- The Legend of Zelda: The Return of Ganondorf -

Racconto di Dark Link

- Capitolo 4: il principio della fine -

- Ci si rivede, eroe del tempo - Disse Ganondorf sorridendo gelidamente, Link era sconcertato, non si era accorto della presenza del re del male finché non l'aveva alle spalle <<Sta' calmo, non fare stupidaggini>> Si disse Link, ora lui impugnava la leggendaria master sword, la spada che esorcizza il male, aveva un'arma concreta da usare contro di lui. Zelda era terrorizzata, benché fosse in grado di usare un po' della magia che proveniva dalla sua triforza della saggezza capiva che la sua magia non era niente confrontata a quella del re del male.

Link si sentiva inerme, Ganondorf gli era arrivato addosso e lui non se ne sarebbe accorto nemmeno se

non fosse stato per la triforza che reagiva, come aveva fatto il signore delle tenebre a trovarlo? Lo seguiva da molto tempo? E sapeva che avrebbe sconfitto il Dagda Mor? Era indispettito dalla propria ignoranza.

- So bene che hai molte domande, e sarò lieto di risponderti, ma dopo aver fatto una cosa - Disse Ganondorf, il suo volto era impenetrabile e non lasciava trasparire nessuna emozione, alzò la mano puntandola contro Zelda, con la sua magia il re del male la sollevò per aria, lei si dibatteva, cercava di opporsi, ma non servì a niente.

Link agì d'istinto vedendo quali erano le intenzioni di Ganondorf e con decisione gli puntò la spada addosso.

- Prova a torcerle anche una capello e... - Il re del male lo guardò dritto negli occhi.

- E cosa, Link? Cosa mi farai, mi colpirai con quella spada? Io non credo che lo farai -

- Ne sei sicuro? - Benché Link non credesse fosse possibile, il viso del re del male si fece ancora più gelido e crudele.

- Ma certo che ne sono sicuro, e ne sei sicuro anche tu, se mi colpisci, Zelda morirà all'istante, inoltre darei ai tre demoni rimanenti il permesso di divertirsi con i tuoi figli - Lo disse con una voce priva di emozione, Link lo guardava inorridito, anche se sapeva che tipo d'uomo era Ganondorf rimase ugualmente turbato dal gelo e dal vuoto con cui aveva detto quella frase.

- Che intenzioni hai? - Chiese Link che non aveva ancora capito qual era lo scopo del re del male, nel sentire quelle parole Ganondorf esplose in una sonora risata.

- Che intenzioni ho? Proprio tu mi fai questa domanda? Ha. Link, tu non ci crederai ma saresti potuto essere un buon alleato, purtroppo hai scelto un'altra strada - Link lo guardò senza capire, cosa intendeva Ganondorf con quell'affermazione?

- Ora basta giocare, se rivuoi Zelda, consegnami la triforza del coraggio - Link rimase sorpreso, forse adesso iniziava a capire, il re del male voleva ricomporre la triforza, perché quando la triforza è completa, chiunque la tocchi può esprimere un desiderio, se era davvero così l'eroe del tempo non poteva sottostare a quella richiesta.

- Mai, mostro, useresti la triforza solo per fare del male - Ganondorf lo guardò con un'espressione di scetticismo, come se non fosse convinto di quel che diceva il suo antico nemico.

- Oh, mi spezzi il cuore dicendo così, ma ora devi prendere una decisione, preferisci che Zelda e i tuoi marmocchi muoiano o preferisci che io usi la triforza per fare del male? - Link socchiuse gli occhi per la collera, quanto odiava Ganondorf, era sicuro che anche se avesse ceduto il re del male avrebbe comunque ucciso sua moglie, abbassò lo sguardo per vedere bene la master sword, forse poteva fare qualcosa, forse poteva colpirlo e salvare Zelda, erano dei pensieri sciocchi e fu la disperazione a suggerirglieli. Vedendo che era indeciso se cedere o no, Ganondorf sogghignò malvagiamente e disse.

- Sei indeciso, Link? Forse ti serve un piccolo aiuto - Terminata la frase strinse leggermente il pugno della mano, immediatamente Zelda urlò di dolore, Link si girò incredulo verso di lei e vide un'espressione di sofferenza sul suo viso, cosa le aveva fatto Ganondorf? Senza pensare, senza riflettere un solo secondo sul quel che faceva, si avventò sul re del male urlandogli di lasciarla andare.

Il re del male non si mosse di un passo, guardò Link che correva verso di lui per colpirlo come si guarda uno sciocco impulsivo, Link era quasi arrivato su di lui, non pensò a quel che stava facendo, quando mancavano pochi passi tra lui e il re del male sentì uno spasimo acutissimo all'addome, urlò di dolore, era un dolore lancinante, sentì che gli mancava il respiro, abbassò lo sguardo e vide una specie di artiglio che gli spuntava dal petto, qualcosa l'aveva trafitto da parte a parte, l'artiglio si ritrasse lasciandolo cadere per terra, ferito e sanguinante, perdeva molto sangue e gli si stava annebbiando la vista, Zelda, ancora sollevata a mezz'aria urlò di terrore vedendolo a terra inzuppato del suo stesso sangue, urlò chiamandolo, ma lui non rispondeva, nemmeno lei aveva capito esattamente cosa fosse successo, aveva solo visto un'ombra che arrivava alle spalle di Link e poi si dileguava.

- Cosa? - Riuscì a dire Link con un filo di voce, Ganondorf lo guardò con il suo volto impenetrabile e disse.

- Era solo uno dei tre demoni rimasti, Link, era il Koden, sapevo che avresti fatto qualche stupidaggine e così ho deciso che il demone poteva tornarmi utile, ma ora sono stanco di perdere tempo - Si avvicinò a Link e gli prese la mano su cui scintillava il simbolo della triforza del coraggio, il re del male alzò la sua mano destra su cui riluceva il suo stemma della triforza della forza, i simboli divennero più luminosi, in un attimo l'intera regione del bosco fu avvolta da un'accecante luce bianca, dal nulla si materializzarono tre triangoli d'oro che si combinarono in modo da formare un unico triangolo. Era la triforza. Era di nuovo completa.

Ganondorf rise a bassa voce nel vedere così vicino a sé l'oggetto che bramava così tanto, lasciò andare la mano di Link e si diresse verso la triforza, il sacro triangolo emetteva un'energia magica enorme, il re del male lo toccò, alzò le mani al cielo e iniziò a parlare in una lingua arcana, quando finì guardò Link, era a terra, quasi privo di conoscenza, il re del male era compiaciuto di quella vista, il Koden aveva fatto un buon lavoro, il demone era uno dei pochi della sua razza a essere sia un mago sia un cambiatore di forma, ecco perché né Link né Zelda si erano accorti della sua presenza, stava spiando Link dall'inizio della sua battaglia contro il Dagda Mor.

Ganondorf si voltò di colpo, aveva percepito qualcosa, la triforza si stava attivando, guardò con estremo piacere il sacro triangolo che emetteva raggi di luce bianca. Poi la luce svanì di colpo, la triforza si scompose nuovamente in tre parti e tornò all'interno dei suoi possessori.

Ganondorf si voltò verso Zelda, guardò prima lei e poi Link, rise sonoramente, una risata quasi isterica.

- Come vedi, principessa, alla fine ho vinto io, l'esercito di demoni è resuscitato - Zelda aggrottò la fronte e disse.

- Cosa dici? Non è apparso un solo demone -

- Ma come? Non sai che anche se ho espresso il desiderio alla triforza dovranno passare venti giorni prima che i demoni si liberino? - Zelda scosse appena la testa, non capiva di cosa stava parlando il re del male, dato che aveva espresso il desiderio alla triforza perché sarebbero passati venti giorni? D'impulso chiese.

- Ma perché? Cosa intendi dire? - Ora l'espressione di Ganondorf tornò ad essere quella di sempre, gelida e impenetrabile, con la sua magia smise di tenere sollevata Zelda a mezz'aria e la posò per terra ma continuò a trattenerla con la magia per impedirgli di soccorrere Link.

- Semplicemente quello che ho detto, principessa, anche se ho espresso il desiderio alla triforza la magia che libererà l'esercito di demoni si scatenerà solo tra venti giorni, il sigillo che li tiene prigionieri, creato dalle tre sacre dee, Din, Farore e Nayru è così potente che anche la triforza ci metterà venti giorni, ma alla fine saranno tutti liberati - Il re del male si voltò di colpo dando le spalle a Zelda, si allontanò camminando e man mano che camminava scompariva, prima di sparire del tutto disse.

- Se vuoi puoi curare il tuo caro marito, so bene che la magia della tua triforza ti permette di farlo, sarà più divertente ucciderlo personalmente senza l'aiuto del Koden - Esplose in una risata e sparì del tutto.

Non appena il re del male svanì le linee della sua magia che trattenevano Zelda si dissolsero, corse subito a prendere tra le braccia Link che aveva perso conoscenza, lo guardò in preda al panico, aveva perso molto sangue e lei aveva paura che morisse da un momento all'altro, iniziò a piangere, accostò la faccia alla sua e premette la guancia contro quella di Link, con la voce incrinata gli sussurrò all'orecchio.

- Link. Ti prego, non lasciarmi sola - Cercò di vincere la disperazione che minacciava di sopraffarla, si costrinse a riflettere, lei aveva la triforza della saggezza e dal quel possesso gli derivavano dei poteri magici, sapeva di avere poteri di empatia, di poter incanalare la sofferenza degli altri dentro di sé per farli stare meglio, ma erano anni che non usava nessuna delle sue capacità, e se avesse sbagliato qualcosa? Con una mano si asciugò le lacrime e guardò il volto di Link, era pallido, anche se privo di sensi sul viso aveva un'espressione sofferente, lei prese d'impulso la decisione, non lo avrebbe lasciato morire. Si concentrò profondamente, slacciò la tunica di Link e mise una mano sulla ferita, il sangue sgorgava ancora, evocò il potere empatico, con sua sorpresa, non durò alcuna fatica per evocarlo, venne subito, sentì l'immensa sofferenza di Link, e iniziò a convogliarla dentro di sé, Zelda provò una sensazione orribile, ma continuò, spinta dalla paura che se non fosse andata fino in fondo sarebbe morto, incanalò tutta la sofferenza di Link dentro di sé, sentì tutto il suo dolore che passava dentro di lei, lo fece velocemente, troppo velocemente, quando finì la ferita sul petto di Link si era quasi del tutto rimarginata, Zelda emise un grido di dolore, aveva incanalato troppo velocemente la sua sofferenza, lo fece spinta dalla disperazione, dalla paura che morisse, si accasciò stremata vicino a Link, che intanto stava riprendendo i sensi.

Quando si svegliò Link non si alzò subito, rimase un momento a guardare il cielo stellato, cercando di mettere in ordine i ricordi, era un po' confuso, poi tutti i ricordi gli tornarono alla mente in una volta sola, Ganondorf che appariva, che teneva prigioniera Zelda, la ferita al petto. D'impulso si toccò con una mano il petto, rimase esterrefatto nel vedere la ferita rimarginata, una ferita del genere avrebbe ucciso chiunque, com'era possibile che si fosse già rimarginata? Improvvisamente un pensiero si fece strada fra tutti gli altri, dov'era Zelda? Si girò nervosamente, cercandola con lo sguardo, la vide subito, distesa fra l'erba, fu preso dal panico, si alzò velocemente e la prese fra le braccia chiamandola, cercando di farla rinvenire, non ci riuscì ma fu rincuorato nel vedere che respirava ancora. All'improvviso capì tutto, Zelda lo aveva curato con il suo potere empatico, lo sforzo e il dolore incanalato dovevano averla fatta crollare. Senza perdere tempo Link raccolse la master sword che giaceva per terra e prese in braccio Zelda, aveva bisogno di cure mediche al più presto possibile.

- Non preoccuparti, amore, ti porterò in un luogo sicuro - Le sussurrò all'orecchio. Iniziò a camminare in direzione dell'uscita della foresta, durante tutto il tragitto continuò a ripetersi che c'era ancora speranza e che Zelda si sarebbe totalmente rimessa, ma la sua certezza si era affievolita.

Link camminò con Zelda fra le braccia per un po' di tempo, poi si fermò guardandosi attorno disperato, era in una fitta regione del bosco, non sapeva con precisione dove si trovasse l'uscita e aveva paura di non fare in tempo, cercò di farsi coraggio e si costrinse a restare calmo, se avesse ceduto alla disperazione e allo sconforto non avrebbe risolto niente e Zelda aveva bisogno di aiuto, ma come poteva fare a trovare l'uscita della foresta?

Un rumore improvviso interruppe i suoi pensieri, una specie di fruscio, come un battito d'ali d'uccello ma molto più rumoroso del normale, Link guardò in alto tra gli alberi guardingo, poteva essere uno dei tre demoni e lui non era in condizione di affrontarne un altro.

- Non temere eroe del tempo, non sono un nemico - Disse una voce profonda alle sue spalle, Link si girò di colpo, vide una specie di uccello gigante appollaiato su di un grosso ramo, guardò meglio e riconobbe Gaebora, il leggendario spirito del cielo che aveva le sembianze di un gufo gigantesco, Link restò a bocca aperta per la sorpresa, era contento di rivedere lo spirito del cielo, 15 anni prima lo aveva aiutato a sconfiggere Ganondorf, Gaebora aveva le sembianze di un gufo enorme, alto quattro metri e mezzo, con enormi occhi gialli e uno sguardo penetrante, l'imponente spirito del cielo guardò Link inarcando un sopracciglio e disse.

- Hai intenzione di guardarmi a bocca aperta per tutto il giorno? - Link cercò di raccapezzarsi dalla sorpresa.

- Gaebora, cosa ci fai qui? Come facevi a sapere. - Si interruppe vedendo che l'altro scuoteva la testa.

- Questo non è il momento delle domande, eroe del tempo, ora devi aiutare tua moglie, montate sulle mie spalle, vi porterò a Emberen, il villaggio dei guaritori, là darò delle risposte alle tue domande - Link annuì, con Zelda fra le braccia montò sul dorso di Gaebora, lo spirito del cielo si alzò in volo e li portò sopra la foresta kokiri dirigendosi verso ponente, Link dovette chiudere gli occhi e stringere i denti per tenere a freno il suo stomaco che manifestava un'intenzione ben precisa, fortunatamente per lui il viaggio fu abbastanza breve, Gaebora era veloce e dopo poco più di due ore arrivarono a destinazione, Link fu rincuorato nel vedere il villaggio, là c'erano i guaritori che potevano curare Zelda, Emberen era a prima vista uno dei tanti villaggi distanti da Hyrule Town, nient'altro un insediamento relativamente piccolo abitato perlopiù da contadini e coloni, ma le apparenze ingannano, Emberen era molto diverso dagli altri villaggi, lì vivevano i migliori guaritori di tutta Hyrule, tutti i guaritori dell'esercito e della guardia reale venivano da lì, nei dintorni del villaggio erano coltivate numerose specie di piante medicinali.

- Siamo arrivati - Disse Gaebora in tono distratto, si diresse verso la piazza centrale del villaggio, intanto la gente iniziava a raccogliersi e a indicare l'enorme sagoma di Gaebora che stava scendendo a terra, quando atterrarono, Link sospirò toccandosi lo stomaco, era sicuro che non avrebbe resistito un minuto di più.

- Porta Zelda dove potrà avere delle cure, chiedi di Shea, lui vi aiuterà - Link scese portando Zelda fra le braccia, non appena toccò terra Gaebora prese il volo, Link si voltò e lo guardò incredulo.

- Dove stai andando? - Lo spirito del cielo si voltò verso di lui e disse.

- Devo fare alcune cose importanti, ci rivedremo presto, eroe del tempo - Si voltò e riprese a volare verso settentrione, Link lo guardò incerto fino a che non fu un punto nell'orizzonte. Intorno a lui si era radunata una piccola folla, tutti lo guardavano molto sorpresi, non capitava tutti i giorni che in uno straniero giungesse ad Emberen in groppa ad un gufo gigantesco che parla, alcuni bambini si avvicinarono a Link guardandolo incuriositi, Link si guardò attorno e vide che tutti lo stavano guardando perplessi sul da farsi, un uomo si fece avanti tirando indietro i bambini curiosi e prendendo la parola.

- Straniero, vieni in pace? - Link si affrettò ad annuire, l'ultima cosa di cui aveva bisogno in quel momento era di attirare su di sé la sfiducia degli abitanti.

- So che siete perplessi e giustamente avete delle domande, ma ora non posso rispondervi, questa donna che ho tra le braccia ha bisogno di cure - L'uomo che si era fatto avanti annuì e disse.

- Certo, a noi non importa se sei un mago o qualcosa del genere, l'importante è che tu non abbia cattive intenzioni -

- Sapete dov'è un guaritore di nome Shea?- Chiese Link stanco di tanti preamboli.

- Shea? Si, so dov'è, ma non è un guaritore, è uno stregone - Link rimase sinceramente sorpreso nell'apprendere che Gaebora l'aveva indirizzato presso uno stregone ma non aveva né il tempo né la voglia per discutere sui particolari.

- Sapete dov'è? - Chiese nuovamente, l'uomo annuì e indicò una capanna isolata, in cima ad una collinetta, circondata da un bosco, Link annuì leggermente e si diresse verso la capanna.

Arrivato alla porta della capanna bussò energicamente alla porta, una voce seccata rispose.

- Non sono sordo, ho sentito, arrivo - La porta si aprì rivelando Shea, era un uomo visibilmente anziano, di media statura, lunghi capelli bianchi gli scivolavano sulle spalle, con una mano si tormentava il pizzetto, ma la caratteristica che più colpì Link furono i suoi occhi, erano bianchi come il latte e vuoti, era cieco.

Per un momento Link non seppe cosa dire, non si aspettava che ad aiutare Zelda sarebbe stato uno stregone e non si aspettava che quest'ultimo fosse cieco, Shea smise di tormentarsi il pizzetto e lo fissò col suo sguardo vuoto.

- Ti stavo aspettando, entra, presto, tua moglie ha bisogno di cure, e subito - Disse lo stregone senza mezzi termini, Link era esterrefatto, non capiva come lo stregone sapesse chi era, ma per il momento la sua priorità era Zelda e non le domande, mise da parte i suoi interrogativi ed entrò nella capanna.

L'interno della capanna non rispecchiava assolutamente l'esterno, c'erano tavoli su cui erano depositate ampolle piene di strani liquidi, pergamene e molti tipi di erbe.

- Mettila lì - Disse Shea indicando un letto posto in un angolo - , Link ubbidì e mise delicatamente Zelda sul letto, lo stregone si avvicinò al letto e con una mano le toccò la bocca, aggrottò la fronte, le tastò attentamente il viso, poi tornò a tormentarsi il pizzetto e chiese.

- Ti ha forse curato con l'empatia? - Link annuì e disse.

- Sì, sono stato gravemente ferito e lei mi ha curato, lo sforzo fatto deve averla fatta crollare - Lo stregone annuì senza voltarsi e aggiunse.

- Infatti, ma non preoccuparti, sono in grado di rimetterla a nuovo, e poi è un onore curare la regina di Hyrule, non è così, re di Hyrule? - Benché non lo credesse possibile, Link rimase nuovamente sorpreso dal misterioso stregone, nessuno lo aveva riconosciuto ma d'altra parte Emberen era un villaggio di provincia e probabilmente nessuno dei suoi abitanti sapeva che aspetto avesse il re, nessuno tranne Shea.

- Non te la prendere se nessuno ti ha riconosciuto, non sanno neanche che aspetto abbia il re -

Disse Shea ridacchiando, Link non sapeva cosa aspettarsi da un individuo come Shea: uno stregone cieco che però era in grado si vedere alcune cose meglio delle persone comuni, come intuendo i dubbi e le perplessità che erano nell'eroe del tempo, Shea lo fissò col suo sguardo vuoto e disse.

- Tu hai molte domande, Link, ma le mie risposte sono limitate, appena avrò finito parleremo -

Si allontanò dal letto e si diresse verso un tavolo, lo stregone iniziò a mescolare gli intrugli fumanti delle ampolle, quando finì prese una pergamena vecchia e consunta che giaceva sul tavolo e la lesse ad alta voce.

- Potente magia degli elementi, restituisci a questa donna le energie da lei donate per salvare una vita, magia della terra, che restituisci vita al corpo e alla mente, fa' guarire questa donna - quando finì di recitare la strana formula il colore del liquido nell'ampolla cambiò, diventando di colore rosso sangue, Shea si avvicinò al letto e versò il liquido rosso sulle labbra di Zelda a piccole dosi, Link guardava con apprensione la scena, lo seccava di essere all'oscuro di così tante cose e l'idea di essere nient'altro che una pedina lo irritava, la voce dello stregone interruppe i suoi pensieri.

- Ecco fatto, tua moglie si sveglierà fra un'ora esatta, ora è tempo di darti delle risposte - Link fece un respiro profondo, finalmente avrebbe avuto qualche risposta ai suoi mille interrogativi, cercò di pensare a cosa chiedere allo stregone, ma Shea riprese la parola dicendo.

- Ti risparmierò la fatica, so quali sono le tue domande, non ho la risposta a tutti i tuoi interrogativi, quindi ascolta attentamente - Si interruppe un momento e rivolse il suo sguardo cieco verso un punto della stanza.

- Io non sono uno stregone propriamente detto, la mia unica capacità magica è quella di leggere la mente delle persone, quindi, nonostante la mia cecità posso vedere meglio di chi non è cieco, anch'io, come te conosco Gaebora, lo spirito del cielo, è stato lui a riferirmi che Zelda avrebbe avuto bisogno del mio aiuto, infatti se non avesse avuto cure, forse sarebbe morta - Link trasalì di fronte a quella rivelazione, non credeva che sua moglie corresse il pericolo di morire.

- Non essere così sorpreso Link - Disse lo stregone con un tono di divertimento.

- Lei ha usato troppo potere empatico per curarti e semplicemente la sofferenza che avrebbe potuto uccidere te poteva uccidere lei - Link cercò di riflettere velocemente, d'impulso chiese.

- ma chi è stato a ferirmi? Quale desiderio ha espresso Ganondorf alla triforza? Lo stregone scosse la testa sospirando lentamente.

- Come ti ho detto Link, le mie risposte sono limitate, so che a ferirti è stato uno dei tre demoni, un demone chiamato Koden, ma purtroppo non so altro - Indicò con lo sguardo il letto su cui riposava Zelda, un breve sorriso apparve sul volto del vecchio stregone.

- Le mie risposte sono finite e tua moglie si sveglierà fra poco, và accanto a lei, ha bisogno di te, quando tornerà Gaebora avrai le risposte che desideri - Shea si diresse verso la porta della capanna e uscì, Link lo osservò, poi si voltò a guardare Zelda, si sedette accanto a lei e strinse le sue mani, un rapido sorriso increspò le sue labbra, era felice che ora fosse fuori pericolo, guardò attentamente i lineamenti delicati del volto di lei e ne rimase affascinato, non poteva farne a meno, l'amava in quel momento come l'amava 15 anni prima, le accarezzò una guancia <<Non permetterò mai più che ti succeda una cosa simile, mai più>> Si disse e continuò a fissarla, in attesa che si svegliasse.

Derekt Pidandon si trovava in una delle torri centrali del castello di Hyrule quando sentì il suo nome pronunciato da una voce profonda e severa, si girò di scatto ma non vide nessuno, si guardò attorno confuso, la stanza era grande ma non c'erano molti posti dove nascondersi, il primo ministro osservò bene la sala circolare, c'era solo la sua scrivania da lavoro e delle casse ammucchiate in un angolo.

- Derekt Pidandon - <<Di nuovo>> Pensò il primo ministro, si voltò di colpo, non vide nessuno, ma era più che sicuro di aver sentito bene, lentamente portò la mano all'elsa del pugnale che portava appeso alla vita, guardò l'arma seccato, se ci fosse stato da combattere un'arma come quella non avrebbe certo potuto offrire una valida resistenza, eppure dove poteva nascondersi il misterioso individuo che lo chiamava?

All'improvviso un pensiero si fece strada fra gli altri, la finestra, non aveva guardato se l'intruso che lo chiamava era sull'enorme finestra dalla sala situata a diversi metri d'altezza. Derekt guardò affannosamente in alto e vide una creatura enorme appollaiata sulla finestra, gli si gelò il sangue nelle vene, se la creatura misteriosa fosse piombata su di lui non avrebbe avuto scampo, era armato solo di un misero coltello da cacciatore, assolutamente insufficiente per fronteggiare una creatura come quella, tentando di non cedere al panico estrasse il coltello e si mise in posizione difensiva.

- Quello non ti servirà, primo ministro - Disse la creatura, Pidandon la guardò perplesso, se la creatura non era uno dei demoni di Ganondorf, allora chi poteva essere?

La misteriosa creatura si levò in volo e atterrò al centro della stanza, ora che la creatura era illuminata Derekt riconobbe all'istante Gaebora, lo spirito del cielo, sospirò profondamente nell'avere la conferma che la creatura misteriosa era lo spirito del cielo e non uno dei demoni di Ganondorf, rimise il coltello nel fodero e guardò irritato l'enorme gufo.

- Hai intenzione di farmi prendere un colpo per risparmiare il lavoro ai demoni di Ganondorf? - Lo spirito del cielo rise di gusto nel sentire quelle parole.

- No, primo ministro, sta' tranquillo, non sono qui per farti prendere un colpo - L'espressione si Gaebora tornò ad essere seria.

- Sono qui per dirti cose importanti, Derekt Pidandon, ascolta attentamente - Il primo ministro annuì ed aspettò che lo spirito del cielo riprendesse a parlare.

- Come già saprai Ganondorf è tornato alla vita e a rapito la famiglia di Link, quello che non sai è che il re del male è riuscito ricomporre la triforza e ad esprimere il desiderio che la sua armata di demoni resuscitati -

Il cuore di Pidandon perse un colpo nel sentire quella rivelazione, se Ganondorf era riuscito ad esprimere il desiderio, allora aveva vinto, cercando di tenere ferma la voce chiese.

- Allora è tutto perduto? - lo spirito del cielo scosse la testa e riprese a parlare.

- No, tranquillizzati, non è tutto perduto, ascolta, l'esercito di demoni resusciterà solo fra venti giorni, Link deve continuare nella ricerca della sua famiglia ed affrontare Ganondorf, tu dovrai affrontare l'esercito di demoni e tenerlo impegnato per dare a Link il tempo di sconfiggere il re del male - Derekt per poco non scoppiò a ridere nel sentire quelle parole, come poteva Gaebora chiedergli di "tenere impegnato" il potente esercito di demoni del re del male, l'esercito di Hyrule non avrebbe resistito.

- Ma come puoi pensare che l'esercito di Hyrule possa sconfiggere quello dei demoni? E poi, hai detto che i demoni saranno liberati fra venti giorni, forse Link avrà già sconfitto Ganondorf prima dello scadere del tempo - L'enorme gufo scosse la testa sospirando.

- Purtroppo, non è così semplice, il futuro è qualcosa di incerto e mutevole, ma alcuni eventi possono essere conosciuti in anticipo, non so se Link riuscirà a sconfiggere Ganondorf , ma so che fra venti giorni esatti l'esercito di demoni risorgerà, è inevitabile - Pidandon lo guardò frustrato.

- Ti credo, Gaebora, io sono solo un uomo mentre tu sei lo spirito del cielo e certamente ne sai più di me, ma né l'esercito né la guardia reale possono fronteggiare i demoni con successo -

- Infatti non sarà questo il tuo compito, primo ministro, il compito di Link è combattere Ganondorf, il tuo è riunire tutta la popolazione di Hyrule per formare un grande esercito, non solo umani, tutti dovranno essere coinvolti nella battaglia contro i demoni, Umani, Zora, Goron, Gerudo, tutti dovranno combattere, riunisci queste popolazioni, primo ministro, solo così i demoni potranno essere ricacciati nell'inferno da cui provengono - Derekt guardò Gaebora incredulo, non si considerava all'altezza di quel compito, sarebbe bastato un solo errore per causare la vittoria del re del male.

- Come potrò assolvere a questo compito da solo e in così poco tempo? - Lo spirito del cielo piegò leggermente la testa e disse.

- Non sarai solo, Pidandon, potrai avere tutti i collaboratori che vorrai, sceglili con attenzione e assolvi il compito che ti ho assegnato, non abbiamo molto tempo - Gaebora si alzò in volo dirigendosi verso la finestra dalla quale era entrato, ma, con sorpresa del primo ministro lo spirito del cielo si appollaiò sul bordo della finestra, si voltò verso di lui e disse.

- Ricorda, Derekt Pidandon, tu non sei solo, un uomo buono non è mai un uomo solo - Terminata la frase riprese il volo sparendo in un attimo alla vista del primo ministro.

Link era seduto sul letto accanto a Zelda a vegliarla, secondo quanto detto da Shea, si sarebbe svegliata tra poco e lui non stava nella pelle, non sopportava più di vederla distesa sul letto priva di sensi.

Improvvisamente gli parve di scorgere qualcosa, un piccolo movimento negli occhi di lei, Link sentì il suo cuore accelerare i battiti, finalmente Zelda si sarebbe svegliata, gli occhi di lei iniziarono ad aprirsi, infine si svegliò del tutto.

Quando si svegliò, Zelda battè più volte gli occhi per liberarsi dallo stordimento, era confusa e i ricordi si accavallavano l'un l'altro impedendogli di rammentare con precisione cosa era successo, però ricordava di aver curato Link con l'empatia per salvarlo, lo cercò con lo sguardo, lo vide seduto accanto a lei, nel vederlo sano e salvo il viso di lei si illuminò, ce l'aveva fatta, l'aveva salvato.

- Link, sei salvo - Disse gettandogli le braccia al collo e stringendolo forte, Link restituì l'abbraccio, lei prese a piangere affondando la faccia nella sua spalla.

- Avevo paura di non riuscirci - Disse singhiozzando.

- Avevo paura di non riuscire a salvarti - Link le baciò i capelli e la strinse forte.

- Invece ci sei riuscita - Lei annuì e continuò a piangere tenendosi stretta a lui.

- Su, su, non piangere, ora è tutto finito - Con una mano le alzò delicatamente il mento e la baciò, lei gli restituì il bacio e lo abbracciò, quando si staccò da lui Zelda si asciugò le guance e, con un respiro profondo, riacquisì la padronanza di sé.

- Cos'è successo mentre ero privo di sensi? - Chiese Link.

Zelda gli raccontò tutto quello che era successo da quando lui era stato ferito dal Koden a quando lei lo aveva salvato con l'empatia, quando finì Link le raccontò tutti gli avvenimenti che si erano susseguiti, l'incontro con Gaebora, la venuta al villaggio di Emberen, lo stregone Shea che la salvava.

Quando finì di raccontare gli eventi Link vide un'espressione decisa sul volto della moglie.

- Dobbiamo trovare i bambini, Link, voglio venire con te a cercarli - Link temeva che Zelda avrebbe preso quella decisione, lui era contrario, soprattutto per la paura di non riuscire a difenderla in caso di necessità dato che già una volta non era riuscito a difenderla da Ganondorf, come poteva fare per farglielo capire?

- Zelda, ascolta, so che... - si interruppe vedendo la collera sul viso di lei.

- Non continuare, ti prego, so cosa vorresti dirmi, che è un viaggio pericoloso, che sarei in pericolo. -

- Ma saresti davvero in pericolo - Urlò Link incollerito, si calmò vedendo l'espressione di collera mista a sorpresa sul volto della moglie, le prese le mani e, abbassando la testa disse.

- Scusami, non volevo, ma non voglio che tu corra rischi, ci saranno molti pericoli e io non sono sicuro di poterti proteggere, non voglio rischiare di perderti un'altra volta - Nel sentire quelle parole la collera di Zelda diminuì, gli prese la faccia fra le mani e, sorridendogli gli disse.

- Capisco quello che provi, ma Link, loro sono anche i miei figli, voglio venire con te, e poi so usare un po' della triforza della saggezza, saprò badare a me stessa - Link sospirò, la logica di Zelda era incontestabile, mentre le sue ragioni erano insostenibili.

- Ti amo - le disse sorridendo, lei gli sorrise e appoggiò la sua fronte a quella di lui.

- Anch'io ti amo, allora, mi lasci venire? -

- Sì, so che hai ragione, e poi con te è inutile discutere - Nel sentire quelle parole lei rise, una risata bassa, di gola, si sporse verso di lui e lo baciò sulle labbra.

- Eroe del tempo - Link e Zelda si voltarono e videro Shea, era tornato, il vecchio stregone aveva un grosso zaino sulle spalle, rivolse il suo sguardo cieco in direzione di Zelda e disse - Dunque ti sei svegliata, è un onore conoscerti, regina di Hyrule - Lei si alzò dal letto e lo raggiunse, gli strinse una mano e disse.

- So che sei stato tu a curarmi, ti ringrazio - Shea ridacchiò di gusto nel sentire quelle parole.

- Per così poco, e poi, come ho già detto a tuo marito è stato un onore curarti - lo stregone si voltò e fissò Link attentamente.

- Eroe del tempo, il tempo delle risposte è infine giunto, Gaebora è tornato - Link guardò attentamente il vecchio stregone e i loro sguardi si incrociarono per un lungo istante, non sapendo cosa dire per esprimere la propria gratitudine verso di lui per aver salvato Zelda disse semplicemente.

- Grazie Shea - Il vecchio stregone gli sorrise.

- Figurati Link, è stato un piacere - Link sorrise a sua volta ed uscì dalla capanna, lo spirito del cielo lo stava aspettando fuori. L'alba ormai era giunta, il sole illuminava intensamente lo spazio intorno alla capanna, l'eroe vedeva Gaebora come una massa nera contro la luce del sole nascente, l'enorme gufo si avvicinò a lui in modo che potesse vederlo chiaramente in volto, i lineamenti dello spirito del cielo erano duri ed enigmatici come sempre, Link aspettava che fosse l'altro a parlare per primo, Gaebora prese infine la parola.

- Vedo che tua moglie si è rimessa - Link studiò attentamente l'enorme gufo, dopo un po' chiese.

- Dove sei stato nel frattempo? Sono stanco di essere una pedina, voglio sapere - Lo sguardo incollerito dell'eroe del tempo incrociò quello severo dello spirito del cielo, Gaebora annuì lentamente.

- Giusto, hai il diritto di sapere, ascolta dunque, ascolta attentamente.

Ormai sai esattamente cosa è successo quando sei stato ferito, tra venti giorni i demoni risorgeranno.

Quando ho portato te e Zelda qui a Emberen sono andato al castello di Hyrule e ho assegnato a Derekt Pidandon il compito di unire tutte le popolazioni di Hyrule nella lotta contro i demoni, tu devi continuare a cercare i tre demoni rimasti e in questa impresa Zelda dovrà venire con te - Si interruppe un momento, aspettava che fosse Link a parlare, l'eroe del tempo sospirò scuotendo leggermente la testa.

- Zelda mi ha già convinto a portarla con me, ma tu come facevi a sapere che sarebbe voluta venire? Come posso fidarmi di te se mi tieni all'oscuro di così tante cose? - Lo spirito del cielo socchiuse gli occhi e guardò severamente l'eroe del tempo.

- Devi capire Link, che ci sono cose che sfuggono alla tua e alla mia comprensione, io sono lo spirito del cielo e mi è dato di sapere alcune cose che a te restano, almeno per il momento precluse, ma ricorda che io agisco per fermare il re del male, non per mio interesse - Link annuì non del tutto convinto dalle parole dell'enorme gufo. Gaebora iniziò a levarsi in volo lentamente.

- Ricorda eroe del tempo, per vincere questa battaglia dovrai combattere contro molti nemici, anche contro te stesso per raggiungere la vittoria, cerca i demoni Link, dirigiti a nord-est, verso la montagna della morte, la casa dei Goron, Shea ti aiuterà - Link annuì e osservò lo spirito del cielo levarsi in volo e sparire velocemente dalla sua vista.