| - Il Carnevale del Tempo - |
Ogni anno le genti dei quattro mondi celebrano il Carnevale del Tempo, la stagione dell'armonia in cui il sole e la luna si trovano allineati, in cui si rende omaggio al miracolo della natura e allo scorrere del tempo e si prega per la prosperità.
Poiché in quest'occasione si indossano maschere con le sembianze dei volti delle nostre quattro divinità, è divenuta usanza creare ciascuno da sé la propria maschera per il Carnevale del Tempo.
Per buon auspicio, un uomo e una donna che si sposano nel giorno del Carnevale si scambiano delle maschere come pegno del loro amore.
Alla vigilia della festa, viene aperto l'accesso al tetto della torre dell'orologio simbolo del Carnevale, che si trasforma in un santuario. Secondo le antiche tradizioni, il Carnevale del Tempo è una festa in cui si chiede un raccolto prospero in tutte le nostre quattro regioni cantando una speciale melodia di preghiera e officiando cerimonie in cui si invocano gli dèi.

Questa storia risale al tempo in cui i popoli non vivevano ancora divisi in quattro mondi. Allora tra la gente vivevano anche quattro giganti. Durante una festa per la celebrazione della prosperità, i giganti dissero alla gente:
"Noi continueremo a vegliare su di voi nel nostro letargo.
Ci ritireremo cento passi a est, cento passi a ovest,
cento passi a nord e cento passi a sud.
Se dovesse accadervi qualcosa, chiamateci a gran voce, ad esempio dicendo 'una tormenta di neve sui monti ci ha intrappolato' o 'le onde stanno inghiottendo le nostre case'. Il vostro grido ci giungerà..."
In tutto questo, un piccolo demone, udite quelle parole, ne restò allibito e ne sofferse molto. Era stato amico dei giganti da prima che la terra venisse creata.
"Perché ve ne andate?!
Perché non restate con me?!"
La sua rabbia infantile allargò la sua ombra su tutti i quattro mondi: il piccolo demone cominciò, ripetutamente, a tormentare la gente con i suoi dispetti.
Arrivati al limite della sopportazione, i popoli innalzarono un canto di preghiera, al cui suono i giganti risposero rimproverando il demone:
"Demonietto, demonietto,
noi siamo i protettori della gente.
Tu hai fatto soffrire le persone,
perciò lascia questi mondi, demonietto,
altrimenti, in nome dei nostri protetti, ti faremo a pezzi!"
Il piccolo demone, triste ed atterrito, si rese conto di aver perso i suoi amici d'infanzia.
Ritornò in cielo, e così la pace e l'armonia furono ristabilite.
La gente, colma di gioia, venerò i quattro giganti come dèi, e così vissero tutti per sempre felici e contenti.
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