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| RECENSIONE - THE WIND WAKER |

 

GLOBALE:
98

Informazioni sul gioco

Titolo originale: Zeruda no Densetsu: Kaze no Takuto (La Bacchetta del Vento)
Sistema: GameCube
Uscita JP: 13 dicembre 2002
Uscita USA: 24 marzo 2003
Uscita EU: 3 maggio 2003

Mi sa tanto che questa sarà una faccenda lunga. Questa recensione, intendo. Infatti c'è così tanto da dire riguardo a questo gioco, ai suoi immensi punti di forza ed alle sue altrettanto immense stranezze, che non credo riuscirò a coprire tutto in queste righe. Meglio così, almeno vi lascerò scoprire da soli perché Zelda The Wind Waker è un acquisto da fare ad occhi chiusi, nonostante alcuni limiti della struttura di gioco.
    Cominciamo col dire che in questo caso, come moltissimi già sapranno, Link deve salvare la sua sorellina, Aryll (come al solito, mi rifiuto di utilizzare gli adattamenti italiani, ma esplorerò la questione più avanti), che viene rapita all'inizio del gioco. Lasciamo perdere la trama per ora, anche perché secondo me TWW non ha una trama molto coinvolgente (beh, almeno ponendolo a confronto con l'altro miglior gioco finora disponibile per GameCube, ovvero Metroid Prime, non mi sembra ugualmente coinvolgente... dite che è grave dirlo?), sebbene l'atmosfera ci sia a palate e come al solito l'intero gioco sia infarcito di una tale personalità e di un tale carisma che può essere solo invidiato da molti altri titoli, contemporanei e non. Lo stile di gioco, vale a dire il modo di condurre Link ed il sistema di controllo, è preso pari pari da OOT, e la cosa non può che essere positiva, sebbene ovviamente l'innovazione si sia persa. Tra l'altro alcuni tasti sono meno comodi, come il pulsante Z, ma non è niente di grave. L'intera esperienza di gioco comunque è una vera goduria ed ogni più piccolo gesto è fonte di divertimento puro, ed è questo che importa. La struttura complessiva del gioco, invece, mi lascia un po' interdetta: se il fatto di rendere la nuova Hyrule (TWW è esplicitamente un "seguito" di OOT) un immenso oceano costellato di isole ed isolotti è una novità assoluta per la serie di Zelda, la cosa rende il tutto un po' troppo dispersivo per i miei gusti. Tanto per cominciare, anche se un luogo viene esplorato, non si avrà a disposizione una mappatura completa della zona, cosicché se non viene trovato, in ogni quadrato, l'apposito pesce che ci disegnerà la mappa della zona sulla carta nautica, la maggior parte delle aree esplorate rimarrà non marcata a dovere sulla mappa, col risultato che di molte isole rischia di essere dimenticata la locazione; siccome la maggior parte delle sottotrame si svolge, ovviamente, in mare, voglio proprio vedervi mentre vi scervellate per ricordare dove si trovava l'isola con l'ultimo Korok bisognoso di aiuto, quando già è difficile orientarsi seguendo solo la bussola. Tra l'altro, il buon Eiji Aonuma (direttore di questo episodio e di Majora's Mask, e si vede...) dovrebbe proprio darsi una regolata: sembra infatti che il pupillo favorito di Miyamoto prediliga le sottoquest allo sviluppo della trama, e già in MM aveva inserito tante di quelle sottotrame da far impallidire, o quasi, la storia principale. In questo TWW la cosa è portata all'eccesso, dunque avremo tantissime parti scollegate dalla trama, che però sarà necessario portare a compimento soprattutto se si vuole allungare la durata dell'avventura; e poi, ancora, "sottotrame" che possono trarre in inganno, sembrando assolutamente facoltative mentre invece si tratta di momenti indispensabili per ottenere un dato oggetto fondamentale per andare avanti. In MM, bene o male, la maggior parte delle sottoquest era più facile da seguire visto che il mondo era compatto e non risultava troppo complicato reperire tutti i personaggi e gli oggetti importanti. E lo stile grafico? Confermo che il cel-shading è usato in un modo assolutamente spettacolare, godibilissimo in ogni particolare del mondo: è una gioia vedere incresparsi un'acqua in perfetto stile cartoon, oppure le innumerevoli espressioni di Link (sebbene rimanga uno sgorbietto, per fortuna che ad un certo punto del gioco...), e tantissimo altro ancora che non ho voglia di enumerare anche perché al momento non mi viene in mente. Bisogna vederlo per essere d'accordo. Certo, qualche difettuccio c'è, per esempio la telecamera a volte non funziona proprio benissimo (cosa strana, visto che per esempio in OOT era perfetta), ed ho riscontrato un po' di aliasing che non è esattamente bello da vedere. Le musiche, invece, sono assolutamente perfette ed adatte all'atmosfera del gioco, in più presentano un mix di motivi, appropriatamente riadattati, presi da OOT, ma anche, incredibile, da A Link to the Past, anzi per quanto riguarda quest'ultimo rimarrete sicuramente stupiti nell'ascoltare come una delle sue musiche simbolo sia stata inserita.
    E veniamo alla parte conclusiva di questa panoramica, riallacciandoci ai richiami che le BGM di TWW fanno ad OOT: sebbene l'atmosfera sia radicalmente diversa da quella, epicissima, di Ocarina (ricorda di più, come ho detto, Majora's Mask), i richiami fatti a tale titolo sono innumerevoli, ma per fortuna non influenzano mai troppo la trama, facendo sì che essa si sviluppi in modo diverso, anche se molti di quelli che hanno giocato ad OOT riconosceranno molte "citazioni"; per non spoilerarvi troppo posso solo dirvi che ad un certo punto troverete un Deku Sprout piuttosto "cresciuto" (e diventato ovviamente il nuovo Deku Tree), ma che si ricorda ancora di un certo Hylian dalla tunica verde... oppure potreste occhieggiare, sotto al cappello di un corpulento venditore ambulante, la faccia di un Goron, ma mi fermo qui per non rischiare di rovinare il gioco a qualcuno. Insomma, il verdetto finale è, nonostante alcune tiratine d'orecchie da fare alla dispersività della mappa, che The Wind Waker fa ancora una volta centro. Probabilmente non si tratterà del capolavoro assoluto della serie di Zelda, ma sicuramente si pone nell'Olimpo dei capitoli meglio realizzati insieme ad Ocarina of Time ed A Link to the Past (due giochi che veramente, come TWW, sono in grado di essere apprezzati da tutti, anche da chi non ha mai conosciuto prima Zelda, o da chi non ama molto la Nintendo, sempre che non si voglia far prendere da preconcetti stupidi): un immenso, inesauribile oceano (è proprio il caso di dirlo) di delizie, di incanto e di bellezza, uno straordinario viaggio della fantasia tra fate, gigantesche rane che volano su nuvoloni temporaleschi, uomini alati e creature arboree, un titolo in cui Miyamoto (con il fondamentale contributo di Aonuma, ovviamente) è riuscito a mettere in discussione l'universo che aveva creato senza dormire sugli allori ma al contempo rispettando in modo assoluto tutti gli elementi del passato. C'è una piccola nota finale da spendere riguardo la localizzazione: ci tocca una traduzione finalmente in un italiano corretto ed assolutamente non sgrammaticato (al contrario, per esempio, dei due titoli Oracle), anzi spesso piuttosto forbito ed elegante. Tuttavia... c'è un "ma": i nomi dei personaggi, incomprensibilmente, sono stati modificati praticamente dal primo all'ultimo. Questa è davvero una cosa molto irritante, anche perché i nomi scelti per sostituire quelli originali non hanno assolutamente alcun legame con questi ultimi, ed in un caso rischiano seriamente di portare un bello spoiler alla trama. O dell'adattamento si è occupata la Valeri Manera (la famosa miss Tagliaecuci), oppure non riesco proprio a capire il perchè di modifiche tanto arbitrarie e, a dirla tutta, piuttosto fastidiose. Fortuna che si può comunque scegliere l'inglese, cosa che raccomando a tutti i fan puristi come me.

(Scritta nel 2003)

 

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