- The Legend of Zelda: Secret of Bipotence -
- CAPITOLO VIII: Verso il gran giorno -

Di TOTUCCIO

Mancava ormai poco più di una settimana al giorno delle elezioni e tutta Hyrule era in fermento.
Al castello però la tensione era forte e il povero re non sapeva più cosa fare per limitare il potere di Silviondorf.
Anzi, proprio la sua vicinanza al palazzo lo rendeva sempre più potente e la folla era ormai conquistata dalla sua figura.
I sondaggi infatti davano per netta la supremazia del partito di Forza Hyrule, mentre in calo era l'Alleanza Monarchica e in crisi il Partito Comunista.
"Maestà" disse fiero Silviondorf all'inizio della sua quotidiana udienza dal re:
"Mi consenta..."
"La smetta Silviondorf" disse con tono severo l'anziano re:
"Le ho dato fiducia, le ho concesso le elezioni senza neanche sapere cosa fossero, l'ho ospitata a palazzo, l'ho trattata quasi come un figlio... e lei? Come mi ripaga, spodestandomi?"
Il tono del re da severo divenne quasi rassegnato:
"Era scritto..."
Si interruppe un attimo per poi riprendere:
"Era scritto..."
Ancora un'interruzione:
"Era scritto..."
Dopo la terza interruzione stupito Silviondorf:
"Maestà...?"
"L'ho dimenticato!"
Finì allegro il monarca:
"Silviondorf... io non le permetterò di prendere il possesso della mia terra, non le permetterò di comprometterne la pace!"
"Ma Cribbio!"
Affermò con tono deciso il cavaliere nero:
"Ma lei crede veramente che io le tolga del tutto il potere?"
"Cosa vuole dire?"
Chiese sorpreso il re.
"Maestà, il popolo la ama, la vede come una guida e non accetterà facilmente la sua lontananza dal castello..."
"Dove vuole arrivare, Silviondorf?"
Riprese il re.
Per Silviondorf era un'occasione d’oro:
"Maestà, le elezioni potrebbero segnare la sua rovina, le eviti."
Ma il re non riusciva a capire dove volesse arrivare il cavaliere:
"Maestà, entrambi abbiamo un nemico comune, i Comunisti. Sfruttiamo questo nostro punto di contatto per isolarli e regnare insieme..."
Ma il re era nel pallone più completo,con lo sguardo perso nel vuoto e Silviondorf dovette essere più esplicito:
"Maestà, io le sto proponendo un ribaltone!"
Intanto Link e Navi, dopo aver lasciato la città di Goron raggiunsero in serata il villaggio Kakariko. Furono ospitati dalla famiglia dei carpentieri con i quali Link passò una notte all'insegna del vino, dei canti popolari e dell'arrosto di maiale.
Il giorno dopo non si reggeva in piedi, tant'è che quella poveretta di Navi lo dovette trascinare fino al primo corso d'acqua per cercare di svegliarlo.
A dire il vero in tutta Hyrule di corsi d'acqua ce ne era uno solo, il Fiume di Zora, fatta eccezione per il Lago di Hylia che però, essendo un lago, dubito che lo si possa considerare un vero e proprio corso d'acqua... o forse sì... comunque ciò non è influente.
Il Fiume di Zora passava proprio nelle vicinanze del villaggio e Navi pensò bene di immergervi l'eroe per cercare di svegliarlo.
Ma l'idea si rivelò tragica, dal momento che la corrente trascinò via Link che nonostante tutto continuava a dormire tranquillo.
Conscia dell'immane boiata che aveva fatto, la fatina decise di aggrapparsi all’eroe e di seguirlo ovunque li avesse trascinati la corrente.
Perse anche lei i sensi.
Entrambi si risvegliarono però all’interno di una grossa sala, con le pareti che sembravano di ghiaccio e con un'umidità oscena.
Si trovavano nel dominio degli Zora, popolo di uomini pesce specializzatisi nel corso dei secoli nel commercio ittico.
Precisamente erano nella sala del trono, al cospetto del re, cugino di terzo grado del leggendario Capitan Findus.
"Mo shalve"
Esordì il monarca:
"Mo benvenuti, qui shiete nel Dominio degli Sora, vi ha portati qui un mio shuddito!"
A tali parole il volto di Navi si illuminò e subito la fatina si rivolse a Link:
"Hai sentito Link, siamo nel regno degli Zora, roccaforte dell'alleanza monarchica!"
Ma il giovane eroe,che non aveva ancora smaltito la bronza, guardò la fata con un sorriso da ebete e si lasciò andare in un clamoroso rutto al cospetto di tutta la corte.
Dopodiché svenne.
Nelle due successive ore Navi e il re discussero circa le sorti del regno, parlarono di politica e soprattutto della scomparsa della principessa Ruto, unica donna del Dominio, nonché feroce ninfomane amante dei piloti, dei cavalieri e dei professori di educazione fisica.
Alla fine del lungo dialogo Link e Navi decisero, per riconoscenza, di mettersi alla ricerca della principessa Ruto, anche perché questa, che era stata peraltro amante di Silviondorf, sarebbe stata molto utile per la vittoria finale.
A dire il vero, trovarla non fu poi molto difficile, dal momento che non si era mai mossa dal Dominio. Lo capirono dopo aver ritrovato una pagina del suo diario in cui era chiaramente scritto che si era resa protagonista di una fuga erotica con Lord Jabu Jabu, enorme balenottera azzurra di sette tonnellate e mezzo di stazza, ex sovrano del Dominio, processato venti anni prima come nemico del popolo per aver divorato la metà della popolazione, rinchiuso nell'enorme vasca situata dietro la sala del trono e soggetto a periodiche crocifissioni dimostrative nella piazza principale.
Se trovare la principessa non fu difficile, recuperarla fu un'impresa.
Era stata infatti ingoiata viva da Lord Jabu Jabu durante il loro primo bacio e per tirarla fuori Link ebbe la brillante idea di far costruire una mostruosa supposta di tre quintali che fu piantata nel retto della balena con un sistema di leve che l'eroe aveva imparato durante la sua frequenza nelle Giovani Marmotte.
Ma l'idea si rivelò una catastrofe, giacché la supposta ebbe come unico effetto quello di far aggravare la colite di Lord Jabu Jabu, il quale, incavolato come un montone evirato, prese Link e lo inghiottì.
Ma non fu un dramma, dal momento che nello stomaco di quel mastodontico animale il nostro eroe riuscì a ritrovare la principessa che, come lo vide, cercò di violentarlo.
Ma la furbizia di Link fu tale che, una volta liberatosi dai tentativi di violenza carnale della donna pesce, credendo di aver trovato una scorciatoia, uscì con la principessa dallo stesso luogo in cui aveva poc'anzi cercato di far entrare la supposta.
Fu acclamato come un eroe da tutto il popolo e fu premiato con lo Zaffiro degli Zora e con la mano della principessa, che fu per l’occasione mozzata, decorata con coralli preziosi e donata in segno di riconoscenza all'eroe vestito di verde.
"Link..."
prese la parola Navi:
"Sei stato molto coraggioso. Sono fiera di te. Adesso però dobbiamo correre al castello, ho un terribile presentimento."
Link e Navi lasciarono di corsa il Dominio degli Zora e si diressero verso il castello.
Ma una volta arrivati a destinazione trovarono tutto il popolo di Hyurule di fronte al ponte levatoio. C'erano anche i carpentieri e i compagni Talon e Malon, ma i loro volti rimasero tesi anche dopo aver visto arrivare il loro amico.
Affacciato al balcone principale c'era il re, e accanto a lui Silviondorf che prese la parola:
"Miei cari Hyruliani, oggi è un gran giorno e tutti voi dovete essere fieri di potervi partecipare. Il nostro amato Re deve informarvi di un'importante novità"
Mentre il popolo acclamava trionfalmente le due figure, Link intravide in un'altra finestra il volto piangente della principessa Zelda, la quale, incrociato lo sguardo con l'eroe, gettò nel fossato del castello uno strano oggetto.
Intanto il Re prese la parola:
"Miei amati sudditi, devo annunciarvi che le elezioni sono state annullate..."
La folla rimase stupita e il breve silenzio che si era creato di fronte alle parole del re fu interrotto da un mormorio generale, che si arrestò non appena il monarca riprese la parola:
"Non ci sarà bisogno delle elezioni. Abbiamo trovato un compromesso. Resterò io al potere, ma con il cavaliere Silviondorf al mio fianco. Ogni mia decisione sarà presa con lui e a lui sarà affidata l'economia del regno."
A tali parole il popolo esultò festante e iniziò ad invocare a gran voce il nome di Silviondorf. Questi, dopo aver accolto l'acclamazione popolare con gesti trionfali, prese la parola:
"Voglio ringraziare tutti i cittadini che mi hanno sostenuto, non mi dimenticherò di loro. Ma allo stesso modo non mi dimenticherò nemmeno di chi in tutto questo tempo ha ostacolato il Re, ovvero dei Comunisti.
Ma sono magnanimo e ho deciso di dar loro una possibilità.
Comunisti, vi do tre giorni di tempo per sciogliere il vostro partito, dopodiché chi ne risulterà ancora tesserato sarà mandato in esilio.
Ma ora, mio amato popolo, guardiamo con gioia l'alba di una nuova era!"
Il popolo accolse con entusiasmo quest'ultimo invito del cavaliere e si lasciò a grandi ed epiche ovazioni.
Nella confusione generale il capo dei carpentieri e il compagno Talon riuscirono a mala pena ad incrociare i loro sguardi, con un'espressione che era un misto di dolore e rassegnazione.
Acclamato dalla folla e ricevuti i complimenti del Re, Silviondorf esultante disse a bassa voce: "Sono invincibile!"