- The Legend of Zelda: Secret of Bipotence -
- CAPITOLO II: L'avventura inizia per davvero -

Di TOTUCCIO

Quando i due furono per uscire dalla foresta dei Kokiri una voce severa richiamò l’attenzione del giovane Nicol…ehm, Link!
“Ahò bello, e mo ‘ndo credi de andà, nun se scarica mica così una donna, capito?
E dov’è che te ne vuoi andà, a Hyrule City? Co’ tutte quehe donnacce?”
Si trattava di Saria, la ragazza di Link, il quale poverino non aveva la minima intenzione di partire per quel viaggio, ma del resto era l’unico modo per uscire dalla cassa integrazione, forse. Le raccontò tutta la storia per intero e passarono altre cinque ore e mezzo.
Alla fine Saria disse:
“Te credevo di più se me dicevi che te ne annavi a pijà e sigarette, comunque se è vera sta storia dell’eroe… ouh, almeno posso dì de avè er fidanzato vip!
Comunque non te credere ca me lasci così, tieni quest’ocarina, così ce possiamo sentì anche a distanza, hai capito a tecnologia!”
Presa l’ocarina e tanti altri sfottò i due uscirono finalmente dalla foresta e la prima cosa che incontrarono fu un gufo.
“Iniziamo bene” disse Link sfregando nervosamente la mano nella tasca dei pantaloni forse per cercare qualcosa…
“Salve signori, io sono Kaepora Gaebora e vi devo informare che…”
E iniziò a dire al povero Link tutti i pericoli che avrebbe incontrato a Hyrule, i pettegolezzi della casa reale, tra cui il divorzio della cugina della principessa di Zelda con un ex pilota reo di averla tradita con una donna che per metà era un pesce e la preoccupazione a corte perché la principessa stessa era solita frequentare i centri sociali, e gli propose infine di entrare nel partito dell’alleanza Monarchica. A Hyrule, infatti, la vita politica era abbastanza attiva e ruotava essenzialmente intorno a tre partiti: L’Alleanza Monarchica, capeggiata dalla casa reale di Hyrule e che aveva i punti di forza nel Dominio di Zora e Nella Città di Goron, il Partito Comunista, formato essenzialmente dai membri del Lon Lon Ranch e dai Carpentieri del villaggio Kakariko ed infine il nuovo e misterioso partito di “Forza Hyrule” di cui non si sapeva molto, se non che centrava qualcosa con la Valle di Gerudo.
Riuscitosi finalmente a togliere dalle scatole il Gufo, il quale cercò di vendergli un accendino, due pacchetti di fazzoletti e degli incensi profumati al gusto di muschio bianco, Link, sempre seguito da quella fata molto simpatica, raggiunse finalmente il castello. Entrato nel paese circondato dalle mura lo sguardo del giovane fu attratto da numerosissimi manifesti raffiguranti l’immagine fiera e maestosa di un uomo sorridente, un po’ pelato e sotto la frase “UN PRESIDENTE OPERAIO”. Nessuno sapeva cosa significasse quella frase.
Ma nel villaggio non c’erano solo quei manifesti, c’era un negozio di armi tenuto da un uomo molto fine, alto due metri, largo quattro, peloso e ben educato, infatti si presentò subito all’eroe. Lo fece ruttando.
Schifato, ma costretto poi dall’uomo fine a comprare uno scudo nuovo, il giovane visitò anche una farmacia, da cui però fu cacciato perché Navi contestava la presenza di una fata rinchiusa in un’ampolla, un negozio di maschere, dove fu assunto come lavoratore a tempo determinato in qualità di fattorino, ed un tempio, dietro il cui altare si celava l’ingresso della stanza in cui era custodita la Bipotenza. Non erano ammesse fotografie, se mai si potevano acquistare cartoline dal gufo. Finalmente i due si trovarono dinnanzi al castello e intravidero una fanciulla che cantava. Come li vide disse:
“Ciao compagni!” E Link:
“Ciao bella gnocca, che fai qui da sola e, soprattutto, chi sei?”
“Io sono la compagna Malon, aspetto che torni mio padre Talon. E’ andato a portare il latte, frutto del nostro incessante lavoro, a quei capitalisti sfruttatori che prendono il meglio e pagano poco…Questi reali, sperperano il denaro,frutto delle tasse che opprimono il popolo e poi quando c’è da pagare noi lavoratori dicono di non avere nemmeno una rupia…” “Sì, va bene, io sono Link, un futuro eroe, e questa è Navi.”
“Oh, vai in giro con una fata, che sfiga, mi fai quasi pena, d’ora in poi ti chiamerò “Bambino sfigato che va in giro con una fata rompiscatole”, ti piace?
“No!”
“Non fa niente, quando poi saremo in democrazia potrai anche dire la tua , adesso limitati a contestare il potere centrale.
Piuttosto, se incontri mio padre prendi quest’uovo, che nel frattempo sarà diventato una gallina adulta, sveglialo e ricordagli che tiene il comizio in piazza.”
Scioccato da quell’incontro Link riuscì a corrompere una guardia e si infiltrò nel castello
dove incontrò il compagno Talon. Lo svegliò e gli ricordò del comizio. Talon, in cambio, gli regalò dei volantini del partito Comunista, un buono per acquistare una bottiglia di latte -la generosità- ed un pacco di biscotti “Pan di Stelle”. Riuscito ad eludere le attentissime guardie, Link riuscì ad entrare nel cortile. Ad attenderlo c’era una bellissima fanciulla.