- The Legend of Zelda: Secret of Bipotence -
- CAPITOLO X: Una nuova Hyrule -

Di TOTUCCIO

Il nostro giovane eroe, senza neanche un processo, ma, soprattutto, senza capirne il perché, fu mandato in esilio, come un criminale politico, nella Fortezza di Gerudo.
Questa si trovava nel mezzo della valle di Gerudo, terra arida, situata ai confini occidentali di Hyrule e abitata da un popolo di sole donne esperte di arti marziali, di tecniche belliche e del ricamo con l’uncinetto.
Le donne Gerudo erano solite, una volta ogni due anni, recarsi nel regno per violentare gli abitanti del luogo così da poter proseguire con le generazioni.
Le nuove nate venivano educate alle arti proprie delle guerriere Gerudo, ma i neonati maschi venivano brutalmente uccisi in quanto tra loro non erano ammessi uomini.
Pur tuttavia si diceva che Silviondorf fosse originario proprio di quel popolo.
Una volta condotto nella fortezza, Link fu subito rinchiuso in una piccola cella sotterranea, ma comunicante con l'esterno tramite un'apertura sull'alto soffitto, dalla quale gli veniva calato il necessario per vivere due volte al giorno.
Rimase prigioniero lì dentro insieme a Navi per ben sette mesi.
In quell'arco di tempo Hyrule subì numerosi cambiamenti, che andarono di pari passo con l'ascesa politica di Silviondorf.
Questi, infatti, nel giro di quei sette mesi, cominciò pian piano ad uscire allo scoperto, gettando via la maschera di semplice e fido consigliere, per assumere, col passare del tempo, sempre più i caratteri degli antichi despoti orientali.
Infatti alla fine, non solo fu consentito, ma fu anche promosso il culto della sua persona.
L'atteggiamento di Silviondorf variava col passare del tempo e con esso anche il modo di presentarsi alla folla, a cominciare dal suo abbigliamento e dal titolo di cui si fregiava:
Primo mese di Silviondorf: Saio marrone, di umile tela, con cordone bianco; semplici sandali in sughero, con stringhe in cuoio e, in testa, una corona di spine.
In quel tempo Silviondorf si recava spesso tra la folla per fare lunghe passeggiate, durante le quali era solito soffermarsi a baciare i lebbrosi e ad abbracciare i neonati.
Si faceva chiamare "fratello".
Secondo mese di Silviondorf: Giacca e cravatta da docente universitario, con fascia da sindaco tricolore.
In quel tempo Silviondorf era solito tenere lunghi comizi in piazza, nel corso dei quali spiegava alla folla i valori della monarchia illuminata e i vantaggi della nuova economia.
Si faceva chiamare "dottore".
Terzo mese di Silviondorf: Toga bianca da senatore romano e fascia rosso-purpurea; anello episcopale al mignolo della mano destra e, sul capo, una corona d'alloro.
In quel tempo Silviondorf faceva lunghe passeggiate nei giardini, attorniato dai suoi discepoli, ai quali spiegava i valori stoici dell'imperturbabilità del saggio e dell'epico suicidio.
Si faceva chiamare "maestro".
Ma le cose cominciarono presto a degenerare.
Quarto mese di Silviondorf: Veste purpurea cardinalizia con bastone pastorale in legno pregiato e ornato d'oro e due anelli episcopali alla mano destra.
In quel tempo Silviondorf si recava tra la folla solo a bordo della sua carrozza personale, dal finestrino della quale era solito affacciare solo il suo braccio destro, con le dita incrociate, in segno della sua più profonda benedizione.
Si faceva chiamare "Eminenza".
Quinto mese di Silviondorf: Doppio scettro d'oro da faraone egiziano e due anelli imperiali alla mano sinistra; enorme diadema d'argento tempestato di diamanti, simbolo di potere, e toga di ermellino.
In quel tempo Silviondorf si recava tra la folla solo in occasione delle festività, e lo faceva sempre preceduto da due schiave esotiche, addette allo spargimento di petali di rosa al suo passaggio.
Si faceva chiamare "Maestà".
Sesto mese di Silviondorf: Enorme corona d'oro in stile tardo impero bizantino; quattro anelli episcopali alle dita della mano destra; altrettanti anelli imperiali a quelle della mano sinistra; veste bianca papale ed assunzione ad interim di tutte le più alte cariche religiose.
In quel tempo, per vedere Silviondorf, era necessario recarsi umilmente in ginocchio nella sala del trono, nei giorni di udienza, portandogli in dono almeno due sacrifici umani.
Si faceva chiamare "Sua Santità".
Settimo mese di Silviondorf: Ormai non era più possibile vederlo di persona e anche la minima cosa che poteva anche solo ricordare una qualche relazione umana poteva avvenire esclusivamente mediante l'intercessione dei suoi più stretti funzionari. Girava perfino la voce che Silvionforf non fosse mai esistito carnalmente, ma che si trattasse in realtà di un'entità diafana di natura divina.
Adesso lo chiamavano "L'Onnipotente".
In tutto questo il potere del Re si ridusse catastroficamente.
I suoi unici compiti erano ormai solo quelli di presiedere alle inaugurazioni dei nuovi centri commerciali e di tenere i pesanti discorsi domenicali, dal suo balcone, in cui esaltava pietosamente "colui che ci guida verso la nuova era".
Rinchiuso da sette mesi in quella cella, Link non poteva neanche lontanamente immaginare quello che stava accadendo.
La cittadina ai piedi del castello era diventata ormai un unico enorme centro commerciale e la popolazione, stremata dalle nuove rupie con sopra l'effigie di Silviondorf, che, di fatto, avevano dimezzato il potere d'acquisto, si recò, angosciata, nel Villaggio Kakariko.
La città di Goron era flagellata da pesanti tributi mensili, mentre il dominio degli Zora non riuscì a reggere la concorrenza, nel mercato ittico, delle aziende di Silviondorf e si indebitò con lo stesso fino a cadere nel suo più totale controllo.
Il Lon Lon Ranch fu espropriato e trasformato in una multinazionale gestita da Ingo, il fattore sindacalista, mentre da qualche giorno non si avevano più notizie dei carpentieri.
La Foresta dei Kokiri, non avendo un proprio governo, fu annessa al protettorato di Silviondorf, ma, almeno per il momento, fu risparmiata da drastiche rivoluzioni.
Il Re aveva definitivamente perso il controllo, mentre Silviondorf stava preparando qualcosa di grosso.
Aveva infatti convocato a palazzo i rappresentanti delle sei zone strategiche di Hyrule per un vertice dal contenuto segreto.
Almeno questo secondo quanto scritto nel bando ufficiale.
Si attendeva a breve l'arrivo al castello di Darunia, sindaco della città di Goron, del Re degli Zora, di Naboroo, madre superiora delle Gerudo, del Capo dei Carpentieri, in rappresentanza del Villaggio Kakariko e di un rappresentante dei Kokiri, ancora da definire.
Ad attenderli ci sarebbero stai il Re di Hyrule, anche lui all'oscuro dell'ordine del giorno del vertice segreto, e, ovviamente, l'"Onnipotente", che avrebbe presieduto il tutto.
Ma l'arrivo di tutti questi potenti al castello era subordinato allo loro stessa sopravvivenza.