- The Legend of Zelda: Secret of Bipotence -
- CAPITOLO XII: Uno strano figuro -

Di TOTUCCIO

La mattina seguente Link, Navi e il Capo dei Carpentieri si misero in cammino per salvare Hyrule.
Prima di lasciare il Villaggio Kakariko si recarono al nuovo bazar aperto in centro (gestito dallo stesso fine negoziante che, nel mercato del castello di Hyrule, aveva costretto Link ad acquistare il nuovo scudo e che ora, vista la schiacciante concorrenza dei nuovi centri commerciali, aveva dovuto, come molti altri piccoli imprenditori, trasferire la propria attività) e alla farmacia, gestita da una ninfomane novantaduenne, per equipaggiarsi a dovere.
Link non acquistò nulla per mancanza di denaro.
Il Capo dei Carpentieri, che economicamente non stava molto meglio di lui, dovette accontentarsi di una pentola da usare come elmo, munita di coperchio in funzione di scudo, di un bidone dell'immondizia brillantemente trasformato in armatura e di un sospensorio. Aveva, di suo, un seghetto rigido che, con orgoglio, aveva rinominato "Evil Sirracchiu".
Incontrarono anche il proprietario del negozio delle maschere presso cui lavorava Link, che affidò al giovane dipendente una maschera da teschio da vendere entro il fine settimana.
Salutati la moglie e i figli, rimasti a guardia del paese, il Capo dei Carpentieri, Link e Navi uscirono dal villaggio e presero la via del castello.
"Link..." prese la parola il Capo dei Carpentieri:
"... ci siamo. Adesso entriamo lì e andiamo direttamente da Silviondorf."
"Ben detto!" esclamarono i suoi due compagni.
Ma quando questi erano ormai a un centinaio di metri dal ponte levatoio una strana voce li richiamò:
"Aspettate! Non andate al castello! Sarebbe un sacrificio inutile..."
Era una voce che parse a Link quasi familiare, una voce forte che manteneva però un timbro delicato, quasi femminile.
Proveniva da uno strano individuo, dalla figura elegante, ricoperto da un'attillata veste blu sul cui petto era raffigurato uno strano stemma. Aveva il volto coperto da un velo bianco, che non nascondeva però gli occhi, di un acceso colore rosso, e una ciocca di biondi capelli.
Giravano numerose voci intorno a quell'inquietante figura, la più accreditata delle quali voleva che si trattasse di un ex famoso travestito siciliano, di origini arabe, che, per le sue doti fisiche, era anche soprannominato "Il Mulo della Trinacria".
"Ehi ragazzo... credi che sia proprio Il Mulo?"
Chiese a bassa voce il Capo dei Carpentieri.
"Mi sa di sì... pare proprio lui.... forse è meglio se non gli diamo troppo le spalle!"
Lo strano figuro, ignaro di quei commenti, prese nuovamente la parola:
"Link, Navi, Capo dei Carpentieri... non attraversate quel ponte... non è ancora giunto il momento di farlo..."
"Perché? E, soprattutto chi sei?" Chiese sospettosa Navi.
"Mi chiamo Sheik, sono l'ultimo dei Cavalieri Sheikah, ma non c'è tempo per le presentazioni... dovete andarvene da qui... dovete ritrovare gli altri capi politici o saranno guai..."
Ma fu interrotto dal Capo dei Carpentieri:
"Fermo, Fermo... altri capi politici? Guai? Ma di che stai parlando?"
"Come di che sto parlando? Dovresti saperlo... del resto sia tu, che il tuo amico vestito di verde siete dei capi politici..."
I tre erano nel pallone più totale e a questo punto occorre una digressione.
I fatti che sto ora narrando si stanno svolgendo, come sapete, dopo il famigerato incontro a palazzo tra i sei capi politici di Hyrule e Silviondorf.
Ma cosa è successo durante quell'incontro?
Non è successo niente, in quanto esso non è avvenuto, o meglio, è avvenuto, ma non si sono presentati i capi politici.
Link, che era stato nominato, a sua stessa insaputa, capo della Foresta dei Kokiri dai suoi compagni, in quanto a lungo aveva vissuto senza intorno una fata rompiscatole, era in carcere, ma questo l'Onnipotente non lo avevo previsto, come pure non aveva previsto il rapimento, da parte delle Gerudo, del Capo dei Carpentieri.
A questo punto i due sono stati sostituiti, rispettivamente, da Saria, in qualità di First Lady, e da Impa, la colf del Castello che faceva anche da badante alla Principessa Zelda.
Ma Saria non si era presentata, Impa era sparita poco prima dell'inizio del vertice e anche di tutti gli altri invitati (Il Sindaco Darunia, il Re degli Zora, la Madre Superiora delle Gerudo e lo stesso Re di Hyrule) si erano ormai perse le tracce.
Assenti i Capi Politici, Silviondorf rimaneva l'incontrastato padrone di Hyrule.
Ma ormai non si interessava più del Paese, passava le intere giornate nel Tempio del Tempo, forse a pregare, forse a praticare il culto della sua stessa persona, forse a cercare qualcosa.
Hyrule intanto passò in breve dagli splendori iniziali a un periodo di difficoltà economiche dovute all'oramai nota crisi della piccola impresa (tutto il commercio era nelle mani del Cavaliere) e da quando Silviondorf non appariva più in pubblico per darsi alla vita spirituale, l'amore del Popolo calò drasticamente, fino a sfociare in odio verso i suoi attendenti.
Questi erano delle figure molto losche, entrate nelle grazie del Premier e messe ad interim a capo delle zone nevralgiche dello Stato.
La Foresta dei Kokiri fu affidata a Mido, il bullo locale.
La Montagna della Morte al più grosso dei Goron.
Il Regno degli Zora a Lord Jabu Jabu (che ce l'aveva ancora a morte con Link per la storia della supposta).
Rimasero prive di attendenti la Fortezza delle Gerudo, per le quali Silviondorf provava una certa simpatia, e il villaggio Kakariko, ritenuto dallo stesso incapace di nuocere.
"Guardatevi" riprese intanto severo il Mul... ehm Sheik:
"Sembrate dei pezzenti, conciati in quel modo l'unica possibilità di sconfiggere Silviondorf è farlo morire dalle risate..."
Poi proseguì:
"Ho un'idea: il popolo si sta stancando di Silviondorf, la politica promessa non ha coinciso con ciò che ha realizzato... i sondaggi parlano chiaro, sta perdendo punti..."
"Dove volete arrivare?" Chiese dubbiosa Navi, che ricevette la seguente risposta:
"Servono nuove elezioni e serve un nuovo leader... Link, tu sei la persona adatta!"
Gli sguardi di Navi e del Capo dei Carpentieri si incrociarono in un misto di stupore e ironia, salvo poi sfociare in una clamorosa risata:
"Ah ah ah, ma lo hai visto?" diceva ridendo la dolce fatina:
"guardalo, è un pezzente, è stupido, secondo me è pure analfabeta..."
"E poi" proseguì il Capo dei Carpentieri, che intanto rotolava a terra per le risate: "è anche brutto, hai i brufoli e le gambe storte!"
In tutto questo il povero Link, umiliato e demoralizzato, stava per lasciarsi andare a un poco onorevole pianto, salvo poi essere fermato dalle parole di Sheik:
"Che sia uno straccione e che faccia pietà solo a vedersi ci ero arrivato anch'io, non sono mica scemo" continuò poi serio:
"Ma non è che voi due..."
E li lasciò a bocca aperta, anche un po' offesi.
Proseguì: "Ascoltatemi, fategli assumere un aspetto regale... o quanto meno decente... o se proprio non ci riuscite, almeno non imbarazzante... e createvi un seguito!
Non è con la spada che dovremo affrontare Silviondorf..."
Sheik stava per iniziare un lungo e pomposo discorso politico, era infatti dritto e serio, con le mani a tenere il collo del soprabito e con gli occhi leggermente chiusi quasi ad assumere un'aria da intellettuale.
Ma quando li aprì, si accorse che i tre se ne stavano andando o meglio, Navi e il Capo dei Carpentieri, riprendendo a ridere e a sfottere Link, trascinavano il poveretto, sempre più mortificato, verso il Castello. "Aspettate, dove andate folli?" Urlò Sheik, che ricevette la desolante risposta dell'omaccione:
"Giovane, abbiamo sentito abbastanza le tue fesserie, noi, se permetti, andiamo ad affrontare Silviondorf"
E se ne andarono ridendo lasciando sgomento e deluso quel poveretto che sussurrò:
"Oh poveri noi..."