- Illusioni - Parte Prima: Saria -

Racconto di Sl88

Un bambino cresciuto da eterni fanciulli. Da molto tempo si erano accorti della sua diversità: prima era un neonato che a stento riusciva a parlare, poi un piccoletto che scorazzava tra i boschi, ancor più vispo e vivace dei già infantili Kokiri e infine un ragazzino della loro età. Erano stupiti dai suoi continui cambiamenti, in un certo senso invidiosi di quel suo mutare senza sosta, mentre rimanevano sempre gli stessi. Ma erano soprattutto sbalorditi perché, in tutto quel tempo, era rimasto senza fata, uno spiritello che accompagnava e guidava ognuno di loro. Tutti lo trattavano in modo un po' distaccato; alcuni lo prendevano in giro, altri si comportavano gentilmente con lui, ma lo giudicavano sempre un "diverso". Tutti, tranne una. Forse attratta proprio dalla sua disparità, Saria, una ragazzina con i capelli a caschetto verdi e il sorriso più dolce del mondo, era sempre stata la sua migliore amica, non lo avrebbe lasciato per nessun motivo al mondo.

Un giorno, Link fu chiamato dal Grande Albero Deku e, quando tornò, non fu più lo stesso. Aveva una spada, uno scudo e una fionda; Saria non capiva perché fosse armato in quel modo, nel villaggio Kokiri non c'erano pericoli. Lo aveva sentito parlare di castelli, principesse e smeraldi con una luce negli occhi che non aveva mai visto. Un dubbio le sorse in mente e subito dopo un atroce sospetto. Corse ai limiti del villaggio (oltre i quali i Kokiri non potevano spingersi) e vide che aveva ragione. Con il cuore che le batteva forte, lo chiamò: "Link!". Lui si girò e la guardò. Nei suoi occhi Saria vide una determinazione a lei sconosciuta e gli chiese: "Te ne stai andando, vero?". Lui disse: "Il Grande Albero Deku mi ha affidato una missione. Devo trovare la principessa Zelda e consegnarle questo smeraldo". Quello che aveva parlato non era il Link con cui giocava tutti i giorni. Capì che le loro strade da quel momento si sarebbero separate. Decise di donargli la sua preziosa ocarina: "Prendi questa. Torna presto, noi saremo qui ad aspettarti. Buona fortuna!". Gli sorrise e lui annuì con un vigoroso cenno del capo, dopodiché corse via. Mentre lo guardava allontanarsi, le sfuggì una lacrima.

Da quel giorno, Saria non tornò più al villaggio, nonostante le insistenze degli altri Kokiri, specialmente di Mido. Si rintanò nel loro rifugio segreto, suo e di Link, a Bosco Perduto, dove avevano passato mille giornate a divertirsi insieme. Suonava sempre un motivetto con l'ocarina che piaceva molto a Link. Credeva che, se quando fosse tornato si fosse dimenticato quel posto, la melodia lo avrebbe ricondotto lì.

Un giorno sentì dei passi a lei familiari e smise di suonare l'ocarina per sentire meglio. Poco dopo vide Link salire le scale che conducevano al rifugio. Quando arrivò le sorrise. Saria gli corse incontro e lo abbracciò, dicendogli più felice che mai: "Sei tornato! Sei tornato!". Poi, inspiegabilmente, scoppiò in un pianto liberatorio e stringendolo gli disse: "Credevo non tornassi più.". Link la guardò e, asciugandole le lacrime, le disse: "Sei proprio una sciocchina! Come puoi pensare che ti avrei abbandonato?". Passarono il resto della giornata a ballare, giocare e divertirsi come facevano sempre. Saria gli insegnò la melodia che gli piaceva tanto e alla fine disse: "Suonala quando hai nostalgia di casa". Credeva di essere di fronte di nuovo al vecchio Link. Lui le raccontò le avventure che aveva vissuto: i mostri che aveva trovato sul cammino, come aveva eluso la sorveglianza delle guardie e l'indescrivibile bellezza della principessa Zelda. A quelle ultime parole, Saria ebbe una spiacevole sensazione di tristezza: era di nuovo il Link coraggioso e deciso. Parlava della principessa con un'espressione con cui non aveva mai guardato lei. E capì. Non l'avrebbe mai guardata così. Quando stava per andarsene le disse: "Tornerò. Te lo prometto". La abbracciò e se ne andò. Purtroppo non lo fece. Negli anni successivi, Hyrule cadde in rovina, le tenebre dilagarono su tutto il regno e infine anche sul villaggio Kokiri. Fu invaso dai mostri e i Kokiri non erano equipaggiati per combatterli. Saria lottò con tutte le sue forze. Si era aggrappata alle ultime parole che le aveva detto Link: "Tornerò". Fino all'ultimo sperò che sarebbe arrivato e li avrebbe aiutati a liberare il loro villaggio, ma non successe e Saria fu sopraffatta dall'oscurità. Buio e freddo la avvolsero. Non esisteva più, ma in qualche modo era ancora presente, riusciva a vedere come la malvagità divorava ogni cosa lentamente.

Un giorno Link tornò al villaggio: aveva saputo che era stato assalito dalle tenebre ed era ansioso di mantenere la promessa fatta a Saria. Corse verso il loro rifugio e, arrivato alle scale che lo precedevano, accellerò il passo e gridò: "Saria! Saria!". Il ceppo dove di solito era seduta Saria era vuoto. In quell'angolo di bosco c'era solo silenzio. Arrivò Sheik e gli spiegò cosa era accaduto a Saria. Link sentì come se una parte di sé gli fosse stata strappata. Per vendicare Saria estirpò il male che si era insidiato nel villaggio Kokiri e distrusse colui che lo dominava. Quando il Fantasma di Ganondorf esalò l'ultimo respiro, Saria fu invasa da una luce e un calore che le erano stati portati via da molto tempo. Incontrò il giovane: era l'Eroe del Tempo. "Grazie per aver salvato il nostro villaggio. Senza neanche sapere chi siamo ci hai aiutati. La tua determinazione mi ricorda tanto quella di una persona che tempo fa mi disse che sarebbe venuto in nostro aiuto. La sto ancora aspettando, ma non importa. Qualunque cosa succeda, resteremo sempre amici". Link scorse sul suo viso una tristezza infinita e avrebbe voluto dirle le verità, ma non fece in tempo ad aprire bocca che lei, sussurrando un ultimo: "Grazie" sparì. Link intuì i sentimenti di Saria per lui e, prima di andarsene, bisbigliò: "Mi dispiace.". Lo spirito di Saria regna tutt'ora sulla foresta, aspettando pazientemente il ritorno di Link.