- MY NAME IS PEPO-

Racconto di Pepogarross

Io voglio scappare, scappare via lontano, via da ogni preoccupazione. Vorrei aver la mente leggera e sgombra da ogni minimo problema. Vorrei dedicarmi con facilità a molteplici attività senza pensare troppo a quale sia la cosa giusta per me poiché qualsiasi cosa che venga fatta con passione descrive la via per vivere bene.

Mi chiamo Pepo e sto cercando mia madre.

Sono nato in circostanze misteriose e da sempre ho vissuto nel dubbio, non ho ancora ben capito se la mia nascita rientrava nel disegno divino delle Nostre Signore oppure ero soltanto il frutto di uno scherzo: citando uno degli autori che più ha segnato la mia adolescenza direi : "[...] Sì, spero proprio che non esistano! Se davvero esistessero le prenderei a calci perché ci avrebbero messo tanta fantasia per crearmi così malato". Mi ricordo benissimo quel manoscritto che trovai chiuso dentro ad un piccolo scrigno nella capannuccia vicino a casa mia, era firmato "Pepo Garross – Sull'esistenza delle dee". Sì, si chiamava Pepo questo sconosciuto scrittore e fu questa la ragione per cui mi creai questo pseudonimo da ragazzino. Pepo non è il mio vero nome, intendiamoci, chi potrebbe mai avere un nome tanto ridicolo? Aver letto quel manoscritto mi ha folgorato perché mi sono ritrovato di fronte una persona tale e quale a me, quasi come essermi visto allo specchio centinaia e centinaia di anni fa, quando ad Hyrule si andava ancora a cavallo e gli eroi avevano cappa e spada, un tempo lontano che nemmeno i nostri nonni più si rammentano. Pepo era un tipo che continuava sempre a cercare la sua identità perduta, un tizio che non credeva più nell'amore, era stato tradito dall'amore stesso, abbandonato di fronte ai suoi problemi, un cane bastonato e mai redento. Io mi sento come Pepo, vorrei trovare la mia vera identità, un'identità che forse non è mai esistita... e allora che senso ha la mia ricerca? Ma del resto cercare incessantemente una cosa ti offre la piccola sicurezza che prima o poi la troverai e non te ne frega niente di tutto il resto: "Prima o poi uscirà fuori! Prima o poi si materializzerà davanti ai miei occhi. L'ho vista proprio un annetto fa e stava sopra quella mensola vicino a quell'altra roba..." Insomma quando si perde qualcosa le reazioni sono sempre le stesse. Per esempio mio zio Bircken ha cercato per tutta la vita una chiave per aprire la porta del solaio senza rendersi conto di abitare in un palazzo al piano terra. Mio zio era pazzo però io continuerò a cercare la mia identità, proprio come fece Pepo anni e anni fa, chissà se poi l'ha trovata?

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"Chissà se troverò mai quello che sto cercando. Non ho capito ancora cosa sia però io avverto come un vuoto dentro di me. Un vuoto difficile da riempire. So di aver avuto tutto, forse anche troppo e sono stato io stesso a privarmi pian pianino di tutto ciò che avevo perché mi stava pesando troppo ma adesso sento il peso del vuoto su di me."

"Il vuoto è pesantissimo soprattutto quando viene riempito dal vuoto della tua mente."

"E questa dovrebbe essere la fata regalatami da mio padre per proteggermi? Sei buona solo a farmi la morale?"

"Io odio le persone che pensano come te, io odio i discorsi che fai, odio la tua patetica ricerca di commiserazione da parte di chicchessia, odio tutto di te... Sei pure grasso e puzzolente!"

"Aggiungerei pure che voto Milvio Bruscuglioni così siamo a posto... Stupida, sei una stupida e non voglio sprecare altre offese. Non te le meriti! Lasciami in pace! Sennò ti schiaccio come faccio con le mosche fastidiose!"

"Provaci pure! Se riesci a prendermi!"

Odio quella fata quando fa così, ma del resto se non ci fosse lei io sarei solo come un cane! Lei parla a nome della mia coscienza e se riuscissi a capire bene il suo modo di porsi potrebbe pure essermi di sprone.

Mi chiamo Pepo Garross e dubito sull'esistenza di mia madre. Sono cresciuto con l'idea che "Mater semper certa est" e latinismi vari. Ho cercato per anni e anni mia madre e ho sempre ricevuto delusioni perché tutte mi hanno rifiutato come figlio e subito dopo come amante. Arrivò il giorno in cui, però, una figura metafisica che emanava una luce rosso fuoco mi riconobbe come suo figlio e da quel giorno mi credetti una semidivinità, presi in mano il coraggio, mi creai un'identità vincente, da lì in poi tutto andò benissimo e mi godetti bellissime relazioni con donne strepitose. Adesso, però, dopo aver perso questa identità posso dire con certezza che non posso mai essere stato un semidio visto che la dea rosso fuoco non esiste, gli dei non esistono... Sì perché... Spero proprio che non esistano! Se esistessero le prenderei a calci perché ci avrebbero messo tanta fantasia per crearmi così malato...

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"Ehi Pepo, a cosa stai pensando?"

"Accipicchia, mi hai chiamato Pepo?"

"Beh ormai, come ti debbo chiamare? Se ti chiamo con il tuo vero nome dici che non siamo intimi. Ora che ti chiamo così ti sorprendi?"

"Sì, in effetti sono piacevolmente sorpreso. Non prendere sempre di petto le situazioni. Allora stavolta esci con me?"

"Te l'ho già detto che non posso, ieri mi sono riappacificata con Boris e non credo proprio che io possa tradirlo ancora."

"Con gli altri sì e con me no? Perché voi ragazze preferite sempre i bastardi? Quelli buoni non li considerate mai. Certo, li considerate per i comodi vostri. Vi piace essere intime solo per raccontare le stronzate e noi che siamo buoni dentro non facciamo altro che ascoltare. Io mi sono rotto! Se non vuoi uscire con me dillo subito. Di' che mi puzzano i piedi, che sono brutto, che sono grasso..."

"... Ma tu non sei brutto e grasso... Non ti puzzano nemmeno i piedi... Insomma, per me sei un amico... Ora ti incavolerai come fanno tutti. Lo so che non lo avrei dovuto dire però ti sei sempre comportato come tale e ti vedo come un amico..."

"... Ho già tanti amici... Arrivederci! Se mi vorrai cercare per altre cose forse, e ribadisco forse, ci sarò."

... Sono sicuro che tra qualche secondo mi sentirò malissimo perché non potrò più vedere i suoi occhi color nocciola, soffermarmi sulle sue labbra leggermente carnose, la sua espressione sorridente ma mai vaga, non parlerò mai con una ragazza che sa il fatto suo, pronta a decidere in ogni situazione, una che non ha paura di accollarsi le sue responsabilità... Per lei, però, sono solo un amico... È questa la sua scelta? Ho proprio bisogno di sfogarmi in silenzio, non pensare a niente, non voglio vedere nessuno, voglio rimanere da solo... Chissà se Pepo Garross ha mai sofferto per amore non corrisposto, chissà se si è rinchiuso in se stesso, chissà se ha fatto finta di niente oppure si è creato un vuoto attorno a sé...