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| RECENSIONE - ORACLE OF AGES/SEASONS |

 

GLOBALE:
95

Informazioni sul gioco

Titolo originale: Zeruda no Densetsu: Fushigi no Ki no Mi - Jikuu no Sho (Il frutto dell'albero misterioso - capitolo dello spazio-tempo)
Sistema: Game Boy Color
Uscita JP: 27 febbraio 2001
Uscita USA: 14 maggio 2001
Uscita EU: 5 ottobre 2001

Sono usciti ben due giochi Zelda insieme, urrà! Inoltre, come ormai tutti sapranno, sono collegati tra loro e giocarli assieme è davvero divertentissimo. Ma cominciamo a parlare più in generale delle caratteristiche di questo titolo (e, più avanti, del suo "fratello" Oracle of Seasons). Le trame di questi due giochi si assomigliano molto, e vorrei ben vedere, visto che si tratta di due storie che sono una il seguito dell'altra, a seconda di quale decidete di giocare per prima. In Oracle of Ages, Link viene incaricato dalla Triforce di svolgere una missione nella lontana terra di Labrynna, dunque viene trasportato in questo nuovo continente, dove incontra Impa, la balia della "famigerata" Principessa Zelda (uhm... ma dove l'avrò già sentita questa storia, proprio non riesco a ricordarmelo...). Impa è in pericolo perché è stata attaccata da alcuni mostri, ma l'arrivo di Link li fa fuggire. Ella dunque chiede al nostro eroe di accompagnarla dalla cantante Nayru (anche questo nome mi lascia come un'impressione di déjà vu... mah, sarà solo un'impressione), che in realtà è l'Oracolo del Tempo, da cui il nome dell'avventura. Arrivati nella radura dove la fanciulla sta deliziando gli astanti con il suo canto, da Impa sorge un'ombra nera che si presenta come Veran, Strega delle Ombre, la quale si impossessa di Nayru e grazie ai poteri di quest'ultima può cambiare gli eventi e viaggiare nel tempo a suo piacimento. Indovinate un po' chi dovrà metterci una pezza? Esatto! Link, ovvero voi. Ben presto Link acquisterà, grazie all'Arpa del Tempo, la possibilità di viaggiare tra due epoche, battezzate molto semplicemente Passato e Presente, distanti circa 400 anni l'una dall'altra. Inutile dire che se modificate degli avvenimenti nel lontano passato, la situazione del presente si modificherà a sua volta, come il Ritorno al Futuro di Zemeckis insegna. Questa idea è semplicemente splendida, anche se è stata già utilizzata, pur se in modo molto meno approfondito, in Ocarina of Time, mentre la divisione di due "mondi" ricorda molto A Link to the Past (e credo anche che questa somiglianza sia più che voluta!). Il tutto si risolve in un'avventura non molto lunga, ma veramente ben fatta, come è da anni nella tradizione Zeldiana, e contenente inoltre alcuni tra gli enigmi più geniali, ben fatti e stimolanti che io abbia mai visto. Inoltre alcune caratteristiche del gameplay sono decisamente avanzate per uno Zelda da Game Boy (per esempio la meravigliosa possibilità, molto "majoramaskiana", di esplorare i fondali marini dopo il ritrovamento di un oggetto speciale), ed aggiungono al gioco molta profondità ed un incentivo in più ad andare avanti. Completa il tutto una grafica niente affatto male, molto, ma molto, ma moooolto migliore del precedente Zelda: Link's Awakening, non solo arricchita di molti elementi nuovi e dettagliati, ma più raffinata anche negli oggetti già presenti. Oltretutto l'uso del colore, come d'altronde ci si dovrebbe aspettare da un titolo solo per Color e Advance, è migliore (per provarlo ho prima inserito nel mio Advance la cartuccia di Zelda DX e poi quella di Seasons: accidenti se c'è differenza!). Infine, non bisogna dimenticare, abbiamo il sistema di collegamento: una volta finito il titolo in questione, vi verrà data una password che dovrete inserire nell'apposita schermata dei Segreti quando iniziate una nuova partita nell'altro gioco Oracle. Troverete così molti personaggi che vi passeranno varie password, che inserite nel gioco già terminato vi permetteranno di ottenere nuovi oggetti, che potrete trasferire nel nuovo gioco in corso grazie ad un'altra password. Questo sistema è interessantissimo, ed inoltre avrete bisogno di giocare ad entrambi i titoli se vorrete combattere contro il vero e proprio, anzi i veri e propri boss finali di tutta la storia, che saranno un "piacevole" rincontro per tutti i fan della serie di Zelda. Se però avete i soldi per un solo titolo Oracle (che ne direste di farvi fare un regalino dai nonni/genitori/qualsiasi parente che sia disponibile?), vi consiglio di comprare Ages.

(Scritta nel 2002)

  

GLOBALE:
95

Informazioni sul gioco

Titolo originale: Zeruda no Densetsu: Fushigi no Ki no Mi - Daichi no Sho (Il frutto dell'albero misterioso - capitolo della terra)
Sistema: Game Boy Color
Uscita JP: 27 febbraio 2001
Uscita USA: 14 maggio 2001
Uscita EU: 5 ottobre 2001

Ed ecco a voi il secondo gioco Oracle (secondo solo perché io ho deciso così visto che la consequenzialità dei due titoli dovrete deciderla voi, potete anche far sì di giocare entrambi i giochi come collegamento dell'altro)! In questo caso, Link viene spedito dalla Triforce nella terra di Holodrum. Dopo essere rinvenuto, sente una musica che proviene dalle vicinanze del luogo in cui si trova. Seguendo il suono si ritrova in un accampamento di attori girovaghi, che in realtà sono soldati di Hyrule incaricati da Zelda (sempre lei) di proteggere l'Oracolo delle Stagioni, Din (ancora con questi déjà vu...), che nasconde la sua identità fingendo di essere una ballerina. Il tempo di una danza con un disorientato Link, e Din viene rapita dal Generale delle tenebre Onox, che la rinchiude in un cristallo per avere il completo controllo delle stagioni di Holodrum. Oracle of Seasons è stato definito da molti come un gioco più "arcade" e "tradizionale" (nel senso che si attiene al gameplay Zeldoico pre-Ocarina of Time e Majora's Mask) rispetto a Oracle of Ages. Devo dire che in effetti gli enigmi nella stragrande maggioranza dei casi non sono elaborati come quelli di Ages, ma ci sono comunque dei momenti in cui dovrete ragionare molto, seguendo l'ormai notissimo leit-motiv di ogni Zelda che si rispetti. L'uso delle stagioni inoltre vi porterà, a volte, ad usare molta materia grigia visto che non è sempre così ovvio, inoltre spesso, per ottenere vari effetti dovrete cambiare diverse stagioni nello stesso luogo. Per il resto, ho già detto tutto riguardo a questi due giochi, mi preme sottolineare solo una cosa: che per la prima volta nella storia di Zelda, due giochi appartenenti a questa serie sono stati, incredibile ma vero, tradotti in italiano (lo so benissimo che anche altri titoli di Zelda, nell'emulazione su PC, sono stati tradotti in italiano da qualche fan, ma a livello di ufficialità non è esattamente la stessa cosa). Questo è a mio parere un notevole passo in avanti nel mercato videoludico in Italia, visto che in precedenza i giochi Nintendo erano rarissime volte tradotti in italiano (fra quelli che conosco io, spiccano i vari giochi dei Pokémon e Perfect Dark per N64), e ci si poteva al massimo accontentare di un manualetto nella nostra lingua. Fermo restando che in generale preferisco i giochi in inglese, fa un certo effetto vedere una serie che amo moltissimo, come quella di Zelda, finalmente anche in italiano. Anche se, diciamocelo, la traduzione è semplicemente penosa! Non solo, nei nomi degli oggetti e dei luoghi, manca sempre la specificazione (del, dei, dello, etc.), ma alcuni adattamenti sono assolutamente improponibili, come ad esempio, in Seasons, "Sprofondia" per "Sunken City" (mio Dio, è pietoso!), ed altre ancora. Senza parlare dell'orrida scelta di tradurre termini come "Triforce" e "Rupee"... ma nel complesso, si tratta di capolavori, che di sicuro non possono essere intaccati da una traduzione approssimativa. Al massimo, se proprio credete di non sopportarlo, scegliete una più tradizionale lingua inglese.

(Scritta nel 2002)

 

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