"Meno male che sarebbe tornato entro 3 giorni. Lo attendo da un mese ormai. Mi ha lasciato qui, da sola, nel momento in cui avrei avuto voglia di sentirmi stringere quelle sue braccia forti intorno a me. Avrei voluto riscaldarlo e coccolarlo come ho sempre fatto. Devi tornare, per favore. Altrimenti, altrimenti..."

 
- NO MORE GARROSS -

Racconto di Pepogarross

- THE WIND OF CHANGE -

"... Altrimenti cosa mi fai Katrina? Mi metti in punizione? Ho preso un impegno verso il re e tutti voi. So di essere in grado di tradurre dall'Hylian antico ma non avrei mai pensato che la maggior parte di tutti questi testi trattasse argomenti di tipo giuridico. Vorrei sapere cosa vi può interessare di come venivano vietate le nozze tra 2 zora attraverso il testamento migliaia e migliaia di anni fa..."

Mi schiaffeggia fortemente, sento ancora quel suo profumo di scaglia ancora fresca. Dovrebbe essere una zora molto giovane visto il suo colorito tenue. Non puzza come i più vecchi della tribù.

"... È la nostra storia... Sapevo che non sarebbe stato semplice affidare ad un semplice umano un compito simile ed io fra tutti mi sono sempre dichiarata contraria alla faccenda. Il nostro Re però ti ha dato la massima fiducia e allora ho dovuto ricredermi. Se non ti senti adatto puoi sempre abbandonare l'operato..."

Katrina, cosa pretendi da me? Io in realtà sono un vostro nemico, perché contate su di me?
Dovrei forse abbandonare?

"Katrina, sono un po' stanco. Fammi riposare un attimo e poi deciderò cosa fare."
"Pensaci Mikels, prenditi il tuo tempo e rifletti. Non ti vogliamo mettere pressione, vogliamo solo conoscere il nostro passato. È chiedere tanto?"

In che guaio mi sono cacciato. Mi sento chiuso in gabbia, sento questo onere sulle spalle che pesa come un macigno. Vorrei abbandonare ma non saprei quale scusa inventarmi. Mi converrebbe scappare. Sì, scappare mi sembra il miglior modo...

"Complimenti, Pepo.. anzi no, Mikels!"
"Mi hai trovato. Sapevo che ci saresti riuscito prima o poi..."
"... Io ci riesco sempre. Io vivo dentro di te. Sono sempre la tua coscienza e non ha senso cambiare identità e stili di vita perché alla fine ti riesco a scovare."
"Cosa vuoi adesso, da me?"
"È la stessa domanda che dovrei farti io. Io accorro sempre quando hai un bivio interiore, ma nel caso tuo si parla addirittura di un quadrivio vista la tua caratteristica complicazione umorale. Cosa farebbe Pepo in questo momento?"
"Scapperebbe!"
"E perché scapperebbe?"
"Perché quello che sta facendo non è più una novità. L'esperienza che sta vivendo si sta dimostrando una realtà ben solida e ha esaurito l'entusiasmo."
"Farebbe come ha sempre fatto, quindi."
"Certo."
"Ma tu chi sei?"
"Io sono Pe... Sono Mikels."
"Mikels cosa farebbe?"
"Non lo so... Non lo so ancora."
"Mikels non farà come Pepo perché Mikels è diverso da Pepo. Convincitene. Tu hai deciso di cambiare identità e rinascere sotto nuova forma. Devi essere sicuro della tua scelta. Devi dimostrare tenacia. Ricordati che hai stretto un patto con chi ti fornisce un lavoro, un sicuro alloggio e ottimi pasti. Hai stipulato un contratto con Rals. Lo scappare farà di te un malfattore e un codardo."
"Beh, credo che la via più semplice sia continuare per la mia strada e tradurre quei testi."
"Nulla è semplice. Tutte le strade sono tortuose prima o poi lungo il tragitto. Tu, però, non devi sentirti male alla prima curva e devi continuare, saper affrontare i tornanti e la tua meta sarà sempre più vicina."
"Sei un grande leader!"
"Tu dovresti esserlo, dovresti essere il leader di te stesso!"
"Ma tu non facevi parte di me fino ad un minuto fa?"
"Certo!"
"Allora sto diventando un leader, posso già considerarmi un pochetto più maturo."
"Beh sì, in un certo senso."

Mi sento forte, pronto a continuare. Dopo quegli odiosissimi testi giuridici ci sarà pure qualcosa di più interessante da tradurre...

Mi sbagliavo, è passato un altro mese e sono pieno di lavoro. I polverosissimi testi antichi paiono moltiplicarsi sulla mia scrivania e parlano solo di obbligazioni e contratti. Sto perdendo la pazienza e così in men che non si dica sbatto tutti i tomi a terra, li prendo a calci, li mordo e verso lacrime isteriche, piene di stress e repressione.

"Cosa succede? Cosa è questo caos? Cosa è successo Mikels? Ti sei fatto male? Ma tu stai piangendo..."
"... Non ce la faccio più, sto impazzendo. Non riesco a sostenere il peso di questa responsabilità e al contempo non voglio deludervi."
"Mikels noi ti abbiamo solo offerto un lavoro e abbiamo creduto in te però non ti volevamo creare delle difficoltà. I pesi si possono pure condividere con gli amici e noi vogliamo esserti amici ma se tu non ti apri con noi e non ti confidi con noi non potremo mai aiutarti."
"È vero..."
"... Stai sempre rinchiuso là dentro e non stacchi mai. Non abbiamo stretto molta amicizia con te perché non ti conoscevamo molto e sembrava scortese penetrare nella tua vita. Non pensavo che tu fossi una persona introversa e perciò io forse ho sbagliato subito a darti una confidenza limitata..."
"... No Katrina, tu hai fatto molto. Mi hai spronato a continuare ed io l'ho fatto però adesso mi pare di lavorare solamente e se ho un problema con il lavoro ho un problema con la mia esistenza e non mi sento tranquillo... Mi sento solo, molto solo e non posso condividere né le gioie e né i dolori con chi mi sta attorno."
"Io ci son... Noi ci siamo. Ti vogliamo star vicino perché tu lo meriti. Fai un lavoro molto importante per noi e pretendi molto poco, solo un po' d'attenzione."
"No Katrina, non voglio attenzione. Non sono un esibizionista... cioè, in passato, in un'altra vita ero un esibizionista e pensavo che tutto mi fosse dovuto. Adesso cerco di guadagnarmi le cose con il sudore della mia fronte però ammetto che è difficile tenersi tutto dentro perché alla prima difficoltà non ti senti nessuno, non ti senti ascoltato da nessuno."
"Cosa è che ti turba? Non credo possano solo essere testi di diritto a darti così fastidio."
"Sì, questi testi sono solo una goccia che ha fatto traboccare un vaso che non si è mai svuotato nonostante tutto. Mi sono creato una nuova vita attaccandola sopra a quella vecchia. Una vita, un nome, un'esperienza, un'identità sono difficili da cancellare e perciò si cerca di cambiare appiccicando sopra qualcosa di nuovo. A volte il manifesto nuovo si scolla un po' e si percepisce cosa sta sotto e allora ti viene voglia di togliere il nuovo per tornare ad osservare il vecchio. Inizi a paragonare e valutare qual è il miglior manifesto, ma il manifesto di ieri è passato, pubblicizza solo un prodotto scaduto."
"Sei un tipo inquieto a mio modo di vedere. Credo che i privilegi che hai avuto nella tua vita siano diventati i più grossi ostacoli della tua esistenza. Hai cercato di condurre una vita diversa rispetto a quella dei tuoi genitori, per differenziarti. Ma tu sei un privilegiato, hai sempre avuto piena libertà delle tue azioni però non riesci ad essere convinto fino alla fine e alla prima difficoltà chiedi aiuto a chi ti vuole bene. È così che ti conosciamo, è così che ti abbiamo sempre conosciuto. Ci hai odiato perché la prima persona che ti ha visto dentro e ti ha definito come un bambino viziato era uno Zora. Lui voleva solo spronarti a esprimere il tuo potenziale, perché ne hai moltissimo. Ti ricordi del professor Maals?"
"Eh?"
"Puoi cambiare taglio di capelli, vestito. Puoi ingrassare, cambiare il nome ma avrai sempre lo stesso sguardo di tua madre, che per ovvie ragioni, noi tutti conosciamo .Con te abbiamo recitato in questo periodo. Abbiamo voluto metterti alla prova e conoscerti meglio. All'inizio, ti confido, avevamo un po' paura ad averti fra noi perché non capivamo cosa tu avessi in mente però alla fine ti abbiamo dato fiducia... Pepo."
"Quindi voi sapevate tutto? È incredibile... Durante la notte ho avuto sogni bruttissimi. Sognavo che mi avevate scoperto e volevate sacrificarmi... Che incubi..."
"Chi ha detto che non lo faremo?"
"EHHHHH??"
"Sto scherzando... scusami, un po' pesante come scherzo..."
"Aahaha."
"Dai che sono riuscita a strapparti un sorriso."
"Ma allora, il lavoro sui testi antichi era una farsa?"
"No ma che stai dicendo. Il lavoro che stai facendo è molto utile per la nostra comunità. Tu stai facendo un favore a noi e noi ne stiamo facendo uno molto grosso a te. Comprendiamo che in questo momento stai tirando alcune somme sulla tua esistenza e stai ancora cercando il senso della tua vita, che posto hai nel mondo. Come tutti gli esseri viventi non puramente divini anche tu hai i nostri stessi problemi."
"Problemi?"
"Certo Pepo. Solo gli dei sanno cosa debbono fare e nascono solo per una determinata funzione. Gli dei forse non sono più fortunati di noi. Gli dei sono solo diversi da noi. Loro hanno un superpotere che usano per equilibrare e riequilibrare le forze del mondo."
"Intendi dire che mia mamma, per esempio, usa il suo potere di fuoco per creare la terra ardente e coltivarla ma non lo usa per bruciare oppure sciogliere i ghiacciai."
"Esatto. Din fa proprio questo. Gli dei hanno una loro missione che è già stata scritta per loro e nella loro vita eterna svolgeranno sempre il loro compito."
"Ma se il loro compito volgesse a termine, morirebbero..."
"... No Pepo, non morirebbero perché l'universo è infinito e Din, ad esempio, creerà sempre nuove terre e le coltiverà così come Nayru instillerà in ogni pianeta la saggezza e Farore farà nascere le forme di vita. Loro hanno i poteri per compiere questo ma non saprebbero usarli in altri modi perché seguono la missione che è stata scritta per loro. Forse sono gli dei stessi che si creano la loro missione, che nascono e infine acquisiscono i poteri divini."
"E gli esseri viventi invece che ruolo hanno?"
"La maggior parte degli esseri viventi conduce un'esistenza simile a quella degli dei in quanto ha ben chiaro da subito il senso della sua esistenza. Le differenze con gli dei posso pure non citartele ovviamente. Gli esseri viventi più strani solo quelli dotati di un cervello molto sviluppato, gli umani e i viventi dalle sembianze umane come noi zora oppure i goron. Per tipi come noi è molto difficile trovare il senso della vita perché siamo condizionati dai nostri pensieri. Avere un cervello molto sviluppato si rivela così come un'arma a doppio taglio. Siamo solo noi che possiamo sfruttare il potenziale che abbiamo. Siamo molto liberi di usare i nostri poteri e possiamo fare molte cose, però questo può essere pure un grosso limite e cambia da individuo a individuo. Il tuo problema è il problema di tanti, forse di tutti. C'è chi lo ha risolto, chi non lo ha risolto, chi lo sta risolvendo e chi ormai si è rassegnato perché non lo risolverà mai."
"Ho sempre pensato che voi zora foste come la maggior parte di quei viventi che sanno cosa fare e faranno solo quello. Non pensavo aveste un cervello così sviluppato. Beh, il mio disprezzo razziale nei vostri confronti mi ha fatto avere dei grossi pregiudizi e adesso che sto parlando con te Katrina, mi stanno venendo i brividi perché mi pare quasi di rinascere. Mi sembra di abbandonare il vecchio me e vestire i panni di un nuovo Pepo..."