- The Legend of Zelda: The Return of Ganondorf -

Racconto di Dark Link

Erano passati 15 anni da quando Link, conosciuto come eroe del tempo sconfisse Ganondorf e lo esiliò con l'aiuto di Zelda in un'altra dimensione, la pace era tornata e Hyrule si godeva un periodo di prosperità, che sarebbe durata ancora per poco.

Nel profondo del deserto del Wastedland, al di là del regno-fortezza dei Gerudo, all'interno del tempio degli spiriti, dove 15 anni prima Link aveva combattuto e sconfitto le due sorelle streghe Koume e Kotake ora si stava riunendo una setta di adepti che aveva sostenuto Ganondorf e che da 10 anni stava tentando di riportarlo dalla dimensione in cui il re del male era stato esiliato.

- Proprio non capisco, perchè dobbiamo per forza fare i nostri riti per riportare Ganondorf tra noi in questo squallido deserto? - Chiese seccato uno dei membri più giovani della setta, Athabasca, che era il membro più anziano della setta non tentò nemmeno di mostrare tolleranza per l'ignoranza e l'impazienza del membro più giovane e rispose secco - Falla finita piagnucoloso, noi siamo costretti a fare i riti qui, non li facciamo in questo posto per nostra scelta - Il membro più giovane parve non sentire, perchè inarcando un sopracciglio continuò - E perchè allora? So bene che se facciamo i rituali qui è perchè Ganondorf faceva qui i suoi e che quindi questo postaccio è ancora saturo della sua magia, ma non c'era proprio alternativa? - Athabasca sbuffò spazientito e guardò il giovane membro con un'occhiata velenosa e rispose - Non è così semplice idiota,questo è il posto dove Ganondorf si addestrava per apprendere le arti della stregoneria prima di impossessarsi della triforza della forza e proprio in questo posto ha scritto un libro che racchiude tutti i segreti della magia nera da lui appresi, questo che tu chiami postaccio è il fulcro della magia di Ganondorf e solo qui quella presenza magica è abbastanza forte da poter tentare di riportarlo fra noi. - Athabasca stava per aggiungere qualcos'altro ma si interruppe quando nella sala dei sacrifici del tempio degli spiriti piombò un silenzio assoluto, Tay Trefenwyd, un altro mambro anziano raggiunse il centro della sala stringendo fra le esili mani quel libro maledetto in cui erano racchiusi i segreti della magia nera, la figura incappucciata e avvolta nel mantello che era Trefenwyd fece cenno ad Athabasca di raggiungerlo e Athabasca si avvicinò a lui a grandi passi, fisicamante non c'era niente di somigliante fra Athabasca e Tay Trefenwyd, il primo alto,massiccio, con le spalle larghe, un volto scarno e tenebroso coi capelli che gli ricadevano sulle spalle, l'altro di media statura, esile e con un volto perennemente avvolto in una specie di smorfia che trasmetteva tutta la sua malvagità.

Quando furono accanto Athabasca prese la parola e disse con la sua voce tonante

- Fratelli, stanotte è il momento che tutti noi stavamo aspettando da 10 lunghi anni, stanotte riporteremo fra noi il signore dell'oscurità, Ganondorf - Appena pronunciate quelle parole nella sala si levarono mormorii, espressioni di gioia, di stupore, di incredulità. Athabasca alzò una mano per far zittire gli altri adepti e continuò - Come ho detto, stanotte riporteremo Ganondorf tra noi, grazie a 10 anni di incantesimi e evocazioni, ma soprattutto grazie al libro della magia nera, stanotte riusciremo a rompere per breve tempo il sigillo della dimensione in cui il nostro signore è prigioniero permettendogli di fuggire ed arrivare qui. Ora faremmo tutti insieme il rituale di evocazione finale. - Nella sala scese nuovamente il silenzio e Tay Trefenwyd si fece avanti reggendo il libro magico con la mano sinistra mentre alzò la destra iniziando a pronunciare le parole e le formule arcane contenute nelle pagine; tutti gli adepti si presero per mano, si disposero in cerchio e iniziarono anche loro a pronunciare le formule del rituale.

Per un pò di tempo non successe niente, ma poi all'improvviso in un punto a mezz'aria dove non c'era niente prese vita una fiamma d'un verde luminoso, che sprigionava malvagità e follia, la fiamma iniziò ad ingrandirsi fino a diventare enorme, l'intera sala venne illuminata da quella luce verde e malvagia; Trefenwyd continuò a recitare le formule e ci mise ancora più foga quando vide che un qualcosa di indefinibile stava tentando di uscire da quel portale di fuoco magico; la "cosa" che tentava di uscire spinse con maggiore forza e determinazione, tutti gli adepti continuarono imperterriti a dire le parole e le formule senza rendersi conto dell'immane malvagità che quell'essere che tentava così disperatamente di uscire irradiava; la fiamma prese a pulsare più violentemente di prima e la "cosa" spinse con tutte le sue forze tentando di liberarsi, ci era quasi riuscito, infine la barriera che per 15 anni lo aveva tenuto prigioniero cedette con uno schianto come di mille vetri rotti contemporaneamente, dalla spirale di fuoco verde uscì una forma che atterrò sul pavimento in ginocchio,tutti gli adepti, compresi Athabasca e Tay Trefenwyd erano troppo sorpresi e eccitati per continuare a pronunciare le formule e smisero di colpo, immediatamente la spirale di fuoco verde si consumo e morì lasciando la sala illuminata soltanto dalle candele e dai lumi, l'uomo che era uscito dal fuoco magico si alzò in piedi, era un uomo enorme, alto più di due metri, perfino Athabasca sembrava piccolo al confronto, tutti capirono subito, senza bisogno di parole che quell'uomo enorme era davvero il re del male, era davvero Ganondorf.

- Quanti anni sono passati dal mio imprigionamento? - chiese Ganondorf con una voce carica di odio al ricordo di chi lo aveva imprigionato; Tay Trefenwyd cercò di farsi coraggio e si rivolse al signore delle tenebre ma non riuscì a non far tremare la voce - Mio signore, sono passati 15 anni da quando l'eroe del tempo, Link, ti imprigionò. - Ganondorf ascoltò e dopo con un'occhiata squadrò Trefenwyd dalla testa ai piedi e fece lo stesso con Athabasca, si ricordava di quei due, avevano tentato come lui di apprendere i segreti della magia nera con una piccola differenza: lui ci era riuscito e loro no. poi Ganondorf rivolse il suo sguardo agli altri adepti che si guardarono accuratamente di fissarlo negli occhi, <<una massa di imbecilli, ecco cosa sono>> si disse; Athabasca spezzò il filo dei suoi pensieri dicendo, non senza far tremare la voce - ehm.. mio signore, ora che sei di nuovo libero ti seguiremo dovunque e ti aiuteremo a vendicarti di Link. - Ganonodorf lo guardò piegando leggermente la testa di lato, come se guardasse uno strano animale - non ho bisogno del vostro aiuto - Pronunciò l'ultima parola caricandola di ironia, Athabasca abbassò lo sguardo e disse - Permettendoci di aiutarti, non commetterai più gli errori del passato. - Nel sentire quelle parole sul volto di Ganondorf comparve un'espressione d'ira e di odio selvaggio <<come osa questo insetto a rivolgersi a me con questa impudenza?>> pensò, guardò un'ultima volta Athabasca, Trefenwyd e gli altri adepti, in quel momento si convinse del tutto che erano totalmente inutili, lo avrebbero solo rallentato, ormai il loro compito era finito.

Con un solo braccio sollevò di peso Athabasca e gli perforò il petto con l'altra mano uccidendolo sul colpo, buttò il suo corpo senza vita sul pavimento imbrattandolo di sangue, tutti gli adepti si misero a urlare di orrore e tentarono di fuggire, Ganondorf piombò davanti a Trefenwyd che lo guardava con un'espressione implorante ma, nonostante la paura che lo attanagliava riuscì a dire - Ti prego, mio signore, io sono il tuo umile servo. - Ganondorf sbuffò lentamente e guardò quel pazzo che aveva pensato di poter essere un suo pari, puntò una mano aperta contro Trefenwyd e lanciò un dardo di fuoco magico nero come l'inchiostro che in un attimo consumò Tay Trefenwyd e il libro che si teneva stretto riducendo entrambi ad un mucchietto di ceneri. Ormai la sala era vuota, Athabasca era un cadavere trafitto che giaceva in una pozza di sangue, Trefenwyd era un mucchietto di ceneri, gli altri adepti erano fuggiti e un solo pensiero assillava la mente del re del male, il ricordo di colui che per 15 anni lo aveva esiliato in quella dimensione, colui che lo aveva sconfitto, l'eroe del tempo.

Link.

<<Stavolta non riuscirai a fermarmi, mi avrai anche sconfitto e esiliato, ma non distrutto>> pensò Ganondorf <<riuscirò a vendicarmi, e a conquistare Hyrule>> poi, interrompendo i propri pensieri urlò a squarcia gola - E stavolta neanche l'eroe del tempo riuscirà a far qualcosa, stavolta nessuno mi fermerà! -