- NO MORE GARROSS -

Racconto di Pepogarross

Vago con il mio dolore, la mia amarezza, pensieri un tempo felici e che oggi sono massi, pietre mute accatastate una sopra l'altra che appesantiscono il mio rimpianto. Vago da mesi ormai. Non ho una meta, non ho una casa, non ho una persona che si preoccupi per me. Ho solo un maiale al mio fianco, una bestia affamata, quanto me, di emozioni forti, ma al contempo pigra e poco determinata e che preferisce rimanere digiuna perché in fondo in fondo trova più piacere nel lamentarsi di essere affamata invece di cibarsi e rendersi conto di aver mangiato solo aria. Quanta aria ho mangiato negli anni passati, quando credevo di essere meno affamato ma in realtà mi mancava qualcosa. Ora sono più povero rispetto a prima e quello che mi infastidisce è il non aver trovato ancora quello che cercavo. Mentre mi sgomento e mi contraddico mi accorgo di aver già visto questi luoghi e questo fiume cristallino. Improvvisamente mi è venuta sete e mentre bevo mi vengono alla mente strani ricordi, momenti che non credevo mai di aver vissuto, nemmeno nei miei sogni.

"Pepo, sei un traditore!"
"Mandate via quella feccia. Guardie, fate più attenzione, anche se era mascherato dovevate accorgervi del puzzo che emanava. Non voglio Zora nel mio palazzo. Non voglio più Zora nelle mie terre. Hanno inquinato le nostre acque, hanno portato alla morte migliaia delle nostre genti. Prima di darmi del traditore si dovrebbero vergognare per le loro negligenze nei confronti degli Hylian e di tutte le tribù di Hyrule. Come re e monarca assoluto ho il compito non solo di amministrare ma anche di difendere. Siete stati voi, o popolo di Hyrule, a conferirmi questo potere ed io non vi deluderò..."

È impossibile, sto mischiando troppi pensieri. Non sono mai stato un re, però avrei voluto vedere gli Zora in ginocchio, questo è vero. Non ho mai sopportato la tribù degli Zora, ho sempre odiato la loro puzza, le branchie umidicce e quelle voci impostate. Sono razzista? Può darsi, non lo nego. Sì, li disprezzo tutti, con qualche rara eccezione.

Adesso, sto di fronte ad un'indicazione incisa sul legno che annuncia la distanza chilometrica e la direzione che dovrò seguire se mi vorrò incamminare verso il dominio Zora. Non credo di odiarli tanto ormai. Sto mettendo in discussione una marea di cose e credo sia il momento giusto per far loro una visita.

"Babe, rimani qua ad aspettarmi. Guarda! Là c'è del fango, magari trovi pure da mangiare. No, non fare così. Non ti abbandono però non puoi venire con me. È un cammino che dovrò fare da solo."

*grugnito

Non faccio altro che parlare con il maiale ormai. La mia unica consolazione è che forse mi sta a sentire veramente e non è come tutti quelli che ho conosciuto. Mi ascoltavano solo perché non sapevano come dire basta alla mia logorrea oppure pensavano che se mi avessero interrotto bruscamente io avrei scatenato chissà quale piaga sul mondo intero. Tecnicamente sarei in grado di fare cose di questo tipo ma ho il cuore d'oro. Forse qualcuno si domanderà come il maiale possa interrompermi visto che non sa parlare e forse anche Babe è vittima della mia logorrea. Ma no, cosa vado a pensare? Un maiale può grugnire e un maiale annoiato grugnisce fino allo sfinimento. Quando io parlo lui mi ascolta e non grugnisce.

*grugnito

"Dai, per favore. Non trattarmi male. Ti prometto che ritornerò. Magari passeranno dei giorni però io prima o poi ritornerò. Facciamo così... Se entro tre giorni non faccio ritorno ti consento di venirmi a cercare prendendo quella strada... Occhio a non farti uccidere... Già, gli Zora non mangiano carne... Perciò non corri molti rischi. Però si aggirano sempre dei grublin affamati. Tu corri molto velocemente non appena ti senti in difficoltà. Mi raccomando, usa questo capoccione come un'arma per difenderti. Siamo intesi?"

Me ne sto andando, lasciando il mio compagno di viaggio degli ultimi mesi. Lo incontrai che era ancora un porcellino ma adesso sta diventando grosso e puzzolente come tutti i maiali del resto. La strada verso il dominio Zora è lunga però io non sono ancora stanco e spero di arrivare a destinazione prima che tramonti il sole. Ho realizzato di essermi creato troppe limitazioni e di aver odiato in maniera insensata tutti quelli che non erano di mio gradimento solo perché avevano un vestito diverso dal mio, un colore diverso dal mio, un odore diverso dal mio, una pelle diversa dalla mia e... delle branchie! Beh, è inutile che mi lavi la coscienza in questo modo perché io ho odiato solo gli Zora ma ancora non capisco il perché. Il mio cammino sarà solamente un'indagine, una ricerca profonda nelle terre di queste tribù, di questi pesci dalle sembianze umane o umani dalle sembianze ittiche.

È notte ormai ed io non sono ancora arrivato a destinazione. Ho trovato una piccola grotta e adesso cerco un angolo caldo e non troppo scomodo dove potrò stendere il mio sacco. Sono talmente stanco che questo terreno roccioso e umido si dimostra inaspettatamente morbido e confortevole...

"Ti ho perdonato. Avevi ragione. È stata una sciocchezza quel litigio e tu sei stato molto carino a scusarti. Vieni adesso, ritorniamo a casa dai. Potrai dormire con me e staremo vicini. Ci ameremo per sempre."
"Ma non avevi detto che non provavi più nulla per me, che era tutto finito? Che al massimo potevamo continuare un rapporto di amicizia e niente più?"
"Stavo dicendo cose insensate. Non ci credo più. Io ti amo. Ti amo, ti amo, ti amo..."

"Ti amo anche io!"... Dannati sogni. Mi sono svegliato perché ho parlato nel sonno. Da quando la nostra storia è finita una notte su due la sogno e mi dice che vorrà stare sempre con me. Io ci casco ogni volta e mi dimostro felicissimo di ciò. Peccato che siano solamente creazioni oniriche e nulla più. Che ore saranno? Perché quando uno ha bisogno di una pietra chiacchierina nei dintorni non la trova mai? Il sole però pare essere spuntato, gli uccelli cantano felici nel cielo e realizzo così di essere l'unico pirla ancora a letto.

Una volta in piedi metto tutti i miei bagagli dentro al sacco e mi preparo a partire. Mi pare di aver letto che la meta dista ancora tre chilometri. Una volta avrei scalato questa strada irta in un batter d'occhio. Perché adesso tutto mi sembra così difficile? Qual era il mio vero motore? Non è possibile che io sia così pieno di acciacchi. Non posso immaginare che l'amore sia il motore di tutte le cose. Forse anche l'amore in noi stessi è un motore ed io quello non l'ho mai avuto ma ad ogni modo riuscivo a fare cose gigantesche in poco tempo. Forse qualcuno faceva scoppiettare il mio motorino con il suo amore ed io, sentendomi amato, continuavo ad andare avanti, sperando un giorno di ritrovare il senso della mia vita.

"Che senso dai alla tua vita? Io ci penso ogni giorno."
"Non gli do alcun senso, la prendo così com'è."
"Stai mentendo, tu non la prendi proprio e quando tutto ti va storto ce l'hai con il mondo intero. In realtà, la colpa è solo tua perché non ami rischiare, non ami inseguire un ideale, non hai sogni, non hai passioni, non hai niente di niente, solo fissazioni. Sono sempre stati gli altri a farti da ombrello contro questo mondo. Senza gli altri cosa faresti? Da chi o da cosa dipenderesti?"
"Basta! Non voglio più ascoltarti. Tu sei il motore della mia depressione, il freno che rende statico e grigio il mio avvenire."
"Dico solo cose vere e tu lo sai."
"Ma non me le dire proprio adesso. Ora che sono a corto di risorse. Ora che soffro..."
"... Soffrire? Tu hai sempre esternato la tua falsa sofferenza agli altri per mendicare qualche parola di conforto, qualche carezza, degli incoraggiamenti. Soffrivi pure quando non c'era da soffrire e adesso soffri perché vorresti ritornare al passato. Chi vive nel passato non ha futuro, chi vive nel passato ha un presente scadente, ricordatelo."
"Dovrei farmi forza allora? Farmi forza proprio adesso?"
"Certo, proprio adesso perché ormai stai alla frutta..."
"... Vorrai dire, stiamo alla frutta."

Amo dialogare con la mia coscienza, lo faccio da anni ormai. So di avere una coscienza molto forte che fa da contraltare ad uno spirito molto debole e perciò sono sempre in lite con me stesso. Tante volte per eludere la mia coscienza cambio identità mentale e lei non mi riesce più a trovare, così posso fare ciò che mi va senza particolari rimorsi. Purtroppo sono mesi che non riesco più a crearmi una nuova identità, un qualcosa di vincente, un simbolo per me e per tutti quelli che mi stanno attorno. Non riesco nemmeno a riconoscermi come Garross. Da quando ho abbandonato l'identità Garross tutto mi è sembrato così difficile.

"Se sai qual è il tuo problema, perché non lo risolvi?"
"Ma io non riesco più ad essere Garross."
"Perché?"
"Perché mi sento troppo vecchio per essere un Garross."
"Troppo Vecchio? Guardati, sei il ritratto della giovinezza. Sei un po' trasandato ma non sei ancora da buttare. Sei tu che ti getti via."
"So che prima o poi rinascerò ma non so ancora quando."
"Le rinascite non si aspettano, si pianificano. Ora scala questa montagna e ringrazia di aver chiacchierato un po' con me."
"È finita, caro mio. Siamo arrivati."

Una volta avevo una fatina accanto a me ed io la vedevo un po' come la mia coscienza e un po' come la personificazione della mia energia spirituale. Ora questa fata non mi assiste più e sono sicuro che la colpa è tutta mia perché non ho dato più cibo al mio spirito impoverendomi parecchio negli ultimi tempi. Chissà se la mia poca determinazione c'entra qualcosa e chissà se potrò mai ritornare il Pepo di un tempo.

"Benvenuti nel Dominio Zora."

Sono arrivato. Perché ripartire proprio da qui? Perché sto tentando di rinascere proprio adesso, in questo posto? Meno male che con questa barba sono a dir poco irriconoscibile e la mia pancia non è mai stata così sgonfia. È un ottimo momento per crearsi una nuova identità, ripartire da un nuovo zero.

"Benvenuto straniero. In cosa posso esservi utile?"
"Lavoro, acqua, pane."
"Non credo siate nel posto giusto, lavorare da noi è molto difficile, estremamente difficile per un essere umano."
"Io non sono un buon nuotatore ma so montare a cavallo e sono un ottimo camminatore."
"Non abbiamo bisogno di gambe forti o di cavalieri. Raggiungiamo ogni singolo luogo attraverso i canali e tutti i flussi idrici di Hyrule. Abbiamo un ottimo ambasciatore e non lo cambieremmo mai."
"E se doveste andare nei deserti? Dove i bacini idrici si interrompono? Dove morireste per la mancanza di umidità? Voi Zora avreste enormi problemi se doveste attraversare i deserti."
"Non abbiamo mai spedito i nostri ambasciatori nei deserti e non credo faremmo mai una cosa del genere. Ad ogni modo noi Zora non ci rifiutiamo mai di dare ospitalità ad un viandante. Prego, siate i benvenuti."
"Grazie."
"Ora però visto che sei nostro ospite mi pare ovvio che tu ci dica almeno il tuo nome."

Non mi hanno ancora riconosciuto e non posso rischiare di giocarmi la loro ospitalità pronunciando il mio nome...

"Mikelis, Arkangelsk Mikelis."
"Benvenuto tra noi Mikels, possiamo chiamarti Mikels?"
"Certo, non oserei mai affermare la mia identità con così tante pretese sulla pronuncia del mio nome."


*2 Settimane dopo

Non avrei mai pensato di rimanere qua dentro per così tanto e soprattutto non pensavo che conoscere l'antica lingua Hylian potesse risultarmi così utile.

"Mikels, Sua maestà ti vuole al Suo cospetto."
"Di quale umore è?"
"Non lo so, ti faccio un sano in bocca al lupo."
"Crepi quel bastardo."

"Mikels, non avrei mai pensato che tu potessi nasconderci una cosa così..."
Ahia, mi hanno scoperto... "Grave?!"
"Non certo grave per te... ma grave per noi che ti abbiamo tenuto qua a fare qualsiasi lavoro e non sapevamo ancora che..."
"Che io sono un'altra persona?!"
"Beh, da oggi sarai sicuramente diverso agli occhi nostri..."
"Immagino, beh, se vuole che me ne vada via da questa comunità lo dica adesso..."
"Andartene? Ma a noi serve un profondo conoscitore della lingua Hylian antica per decifrare i vecchi testi che abbiamo ritrovato anno dopo anno e che risalgono al primo millennio dopo la creazione del mondo ad opera delle tre dee. Solo chi ha frequentato la sacra accademia per saggi è in grado di decifrare i testi antichi."
"Davvero? Ma non esistono altre persone in grado di fare una cosa simile?"
"I Saggi potrebbero fare una cosa del genere però necessitano di un'autorizzazione divina. Se escludiamo i Saggi l'unica persona vivente in grado di compiere un'opera simile è un buffone."
"Buffone? Si riferisce forse a quella celebrità?"
"Mikels, non pensavo che a Lindergaard conosceste Pepo Garross, il semidivino figlio di Tingle e Din, come ama dire lui. È solamente un mezzosangue e ama vantarsi tanto delle sue nobili origini. Conosco molti altri figli semidivini e di certo loro non amano sbandierare il loro DNA in giro per il mondo. Per noi Zora i mezzosangue sono dei peccatori originali perché debbono scontare le colpe dei propri genitori. Secondo le nostre credenze una dea incinta dovrebbe fare 2 cose: abortire oppure tenere il bambino ma renderlo un dio a tutti gli effetti. Non approviamo assolutamente ciò che ha fatto Din con il suo bambino. Quel ragazzo è diventato un pazzo sfrenato in poco tempo. Scusami Mikels se mi sono sfogato con te. Non dovremmo nemmeno pronunciare quel nome. Ad ogni modo caro mio da oggi sei il nostro addetto alle decifrazioni dei testi antichi."
"La ringrazio sentitamente Sua Maestà. Per me sarà un onore tradurre quei testi."
"Buon lavoro allora. Vai nella nostra biblioteca e chiedi di Katrina. Sono sicuro che lei ti fornirà tutto il materiale."
"Grazie Sua Maestà."
"Mikels, tu non sei un mio suddito. Chiamami pure Rals."
"Va bene Sua.. Suo Rals.. Rals."
"Va già meglio Mikels."

Cosa succederà a Mikels?