- The Legend of Zelda: The Return of Ganondorf -

Racconto di Dark Link

- Capitolo 3: ritorno alla foresta -

Quando Link fece irruzione nella camera di Pidandon il primo ministro rimase a bocca aperta, poi, superando l'attimo di sorpresa e vedendo com'era malridotto gli chiese - Link. Ma che ti è successo? - Link alzò una mano per farlo tacere, era visibilmente turbato e aveva il respiro affannoso - Derekt. Zelda e i bambini sono stati rapiti. Da Ganondorf, è tornato, dobbiamo fare qualcosa - Pidandon lo guardò con gli occhi sgranati, non aveva capito niente di quello che aveva detto ma aveva sentito bene il nome del re del male e questo lo preoccupava - Aspetta un attimo, non correre troppo, adesso ti calmi, fai un respiro e poi mi dici esattamente cos'è successo - Link ubbidì a malincuore e trasse un profondo respiro nel tentativo di calmarsi. Raccontò tutto quello che era successo, del ritorno di Ganondorf, il duello e il rapimento di Zelda e i bambini. Quando finì di parlare guardò Pidandon e vide l'espressione angosciata sul suo viso.

- E così, non solo il re del male è tornato ma ha anche rapito Zelda e i ragazzi. Che disastro -

Link annuì e disse - Senti Derekt. Io devo andare a cercarli, sono ancora vivi e devo far qualcosa, devo riprendere la master sword dal tempio del tempo - Con sua grande sorpresa, il primo ministro annuì senza esitare e disse con un tono di voce preoccupato ma deciso - Certo Link, non sarò io a impedirti di andare a cercarli, io farei lo stesso. Ma quello che più mi preoccupa è che Ganondorf tenterà nuovamente di conquistare Hyrule, con il suo esercito di demoni, se dovesse riuscire a riportarlo in vita sarebbe la fine -

Link annuì, non aveva ancora pensato a questo, ma riflettendoci era ovvio che Ganondorf tentasse nuovamente la conquista di Hyrule, e per farlo aveva bisogno anche della triforza; Link però in quel momento riusciva a pensare solamente a Zelda e ai bambini, e a come salvarli. Pidandon, guardando Link e intuendo i suoi pensieri, abbozzò un sorriso e gli disse

- Che fai ancora qui, stupido? Corri a cercarli, ci penserò io a vedermela con il gran consiglio e a mobilitare l'esercito se sarà necessario - Quelle parole rincuorarono un po' Link e gli ricordarono che aveva sempre potuto fare affidamento su Derekt Pidandon quando ne aveva avuto bisogno, un rapido sorriso gli increspò le labbra - Grazie Derekt - Non appena finì la frase corse via, in direzione del tempio del tempo.

Quando entrò nel tempio Link rimase sorpreso, non era cambiato niente da quando aveva estratto la master sword per la prima volta. Molti ricordi gli assalirono la mente mentre camminava per il corridoio di quel luogo sacro. La prima volta che entrò nel tempio, quando aveva posizionato sull'altare sacro le tre pietre spirituali aprendo così la porta del tempo era emozionato e desideroso di scoprire cosa celava la porta, ora invece sentiva un peso nel dover ripetere quell'azione e continuò a ripetersi che lo faceva solo per la sua famiglia. Erano molti anni che non entrava nel tempio, la verità è che si sentiva a disagio in quel posto, poteva percepire benissimo le presenze magiche che vivevano lì. Mentre era ancora perso nei ricordi e nei pensieri si ritrovò davanti alla scalinata dove riposava la master sword e la vide; quella lama scintillante che brillava di luce propria, la leggendaria spada che aveva il potere di sconfiggere le tenebre. Iniziò a salire la breve scalinata e non potè fare a meno di pensare che mai e poi mai avrebbe voluto estrarre nuovamente la mitica spada. Si fermò di colpo, era davanti alla spada, la osservò bene, era sempre perfetta, la lama scintillava come se fosse nuova, l'elsa blu non aveva risentito del passare del tempo, <<Sorprendente>> si disse, si chiese un'ultima volta se non c'era un'altra via, ma ormai non c'era più posto per i dubbi e le esitazioni, lui doveva salvare la sua famiglia.

Afferrò con decisione l'elsa ed estrasse la spada, non appena la lama iniziò a muoversi, dal piedistallo su cui giaceva si sprigionò un'intensissima luce blu che lo avvolse . La luce continuava a pulsare, Link strinse i denti e con uno strattone estrasse del tutto la master sword, immediatamente la luce cessò di pulsare e svanì, guardò bene la spada, vide chiaramente la luce che emanava, la luce che esorcizzava il male, sorrise vedendo quella luce, ora aveva qualcosa che poteva contrastare il potere di Ganondorf, ora poteva salvare Zelda e i suoi figli.

Aveva appena messo la spada nel fodero quando un forte rumore gli attraversò la mente, era assordante e Link si inginocchiò e si tappò le orecchie istintivamente, ma non servì, il rumore persisteva, poi gradualmente si attenuò e poté sentire una voce, dapprima confusa, poi sempre più chiara, infine la riconobbe, era la voce dell'albero Deku.

Link rimase molto sorpreso ma era sicuro, anche se non riusciva ancora a capire le parole quella voce era sicuramente dell'albero Deku, poco dopo il rumore inizialmente assordante cessò del tutto e Link ascoltò

- Link, so che puoi sentirmi, anche se non posso sentire te, ascolta: so di Ganondorf e anche di Zelda e dei vostri figli, vieni da me Link, nella foresta Kokiri, abbiamo bisogno del tuo aiuto - Link ascoltò e tentò di rispondere gridando - Albero Deku, mi senti? Cosa è successo alla foresta Kokiri? Come ha fatto Ganondorf a liberarsi? - ma non giunse alcuna risposta, la voce dell' albero Deku era svanita, Link era preoccupato, ripensò alle parole dello spirito guardiano della foresta "vieni da me Link, nella foresta Kokiri, abbiamo bisogno del tuo aiuto" cosa era successo nella foresta? <<Se voglio sapere cosa successo devo andare là>> Si disse, si voltò e andò verso l'uscita del tempio del tempo.

Link non perse tempo, appena uscito dal tempio montò su Epona e partì di corsa verso la foresta dove era cresciuto. Ci arrivò quella notte, smontò velocemente da cavallo e corse verso l'entrata, non gli ci volle molto per arrivare al villaggio dei Kokiri. Link rimase sorpreso, pareva tutto normale, nel villaggio non sembrava esserci alcuna anomalia, i Kokiri giocavano all'aperto, come sempre, Link nel corso degli anni era andato più di una volta a fargli visita, gli piaceva passare del tempo con loro e, pur non essendo uno di loro era accettato.

- Ehi, ciao Link, come va? - Si girò di scatto e vide una bambina Kokiri che gli stava parlando e lo stava tirando per la tunica, la bambina sembrava allegra e spensierata come tutti gli altri, Link non capiva ancora perché lì ci fosse bisogno del suo aiuto ma ormai aveva rinunciato a capirlo da solo, guardò la bambina e le chiese.

- Ciao Eowen, senti, so che può sembrare strano ma qui, recentemente è successo qualcosa di strano? - La piccola elfa lo guardò come si guarda chi è uscito di senno ma si limitò a dire.

- Successo qualcosa? E che dovrebbe esser successo, me lo spieghi? Link sospirò stancamente e rispose

- Lascia perdere, piuttosto, l'albero Deku mi ha chiamato e devo andare da lui - Nel sentire quelle parole quelle parole il viso di Eowen si illuminò, prese per un braccio Link e gli disse.

- L'albero Deku ti ha chiamato? Perché non me l'hai detto prima? Devi andare da lui subito - La piccola elfa lo trascinò attraverso il villaggio verso il sentiero che portava dall'alberò Deku, gli altri Kokiri guardavano incuriositi e Link si sentiva un po' imbarazzato, arrivati all'imboccatura del sentiero Eowen lo lasciò andare e gli indicò il sentiero dicendo - Se l'albero Deku ti ha chiamato vuol dire che solo te devi vederlo, un po' ti invidio Link, non è un onore da poco esser convocati dall'albero Deku, ora và - Nel sentire quelle parole per poco Link non scoppiò a ridere, avrebbe più che volentieri ceduto l'"onore" a qualcun altro, l'unico motivo per cui non lo faceva è che era in gioco il destino della sua famiglia; ma si tenne per sé questi pensieri che certamente Eowen non avrebbe approvato, le sorrise e si incamminò lungo il sentiero.

Derekt Pidandon se ne stava seduto sulla sua scrivania e con una mano si massaggiava una tempia, ormai era notte e doveva ancora andare davanti al gran consiglio per spiegare la situazione e soprattutto convincerli della necessità di essere pronti ad un eventuale attacco di Ganondorf, non sarebbe stato per niente facile, questo lo sapeva bene. Il gran consiglio secondo lui era una sala piena di individui che sapevano solo discutere e non si trovavano mai d'accordo quando c'erano da prendere decisioni importanti, come in quel caso, oltretutto il re non c'era e Pidandon era più che sicuro che avrebbero trovato da ridire anche sul fatto che Link volesse salvare la sua famiglia, sospirò lentamente e si disse per l'ennesima volta che doveva restare calmo davanti al consiglio e non doveva perdere la pazienza. Qualcuno bussò alla porta facendo sussultare Derekt che si stava appisolando sulla scrivania - Avanti - Disse, una guardia reale entrò, si inchinò e disse - Primo ministro, il gran consiglio chiede la vostra presenza per discutere su alcuni recenti avvenimenti - Pidandon riappoggiò la faccia su una mano e riprese a massaggiarsi la tempia, <<Il gran consiglio sa cosa fare solo quando si tratta di perdere tempo in frasi ampollose e discorsi fini a se stessi>> Pensò - Ehm. Primo ministro, il gran consiglio la attende - Disse la guardia interrompendo i suoi pensieri, Pidandon sbuffò spazientito e disse - Sì, lo so, ho sentito, sparisci ora - La guardia se ne andò di fretta con un'espressione un po' contrariata. <<Bé, ci siamo>> Si disse, trasse un profondo respiro e andò attraverso il lungo corridoio che portava alla sala del gran consiglio.

Non appena entrò nella sala tutti si voltarono subito verso di lui e lo guardarono con sguardi da avvoltoi, non era mai corso buon sangue tra il primo ministro e il gran consiglio. La sala era grande e circolare con i seggi disposti in modo che tutti potessero vedere chi parlava, sul pavimento c'era un disegno raffigurante la triforza, era lì che si posizionava chi doveva parlare al consiglio. Derekt andò subito al centro della stanza e si guardò intorno, avrebbe voluto che la terra lo inghiottisse o che inghiottisse quelli a cui doveva parlare.

Ard Patrinell, il membro più anziano del consiglio si alzò in piedi e prese la parola.

- Primo ministro, ci è giunta voce che sia successo qualcosa di grave al re e alla sua famiglia, ma le informazioni in nostro possesso sono confuse, voi saprete come noi che. - Si fermò e restò a bocca aperta, dalla sua postazione Derekt Pidandon alzò di colpo una mano per farlo tacere e disse.

- Basta. Non c'è tempo per stare a discutere, membri del consiglio, sono venuto a parlarvi perché è successa una cosa gravissima: Ganondorf è tornato - Appena pronunciò quel nome tutti i membri del gran consiglio di alzarono in piedi e si misero a discutere animatamente interrompendosi l'un l'altro.

Derekt faticò per contenere la collera, strinse i pugni e urlò a squarciagola - Fatela finita - Tutti si zittirono e si voltarono a guardarlo, Pidandon lì guardò attentamente, poi riprese a parlare.

- Non c'è tempo per bisticciare, sono successe molte cose, ora limitatevi ad ascoltare - Raccontò loro tutti i fatti avvenuti, la comparsa di Ganondorf, il rapimento di Zelda e dei bambini e Link che partiva per andare a salvarli; gli ci volle un po' per riferire tutto. Quando finì molti membri del consiglio sembravano perplessi o addirittura increduli, parlavano tra loro a bassa voce e non pochi guardavano il primo ministro con diffidenza. Derekt era molto preoccupato, se non li avesse convinti si sarebbero potute creare delle spaccature all'interno del regno e in un momento come quello era l'ultima cosa di cui c'era bisogno.

- Basta ora, che motivo abbiamo di dubitare delle parole del primo ministro? A che scopo ci avrebbe raccontato tutto questo se non era l'assoluta verità? Se Ganondorf è tornato dobbiamo essere uniti - Chi aveva parlato era Ellenroh, una donna che era uno stimato membro del consiglio, Pidandon guardò nella sua direzione e sorrise, aveva sempre provato molta simpatia per Ellenroh, era una donna che aveva cinque anni meno di lui, ma era fiera e determinata come sempre, aveva lunghi capelli rossi ed era l'unico membro del consiglio a non indossare la tunica bianca, lei aveva sempre preferito la sua tunica da cacciatrice elfa; La donna vide con la coda dell'occhio che Pidandon la stava guardando e un breve sorriso le increspò le labbra, anche lei provava un forte sentimento di amicizia nei confronti del primo ministro e come lui pensava che il gran consiglio tergiversava troppo, come sempre.

Ard Patrinell, che non era del tutto convinto prese la parola e disse con diffidenza.

- Se la situazione è tanto grave, perché mai il re non c'è ora che abbiamo bisogno di lui?

Pidandon sbuffò lentamente, quella gli sembrava una domanda sciocca e stava cominciando a perdere la pazienza, per sua fortuna intervenne nuovamente Ellenroh, che con le sottigliezze diplomatiche era sempre stata più abile di lui - Membri del consiglio, dovete capire che il re partendo alla ricerca della sua famiglia non ragionava come un re ma come un padre molto preoccupato per la sorte di sua moglie e dei suoi figli, ricordate che prima di tutto un re è un essere umano - Dagli altri seggi si levarono mormorii di approvazione, Ellenroh era riuscita a convincerli; Derekt Pidandon la guardò ammirato, per la prima volta da quando era entrato in quella sala pensò sinceramente che le cose potessero concludersi a suo favore. E così avvenne, la faccenda fu messa ai voti e grazie al determinante aiuto di Ellenroh Pidandon ebbe la maggioranza dei voti e ottenne che l'esercito si sarebbe mobilitato in caso di necessità, anche se il re era assente. Derekt, contrariamente alle sue previsioni uscì dalla sala del gran consiglio in modo trionfale. In quel momento pensò a Link, senza rendersene conto capitò davanti al quadro che ritraeva il giorno delle nozze tra Link e Zelda, lo guardò e sorrise.

- Hai fatto un ottimo lavoro - Disse Ellenroh mentre lo abbracciava, Pidandon restituì l'abbraccio e rispose.

- Io ho fatto un buon lavoro? Se me la sono cavata è solo merito tuo - La donna sorrise, guardò anche lei il quadro - Spero davvero che Link riesca a salvarli - Disse con un sussurro, Pidandon le sorrise e disse.

- Sono più che sicuro che li ritroverà sani e salvi - E lo pensava veramente, dopo questa insperata vittoria con il gran consiglio era certo che c'era ancora speranza, che tutto si poteva risolvere per il meglio, se lo sentiva nelle ossa.

- Ti stavo aspettando, Link - Disse l'albero Deku, Link guardò attentamente il grande spirito guardiano della foresta, in confronto a lui si sentiva piccolo e vulnerabile, cercando di farsi coraggio si rivolse a lui.

- Grande albero Deku, perché mi hai chiamato? Dov'è la mia famiglia? E Ganondorf, come ha fatto ha tornare? - L'alberò Deku emise un suono che sembrava un sospiro, quando parlò la tristezza e la preoccupazione nella sua voce erano palpabili.

- Tu, giustamente hai molte domande da fare, ma io non ho la risposta a tutti i tuoi interrogativi, ora ascolta -

Link annuì e ascoltò attentamente, lo spirito guardiano riprese.

- Ganondorf è tornato a questo mondo grazie a una setta di folli adepti della magia nera, combinando circostanze di tempo, luogo e magia sono riusciti a far evadere il re del male dalla dimensione in cui era prigioniero, non so perché abbia rapito la tua famiglia o dove l'abbia portata ma non preoccuparti, sono tutti vivi. Ora ascolta bene, Ganondorf è riuscito a liberare quattro demoni dagli inferi e a ciascuno di questi demoni ha affidato un membro della tua famiglia - Si fermò, lasciando a Link il tempo di riflettere su quelle parole - Ma come ha fatto a liberare quattro demoni? Tutti i demoni non sono sigillati in un altro mondo? -

- Quello che dici è vero, però quei demoni sono molto potenti, il loro potere magico nel mondo oscuro combinato con quello del re del male in questo mondo gli ha permesso di liberarli, ma solo quattro demoni, perché gli altri demoni non hanno abbastanza potere magico per opporsi al sigillo che li tiene prigionieri e Ganondorf non ha abbastanza potere per liberarli tutti, per farlo gli occorre la triforza - <<Giusto>> Si disse Link che stava iniziando a capire, guardò attentamente l'albero Deku e chiese, d'impulso.

- Perché, chiamandomi, mi hai detto che qui nella foresta c'era bisogno del mio aiuto? Per caso uno dei quattro demoni è qui? -

- Esatto, uno dei demoni sta arrivando qui, lo posso sentire, per questo ti ho chiamato, se non ci aiuterai, quella creatura delle tenebre distruggerà i Kokiri che sono inermi di fronte ai demoni - Link chiese, angosciato - Sai chi sta tenendo prigioniero il demone? -

- Sì, quel demone, che si chiama Dagda Mor, tiene prigioniera Zelda - Link sentì il cuore che accelerava i battiti a quella rivelazione, incapace di trattenersi chiese - Tu sai dov'è esattamente? Puoi aiutarmi in qualche modo? -

- Sì, posso aiutarti e portarti dov'è il demone, riesco a sentire bene la sua presenza, purtroppo tutto quello che posso fare è indicarti la via e darti questo - Appena finì la frase davanti a Link ci fu un'esplosione di luce bianca che lo fece finire per terra, dopo pochi secondi la luce svanì velocemente come era apparsa, Link si appoggiò sul gomito, si era abbastanza ripreso da accorgersi che per terra, davanti a lui giaceva una piccola sacca di pelle, sopra di essa erano scritte parole in una lingua arcana che Link non conosceva.

- Che cos'è? -

- Quella è una sacca magica, Link, può contenere molti oggetti, ma per quanto sia piena sembrerà sempre senza peso, è per te, fanne buon uso, è tutto che posso fare per te - lo disse con aria sconsolata - ora devi andare, devi salvare Zelda, chiudi gli occhi Link, ti porterò dal Dagda Mor, ricorda, il destino di Hyrule dipende da te - Link annuì con decisione, prese la sacca magica e chiuse gli occhi, sentì quasi subito un cambiamento, si sentiva come se stesse galleggiando nell'acqua, la strana sensazione finì poco dopo, riaprì gli occhi e con sua grande sorpresa scoprì di non essere più nella radura in cui si trovava l'albero Deku, era riapparso nel folto della foresta, circondato da file di folti e rigogliosi alberi. Si guardò intorno, non vedeva nessuno, iniziò a camminare senza sapere dove andare precisamente, aveva fatto appena una decina di passi quando sentì un fruscio dietro di lui.

Link fu salvato dalla sua prontezza di riflessi, appena sentì quel fruscio si gettò a terra e vide con la coda dell'occhio una cosa bluastra che passava velocemente sopra di lui, si rialzò subito e vide il tronco di un albero avviluppato da una sostanza blu, si guardò nervosamente attorno ma non vide nessuno, con cautela si avvicinò all'albero e guardò meglio la sostanza, era blu e viscosa, sfoderò la master sword e con la punta toccò l'ameba, ritrasse la spada e vide che il poco di sostanza rimasto sulla punta della spada si era trasformato in acqua, mentre il resto della sostanza avviluppata al tronco d'albero restava viscosa. Un urlo disumano ruppe il silenzio della foresta, Link si voltò di scatto e vide la creatura che aveva tentato di colpirlo con l'ameba blu, era una specie di rettile, aveva la pelle verde ricoperta di squame, sembrava una lucertola ma era enorme, lunga almeno 10 metri e alta come un uomo, guardava Link con l'espressione che ha il predatore che guarda la preda, Link notò che la zampa destra era più piccola delle altre e soprattutto era guantata, una specie di guanto metallico, sembrava fatto per un uomo, non per una lucertola. Il mostro puntò verso Link la mano guantata e dal guanto metallico fuoriuscì un getto di sostanza blu, Link si buttò di lato evitando una seconda volta di finire avviluppato <<Allora>> Si disse <<La capacità di sparare la sostanza non è della lucertola, è di quel guanto>> Sguainò la master sword e si gettò sul rettile, gli occhi gialli del mostro lo guardarono attentamente. La lucertola mosse l'enorme coda colpendo Link e facendolo ruzzolare all'indietro, in un attimo fu su di lui e lo bloccò con una zampa enorme, Link fece appello a tutte le sue forze e, mulinando la master sword mozzò la zampa guantata del rettile, la lucertola si ritrasse ed emise un urlo acutissimo, Link si rialzò e vibrò il colpo finale alla gola del rettile uccidendolo. Il corpo dell'enorme rettile iniziò a rimpicciolirsi, prima lentamente, poi sempre più velocemente, Link prese d'impulso il guanto che la lucertola aveva usato contro di lui, era nero e ferrato, piuttosto pesante, sul dorso era collocata una canna di vetro stretta e lunga, la canna era piena per un terzo di un liquido blu, Link la guardò attentamente e capì, il liquido blu contenuto nella canna di vetro indicava quanta sostanza blu poteva sparare il guanto, la canna era piena per un terzo, infatti la lucertola aveva usato il guanto contro di lui due volte, probabilmente il guanto poteva sparare solo un'altra volta, poi si sarebbe scaricato. Rivolse nuovamente la sua attenzione alla lucertola, ora era di grandezza normale, Link la guardava senza capire, era forse stato il demone, il Dagda Mor, a mutare così la lucertola? E il guanto? Non sapeva come rispondersi ma decise che il guanto poteva tornargli utile e lo mise nella sacca magica.

- Complimenti, non pensavo che avresti battuto il lucertolone così facilmente - Link si voltò e vide un cavaliere appoggiato a un albero, Link lo guardò attentamente, aveva le stesse proporzioni di un uomo, era vestito con una tunica grigia coperta da un'armatura che lo proteggeva sul petto e sugli avambracci, nella mano sinistra reggeva la più strana spada che Link avesse mai visto, era formata da due lame curve che si intrecciavano e si ricongiungevano formando una sola punta, ma quello che impressionò di più Link fu la faccia del misterioso individuo, sulle guance aveva dei segni rossi, sulla fronte il disegno di un pipistrello azzurro, gli occhi erano totalmente bianchi come i lunghi capelli che il cavaliere portava dietro la schiena, Link capì che quello non era un normale cavaliere, socchiuse gli occhi e disse.

- Chi sei? - In tutta risposta il cavaliere ridacchiò scuotendo la testa - Ma come? Non l'hai ancora capito? Io sono uno dei quattro che sono stati liberati, sono il Dagda Mor - Link rimase un po' sorpreso, non si aspettava che il demone avesse sembianze così umane.

- Lascia andare Zelda - Disse Link, la sua faccia non riusciva a mascherare l'odio che provava per il demone.

- Zelda? Intendi lei? - Il demone alzo una mano e a mezz'aria comparve Zelda, Link ebbe un tuffo al cuore nel vederla, era rinchiusa in un cristallo color verde, incatenata al suo interno, Link vedeva che lei muoveva le labbra ma non si sentiva niente di quello che diceva.

- Chi ti ha informato che sono io a tenerla prigioniera? Probabilmente è stato quello stupido albero, non è così? - Link non voleva degnarlo di una risposta, avrebbe voluto correre verso Zelda ma capiva che così avrebbe solo fatto il gioco del demone, e lui non poteva permettersi di metterla in pericolo proprio ora.

- Ti è piaciuta la sorpresina della lucertola con guanto? - Chiese improvvisamente il Dagda Mor.

- Allora sei stato tu a ingrandirla e a darle il guanto - Il demone esplose in una risata così oscura da far rabbrividire Link.

- Ma certo che sono stato io, prima l'ho ingrandita con la mia magia e dopo le ho dato il guanto e ho insegnato alla sua mente come usarlo contro di te, volevo solo vedere come te la saresti cavata, ma ero più che sicuro che avresti vinto -

Link si accorse di non sapere come affrontare il demone, cercò di prendere tempo - E il guanto? -

Il Dagda Mor socchiuse gli occhi e sorrise, un sorriso gelido.

- Il guanto è un ottimo esempio di come combinare componenti magiche e componenti meccaniche, l'ho dato alla lucertola per movimentare un po' il duello - Il demone fece un passo avanti, Link mise la mano sull'elsa della master sword.

- Il tempo delle parole è finito, eroe del tempo, ora dovrai batterti con me - Disse queste parole caricandole d'odio, il Demone si mise in posizione di combattimento, il duello stava per iniziare.

Link sguainò la spada e si gettò sul Dagda Mor, il demone era svelto ed evitò senza difficoltà l'attacco, si gettò su Link, tra i due iniziò un duello mortale, il demone era veloce e un bravo spadaccino ma Link non aveva mai smesso di allenarsi nei 15 anni di pace e teneva testa alla creatura delle tenebre. Improvvisamente il demone si allontanò correndo, si voltò di colpo e puntò la sua spada contro Link che capì troppo tardi le intenzioni dell'avversario. Dalla spada fuoriuscì un fulmine che lo colpì facendolo cadere all'indietro, tutta la foresta fu per un attimo illuminata dalla luce del fulmine, Link si toccò il torace gemendo di dolore.

- Ah già, mi sono scordato di dirti che questa non è una spada come tutte le altre, è una spada magica, che può incanalare la magia di chi la impugna e convertirla in potenti fulmini - Disse il Dagda Mor sorridendo. Link si rimise in piedi e si lanciò nuovamente all'attacco, il demone tentò di colpirlo un'altra volta con un fulmine, questa volta, però Link colpì il fulmine con la master sword che, con la sua magia deviò il colpo facendo finire il fulmine contro un albero. Il Dagda Mor tentò di nuovo e di nuovo la master sword deviò il fulmine, si gettò sul demone e caddero entrambi per terra in un groviglio di gambe e braccia, Link tentava con tutte le sue forze di strappare la spada al demone che però non mollava la presa, il Dagda Mor evocò il potere della sua spada, tre fulmini fuoriuscirono dalla lama, uno dei quali colpì Link che dal colpo fu scaraventato contro un albero. Si toccò nuovamente il torace, aveva tutto il corpo indolenzito e le forze iniziavano a mancargli, come poteva fare per battere il demone? Cercò di pensare in fretta, intanto il Dagda Mor si era rialzato e teneva la spada sopra la testa, la lama scintillava, carica di elettricità, la creatura delle tenebre sorrise perfidamente e disse - Preparati a morire Link, presto non sarai altro che un mucchietto di cenere - Puntò la spada verso Link, quando il fulmine fuoriuscì dalla spada Link si buttò con tutte le sue forze di lato evitando una morte sicura, il fulmine che avrebbe dovuto colpirlo colpì invece l'albero incenerendolo, l'eroe del tempo si alzò e guardò esterrefatto quel che rimaneva dell'albero, doveva trovare un modo per battere il demone, e in fretta, ma come? In quel momento gli rivenne in mente il guanto ferrato, si ricordò che quando aveva toccato la sostanza viscosa del guanto con la master sword la sostanza blu era divenuta acqua, all'improvviso capì cosa fare. Prese velocemente dalla sacca magica il guanto e lo indossò, il Dagda Mor non capì le sue intenzioni, il demone alzò di nuovo la spada che scintillava ed emetteva piccole scariche, puntò l'arma contro di lui. In quel momento Link puntò la mano guantata contro il Dagda Mor ed evocò il suo potere, non ci fu nessuna difficoltà, il guanto si attivò col pensiero e sparò la melma blu addosso al demone un secondo prima che questi scagliasse il fulmine contro di lui, non appena la melma lo ricoprì, la sostanza viscosa si trasformò istantaneamente in acqua, il Dagda Mor contorse il volto in un'espressione inorridita, ma ormai era troppo tardi, il fulmine fuoriuscì dalla spada scaricandosi sul demone che era inzuppato d'acqua, la creatura delle tenebre emise un inverosimile grido di dolore. Link sorrise, aveva avuto ragione, la melma si era sciolta sulla master sword perché era una spada magica, questa era la caratteristica del guanto: essendo un oggetto in parte meccanico e in parte magico la melma che sparava reagiva al contatto con oggetti magici trasformandosi in acqua, anche la spada del Dagda Mor era magica e la melma blu ha reagito di conseguenza. Il demone urlò d'odio e di rabbia per il modo in cui si era fatto ingannare e lanciò un altro fulmine verso Link, ma era una mossa avventata e l'eroe del tempo se l'aspettava, puntò la master sword contro di lui, la spada deviò il fulmine e lo rispedì al mittente, il Dagda Mor fu colpito dal suo stesso fulmine e urlò nuovamente di dolore, Link si avventò su di lui e piantò la master sword nel petto del demone passandolo da parte a parte. Un'espressione di incredulità apparve sul volto del demone, Link estrasse la spada e indietreggiò di qualche passo, non era uscita una sola goccia di sangue, il Dagda Mor portò una mano all'altezza della ferita e abbassò lentamente la testa, poi la alzò guardando Link, sul volto del demone c'era un'espressione d'odio sconfinato verso colui che lo aveva distrutto. All'improvviso la ferita che aveva sul petto iniziò a brillare, la figura del demone tremolò e cominciò a disintegrarsi, avvolta in una spirale di fuoco blu che scaturì dalla ferita al petto, il Dagda Mor lanciò un ultimo grido che non aveva nulla di umano e si dissolse nel fuoco.

Link trasse un profondo respiro, si sfilò il guanto e lo gettò a terra, ormai non serviva più a niente, guardò ansiosamente nella direzione in cui aveva visto Zelda, la vide, il cristallo verde che la teneva prigioniera scese pian piano sulla terra e si dissolse. Link fu travolto da un fiume di emozioni nel rivederla sana e salva, corse da lei e l'abbracciò forte.

- Oh Link, avevo tanta paura - disse Zelda piangendo e affondando la faccia nella sua spalla.

- Avevo paura di non rivederti più - Disse continuando a piangere, Link le accarezzò la schiena per darle un po' di conforto.

- Anch'io avevo paura - Le disse. Lei alzò il volto cercando il suo, non piangeva più ma aveva gli occhi gonfi, accostò il viso al suo e lo baciò sulla bocca, lo baciò a lungo, con le braccia gli circondò la vita e lo strinse a sé, Link ricambiò il bacio e la strinse forte, dopo, lei si tenne ancora un poco stretta a lui, con la testa abbassata contro il suo petto. Link poteva sentire il battito del cuore di lei, il suo respiro.

- Dobbiamo trovare i bambini - Disse Link sussurrando, lei annuì con decisione.

In quel momento Link vide una luce scaturire dalla mano di Zelda, indietreggiò di un passo.

- Che succede? - Chiese, ma Zelda non sapeva dargli una risposta, quello che era comparso sulla mano di lei era il simbolo della triforza della saggezza, che Zelda possedeva da molto tempo, anche la mano di Link iniziò a brillare, sulla sua mano era comparso il simbolo della triforza del coraggio, si guardarono senza capire, Link cercò di riflettere, Le parti di triforza reagivano comparendo sulle mani solo quando tutte e tre le parti erano molto vicine, Zelda possedeva la triforza della saggezza, lui la triforza del coraggio e la triforza della forza era posseduta da... Non riuscì a portare a termine quel pensiero, gli si gelò il sangue nelle vene, la triforza della forza era posseduta dal re del male, da Ganondorf. Link vide il volto di Zelda avvolto nel terrore, si girò bruscamente e i suoi più oscuri sospetti ebbero conferma. Ganondorf era dietro di lui.