- The Legend of Zelda: Secret of Bipotence -
- CAPITOLO XI: Una Nuova Avventura -

Di TOTUCCIO

Qualche tempo dopo, nelle prigioni della Valle di Gerudo, Link e navi cercavano ancora un modo per uscire dalla cella che li teneva prigionieri, ma senza, tuttavia, riuscire a trovare una soluzione.
"Accidenti Navi... questa porta non si vuole aprire... non riesco a sfondarla, sono sette mesi che ci provo... non sarebbe meglio se tu uscissi da quella finestra là sopra e cercassi aiuto?"
"Ma sono sette mesi che ti ripeto che noi fatine non possiamo allontanarci dal nostro protetto!"
Questa discussione andava avanti ormai da giorni.
"Cavoli..." disse fra sé e sé Link:
"Non usciremo mai di qui e non sappiamo che sta accadendo a Hyrule..."
Anche Navi sembrava ormai aver perso le speranze:
"Link..."
Ma le sue parole furono interrotte da una voce a loro ben nota:
"Salve, amici miei!"
"KAEPORA GAEBORA!"
Dissero felicemente sbalorditi Navi e Link, il quale, tanto per cambiare, iniziò a sfregare il contenuto delle sue tasche.
Ma il loro entusiasmo si trasformò presto in sospetto:
"Aspetta un attimo, gufo" esordì Link con un tono quanto mai austero:
"Cosa vuoi da noi? Se non sbaglio sei passato dall'altra parte!"
"Ma che dici, tamarro?" Replicò il volatile che intanto entrò dalla finestra e si posò davanti ai due: "Ti ho già spiegato che il lavoro è lavoro e se mi parli in questo modo forse vuol dire che non sei interessato al mio aiuto..."
Concluse girandosi e facendo per andarsene...
"No, no, no, no, no, no, no... aspetta, aspetta, aspetta..."
Disse Link con un tono lievemente diverso da quello usato poco prima:
"Ma noi scherzavamo... amico! Perché non resti e non ci parli un po' di quell'aiutino?"
E così fu.
In cinque ore e ventisette minuti Kaepora Gaebora narrò a Link e Navi tutti gli avvenimenti che nei mesi precedenti avevano sconvolto Hyrule, dall'ascesa di Silviondorf al caro vita, dai ribaltoni commerciali a quelli in classifica (la squadra di Silviondorf, il Mhylian Associazione Calcio, aveva ormai ammazzato il campionato), fino a giungere poi al sodo:
"Amici miei, vi darò una mano" poi, dopo una brave pausa, guardò Link:
"Ma perché ogni volta che ti vedo hai sempre la mano che si agita in tasca?"
E dopo dieci secondi di silenzio:
"Ehm... niente... soffro di Orchite!"
Ne seguirono altri dieci, dopodiché prese la parola Navi:
"Perché vuoi aiutarci?"
"E me lo chiedete? I centri commerciali sono la rovina di noi venditori ambulanti... se la situazione non cambia, a brave sarò in bancarotta..."
Mossi a commozione, Link e Navi acquistarono, con i pochi spiccioli che non erano stati requisiti dalle guardie, dei fazzolettini che usarono per asciugare le lacrime del gufo.
"Ma come ci puoi aiutare?" Chiese infine Navi.
"È semplice..:" rispose il gufo:
"La vedete quella finestra? Con questo pregiatissimo lancia uncini che vi ho portato, uscire sarà uno scherzo!"
Colmo di gioia Link andò per afferrare lo strumento posto sulle ali di Kaepora Gaebora, ma poco prima di toccarlo, un tragico sospetto lo immobilizzò:
"Ma... ma... non... non vorrai mica vendercelo? No... perché non abbiamo più una rupia... ce le hanno tutte requisite... e le ultime te le abbiamo date per quei fazzoletti che, peraltro, hai usato tu..."
Il gufo, quasi come se avesse previsto quella domanda, sorrise e accennò una risata: "Ma cosa vi passa per la testa? Lo so che non potete pagarlo... ragazzo mio... lo sai che sono qui per venirti incontro..."
E gli presentò infatti due chili di cambiali già compilate per un valore di settecento ottanta rupie, con interessi all’ottanta per cento e scadenza tre mesi.
Ma ne valse la pena, in quanto, grazie ad esso, riuscirono ad uscire dalla cella.
Ma subito davanti a loro trovarono una guardia, che, come li vide, esordì:
"Ah... vi siete decisi, finalmente, ad andarvene..."
"Come ad andarcene?" chiese Link con sommo stupore.
"Ma dove credete di stare, in un residence? Sono sette mesi che state qui a scroccare vitto e alloggio, ma non vi ha detto nessuno che potevate uscire già da sei mesi?"
"No..."
"Ma..." riprese la guardia:
"Ma... la porta della cella era aperta..."
"Ma io ho provato a sfondarla..."
"Ma..." riprese nuovamente la Gerudo, sempre più convinta di avere a che fare con un deficiente:
"Ma... hai provato a tirarla a te, per aprirla?"
A tali parole seguì un minuto di imbarazzantissimo silenzio, che fu rotto da Navi:
"Come mai eravamo liberi? Dal modo in cui ci hanno arrestato... ecco..."
Ma fu interrotta:
"Ma voi non potete saperlo... vedete, un mese dopo essere stato nominato consigliere, l'Onnipotente ha fatto sì che non venissero più puniti i reati di conflitto di interessi, bancarotta fraudolenta, corruzione nelle sfere governative, tangenti, bustarelle, abuso in atti d'ufficio e oltraggio a pubblico ufficiale... e siccome al momento dell'arresto, per un cavillo, nel processo a vostro discapito, un gufo ha dimostrato che l'Onnipotente era un pubblico ufficiale, siete rientrati nell'amnistia. Ad ogni modo potete ritirare nel deposito le vostre armi, ma il vostro denaro è stato requisito per pagare la nostra accoglienza nei mesi successivi alla vostra liberazione."
Delusi per la figura fatta, sconvolti per il tempo perso dopo l'amnistia, dispiaciuti per la perdita delle rupie, ma, soprattutto, terrorizzati per le cambiali del gufo, i due si incamminarono verso l'uscita.
Ma dopo aver recuperato le armi, la loro attenzione fu catturata da una voce a loro nota che proveniva da una cella lì vicino:
"Ehi Link... sono io, aiutaci!"
Era il Capo dei Carpentieri, rinchiuso in una cella di lusso assieme ai suoi figli.
"Cosa ci fate qui in galera?"
"Non è il momento per le spiegazioni, aiutaci ad uscire... hanno detto che tra poco ci porteranno via per sottoporci al rito... non sappiamo cosa sia, ma non ci piace..."
Approfittando del cambio della guardia Link, scassinando la serratura della cella, fece uscire i Carpentieri e fuggì con essi dalle guardie Gerudo che ripetevano di continuo con un tono che era tutt'altro che minaccioso:
"Aspettate, non andate via... ehi biondo, se vuoi puoi partecipare anche tu..."
Appena fuori dalla Valle il Capo dei Carpentieri prese la parola: "Accidenti, ragazzo, grazie! Chissà cosa volevano farci... pensa, stavamo andando all'incontro a palazzo, ma, mentre andavamo lì, quelle pazze ci hanno rapiti e portati qui... non ci hanno detto nulla, ci hanno dato questa lettera, ma non sappiamo leggerla... tu sai leggere? no, per curiosità..."
"Ma certo!" rispose Link afferrando il manoscritto e iniziando a leggere ad alta voce:
"Gentilissimo Capo dei Carpentieri, ci scusiamo per il nostro brusco modo di condurvi nella nostra fortezza, ma le nostre usanze ce lo hanno imposto. Siamo ben liete di ospitarvi e di invitarvi al nostro rito di..."
Link si arrestò, suscitando la curiosità del Capo dei Carpentieri:
"Rito di?"
"..."
La curiosità divenne sospetto:
"Rito di?"
"Acpmnto" farfugliò intimorito Link, suscitando l'ira del suo interlocutore, cui vennero subito alla mente tutte le leggende metropolitane che giravano attorno alle Gerudo:
"Rito di?" e afferrò un ramo a mo' di bastone...
"Ac... accoppiamento..."
"ARRRGGGG!!!!"
Urlò il Capo dei Carpentieri che iniziò ad inseguire insieme ai figli quel poveretto che, in fondo, non c'entrava nulla.
E nella corsa si udirono le seguenti urla, proferite dall'omone che inseguiva Link agitando il ramo:
"LO SAPEVO... LE GERUDO... ERA TUTTO VERO... MALEDETTO... CI HAI PORTATI VIA... LE GERUDO... MA L'HAI VISTA MIA MOGLIE?... LE GERUDO..."
Solo a tarda notte, placatasi la furia omicida dei carpentieri, si ricominciò a parlare civilmente, nella casa degli stessi, davanti a una bottiglia di vino:
"Effettivamente ti avevamo chiesto noi di farci uscire... eh eh..."
Disse allegramente il Capo dei Carpentieri, che, sbronzo, dette una forte pacca sulla schiena di quel poveretto, il quale al termine dell'inseguimento aveva collezionato un trauma cranico, una commozione celebrale e una slogatura della caviglia destra per via di una caduta alla quale seguirono tante di quelle mazzate che gli procurarono fratture multiple alle costole, lividi sulle gambe e un occhio nero.
Ma a Hyrule si sa che basta un po' di latte del Lon Lon Ranch per curare ogni ferita e, bevutone un po' di quello offertogli tempo addietro dal compagno Talon, accompagnato da alcuni Pan di Stelle, donatigli sempre dallo stesso, il nostro eroe si rimise subito in sesto. "Link..." lo richiamò il Capo dei Carpentieri:
"La situazione è grave... penso che tu ne sia al corrente. Ti dico una cosa... io credo che il rapimento non sia stato del tutto casuale, evidentemente si voleva che io non andassi all'incontro al palazzo... Link...da solo non puoi affrontare Silviondorf... io ti aiuterò, e verrò con te. Passa pure la notte qui. Domattina, al canto dei cucchi [cucco è il nome che hanno i polli e le galline a Hyrule n.d.TOTUCCIO] partiremo assieme per salvare la nostra terra!"