui prometteva di dipingere le tue speranze per cinque rupie. Io pensai che..." Cavolo, ora che stavo andando bene. Ora che stavo stimolando l'interesse della gentile signora. Chissà quale sarà il potere d'acquisto relativo ad una rupia? 5 rupie saranno tanto o poco? Io mi butto... "Un folle... Pensai. Per 5 rupie lui mi dipinge le speranze? Le speranze non possono essere dipinte nemmeno gratuitamente e nemmeno per milioni di rupie." "Chi li ha mai visti i milioni di rupie? Certo che con 5 rupie il Suo amico ci campava una settimana? Non Le pareva un po' caro?" "Caro? Sì forse." "Lei sa cosa è l'ironia?" "Certo che so cosa è l'ironia... Oh perbacco, Lei stava parlando in maniera ironica... Aahah, sì in effetti al giorno d'oggi cosa si compra con 5 rupie?" "Già, cosa si compra con 5 rupie?" "Madama, Lei mi vuole mettere in difficoltà. Devo essere sincero. Io sono un forestiero e provengo da una zona dove la rupia non esiste." "Mi dica allora, con cosa pagate? Con le conchiglie? Con i coni del gelato vuoti? Con i galeoni? Con i dollari?" "Alt. Esatto. Pago con i dollari. Sono fogli di carta identici ma cambia solo il valore. Molto semplice pagare con i fogli di carta. Il controvalore mi pare sia in oro ma non ci portiamo a presso l'oro, mi capisce." "Certo che la capisco. Anche con le rupie avviene la stessa cosa. Lei crede che un rupia color zaffiro sia fatta proprio di zaffiro? Oppure quella color rubino? E perché secondo lei lo smeraldo dovrebbe valer meno? Poi ci sono rupie con colori simili e più grosse. Quelle valgono di più." "Interessante. Argomento molto interessante."

La carrozza di ferma. Siamo arrivati a Lockolit. Il bagno con tutto questo parlare non me lo sono fatto. È stato bello parlare con la signora Isabel. Lady May è una contessa e vive dentro ad un castello sopra ad una collina. Nella collina a fianco troneggia la dimora di Madame Chalderoux. Isabel e Jeanne sono sempre state molto amiche sin da piccole e hanno frequentato lo stesso corso di studi. Sempre insieme, come sorelle. Entrambe erano figlie uniche ed entrambe hanno sposato uomini molto più vecchi di loro e si sono ritrovate vedove dopo poco tempo. Fisicamente si assomigliano pure. Alte, capelli scuri e occhi chiari. Carnagione bruna. In queste zone il particolare colore della pelle appartiene alle nobili casate. Probabilmente tutte le maggiori famiglie sono imparentate fra loro. Potrebbe darsi che Lady May sia una lontana cugina di Madame Chalderoux. Ogni volta che pronuncio questi due nomi ho un fuoco che si accende nel mio cuore. Sono belle, forse troppo belle per uno come me. Pepogarross poteva desiderare l'indesiderabile ma Reddie Roddie si deve ancora distinguere dalla massa. Non è certo il mio fisico che faceva impazzire le donne che ho avuto nella mia vita. Era forse il modo di parlare, di pormi con gli altri e l'aspetto tenero che le faceva impazzire. Ora mi ritrovo con dei brillantissimi capelli rossi raccolti in una coda. Mi sono ripromesso di rimanere così fino alla fine della mia vacanza tra i viventi. A parte i capelli non sono molto differente da come ero prima.

Reddie Roddie ha 9 mesi per essere un qualcuno assieme al suo più grande amico Franz Cubus. Il ballo di beneficenza di domani sarà la nostra più grande occasione. Ci faremo conoscere e Franz, beh Franz sarà impeccabile. È strano che non mi rivolga la parola da un po'. Chissà cosa gli è preso. Non l'ho mai visto così. Sarà il viaggio o forse lo Shock di essersi ritrovato a pochi metri da un Moblin assai inferocito. Oh... Caspita!! Non sarà mica per quella cosa che ho raccontato a Lady May.

"A testa in giù? Ma come fai a pensare un cosa così stupida? Io ti dovrei mettere a testa in giù... Con sotto un barile di olio bollente e inzupparti come un biscotto!!"
"Calmati Franz, ho già in mente un piano. Devi rilassarti. Devi riposarti. Ci dobbiamo riposare. Siamo stanchi."
"Un piano? Magnifico. Magari non solo dipingerò a testa in giù mi vorrai far dondolare fino a raggiungere una campana che poi farò suonare colpendola con il mio capo? Dimmi quale altra cosa dovrò fare?"
"Rilassati dai. Non è niente di tutto questo. Tu starai appeso per un po' e farai finta di preparare i colori e di iniziare il tuo lavoro. Diremo alla Contessa e a tutta la servitù che tu non vuoi essere disturbato mentre lavori. Quando tutti saranno andati via io ti farò scendere e tu farai il tuo dipinto in una posizione a te più comoda. Io starò sempre con te e ti aiuterò a rimetterti a testa in giù non appena busseranno alla porta."
"Chi ti ha detto che lavoreremo in una stanza chiusa e silenziosa. Chi ti ha detto che ci lasceranno soli? Magari ci faranno stare nella galleria delle copie e saremo pure osservati dai visitatori del castello."
"Noi faremo in modo di stare da soli, altrimenti il Grande Franz Cubus non può lavorare. Devi saper vendere bene quello che sai fare. Ci sono persone che non hanno capacità però riescono vendersi come se sapessero fare chi sa cosa. Se vuoi lavorare devi saper essere imprenditore di te stesso ed essere sicuro di te."
"Ma lo sai che il mio problema è proprio questo. Io sono tutto il contrario di come mi vuole il mondo del lavoro..."
"Dai, ci sono io adesso a sostenerti e a spronarti. Forse ti ho venduto troppo e forse ci siamo cacciati in un bel guaio ma io farò il bravo manager e ti assicuro che tu lavorerai al tuo dipinto e lo farai molto meglio di tutti gli altri. Appeso o non appeso."
"Ma non abbiamo ancora visto le copie della Galleria..."
"Non mi interessano, non le voglio nemmeno vedere. Io credo in te. Questo mi basta e anche tu devi fare la stessa cosa per me."
"Mah... Io credo in te."
"No, sciocchino. Intendo che tu devi credere in te stesso e lo devi fare per me."

È mattino ed io mi sono svegliato da 2 ore. Ho la schiena tutta rotta. Questi dannati letti sono troppo morbidi ed io non sono più abituato a dormirci. Mi sto stirando ben bene e tutte le più piccole parti del mio corpo scricchiolano. Spero solo che il corpo non mi sgusci via dopo tutti questi movimenti. Franz sta ancora dormendo e lo osservo con attenzione. Sta in una posizione bizzarra. Non avevo ancora visto qualcuno che potesse dormire con la pancia schiacciata contro il materasso e il viso contro il cuscino. Io affogherei sia per il viso che per lo stomaco. Sono solito mangiare tantissimo sia a pranzo che a cena e stare in quella posizione mi farebbe digerire malissimo. Esco fuori dalla stanza e tutti gli avventori della locanda sembrano dormire. Chissà perché mi sono svegliato così presto? L'unica cosa che mi rimane da fare è passeggiare per il centro di Lockolit. Il sole non è ancora sorto del tutto, inizio a intravedere i primi bagliori. Esco dalla locanda che si trova proprio nella piazza del mercato e non faccio in tempo ad ammirare lo spettacolo naturale che sento una voce alle spalle.

"Ogni giorno mi voglio godere l'alba a Lockolit, non trovi che sia fantastica. A tutti potrà sembrare una comune alba però io percepisco ogni singola sfumatura dei colori e non faccio altro che annotare ogni singolo attimo e schizzo sulla tela. Ho circa un centinaio di tele che riportano ogni singolo istante. Ogni piccolo attimo. Attimi in cui il mio cuore è sobbalzato. Comprendi anche tu? Riesci a capire quanto la Natura sia potente?"

"Non c'ho mai fatto caso. Sono sempre molto superficiale. Ho vissuto con gli occhi foderati di prosciutto e non mi sono reso mai conto di quanto questo mondo sia meraviglioso. Per me le meraviglie del mondo sono i fisici statuari, le forme abbondanti e la dolcezza delle donne però so benissimo che c'è di più. È che non ho mai voluto approfondire. Ma dimmi tu..."

Quella voce è scomparsa. Dietro le mie spalle non c'è nessuno. Mi viene quasi il dubbio di aver parlato da solo. Chi è questo misterioso pittore? Non ho fatto in tempo a trovare una risposta ai miei quesiti che subito una figura incappucciata mi si para davanti. Mi mette una mano alla bocca in modo che io non possa gridare.

"Zitto, non fare movimenti strani e non ti azzardare ad urlare non appena ti toglierò la mano della bocca. Seguimi e non fare domande."

Faccio cenno con il capo e mostro di aver capito tutto. Chi è questa persona e soprattutto cosa vuole da me? Sono certo che è il tizio di prima. Tizio o tizia. Aveva una voce strana, probabilmente la stava modificando attraverso qualche trucco. Per fortuna non mi sta conducendo fuori della città. Oh no, sto parlando troppo presto. Apre una botola. Chissà dove mi porta... Ho paura delle fogne. Nelle fogne ci sono i ratti ed i ratti sono portatori di malattie. Sono tremendamente impaurito da tutto questo squittire. Spero che non abiti nelle fogne e che questa sia solo una scorciatoia. Detto fatto. Davanti a me vedo delle scalette. Mi fa salire per primo ed io sollevo la botola sopra di me. Mi ritrovo in una camera da letto.

"Benvenuto nella mia umile camera. Il mio mondo."
"Un mondo abbastanza incasinato a quanto pare. Tu riesci veramente a vivere tra tutte queste cianfrusaglie?"
"Certo che sì. Il mio letto sta là, è pure a 2 piazze perciò dormo molto comodamente. Quello che tu pensi sia confusione per me è un ordine prestabilito. So che nell'ammasso di indumenti trovo solo indumenti, nelle pile di libri accatastati trovo solo libri e via dicendo."
"Anche io organizzavo la mia stanza secondo questi criteri. Poi mi sono sposato e ho iniziato a vivere con mia moglie. La stanza matrimoniale doveva essere ben ordinata. Nemmeno le stanze di un albergo erano così ordinate e standard come la stanza in cui io e mia moglie dormivamo. Però questa somiglianza ad una camera d'albergo rendeva eccitante il luogo e mi stimolava molto."
"Non vorrai mica parlare solo tu, vedo che ti stai ambientando molto bene. Vero Garross?"

Sono rimasto impietrito. Questa persona mi conosce molto bene. Perché fare tutta questa commedia e non rivelarsi subito. Perché mi ha fatto andare nella sua camera. Qua sta succedendo qualcosa che non mi quadra molto bene.

"Il Garross non deve andare alla festa. Orribili cose stanno succedendo da quando sei ritornato in vita. In quella festa tu morirai."
"Cosa cavolo mi importa. Sono morto già una volta, non ho paura."
"Tu morirai sul serio."

Sono rimasto senza voce. Morirò sul serio?! Perché mi ha detto questo? Si può pure morire per scherzo? Allora io non sono morto realmente. Cosa mi è successo dunque. La mia testa si sta riempiendo di innumerevoli quantità di interrogativi. Per fortuna la misteriosa figura continua il suo discorso...

"Pepogarross non è morto realmente. Ha presentato tutti i sintomi post mortem. Ti abbiamo fatto credere di essere morto. In un certo senso tu sei morto. Però quando si muore veramente non si può ritornare in vita così facilmente. Il tuo Sogno Infinito non è altro che un'illusione che ti abbiamo creato. La metemPsicosi non esiste caro mio. Abbiamo pagato molti attori per fingersi tali. L'attore principale per poco non si faceva scoprire. Immagino che tu abbia capito chi sia l'attore?"
"Beh, quella voce la conosco molto bene ed è difficile trovarne una simile in tutto il mondo. Ma quella sensazione di totale invsibilità e leggerezza. Quel delirio di inconsistenza..."
"... È un'illusione. Anche quella è un'illusione. Diciamo che è una magia molto potente. La utilizziamo per confondere il nostro avversario."
"Confondere l'avversario? Non capisco."
"Tu pensi di essere un qualcosa di etereo ed impalpabile e non riesci più a riconoscerti concretamente, semplicemente non ti vedi. Ma gli altri ti vedono benissimo e possono colpirti senza che tu riesca ad accorgerti di loro. Usa il cervello Garross... Eppure l'invisibilità è vecchia come il cucco. Pensi veramente che quei metempsicotici fossero realmente senza materia?"
"Sono sempre stato un po' allocco, mi piace credere alle storie più strane e mi sorprendo sempre come un bimbo."
"Non ti preoccupare. Ti voglio fare questo regalo. Ti potranno essere utili. Non solo noi e gli attori sappiamo utilizzare queste arti magiche. Quelli che ti vogliono vedere morto padroneggiano la magia molto bene e sanno fare molte illusioni. Eccoti le Lens of Truth."
"Avevo sentito parlare di questa roba, non pensavo esistessero veramente."
"Indossale, queste sono le Lens of Truth modello Fundin. Tutti penseranno che ti sei intruzzettato mentre invece stai guardando la realtà con occhi differenti."
"Perché mi state aiutando? Pensavo che voi Sheikah foste miei nemici."
"Non ti siamo mai stati nemici. Sei tu che ci hai sempre considerato molto male. Però caro Pepo, alcuni membri del nostro gruppo hanno iniziato a ricambiare il tuo odio e ti vogliono vedere morto. Hanno iniziato a creare un vero e proprio complotto nei tuoi confronti e aspettano il momento di farti fuori. Tutti gli invitati al Ballo sono tuoi acerrimi nemici. La festa è tutto un trucco."
"Ma aspetta un attimo... Tu, tu sai troppe cose... Tu... Tu sei un bugiardo. Sei tu che mi hai fatto ritornare alla realtà. Sei tu che hai organizzato tutto per farmi venire sino a qua..."
"Caro Garross, ti infiammi sempre per così poco. Appena riesci a far filare 2 ipotesi l'una con l'altra predichi a tutti la tua tesi con una dimostrazione scarsissima. Credi che l'impostore sia io. Beh, io sono l'artefice di queste illusioni e sono sempre io la persona che ti ha invitato alla festa. Dovevo fare questo per metterti in guardia. E adesso siamo qua."
"Già, ma dove siamo. Cosa c'è là fuori? Io non ce la faccio più a stare rinchiuso in quella stanza. Mi metto gli occhiali ed esco..."

Ho messo gli occhiali, davanti a me vedo...

"Sei stupito? Non pensavi proprio ad una cosa del genere? Come potrei essere l'artefice di un complotto contro mio padre. Non volevo che tu mi scoprissi proprio adesso però sono proprio contenta che quelle lenti funzionino alla perfezione. Non tenertele troppo sugli occhi. Dopo un utilizzo troppo prolungato fanno diventare ciechi..."
"Ci sono abituato."
"Papà... Non ti smentisci mai."

Mia figlia è davanti a me, ora l'incantesimo che la rendeva misteriosa ai miei occhi è svanito. Ha il volto radioso e mi sorride. Io la abbraccio e l'accarezzo. Quanto mi è mancata. Faccio più fatica ad accarezzarle la testa visto che ormai è diventata più alta di me visto che ha preso dalla madre.

"Non mi ricordavo che tu fossi così alta. Non riesco più a guardarti negli occhi. Mi sovrasti con la tua figura. Ormai mi appari più come una madre che come una figlia. Sono diventato molto piccolo agli occhi tuoi."
"Eh già, sin da quando ero adolescente volevo essere io a coccolarti e tu eri sempre contento quanto io mi prendevo cura di te."
"Che vergogna per un padre. Però stavo molto bene e oltre a essermi stata vicino come figlia, sei stata vicino a me come una persona adulta e matura. Ti voglio bene Cherry. Sono contento di averti qua con me."
"Adesso però Papà, dobbiamo recuperare quel tuo amico. Starà ancora ronfando nella sua camera. Non vorrei che se ne vada al castello da solo. Sono certa che penseranno che tu sia scappato perché sai già tutto e gli faranno molte domande a cui non saprà rispondere. Penseranno che lui sia d'accordo con te e lo tortureranno e poi..."
"Beh... Andiamo allora!!! Non perdiamoci in ciance."
"Tu non vai da nessuna parte. Questa stanza è protetta da un incantesimo. Loro stanno tracciando le tue mosse e sono pronti a colpire. Tu devi rimanere qua. Vado io a recuperare il tuo amico. Un'ultima cosa..."
"Che cosa?"
"Carnevale è finito da molto, levati quella parrucca... Non ha più senso ormai. Così come il nome Reddie Roddie, ma da dove ti è saltato in mente di farti chiamare così? Me lo spiegherai quando tutto sarà finito."

Mia figlia. Sempre più simile al padre come comportamento. Anche se è molto più intelligente e giudiziosa. Ero talmente emozionato di averla ritrovata che mi sono dimenticato di chiederle quando è diventata una Sheikah, o meglio chi le ha insegnato tutte quelle magie e ha fatto sì che entrasse a fare parte di quel gruppo. Questi e altri interrogativi mi affollano la mente. Stranamente mi sento molto stanco e vado verso il letto e mi addormento.

Continua...