- The Legend of Zelda: The Return of Ganondorf -

Racconto di Dark Link

- Capitolo 2: i due nemici -

Link camminava nervosamente lungo i corridoi del castello di Hyrule, voleva sfuggire a Derekt Pidandon, il primo ministro del regno che voleva a tutti i costi far diventare Link un re responsabile, interessato alle faccende del regno ma soprattutto all'altezza del re precedente, Daphnes Noasen Hyrule, che Pidandon aveva servito per molti anni; Link sapeva bene che quello di Derekt era un sogno impossibile, lui non era tagliato a fare il re che se ne sta tutto il giorno sul trono ad ascoltare pazientemente tutti i problemi del regno, problemi per la maggior parte di secondaria importanza, Link preferiva di gran lunga passare più tempo con i suoi tre figli e con sua moglie, Zelda, non che volesse evitare assolutamente di occuparsi delle faccende di Hyrule, ma quelli erano tempi di pace e non c'era bisogno che il re fosse sempre presente a palazzo per occuparsi di questioni urgenti che non c'erano; anche se Pidandon avrebbe sicuramente avuto da ridire su questo. Link era un uomo abbastanza alto e con le spalle larghe, ma non massiccio, portava come sempre una tunica verde da elfo con un cappuccio dello stesso colore in testa che gli copriva parte dei capelli biondi, aveva penetranti occhi scuri e la faccia aveva lineamenti morbidi e ben delineati. Mentre stava camminando Link si fermò a osservare la fila di quadri di un corridoio che portava lontano dalla sala del trono; quei quadri ritraevano momenti che erano entrati nella leggenda: la venuta di Ganondorf e la sua conquista di Hyrule, le battaglie di Link contro i mostri del re del male impugnando la leggendaria master sword, la spada che esorcizza il male, il signore delle tenebre che veniva cacciato in un'altra dimensione, la pace che tornava a Hyrule; c'era anche un quadro leggermente discostato dagli altri che ritraeva il giorno del matrimonio tra lui e Zelda, Link lo guardò e sorrise ricordando quel giorno, erano stati invitati praticamente tutti gli abitanti di Hyrule, la cerimonia si era svolta nel castello e i festeggiamenti al Lon Lon Ranch, l'unico posto abbastanza grande da contenere così tanta gente; Link restò davanti al quadro ricordando la felicità di quel giorno.

- Sei qui, allora. - Disse una voce che Link conosceva anche troppo bene, si voltò e vide Derekt Pidandon che avanzava verso di lui a grandi passi, non riuscì a trattenere un gemito per quello che lo aspettava ma si rassegnò a subire l'ennesima predica del primo ministro; Pidandon lo raggiunse, si fermò davanti a lui e lo guardò come si guarda un bambino capriccioso che non vuole ubbidire, Derekt Pidandon aveva 68 anni, ma era ancora un uomo molto energico, era di media statura, piuttosto esile, se ne stava avvolto nel lungo mantello verde che portava sempre sopra la tunica, aveva penetranti occhi grigi, una barbetta bianca e lunghi capelli dello stesso colore che portava a coda di cavallo.

- Quando imparerai che un re deve fare il re e non il cacciatore come fai tu sarà un giorno da ricordare negli annali di storia. - Disse con grande serietà il primo ministro, Link sorrise suo malgrado, qualcosa di Pidandon riusciva a divertirlo perfino in quel frangente, l'aria sempre imbronciata, la tendenza a brontolare sempre e comunque, qualcosa di speciale - Cosa sarebbe successo questa volta Derekt? Perché sarebbe richiesta la mia presenza alla sala del trono? - il primo ministro sbuffò e lo guardò con aria impettita - Devi capire che un re deve essere presente, e oltretutto stavolta è davvero successo qualcosa: pare ci siano "strani" problemi al lago Hylia. - Link sentì una fitta di paura che gli attraversava la spina dorsale come una scossa elettrica; Zelda e i suoi figli erano andati quella mattina a fare un'escursione al lago e lui non aveva potuto accompagnarli perché era dovuto andare alla valle degli Zora per risolvere una questione di confini; guardò il primo ministro e, cercando di tenere ferma la voce disse - Come sarebbe a dire "strani" problemi? Che è successo? Chi ti ha portato questo messaggio? -

- Non lo so neanche io cosa sia esattamente successo; il messaggio me l'ha consegnato uno dei tanti esploratori che perlustrano il campo di Hyrule. -

- Devo andare a controllare, dov'è ora questo esploratore?

- Sta aspettando nel cortile del castello, ho gia fatto preparare Epona, il tuo cavallo. -

Terminato di ascoltare Link fece per avviarsi verso il cortile ma Pidandon lo trattenne mettendogli una mano sulla spalla e disse - Non preoccuparti Link, sono sicuro che Zelda e i ragazzi stanno bene, ora và da loro - Link annuì e sussurrò - Grazie Derekt. - Poi si liberò dalla presa e corse verso la rimessa dei cavalli.

Appena arrivato alla rimessa dei cavalli saltò in groppa a Epona e cercò affannosamente con lo sguardo l'esploratore che aveva consegnato il messaggio.

- Mio signore, sono pronto. - Link si voltò di scatto e vide un uomo vestito da esploratore reale in sella a un cavallo.

- sei tu che hai consegnato il messaggio? -

- Sì, mio re, ma nemmeno io so cosa sia successo. -

- Ma allora chi ti ha detto di riferire questo messaggio? -

- Un capitano della guardia reale che ho incontrato per caso mi ha detto di riferire il messaggio, ma non ho potuto chiedergli spiegazioni perché subito dopo ha spronato il cavallo ed è partito di corsa in direzione del villaggio Kakariko. - Quelle parole preoccuparono Link ancora di più.

- Non perdiamo tempo, andiamo! - Senza aspettare risposta Link partì e l'esploratore lo seguì; cavalcarono molto in fretta, durante il tragitto l'esploratore disse che era il caso di fermarsi per far riposare i cavalli ma Link non ne volle sapere, era troppo angosciato e durante tutto il viaggio si interrogò su cosa poteva essere accaduto e perché nessuno sapeva esattamente cosa era successo. Dopo poco più di tre ore di viaggio arrivarono, Link salto giù da Epona e senza aspettare l'esploratore corse come un forsennato attraverso il corridoio roccioso che sfociava nella grande radura dove c'era il lago Hylia, quando arrivò nella radura restò a bocca aperta, non solo sembrava che non fosse successo assolutamente niente ma Zelda e i suoi tre figli erano là che giocavano, quando la vide Link sentì dentro di sé un calore che il sole non sarebbe mai riuscito a dargli. Zelda era là, bellissima, i capelli biondi che gli arrivavano quasi alla vita, i grandi occhi azzurri che trasmettevano sincerità e bontà d'animo, i lineamenti del viso minuti e delicati, il corpo slanciato che si muoveva con la grazia di un gatto, e questo a una prima occhiata, che non bastava certamente a descriverla; portava una comune tunica visto che aveva sempre odiato gli ingombranti vestiti da regina; anche i bambini si comportavano normalmente, erano tre: due femmine e un maschio. La maggiore era Kimber, che aveva 9 anni, assomigliava moltissimo alla madre, aveva ereditato da lei i suoi capelli d'oro, i suoi lineamenti minuti e i suoi occhi azzurri ma aveva un carattere testardo e insofferente, quando Kimber si era messa in mente qualcosa era quasi impossibile farle cambiare idea. Poi c'era Bek, che aveva 7 anni e voleva sempre emulare le imprese del padre, per questo si vestiva sempre come Link, con una tunica verde, una cinghia di cuoio a tracolla e un lungo berretto verde che Bek portava alla maniera dei Kokiri, tra i quali il padre era cresciuto, come sua sorella maggiore anche Bek non perdeva occasione per cacciarsi nei guai e come Kimber anche lui era testardo in quel che faceva e non ubbidiva mai quando la madre e il padre gli dicevano che non doveva fare i giochi pericolosi che adorava fare. Infine c'era Kira, la figlia minore, aveva appena compiuto 5 anni e certamente fra i tre era quella col carattere più tranquillo, a lei piaceva passare il tempo tra i Kokiri, gli elfi custodi della foresta che non crescevano mai e per tutta la vita restavano bambini, Kira adorava passare il tempo a giocare con loro ed era molto benvoluta tra i Kokiri, era una bambina sempre allegra, aveva grandi occhi verdi, lunghi capelli neri e un corpicino piccolo e aggraziato. Tutto pareva assolutamente normale, incapace di trattenersi Link corse verso di loro chiamandoli; Zelda lo vide arrivare e rimase sorpresa, ma era felice di vederlo, corse verso di lui e lo abbracciò così forte che Link temette di scoppiare.

- Link, tesoro, come mai sei qui? Credevo che tu non potessi venire. - Link rimase sorpreso nel vedere come sua moglie si comportasse in modo perfettamente normale, come se niente fosse successo, ma se non era davvero successo niente, quali erano gli "strani" problemi di cui parlavano Pidandon e l'esploratore?

- Sono venuto qui perché sia Derekt sia un esploratore reale avevano detto che qui c'erano "strani" problemi e avevo paura che fosse successo qualcosa a te o ai bambini. - Disse Link ansimando per la corsa fatta per arrivare lì; Zelda lo guardò sorpresa e disse - "Strani" problemi? Ma qui non è successo niente di niente. -

- Sei assolutamente sicura? -

- Ma certo che sono sicura. - Poi vedendo che era pensieroso gli chiese - Va tutto bene? - Link le sorrise e rispose - Ma certo, l' importante è che tu e i bambini stiate bene. - La baciò con ardore e la strinse a sé; nel frattempo anche Kimber, Bek e Kira che stavano giocando in riva al lago si erano accorti della presenza del padre e corsero verso di lui.

- Papà, allora sei venuto. - Disse Kira tutta contenta aggrappandosi alla mano del padre, anche Bek e Kimber erano molto contenti che Link fosse arrivato nonostante quella mattina aveva detto che non sarebbe potuto venire e Link, da parte sua in quel momento non pensava più agli "strani" problemi di cui parlavano Pidandon e l'esploratore, era semplicemente felice che non fosse successo niente e che ora fosse lì con le persone che amava, lasciò che Bek e Kimber lo abbracciassero e li abbracciò a sua volta.

- Ma che bella scenetta, proprio commovente. - Disse una voce dietro di loro. Il cuore di Link perse un colpo nel sentire quella voce, si ricordava quella voce carica di odio e di malvagità, se la ricordava benissimo ed era sicuro di aver sentito bene <<Non può essere lui, è impossibile>> Si disse; poi, facendosi coraggio si voltò e vide l'esploratore che lo aveva accompagnato, se ne stava appoggiato di schiena contro un albero, con le braccia incrociate e lo guardava con un'espressione di odio e rancore inimmaginabili.

- Non mi riconosci, eroe del tempo? - Disse l'esploratore con una voce che non era, che non assomigliava neanche un po' a quella dell'esploratore che aveva accompagnato Link.

- Chi sei? Che cosa vuoi? - Disse Link che era già pronto a sguainare la spada, in tutta risposta l'uomo che si era spacciato da esploratore reale andò in un punto illuminato dal sole e si fermò, all'improvviso dalla terra dove l'uomo poggiava i piedi si sprigionò un fumo nero che in un attimo lo avvolse completamente, poi, all'improvviso come era comparso, il fumo nero svanì rivelando la vera identità dell'uomo. Era Ganondorf.

Il cuore di Link perse un altro colpo avuta la conferma che quello che stava in piedi a 15 passi di distanza era davvero il re del male; Kira si strinse al braccio del padre e, senza riuscire a nascondere la paura alzò la testa per vedere quella di suo padre e sussurrò - Papà, chi è quello? Mi fa paura. - Nel sentire quelle parole Link fu avvolto dal terrore, lì non c'era solo lui, ma anche Zelda e i suoi figli, come avrebbe potuto difenderli tutti da Ganondorf? Lui poteva affrontarlo, ma la sola idea che sua moglie o i bambini potessero resistere al re del male era assurda, e perché Ganondorf aveva agito sotto mentite spoglie? Forse per attirarlo con la sua famiglia e metterlo in difficoltà nel dover difendere anche loro? Tutte queste domande si facevano strada nella sua mente ma Link ma non riusciva a trovare neanche una risposta valida.

- Poche storie, consegnami Zelda e i mocciosi. - Disse in tono gelido Ganondorf.

- Scordatelo, mostro! Come hai fatto a uscire dalla dimensione in cui eri prigioniero? Che cosa vuoi? -

- Ma quante domande. Se solo tu non fossi stato così preso dal venire qui per controllare non ti saresti mai bevuto la storiella degli "strani" problemi che ho rifilato a te e a Pidandon, e anche ora la tua mente è troppo offuscata dai sentimenti che nutri per loro per permetterti di arrivare alla verità. -

Indicò distrattamente Zelda e i bambini che erano terrorizzati; Kira teneva stretta la mano del padre e Link poteva leggerle negli occhi la paura che la attanagliava. Zelda lentamente li prese tutti e tre e li fece arretrare di qualche passo, anche lei aveva molta paura per i bambini, che erano totalmente inermi di fronte al re delle tenebre.

Ganondorf fece bruscamente un passo avanti, Kira urlò di paura e Zelda abbracciò lei, Bek e Kimber per tranquillizzarli, Link teneva la mano sull'elsa della spada che portava sulla schiena pronto a sguainarla; Ganondorf puntò una mano aperta verso Zelda e i bambini e rimase in quella posizione, sembrava indeciso su cosa fare, poi, improvvisamente sulla sua faccia si dipinse un sorriso malvagio e un ghigno gelido gli uscì dalla bocca.

- Forse perdo solamente del tempo con te, Link. - Disse, e tenendo sempre la mano puntata continuò - Forse dovrei semplicemente incenerire quei mocciosi insieme alla tua mogliettina e farla finita. - Lo disse con disprezzo e Link era sicuro che fosse capace di farlo, incapace di trattenersi di fronte a quell'eventualità sguainò la spada e si gettò su Ganondorf urlando a squarciagola. Il ghigno compiaciuto del re del male apparve e scomparve in un attimo, era un ghigno che esprimeva soddisfazione.

In un attimo Link fu su di lui tentò di colpirlo con un fendente della spada, in quel momento Ganondorf scomparve in una nuvola di fumo nero, Link si fermò confuso. - Link attento! - Gridò disperatamente Zelda, Link si voltò di scatto e lo vide, era riapparso dietro di lui e gli teneva una mano aperta puntata contro.

Il dardo di fuoco nero uscì sibilando dalla mano del re del male e colpì in pieno petto Link che per il colpo venne lanciato a qualche metro di distanza. Zelda urlò di terrore e si coprì la faccia con le mani per non vedere. Link si rimise in piedi con un gemito di dolore, si gettò nuovamente su Ganondorf che lanciò nuovamente il suo fuoco magico, questa volta Link fu più svelto e si gettò di lato evitando il fuoco che si schiantò sull'erba sollevando polvere e terra.

Link tentò nuovamente di colpire Ganondorf che lanciò un altro dardo infuocato spezzando in due la spada che Link levò per difendersi dal colpo. Poi slealmente Ganondorf si chinò di scatto e gli gettò una manciata di terra e polvere in faccia accecandolo. Urlò di sorpresa e di rabbia, indietreggiò goffamente e si portò una mano sul viso per levarsi la polvere dagli occhi, ma era troppo tardi, prima che potesse fare qualcosa Ganondorf lo colpì una seconda volta con il suo malefico fuoco nero scaraventandolo a qualche metro di distanza. Link tentò di rialzarsi ma non ci riuscì, ricadde con la faccia appoggiata sul terreno sanguinando dalla bocca. Dinanzi a quello spettacolo orribile Zelda corse verso di lui con le lacrime agli occhi e lo abbracciò per proteggerlo, venne seguita da Kira, Kimber e Bek che stavano piangendo anche loro, raggiunsero i loro genitori e li abbracciarono per proteggerli. Ganondorf li guardava con un'espressione impassibile, non riusciva a capire il loro comportamento di amore e protezione verso Link, ormai da tempo il suo cuore era di pietra e la sua mente di ferro, lui aveva rinunciato a quei sentimenti da molti anni.

- No. Non state qui. Fuggite! - Disse Link con un filo di voce ma Zelda scosse la testa, le lacrime gli scendevano lungo le guance.

- No, non voglio lasciarti. - Anche i bambini scossero la testa piangendo e restarono dov'erano, vicino a loro padre.

- Ne ho abbastanza di perdere tempo - Disse Ganondorf con la sua voce gelida - Che ti piaccia o no, Link, Zelda e i mocciosi verranno via con me. - Non appena finì la frase puntò la mano aperta verso Zelda e i bambini, la mano iniziò subito a brillare di una luce verde; di colpo Zelda, Kimber, Bek e Kira si ritrovarono avvolti nella magia di Ganondorf e furono da essa sollevati in aria. Tentarono di opporre resistenza, dibattendosi, urlando, ma Ganondorf era troppo forte. Link guardava impotente la scena, era troppo debole e ferito per far qualcosa, alzò un braccio verso Zelda e i suoi figli che erano sospesi a mezz'aria dalla magia nell'inutile tentativo di raggiungerli. Ganondorf chiuse la mano e i prigionieri della sua magia scomparvero in una fiammata verde.

- Noo! - Urlò Link.

- Non temere, sono ancora vivi, per il momento - disse Ganondorf compiacendosi della vista del suo antico rivale a terra sanguinante. Poi il re del male iniziò a levitare in aria e a sparire lentamente, quando fu sparito del tutto un profondo senso di frustrazione assalì Link.

- Hai fallito Link. Se vuoi riavere le persone che ami tanto, vieni a cercarmi - Era la voce di Ganondorf che proveniva da tutte le direzioni, a seguire quella frase ci fu la risata del re delle tenebre, una risata malvagia, piena di crudeltà, alla fine il suono della risata si attenuò fino a scomparire del tutto, lasciando Link solo nella radura del lago Hylia. Link giaceva a terra, ancora troppo debole per rialzarsi, ma non era tanto il dolore fisico che gli impediva di farlo quanto il senso di fallimento per non essere riuscito a evitare che le persone che più amava al mondo fossero rapite da Ganondorf, ripensò alle ultime parole che gli aveva detto "Hai fallito." Nel rievocare quelle parole Link strinse i pugni per la collera. Quanto odiava quell'essere; ma gli rivennero in mente anche altre parole "Non temere, sono ancora vivi, per il momento" Se erano ancora vivi, c'era ancora speranza, <<Non te la darò vinta, Ganondorf, ti troverò!>> Si promise Link che, facendosi forza si rialzò, si scosse la polvere di dosso e si allontanò.